venerdì 22 luglio 2011

La chiamavano Trinity


Piccolo post aggiuntivo per soddisfare le turpi voglie dell'Iguana che nei commenti della recensione a The Descent mi aveva chiesto di approfondire un po' il mio aver definito Trinity di Matrix una "Dea Casalinga".
Lo faccio volentieri, perché noto che le discussioni che quel post ha stimolato sono ventimila volte più interessanti di boh, se avessi postato "Oh, belin, ma Transformers 3 fa vomitare i tordi perché Bay non sa girare una scena d'azione/gli è un buon lavoro perché sì le scene d'azione sono fighe, il treddì è da urlo e boh inserire x".
La Rete è già piena di lol e like in seguito a 'ste recensioni fotocopia dumb and dumber a ogni giro di fotocopia, quindi deviamo un po'...

Ho nominato Trinity quale esempio di personaggio femminile che, a mio modo di vedere, non è paragonabile a ben altri esempi (Neuromante è solo l'iceberg) che la fantascienza, credo più di ogni altro genere, ci offre in questo campo.

Grazie a una serie di autori, dalla Le Guin a Egan passando per tantissimi altri che non conosco (ma che 3 o 4 frequentatori assidui di queste parti potranno elencarvi, non abbiate timore a chiedere), la sf si è sempre occupata di genere e gender in modo maturo: dispiace quindi che quello che da almeno una generazione viene preso come film simbolo (addirittura un manifesto alla rivoluzione, un po' come Fight Club per altri versi, con la consueta faciloneria, nichilisti di bocca buona...) non sia in grado di alzare l'ante in questa tematica ma anzi, proponga un personaggio secondario di questo tipo.

Dispiace ancora di più perché all'interno dell'immaginario pop, volenti o nolenti, un film impatta molto di più rispetto a dei libri e ci sarebbe piaciuto altrimenti. Lo so, alcuni potrebbero obiettare che Matrix non è, per molti versi, opera di sf (già solo la presenza di un Eletto mette in cortocircuito alcuni fondamenti) ma è recepita come tale dalla maggioranza e questo è un dato dal quale non possiamo sottrarci.

Sia però chiaro che il sottoscritto vede Matrix più come un film di fantasy e di una fantasy un po' particolare, raffigurante delle divinità, le loro lotte e i loro contrasti, elemento su cui torneremo più avanti per un attimo.

Come hanno già detto molto meglio del sottoscritto gli autori nominati in calce a Descent, Trinity propone purtroppo una involuzione della cyber-donna e, insieme a qualche eroina similvestita che imperversa in alcuni campi del Perturbante, ci ha fatto fare passi da gambero per rimediare ai quali ci vorrà qualche tempo. Serve sempre più tempo a recuperare e ricostruire che a distruggere e danzar sulle macerie.

La questione non è semplice, in quanto nulla viene "urlato" ed esposto in modo da essere identificabile con una certa facilità, ma accumulando alcune scene e segni presenti nella trilogia Trinity non riesce a uscirne fuori come persona di pari potere e spessore rispetto ad alcuni compagni maschi.

Vero, ci sono istanti in cui mostra sicurezza e capacità di alto livello (la rimozione dell'insettoide da Neo, per esempio) ma non riescono a pareggiare lo scotto di tanti altri momenti sparsi.
Viene ritratta mentre porta con fare servizievole la cena su un vassoio a Neo o, pur ricevendo lo stesso identico allenamento di gran parte dell'equipaggio si trova spesso, nell'arco dei tre film, in difficoltà e deve essere soccorsa e salvata da altri compagni, perché mai a lei accade più spesso che ad altri?

E a proposito di salvare, è illuminante a tale proposito la differenza, terribile, fra le due scene nelle quali Trinity salva la vita a Neo e in seguito Neo restituisce il favore.
Trinity opera una sorta di magia/miracolo che si basa sul suo amore per Neo, restituendolo alla vita con un bacio che riporta il tutto in un setting fiabesco.
Neo invece utilizza capacità psicofisiche e conoscenze approfondite, rimuovendole un proiettile e praticandole un massaggio cardiaco con le mani.
La differenza è sostanziale e decisiva, non può importare in questa sede (ma a me importa di rado in assoluto) se tutto ciò fosse o meno la volontà degli autori, in quanto il messaggio che emerge da una comparazione come questa credo sia univoco.

L'azione di Trinity è l'amore della donna buona e fedele, quella di Neo chirurgia di alto livello.

Il tutto si collega e trova altro momento di subordinazione di ruoli e specifiche nel terzo film della serie: Trinity si sacrifica per il suo uomo (che è  fuori casa a salvare il mondo, come ogni Eroe che si rispetti) e muore quindi nella giusta maniera della donna fedele e innamorata fino alla fine, sacrificandosi per il suo manzo.

Dopo un inizio che lasciava presagire altro, Trinity finisce per ricoprire un ruolo di secondo piano e non le vengono nemmeno affidate più di tanto le classiche scene di competenza scientifica che buona parte dei compagni maschi invece hanno, fosse anche solo lo studio del codice della matrice su qualche schermo. Diventa ben presto il lato romantico e interesse d'amore per Neo, fornendo quel minimo di sentimento ed espressione al glaciale Reeves. Un po' poco per l'eroina rivoluzionaria che ci aspettavamo, sebbene Matrix tutto sia così affollato di stereotipi di genere e razza da far sospettare sia stato concepito in qualche laboratorio dell'Alabama.

Riguardo al "fantasy con divinità" cui avevo accennato a inizio post: quando vidi la prima volta Matrix, nell'anno di uscita, ne ero moderatamente entusiasta, vista la povertà di pellicole decenti che pescassero in certo immaginario (e qualche anno di esperienza e studio in meno) me non solo i due episodi seguenti si sono dimostrati così deboli da far pensare che non fossero nemmeno scritti/filmati dalle stesse persone: anche il primo film non ha superato una seconda visione e, pur riconoscendo ottime capacità di mescolare e gestire il solito minestrone meta-pop, ne esco deluso per la sua incapacità di andare al di là del semplice intrattenimento pop corn.

Dove una fetta della fantascienza e del cyberpunk pesca, dialoga e riflette su temi quali economia, rapporti sociali, gestione del lavoro, shift nei ruoli e nei sessi, globalizzazione e altro, Matrix si propone come via di fuga da quella stessa realtà.

Incapace di operare a qualsiasi riflessione, di innescare nello spettatore un cambiamento anche lieve a fine visione, slitta dalla fantascienza al fantasy, offrendoci una colorata e pittoresca fuga per la canonica ora e mezza, in sostanza il contrario di quanto viene offerto a Neo a inizio film.

La grande narrativa di genere non dovrebbe anche offrirci riflessione sulla realtà? Lo rivendicano in particolare gli autori eh, non i lettori, figurarsi, a me anche l'intrattenimento puro talvolta non dispiace, ma sembra esserci sempre più solo questo e se la dieta diventa fissa hai voglia a contare le carenze nutrizionali.

Incapace di riflettere sulla realtà ci offre la solita fiabetta di Guerra e Amore fra divinità che pescano più o meno nel bacino greco romano e nordico e che quindi (causa il ristretto bacino di pesca) obbligano la Divinità Donna di turno, per quanto magari suprema nel suo campo (anche se Niobe mette in discussione perfino questa supremazia nel pantheon femminile), relegano dicevo, per via della natura gerarchica di queste organizzazioni, a un ruolo di secondo piano rispetto alle più potenti divinità maschili.

Portami la cena, veloce, che tutte le volte che torno a casa dopo aver salvato il mondo ho una fame boia, tesoro!

Buona fuga.
Lo fa capire anche Morpheus che quando si scappa si sta sempre al calduccio e non si mangia la sbobba schifosa nè si rischia nulla...


Czarniawska, B e Gustavsson E. (2008) The (D)evolution of the Cyberwoman?, Organization 15; 665
Bassham, Gregory (2002) The Religion of The Matrix and the Problems of Pluralism, in W. Irwin (ed.) The Matrix and the Philosophy. Welcome to the Desert of the Real, pp. 111–25. Peru, IL: Carus.
Freeland, Cynthia (2002) Penetrating Keanu: New Holes, But the Same Old Shit, in W. Irwin (ed.) The Matrix and the Philosophy. Welcome to the Desert of the Real, pp. 205–15. Peru, IL: Carus.
Haraway, Donna (1991) Simians, Cyborgs and Women: The Reinvention of Nature. London: Free Association Books.

35 commenti:

  1. aspetta compare, facciamo un distinguo doveroso che tu stesso hai praticamente già fatto: il primo matrix non ha praticamente un cazzo a che vedere con gli altri due film della trilogia. matrix reloaded e matrix revolution sono, forse, i peggiori seguiti di una qualsiasi trilogia, che nulla apportano al primo capitolo e nulla è ciò che rimane di loro nella mente di chi li ha visti (almeno nella mia povera testa di cazzo).
    perciò una differenza, sensibile, del ruolo di trinity c'è e si vede, a partire dalla tua considerazione del bacio risvegliante/massaggio cardiaco: nel primo film Trinity è il deus ex machina annunciato e il suo ruolo è incastonato all'interno della vicenda tanto quanto è svilito (diciamolo pure, svilito?) nei due altri capitoli.
    Nel primo matrix, Trinity è la donna tosta, che rischia al pari degli altri, la cui presenza provoca il tradimento di Cypher fino al momento topico in cui, appunto, ti piazza l'oplà col bacio resuscitaNeo.
    "Diventa ben presto il lato romantico e interesse d'amore per Neo, fornendo quel minimo di sentimento ed espressione al glaciale Reeves. Un po' poco per l'eroina rivoluzionaria che ci aspettavamo, sebbene Matrix tutto sia così affollato di stereotipi di genere e razza da far sospettare sia stato concepito in qualche laboratorio dell'Alabama."
    a me, più di questo, ha fatto specie - per non dire altro - non tanto che Trinity (occhio che parlo sempre del primo matrix) diventi il lato romantico di Neo, che per inciso ci può stare anche in base al plot (profezia dell'oracolo) quanto che quel tontolone di Neo non si accorga di un cazzo.
    Insomma, matrix è una favola moderna (rimodernata?) e Trinity ricalca in parte lo stereotipo dell'eroina in cerca del grande amore, però lo vedi che è tosta e incazzata, e nell'arco del film ti dà l'idea di donna: con le palle, ma pur sempre donna. al contrario di Neo, uomo peggio che stereotipato perchè è pure scemo da non accorgersi che la tipa le fa il filo.
    Negli altri due capitoli invece sì che sono d'accordo con te, con Trinity che se non è ridotta al rango di "sguattera, cucina e poi ciucciamelo" poco ci manca.

    RispondiElimina
  2. 1) Non vedo perchè parlando di un personaggio presente in tutta la trilogia ci si debba limitare all'analisi di un capitolo, lo trovbo fuorviante, è come se di un film commentassi solo i primi 30 min...

    2) "Donna con le palle" non si può sentire eh ;)

    RispondiElimina
  3. Grazie a una serie di autori, dalla Le Guin a Egan passando per tantissimi altri che non conosco (ma che 3 o 4 frequentatori assidui di queste parti potranno elencarvi, non abbiate timore a chiedere), la sf si è sempre occupata di genere e gender in modo maturo

    Soprattutto, esiste un premio annuale assegnato specificamente a quelle opere di fantascienza o fantasy che "contribuiscono ad arricchire od espandere la comprensione delle tematiche legate al gender", assegnato ogni anno da una giuria composta da quattro donne e un "token man" : il James Tiptree Jr. Award

    http://en.wikipedia.org/wiki/James_Tiptree,_Jr._Award

    Ammetto il mio pregiudizio (è stato fondato da una delle mie scrittrici preferite in memoria di un altra delle mie scrittrici preferite) - ma per me è di gran lunga il premio fantascientifico dal livello qualitativo più alto. I vincitori del Tiptree presentano quasi sempre personaggi tridimensionali (a qualsiasi sesso o genere appartengano) , ottima scrittura ed idee originali sviluppate in modo coerente, quelli dell' Hugo spesso si fermano ad una delle tre (se va bene)

    RispondiElimina
  4. aaaarhg! ma questo è ancora peggio del post su descent! Dio bo, ma rilassarti un pochino? Eddai, non è che tutto, tutto, tutto debba essere visto nell'ottica ultra-femminista. Di questo passo finiamo a leggere la 27ora sul sito del corriere!

    Sukador

    RispondiElimina
  5. Ahahahahaha orcodue, Sukador wins 'n powns!

    (Io però non posso evitare di ripeterlo: il mio interesse, che alcuni definiscono ultra o vetero femminista e io non so nemmeno cosa voglia dire femminismo anche senza ultra e vetero, è quello: temo che perderò un bel po' di lettori e ci sta tutta eh,lecitissimo, quasi "giusto", non ci posso far nulla, devo seguire i miei interessi, provo piacere a occuparmene... Grazie Marco per la segnalazione)

    RispondiElimina
  6. scusa, ero al cine (immenso Ocelot!. Il fatto è che, ammettilo, sembra che stai a guardare davvero dettagli assurdi! Cioè, mi viene in mente un'intervista a Laugier che diceva che c'è gente che sostiene che lui è misogino perchè in Martyrs tortura e uccide delle donne... sbaglio?

    Sukador

    RispondiElimina
  7. Si tratta di una tua impressione, come faccio a dirti se sbagli?

    Se tu che trovi questi dettagli "assurdi" avrai i tuoi motivi e ragionamenti, evidentemente per te Trinity non è così come l'ho descritta io e ci sta tutta.

    Io posso solo affiancare alle mie considerazioni fatti e dati riscontrabili nel film, ma non posso pretendere di convincere chichessia, è piuttosto semplice come questione...

    RispondiElimina
  8. 1) beh, ti ripeto, sempre in my honest opinion, io prenderei il primo matrix come film a se stante, gli altri due secondo me sono ben lungi dall'avere profondità d'intenti e picchi qualitativi rispetto al primo. ed è un discorso che riguarda anche le considerazioni gender.
    d'altra parte, già detto che son d'accordo con te sul ruolo infimo dato a trinity in reloaded e revolution

    2) preferisci "donna con gli attributi"? :P

    RispondiElimina
  9. Il problema per me è dato dal non aver pensato fin da subito a una trilogia. Detta ancor meglio: l'aver aggiunto due film a quello iniziale.

    Neo al termine del primo non ha più bisogno di nessuno: tutti gli altri, Trinity compresa ma non solo, non riescono nemmeno in un centesimo di quel che lui è capace.
    In quest'ottica ogni rapporto, sia di amore sia di amicizia o di semplice collaborazione, non è mai "tra pari".

    Per il resto concordo con la tua analisi, ma terrei anch'io separato il capitolo iniziale dagli altri, aggiunti in seguito. Film per cui comunque non stravedo, ma che ricopre la sua importanza nonostante tutto all'interno della fantascienza.

    Per dirla più brevemente: in Neuromante non ci sono "Eletti". (Per fortuna!)

    Novek

    RispondiElimina
  10. Non sono d'accordo sull'ultima tua analisi della trilogia di Matrix. Soprattutto il primo episodio, per tematica, stile e genere, dona molti spunti di riflessione eccome. Poi che non lasci qualcosa nello spettatore a fine visione è assolutamente soggettivo. Per la mia esperienza non è stato affatto così. Matrix non è stato un film perfetto ma molto importante.

    RispondiElimina
  11. Non lo faccio spesso perché ritengo che sia una della cose da ritenersi ormai acquisite da tutti e sempre, ma mi pare ovvio che qualsiasi considerazione e giudizio una persona esprima sul suo blog sia da considerarsi soggettiva, così come mi pare ovvio e in qualche misura sano il fatto che ci sia gente che la pensa in modo diverso.

    Dal confronto fra diversi pareri soggettivi possono nascere dei cambiamenti e messe in discussione dei pareri stessi, è uno dei più grandi, a mio modo di vedere, miracoli dell'umanità.

    Tutto, in ambiti come questo, ruota intorno a verosimiglianza e convincimento, in quanto non esiste (per me eh) Verità. E io non ho ancora trovato nessun scritto/discorso/persona in grado di farmi cambiare idea (con dati e ragionamenti, ovvio, che il loro giudizio da solo non può bastare) nei confronti di quello che penso di Matrix, anzi, ne ho troavto un po' che hanno consolidato il mio parere e di solito (ma è sicuramente un caso) mi paiono scritti, formulati, pensati con maggior cura rispetto hai pareri positivi che ho letto e (sempre nella media) portano parecchi dati in più a corroborare le loro ipotesi...

    La ricerca di ragionamenti e giudizi che contrastino il mio e che mi convincano ovviamente continua ed è lavoro infinito.

    Grazie però per avermi fornito l'occasione per ribadire che i miei pareri sono soggettivi, tendo a darlo per scontato e secondo me dovrebe esserlo ma bisogna ribadirlo in quanto non voglio dare l'impressione di essere evangelista di chissà quale gran verità.

    RispondiElimina
  12. @ Novek:

    "Per dirla più brevemente: in Neuromante non ci sono "Eletti". (Per fortuna!)"

    Hai il dono della sintesi e una sintesi fra le più felici!

    RispondiElimina
  13. Ehi! Sono lusingato, addirittura un post intero di approfondimento! Wow!

    Prima di parlare di Trinity, che come vedrai non ho poi molto da dire, due note laterali.

    Matrix lo vidi a suo tempo al cinema, mi piacque, ma come mi capita per molti film, ad ogni ulteriore riflessione sui contenuti perdeva qualcosa per la strada, tanto che, rivisto pochi mesi fa, in compagnia dei pargoli, mi son chiesto cosa c'avessi mai trovato di entusiasmante la prima volta. (risposta? Gli effetti speciali, davvero fighi!).
    La trilogia non l'ho mai vista fino in fondo: la visione del noiosissimo protofascista ultracool sciccosissimo secondo capitolo mi ha steso definitivamente, e con Matrix ho chiuso.

    La tentazione di leggerlo come film fantasy nel senso che gli dai tu è forte, ma temo che tale lettura non passerebbe alcun stress test. In pratica tu dici che visto che la fantascienza è una roba seria, e Matrix non lo è per nulla, allora non può essere fantascienza. Deve essere fantasy (dove notoriamente si riescono a far passare ruschi e buschi).
    Magari fosse così!

    Invece Matrix è, purtroppo o per fortuna, fantascienza. Lo è per tutto l'aspetto visivo, lo è per ambientazione e storia, lo è per il mood che i fratelli Wachowsky hanno creato. Che poi sia fantascienza dalle premesse stupide ed inconsistenti, tranquillizante e consolante, e pure conservativa e reazionaria, beh… non posso che concordare. Però sempre fantascienza è. (La presenza di un Eletto non inficia il ragionamento: quanta fantascienza esiste che tratta temi religiosi/filosofici?).

    Detto questo, su Trinity non rimane poi molto da dire. Quel personaggio è perfettamente integrato in un meccanismo malvagio (!) di suo. La Trinity del primo film non l'ho trovata criticabile in quanto "personaggio femminile". Assolve alla sua quota di coolaggine: c'è il maschio bianco testone ma eroico, il nero provato dall'esperienza ma invero saggio, il giovane ingenuo, il pilota stracazzone, e via così dicendo. Vuoi che non ci fosse un ruolo obbligato per l'algida fanciulla in latex?

    RispondiElimina
  14. Non ho detto che la fantasy è meno seria della sf (tu mi vuoi mettere nei casini apposta e farmi sbranare da orde di fan) ho solo detto che mi sembra avere, nei confronti della sf, meno mezzi per riflettere sulla realtà e ho anche aggiunto che l'escapismo non è male se preso a giuste dosi.

    Però...
    Io non sono esperto di fantascienza eh, questa cosa qui è sacrosanta, quindi se un insieme di persone che la bazzicano di più e del cui parere mi fido mi iscrivono Matrix nella sf io tendo a crederci...

    Oh, sai quale altro film mi ha pompato alla prima visione e poi deluso man mano che ci pensavo e lo rivedevo? Donnie Darko...

    Mentre per esempio Moon ha già retto 3 visioni, sono contento!

    RispondiElimina
  15. Io quando si parla di Matrix riesco in maniera quasi grottesca, a litigare col mondo intero. Non ho apprezzato il film a una prima visione, ho continuato a ritenerlo quanto di più vuoto e sopravvalutato sia mai stato concepito in tutte le visioni successive. Ovviamente, non ho mai visto il secondo e il terzo.
    E ricordo come (riferendomi solo al Matrix originale) mi diede fastidio il personaggio di Trinity all' epoca e quanto la ritenessi una specie di fantasia maschile incarnata in latex e celluloide.
    Poi, vabbè, i vari figli bastardi di Matrix hanno fatto anche peggio alle figure femminili e mi riesce difficilissimo (anche se non sono un' esperta in materia) trovare delle donne tratteggiate in modo decente nella fantascienza (cinematografica) successiva (e realizzata a imitazione di) Matrix.
    Elvezio, magari perderai dei lettori, ma hai acquistato sicuramente una commentatrice fissa, perché credo che manchi davvero un' analisi seria e profonda dei vari personaggi femminili all' interno del Genere.
    Io è un po' che mi gingillo con l' idea di scrivere qualcosa di espressamente dedicato allo slasher in tal senso...ma non credo avrò mai la costanza di farlo.

    RispondiElimina
  16. Matrix non mi è dispiaciuto.
    Ho scansato i sequel come la peste, quindi posso contribuire pochino sull'evoluzione del personaggi Trinity.
    Anch'io ho sperimentato il progressivo decadimento del gradimento per Matrix, che ad ogni nuova visione (forse perché si perde l'elemento di sorpresa degli effettoni) mi pare più banalotto; e a dirla tutta, credo che Dark City fosse meglio di Matrix...

    Sulle donne nella fantascienza... pur preferendo Joanna Russ a James Tiptree Jr (sì, così facciamo un po' di flame war con Marco :-P), sottoscrivo il consiglio e, almeno in linea di massima, il giudizio di qualità sul Tiptree Award.
    Vorrei però segnalare che l'opera di lenta erosione di certi cliché piuttosto triti (le astronaute in bikini, la "casalinga cyberpunk" di Elvezio e così via), inizia fra gli anni '20 e '30 con C.L. Moore e Leigh Brackett, ed ha in fondo i suoi germi, inopinatamente, in E.R. Burroughs (le cui eroine, per quanto polpose e discinte, erano sempre competenti e "empowered"), e in R.E. Howard (al quale una serie storica con una protagonista femminile "forte" venne cassata perché i lettori di avventura storica non volevano donne come protagoniste).
    Gli autori, apparentemente, sono sempre stati più avanti di almeno una buona fetta del pubblico.

    In questo senso, oggi, persino la fanascienza seriale commerciale (penso ai romanzi di SF militare di David Weber o John Ringo) scritta da autori maschi e diretta ad un pubblico maschile, riesce a prentare personaggi femminili che non sono solo uomini con le tette (scusate il francesismo) e che non decadono nella modalità unidimensionali di "fidanzata in pericolo" o "stronza vendicativa".
    Il che, io credo, costituisce un altro punto di forza spesso trascurato del genere.
    Altro che letteratura per adolescenti...

    Potremmo fare un cartello "Venite da noi, che noi c'abbiamo le donne vere (e anche le vere piccole creature pelose di Alpha Centauri)".

    OK, fine farneticazione.

    RispondiElimina
  17. Matrix ha fatto fare un salto tecnico al Cinema al pari di Avatar (non ha inventato nulla di nuovo, ma ha rivoluzionato la fotografia e le modalità di ripresa del profilmico). In entrambi i casi la struttura narrativa offerta al pubblico ha più o meno le stesse solidità e le stesse pecche.

    Analizzare la figura di Trinity è sicuramente utile ai fini del tuo saggio, ma - in generale - è solo un personaggio scritto male, in un film di buona fattura al centro di un'operazione transmediale diegeticamente disastrosa (se solo penso al videogioco...)

    RispondiElimina
  18. Ci andiamo leggerini eh?

    Mi accodo a quanto detto da Iguana sul Matirx, guardato il primo con interesse (scemato con le successive visioni), scassato la minchia immediatamente col successivo che non sono riuscito a terminare, ignorato di conseguenza il terzo. Non mi avventuro quindi in giudizi troppo arditi, anche se l'analisi fatta in loco sul personaggio di Trinity mi sembra ottima e ben argomentata, come al solito.

    Mi permetto invece un paio di osservazioni. Il discorso che siccome questo è un blog allora le cose scritte sono opinioni mi sembra un discorso un po' da paraculo. L'ho sentito fare tante volte anche in situazioni (in teoria) più professionali di questa e mi è sempre sembrato una paraculata. Elvezio, se dici che una cosa non lascia il segno uno prende l'affermazione così com'è e la confuta in quanto tale. Hai espresso il concetto in maniera generale ed assoluta, non come un'opinione. E' la stessa differenza tra il dire che una cosa è brutta e che una cosa non mi piace, tanto per capirsi.

    Secondo punto, anche secondo me Matrix è fondamentalmente un film fantastico con ambientazione Sci-Fi, per gli stessi ragionamenti fatti su Star Wars, però Elvezio ho letto anche io le tue parole come una critica sottointesa allo spessore del Fantasy. Io credo che lo spessore delle opere dipenda dagli autori, non dal genere, che può aiutare o meno, certo, ma non è così determinante come si tende a far credere.

    Sul discorso dell'emancipazione della figura femminile invece vorrei un po' di chiarezza. Cosa si vuole? Si rifiuta lo stereotipo della fidanzata in periocolo stile Lois Lane, ok, si rifiuta il ruolo femminile come comprimaria di un preminente protagonista femminile, ok ,si rifiuta la figura della donna come "maschio con le tette", ok, ma alla fine?

    RispondiElimina
  19. 1) Sono opinioni. Non so come dirlo in altra maniera, mi spiace. Se pensi che non lo siano credo che sia un problema più tuo che mio, devi lavorare tu sulla tua percezione, io credo che il mio ribadire "sono opinoni" sia il massimo che possa fare.

    2) L'escapismo è cosa buona in assoluto, per me. Ognuno può preferire quel che vuole, io per esempio preferisco angoscia e terrore, figurati. Credo che sommando tutte le mie letture (ehi, è di nuovo una opinione e una esperienza personale, deal with it) non c'è confronto fra come la sf dialoga e si rapporta con il reale e come invece il fantasy arranca. Se hai altre letture è chiaro che ne ricavi altre sensazioni, non vedo il problema, esistono entrambe.

    3) Quale chiarezza vuoi? Io non voglio niente, io sottolineo solo i guasti, mi spiace, non propongo soluzioni. Se invece mi stai chiedendo un leenco di donne che trovo distanti dalla dicotomia che vedi e proponi, allora: Rosemary, Ree, Allegra Geller, Samantha,Edie Stal, Annie Wilkes, Kate Miller, Miriam Blaylock, Donna Trenton, Beatrice Manowski, Kathleen Conklin, Anna/Naomi Watts. L'elenco è lungo, sono solo alcuni esempi e spunti, con più o meno difetti, ce ne sono tanti altri.

    RispondiElimina
  20. Mah, l'unica cosa che ho notato è che il primo Matrix era valido (ma invecchia male), il secondo così e così, il terzo non l'ho neanche visto. Ignorato, e qualcosa vorrà pur dire...
    Tralascio i discorsi sul femminismo etc, invece mi ha colpito questo passaggio.

    non c'è confronto fra come la sf dialoga e si rapporta con il reale e come invece il fantasy arranca.

    Se non vado troppo off topic, posso chiedere il perché?
    E ci si riferisce al solo fantasy italiano?

    RispondiElimina
  21. No, anzi, il contrario: mi riferisco al fantasy straniero in quanto quello italiano non lo leggo da tempo quindi non saprei dirti e tantomeno potrei parlarne con cognizione di causa, vorrei fosse chiaro.

    Si tratta di una considerazione inerente la mia esperienza di lettore di genere e devi quindi tenere conto che non ho letto molta sf e fantasy rispetto al perturbante o al mainstream, ma credo comuqnue di averne letta un po'...

    Dalle mie letture ho ricavato la sensazione che mentre talvolta (anche spesso per me) la sf affronta tematiche che sono di "scottante attualità" (si dice così?) e mi porta, a fine lettura, a qualche tipo di cambiamento o riflessione, ecco, la fantasy che ho letto queste tematiche non le affronta attua una mimesi così forte da far quasi perdere il punto. In più tende a universalizzare e offrire maggiori dosi di (sano, ripeto) escapismo, con punte altissime anche dal punto di vista tecnico.

    Ma dall'escapismo fantasy io torno alla base invariato e sollazzato (che è bella cosa già questa), dalle problematiche morali e di vario altro tipo offerte dai massimi della sf io torno alla base variato e sollazzato e se devo scegliere preferisco la seconda e di gran lunga, visto che il sollazzo c'è in entrambe. Poi, per fortuna, abbiamo parecchio tempo e non dobbiamo realmente scegliere, ma il tempo comincia a essere sempre meno...

    E, ovvio, ho trovato valide eccezioni anche in campo fantasy.

    Considerazione generale: sono stupito che a molti Matrix non sia poi piaciuto più di tanto, davo per scontato il contrario!

    RispondiElimina
  22. @Elvezio
    Sulla questione Sf vs Fantasy, credo che semplicemente ti sia perso un po' di romanzi fantasy di quelli tosti.
    Questo non perché tu sia malvagio o privo di gusto o chissà che, ma perché con l'inflazione di titoli fantasy degli ultimi anni, il materiale valido e significativo finisce disperso nella nube di ciarpame, e se il genere non è uno che segui e marchi stretto, molta roba te la perdi.

    Ma attenzione - non è solo il fantasy letterario (Crowley, per dire), che costituisce se vogliamo un'eccezione al dominio dell'escapismo puro.
    Anche il fantasy "di massa" o di medio livello riesce ancora a sollecitare l'intelligenza.
    Penso ad esempio al dibattito accesissimo che all'inizio del 2011 ha coinvolto il fantasy nella sua capacità o meno di proporre modelli morali - stimolata dal successo dei romanzi antieroici di Joe Abercrombie.

    O penso ad una cosa come Desert of Souls, di Howard Andrew Jones - uno che ha avuto la faccia, nell'America post 9/11, di pubblicare un fantasy di ambientazione araba e rigorosamente "islamico"; che è un gran baraccone, è divertentissimo, è scritto benissimo ed è andato contropelo a parecchi su entrambi i fronti integralisti (cristiano e islamico).

    Uno dei problemi, nel confronto SF vs Fantasy, è che le metafore del fantasy sono più ampie, i concetti sui quali l'autore compie i suoi esperimenti sono più generali.
    Cascare nella banalità è (fose) più facile.

    Inoltre, credo (e qui butto lì un'idea erertica, poi magari ci faccio un post a casa mia), che la fantascienza stia trovando giovamento dal fatto di non essere più il genere fantastico di punta - non avendo più grandi fenomeni mediatici con i quali confrontarsi (o avendone di meno rispetto al fantasy e all'orrore), sta ritrovando una certa libertà di sperimentazione.
    L'autore di SF non deve più soddisfare l'editore/spacciatore e imitare Star Wars o Matrix, non ha l'incombenza di seguire il filone di Lord of the Rings, Harry Potter o World of Warcraft, non deve sfornare vampirelli o zombi, quindi può tornare a divertirsi.

    RispondiElimina
  23. "Sulla questione Sf vs Fantasy, credo che semplicemente ti sia perso un po' di romanzi fantasy di quelli tosti."

    Sì, io ne sono certo eh, per quello parlo di mia esperienza di lettura...

    Però penso anche che questo tuo punto:

    "Uno dei problemi, nel confronto SF vs Fantasy, è che le metafore del fantasy sono più ampie, i concetti sui quali l'autore compie i suoi esperimenti sono più generali.
    Cascare nella banalità è (fose) più facile."

    sia importante e da considerare...

    RispondiElimina
  24. leggendo tutti questi commenti negativi mi veniva da chiedermi "Ma tutta la gente che sbavava per Matrix 10 anni fa che fine ha fatto?"
    a mia memoria infatti Matrix (al di là della sua bellezza o meno come film) aveva colpito fortissimamente l'immaginario collettivo (non a caso i due sequel arrivano a grandissima richiesta), le scene di evitamento dei proiettili e la grafica a lettere verdi cangianti sono state subito omaggiate-parodiate mille volte ma il discorso andava ben oltre il cinema
    mi ricordo Casarini (quello dei centri sociali) che definiva Matrix la metafora perfetta del biocapitalismo, c'erano paragoni filosofici molto alti (il mito della caverna di Platone, i simulacri di Baudrillard), hanno addirittura chiamato Matrix una trasmissione di approfondimento politico
    insomma, tutta questa pervasività e non c'è nessuno qui che lo difende? i commentatori qui vengono tutti da Marte? siccome non lo credo butto lì la mia: Matrix è piaciuto soprattutto al pubblico generalista, non ai fan seriali di fantasy, sf o cyberpunk (non dimenticate questo filone, tutto Matrix ruota attorno ai computer, Neo è un hacker eccetera) e lo ha fatto prendendo qualcosa da tutti questi generi, volgarizzandoli o imbastardendoli per raggiungere un pubblico attirato dalle (ottimamente girate) scene d'azione che davanti a due concetti spiegati alla carlona ha creduto di trovarsi davanti a una rappresentazione della Verità
    sono troppo sprezzante nei confronti del pubblico medio?

    RispondiElimina
  25. Un paio di chiarimenti da parte mia.
    I primi due punti erano più che altro per segnalare due passaggi che erano male interpretabili. Rimango della mia idea sulla questione delle opinioni (che secondo me dovrebbero essere distinte dal giudizio critico vero e priorio, senza nulla togliere alla loro legittimità). Poi per carità, a casa propria ognuno fa come preferisce :)

    Sul discorso delle figure femminili invece credo di essermi espresso male, sorry. Penso che sia un argomento molto interessante anche se mooooolto complicato da trattare, mi ponevo però il problema di quali potessero essere dei modelli alternativi a quelli criticati. Non è questione di volere la pappa pronta, ma proprio di avere/offrire spunti, e mi riferisco a tutti quelli che hanno postato sull'argomento. Il tuo elenco di personaggi è un bel punto di partenza per chi legge.

    RispondiElimina
  26. @ MM: credo che la critica sia un atto politico di narrazione e convincimento, non ritengo ci possano essere concetti assoluti, la vedo indistinguibile dal campo dell'opinione personale (basta, ovvio, non ricadere in semplificazioni quali piace/non piace senza perché)...

    No, no hai fatto benissimo a chiedere altri modelli, altrimenti il lettore può pensare che non mi vanno bene nè le donne fragili nè quelle mascoline, mi hai dato occasione di elencare alcune figure che ritengo interessanti e devianti da quella norma dicotomica, è il vantaggio di operare in rete invece che su carta, c'è rapporto con chi mi legge e si accresce di comento in commento, alla fine conta il totale, è servito anche a me pensare a un elenco dopo la tua richiesta :)

    @ Anonimo: credo sia il destino del pop e del meta fatto come lo fanno i Wachowski: preparare il minestrone come lo preparano loro è roba che alla fine ha appeal per chi desidera pappa già masticata, cool, che non presenta difficoltà di digestione. Un conto è vedersi Matrix, appunto, un conto leggersi Baudrillard. Preferisco la seconda opzione, mi sono divertito con la prima sul momento, ma la seconda opzione ti rimane sulla distanza.

    In più Baudrillard puoi trasformarlo in mezzo di riflessione e indagine, ti fornisce metodi e attrezzi, Matrix (a me) no...

    RispondiElimina
  27. Elvezio dice: "tu mi vuoi mettere nei casini apposta e farmi sbranare da orde di fan"

    Certo! A cos'altro servono gli amici? :-)

    Su Donnie Darko e Moon la penso come te.

    Sul fantasy credo se ne sia discusso abbastanza. Sono convinto anch'io che quel genere abbia *in generale* meno strumenti per affrontare e discutere la realtà.

    Però, visto quanto sei interessato alla rappresentazione dei personaggi femminili nella letteratura e nella cinematografia di genere, io ti consiglierei quello che tendo sempre più a considerare un testo fondamentale in merito. Così poi avrai minimo minimo una mezza dozzina di esempi di donne e fanciulle degne di nota.

    Mi riferisco a Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George RR Martin.

    Ma capisco che suggerire la lettura di una saga fantasy possa risultare scoraggiante. In alternativa puoi dare un'occhiata alla serie HBO Game of Thrones. Son dieci puntate in tutto, e raccontano molto bene (in alcuni casi anche meglio del romanzo) le vicissitudini del primo romanzo del ciclo.

    Visti i tuoi interessi credo sia qualcosa che non puoi proprio evitare di provare.


    E per finire…

    Questa affermazione: "credo che la critica sia un atto politico di narrazione e convincimento, non ritengo ci possano essere concetti assoluti, la vedo indistinguibile dal campo dell'opinione personale prima o poi me la rivendo, che non avresti potuto dirlo meglio!

    RispondiElimina
  28. Sono convinto anch'io che quel genere abbia *in generale* meno strumenti per affrontare e discutere la realtà.

    Il fantasy è il genere colle maggiori potenzialità per affrontare la realtà: l'unico limite è, appunto, la fantasia di chi scrive. Non capisco perché si debba sempre ridurlo all'epic fantasy di stampo tolkeniano, una monocultura perniciosa e aggressiva.

    Molti fra i romanzi di cui ho sentito parlare meglio nell'ultimo anno in ambito f/sf sono scritti da donne, hanno protagonisti femminili che sembrano interessanti, e sono fantasy, ma non quel tipo di fantasy lì (e neanche quello dei vampiri innamorati).

    RispondiElimina
  29. ma cosa centrano i vampirelli innamorati con il fantasy e la s/f?!?

    RispondiElimina
  30. Oh (a parte che certo, Marco, non confondo fantasy con delle sue parti, intendevo proprio la fantasy allargata e tutta, ma, appunto, all'interno delle mie esperienze di lettura), dicevo, oh, ma secondo voi quale sarà la prossima botta popolarletteraria dopo i vampirla innamorati?

    Sono aperte le scommesse: secondo me qualche potenziale potrebbero avercelo gli Angeli e persino i Demoni torturati dal fatto di essere demoni e diavoli e si innamorano degli umani non l'avrebbero mai pensato di diventare demoni buoni e lottano contro i demoni cattivi e anche contro la loro stessa natura ftw. Come Geppo, in fondo...

    RispondiElimina
  31. più che Geppo, mi fa venire in mente Devilman, che è pure bello datato.

    RispondiElimina
  32. @ Marco: naturalmente hai ragione, il mio utilizzo del termine fantasy è scorretto. Io per fantasy intendo tutto quel genere di storie che si basano su ambientazioni pseudo storiche più o meno farcite di inserti magico/soprannaturali.
    Per considerare tutta la produzione narrativa "di fantasia" preferisco la definizione "letteratura fantastica". Mi spiace per l'incomprensione.

    Poi certo, l'affermazione "Il fantasy è il genere colle maggiori potenzialità per affrontare la realtà" mi sembra un pochino esagerata se non surreale. Ma ok, non c'ho mica troppa voglia di discuterne con te in questo spazio commenti. Diciamo che avrai tutto le possibilità di convincermi di persona, tra una ventina di giorni.

    (Dal mio punto di vista, qualsiasi tipo di scrittura ha le potenzialità per affrontare la realtà. Di solito è l'autore che fa la differenza, il genere è solo il contenitore, non determina fino a quel livello il tipo di contenuto. Sopra comunque parlavamo di strumenti, mica di potenzialità.)

    RispondiElimina
  33. hai segato il mio commento. sei troppo un'idolo.

    RispondiElimina
  34. Perdonami eh, ma sei volgare, offensivo e non contribuisci alla discussione. Io non ho più la pazienza di un tempo. Ricorda sempre: tu devi premere un sacco di pulsanti, a me ne basta uno solo.

    RispondiElimina