WIR SIND DIE NACHT2010, Germania, colore, 100 minuti
Regia: Dennis Gansel
Soggetto/Sceneggiatura: Jan Berger e Dennis Gansel
Produzione: Constantin Film Produktion, Rat Pak Filmproduktion e Celluloid Dreams
Louise, Nora e Charlotte sono un gruppo di vampire ben affiatato che domina le notti di Berlino, fra momenti sfrenati in discoteca e spietate caccie a malviventi di ogni tipo.
Louise, il leader, è da tempo alla ricerca di una ragazza che possa aggiungersi a loro, Nora è stata trasformata in vampiro durante una Love Parade e vive il suo stato come una festa eterna mentre Charlotte sembra bloccata fra nostalgia e ennui ai primi anni del Novecento.
Quando Louise incontrerà Lena e se ne innamorerà, trasformandola in un nosferatu, la delicata alchimia fra le non morte e la normale routine predatoria precipiteranno senza più trovare equilibrio...
Mi capitano, ogni tanto, dei film che in teoria non dovrebbero avere nessuna possibilità di piacermi e che invece, alla fine, riescono a convincermi. Alla fine in questo caso vuol dire tirando le somme, perché il finale di Wir sind die Nacht è l'aspetto peggiore del film.
Che è una pellicola sgangherata, dalla sceneggiatura cangurosa e con personaggi talvolta diafanoidi e situazioni incongrue, ma che contiene anche parecchi spunti validi, alcuni dei quali per motivi assai personali altri, credo, per ragioni più oggettive.
Il film è ambientato nell'amatissima Berlino e questo, essendo io purtroppo umano e quindi fallace e debole, è già un elemento che mi conquista a prescindere. Rivedere certi angoli di quella città, visitata già tre volte (e ci tornerò ancora, è inevitabile) e anche solo coglierne in modo fugace e imperfetto l'atmosfera mi spinge a segnare un punto sul personale taccuino, non tenetene conto più di tanto, se non per il fatto che strade e volti non sono quelli mediamericani cui siamo abituati (che è già roba mica male, no?).
Volti, appunto.
Questo è uno degli elementi notevoli del film. Non ci sono i consueti volti piallodeformati da botox e varie sostanze (anche se il poster, madò, è stato photoscippato come pochi), non incappiamo nel consueto gruppo di ragazzini stereotipati che combattono il Male. O il Bene.
Nina Hoss, splendida, porta con orgoglio i segni dei suoi 36 anni, segni che la rendono più interessante e desiderabile, così come la prenzlaueriana Karoline Herfurth abbaglia per le singolari e spigolose geometrie del suo volto. Le altre due attrici sono forse più stereotipate ma è affascinante sia l'esuberanza mdmamesca di una Anna Fischer che sembra rubata da un manga e sia lo spleen snob di Jennifer Ulrich, con l'azzeccato rapporto parentale che vi verrà svelato verso fine film.
E le quattro vampire firmano un manifesto che non avevamo ancora visto più di tanto in giro per le le varie narrazioni zannute: niente nosferatu maschi in tutto il mondo.
Troppo avidi e violenti, sono stati sterminati parecchi anni prima e da allora le vampire rendono immortali solo poche femmine prescelte. Si può mangiare quanto si vuole senza ingrassare, scopare come riccinonmorti senza rimanere incinte e bere e drogarsi senza mai diventare alcolizzate o tossiche: è il Paradiso, sembra dirci una entusiasta Nora.
Così come paradisiaci sono, per gli occhi, certi interni, alcune scale e stanze di albergo, arredate con cura e fotografate in modo impeccabile da un reparto tecnico di prim'ordine (Ralf Shreck lo avevamo già notato in Pandorum così come Torsten Breuer e Tilman Lasch in L'onda) cui si aggiunge il notevole manico di Dennis Gansel (di nuovo L'onda) nel gestire la messa in scena e, con certa sorpresa, anche i passaggi più densi d'azione (l'inseguimento iniziale, per dirne una).
Purtroppo più o meno qui terminano le note positive e si passa a tutta una serie di incertezze e leggerezze che credo renderanno insopportabile la visione a molti. La gestione di tutti i legami fra i personaggi è incoerente; gli affetti nascono senza nessuna costruzione, così come le frizioni e le tensioni; la trama-sceneggiatura ondeggia sbilenca e afasica; l'amore fra due dei personaggi principali è appiccicato con lo sputo, quasi fosse un ripensamento e il messaggio di fondo, la lezione del film sono quantomeno incerti e nebulosi.
Essere vampiro è figo perché puoi andare a un sacco di feste notturne e spassartela al top? Mi pare già roba deboluccia, ma potrei anche lasciarmi convincere se "lo spasso", perfezionato in secoli di gusto e scelta e accumulo di potere e possibilità, diventasse davvero sfarzoso e raro.
Ci riduciamo invece a due serate in discoteca che ne abbiamo anche appena fuori da Gallarate, una pucciata proibita in piscina e qualche tirata di coca, roba che qualsiasi buzzurro considera normale tran tran del martedì.
A questo si sovrappone una serie di (non)svolte di trama, di decisioni e azioni che sembrano più degne di qualche film comico e che rafforzano il senso di trovarsi di fronte a una serie di ottimi spunti che non sono stati in grado di dar vita a una narrazione matura e completa.
Che questo sia successo per mancanza di competenze e reale interesse o per precisa volontà di avvicinarsi alla zona Twilight e affini non posso saperlo, rimane però il peccato di assistere al disastro di un finale che sembra forzato, ripensato e poco in linea con le premesse iniziali.
Film che ho apprezzato e che addirittura, con buona probabilità, rivedrò in futuro, ma che non mi sento di consigliare...
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a me ha deluso parecchio. dal regista dell'ottimo l'onda mi attendevo di più. ma a livello registico comunque mi è sembrato valido.
RispondiEliminail problema è che attori e sceneggiatura invece sono troppo scarsini...
Lo so, lo so, per questo ho messo tantissime mani avanti eh, infatti non lo consiglio... Nei primi minuti (aereo, inseguimento fino al ponte) mi ero parecchio gasato, maledizione...
RispondiEliminaPeccato... all'inizio del post avevo quasi pensato a una piccola rivoluzione e invece si ritorna nel moda-loop. Ammiro chi riesce ancora a sopportare i v_m_ir_ (scusa, ma non riesco a scriver neanche la parola). Ma sono sicuro che prima o poi qualcosa si muoverà ;)
RispondiEliminaSia Jim Jarmusch che Neil Jordan sono al lavoro su pellicole vampiriche, ho moderata fiducia sulle loro capacità (sebbene Jordan ci abbia regalato la puzzolente Intervista, ma altrove ha fatto anche molto bene), vedremo un po'.. Io sono comunque del parere che non si possa insistere più di tanto e che certi temi non riescano a offrire molto spazio, vi è un numero di declinazioni limitato cui puoi sottoporre gli archetipi, non sono serbatoi infiniti...
RispondiEliminaSi, certo senza dubbio. Non parlo di vere e proprie rivoluzioni ma almeno di "idee interessanti". Per dire, "Lasciami entrare" (l'originale) per me è al top di gamma. Oppure l'incredibile "Thirst". Niente di nuovo sull'argomento ma siamo lontani anni luce dalle merdette degli ultimi 10 anni...
RispondiEliminaSì, entrambi anni luce avanti. Basterebbe far "riposare" l'argomento per qualche anno, credo, e si ricaricherebbe qualche pila.
RispondiEliminaE servirebbe forse anche smetterla di pensare a Twilight e prodotti simili come a degli horror, sono solo film di amori adolescenziali nei qualci alcuni personaggi ogni tanto saltano più in alto di altri e corrono come lippe... :)
Si, per qualche anno, magari 5\6000 e poi vediamo cosa esce dalla bara... ;)
RispondiEliminaNon mi riefirsco solo a tuailait (che cmq è in cima al mucchio di cacca) ma anche ad esempio "Underworld", "Suck", serie televisive varie...
Sapevo del film di Jordan,ma non di quello di Jarmusch,molto interessante...
RispondiEliminaSe cercate un film di vampiri valido vi consiglio "Strigoi" di Faye Jackson. http://www.youtube.com/watch?v=_tmxa8NZN3Y
grazie a te Elvis, eviterò di rimanere deluso da questo film. E si che spero sempre nel cinema Europeo, però forse non sarà questo il caso...
RispondiEliminaFra, accolgo la segnalazione perché il trailer intrippa mica da ridere... e non c'è neanche un v_mpir_!!
RispondiElimina@Eddy.Non aspettarti vampiri cinematografici o letterari,il film parla degli Strigoi i vampiri del folklore rumeno che sono molto diversi da i loro colleghi di libri/film.
RispondiEliminaquando Berlino è nel cuore anche questo grand canyon di film assume un suo perchè!
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