giovedì 5 maggio 2011

Thor (2011)

THOR
2011, USA, colore, 114 minuti
Regia: Kenneth Branagh
Soggetto/Sceneggiatura: Ashley Miller, Zack Stentz e Don Payne da un soggetto di J. Michael Straczynski e Mark Protosevich
Produzione: Paramount Pictures e Marvel Studios

Asgard, dopo una lunghissima guerra, vive una instabile tregua con i terribili giganti dei ghiacci. Thor, figlio di Odino e probabile successore al trono, è un guerriero tanto coraggioso quanto impulsivo e arrogante e finisce con il disobbedire una volta di troppo agli ordini del padre.


Thor viene quindi privato dei suoi poteri ed esiliato sulla Terra, lasciando via libera ai complotti del fratellastro Loki che prende ben presto il potere ad Asgard e invia il temibile Distruttore per disfarsi una volta per tutte del fratello e di alcuni guerrieri che stanno dalla sua parte.


Sulla Terra intanto, Thor farà conoscenza con alcuni umani e scoprirà amore e amicizia, dovendo però evitare l'eccessivo interesse dello Shield e trovare anche un modo per proteggere i suoi nuovi amici dal pericolo rappresentato dal Distruttore.

Dovrebbero ripristinare al contrario i vari bollini di censura e idearne uno di Vietato ai Maggiori di 10 anni, si eviterebbero a parecchie persone inutili spese di soldi e tempo.
Come ben cinque sceneggiatori adulti siano riusciti, in fase di script, a partorire un simile vuoto spinto, pur potendo basarsi su parecchio materiale consolidato e di discreta qualità (mitologia, alcuni cicli decenti nella decennale gestione Marvel, immaginario di vario tipo) è fenomeno che affascina più del film stesso e può essere spiegato in soli due modi: inettitudine o precisa volontà.
Propendo per la seconda perché corrisponde a un trend di svilimento del cinema fantastico (e del fantastico in generale) che è in atto ormai da parecchio tempo e che ha svuotato questo bacino di ogni possibile contenuto di antagonismo, riflessione, rispecchiamento, ribaltamento e critica del Reale, facendone solo una facile quanto inutile e provvisoria fuga da esso, un coito interrotto con coda di coazione a ripetere, più forte, più colorato e roboante, se possibile, altrimenti mi ritalinannoio, grazie.

Che alcuni elementi non potessero funzionare nel bastardo viaggio da cellulosa a celluloide lo si era capito da tempo, fin dalle prime foto e trailer: costumi ridicoli a prescindere dalla collocazione (paiono dei cretini incarnevalati sia quando si agitano sui ghiacci, sia seduti a crapulare ad Asgard e sia infine quando passeggiano per il New Mexico), brutta riduzione cartapestata della magnifica Asgard cosmotitanica di Kirby e figli putativi (DinoSimonson in cima), assurdità di certe scelte del cast (Anthony Hopkins e Idris Elba su tutti, mamma mia che spettacolo pietoso, che svilimento, come si possono trattare così delle divinità, sembriamo scimmie che tirano feci a un vulcano e poi ridacchiano) e perplessità sfuse su quel poco di trama che si conosceva. E dire che nonostante questi segnali ero rimasto tutto sommato fiducioso.

Purtroppo il risultato finale è uno dei peggiori film Marvel realizzati fino a questo punto e si tratta di opere che danneggiano sia certo cinema fantastico che il fumetto tutto. Trovo inutile stare a lottare per decenni, a incazzarci e rivendicare la dignità del media fumetto quando poi esso viene rappresentato al cinema, per la massima parte, con carrozzoni da circo come questo filmaccio, così come è assurdo insistere ancora a parlare di genere fantastico che riflette e ci racconta la realtà quando poi più del 90% delle pellicole non sa raccontare nemmeno la fantasia.
Ci siamo fottuti il fumetto a destra svendendolo per questi quattro turbospecchietti da selvaggi e a sinistra andando a scodinzolare riconoscenti verso le sottane della "L"etteratura quando ci ha regalato la briciola del poter chiamare graphic novel quel che invece dovrebbe essere chiamato "F"umetto: complimenti a tutti, spero che il vulcano si svegli presto, buonanotte.

In quello che sarebbe dovuto essere un viaggio epico come pochi altri, con il personaggio (divino, ricordiamolo) che perde uno status e un regno e quindi in seguito soffre per comprendere e cambiare e infine vincere e riprendersi il regno; abbiamo invece un Patatone Biondo che adotta dall'inizio alla fine un solo stratagemma comunicativo, che non muta di una virgola e si ritrova preda delle emozioni e incapace di gestirle, aiutato da un gruppo di Valorosi Compagni che contano meno del due di picche e contrastato da un cattivo che ordisce piani incomprensibili, privi di logica e struttura e destinati a fallire anche senza l'intervento dell'eroe.

Non parliamo poi della supposta relazione amorosa perché era parecchio tempo che non avevo la sventura di incappare in una coppia così frigida e bloccata, due tizi sfigati che nessuno voleva e che danno la sensazione di essere stati presentati da amici impietositi durante un ballo di fine anno e che stiano facendosi la cortesia di sopportarsi a vicenda: è allucinante come si sia ridotta una attrice dal potenziale immenso (sia professionale che erotico) come la Portman, che purtroppo non è nuova a essere incapace di esprimere amore in coppia, vero, Anakin?

Non vi è senso di pericolo, non c'è grandeur titanica nel dipingere un mondo di divinità, e tutti gli ammiccamenti e le battute che funzionavano molto, molto bene negli ultimi cicli del Dio del Tuono, non appena vengono riversati su grande schermo si spegnono, imbarazzano e muoiono.
Ma, sopra ogni altra cosa, non vi è senso del Divino, mai.

Pessima la gestione alternata dei due scenari, con alcuni inserti di montaggio che si potevano evitare senza problema alcuno e tutta la parte riguardante lo Shield che risulta inutile alla narrazione, pedante e grottesca, rafforzando l'impressione che la sceneggiatura abbia sfruttato moduli più o meno simili a quelli che avevano funzionato con Iron Man.
Inutili poi alcune figure di contorno (Erik e Darcy su tutti, la seconda d(uepuntozero)etestabile e il primo dato in mano al prozachiano Stellan Skarsgård che gira bastonato e frastornato senza sapere quale sia il suo ruolo, sembra in sé solo al bancone del bar) che affollano ancora di più una vicenda già astrusa.

La scelta di Chris Hemsworth nei panni del Dio del Tuono è emblematica: ci si appiattisce sulla ricerca del sosia proprio perché si crede (e purtroppo sembra che abbiano ragione) che nulla altro possa importare al pubblico e che l'identificazione retinica sia ormai garanzia di qualità intrinseca.
La gamma espressiva di questo attore è prossima allo zero assoluto: arriva trionfante dal Padre con il volto A, viene esiliato e privato dello status divino con lo stesso volto, si innamora ed ecco la solita espressione da Patatone Biondo, scopre di non essere degno del Martello e vai con lo stesso sguardo. Che combatta, beva o dorma questo figurante da copertina di Men's Health sembra sotto perpetua paresi.
I Greci usavano maschere, forse dovrebbero cominciare a far così anche gli Australiani.

Meglio, molto meglio Tom Hiddleston nella parte di Loki, uno dei pochi elementi (insieme a certa gestione di azione e scontri) positivi della pellicola, anche se, ricordiamolo, quello non è Loki: non è un dio, è un uomo con le sue banali vendette e i suoi piccoli desideri, ben lontano dal fascino che esercita il dio Loki e, ancora di più, il modo con cui le altre divinità con lui si rapportano e confrontano.

Brutta e inutile colonna sonora che ondeggia fra lo scontato e l'antidiegetico: ascoltatevi lo score che mettono durante lo scontro finale in New Mexico e capirete come della musica può lavorare CONTRO la messa in scena.
Non andiamo poi a indagare buchi logici e motivazioni dei personaggi perché sarebbe forse ingiusto, quando si gira un film per ragazzi forse ci si può permettere di allentare un po' la presa e il controllo su determinati reparti.

E quindi abbracciamo felici e contenti l'unica interpretazione possibile. Ci rimane ormai solo questa spiegazione, solo questa recensione, solo questa visione per non affrontare lo specchio e renderci conto di quanto ci stiamo rincoglionendo e svendendo la possibilità di vivere e gestirci una fantasia adulta, di rivendicare il diritto ad Altro anche dopo i 12 anni.
Spanciamoci quindi a dire che "eh ma è bello vedere gente in costume che si mena", "figata, madò, che citazioni, oh hai visto quando gli agenti gli scherzano agli dei, gli" e "il cinema mica deve essere tutto un settimo sigillo": siediti e cavalca insieme a noi sul Ponte Arcobaleno, rilassati e goditi pure la comparsata di quel figo di Occhio di Falco che ne farai una cazzo di spanciata nei prossimi anni!
Alla faccia dell'oppio dei popoli. Why so serious, Elvezio? Scopa di più e bevi qualcosa, vedrai che passerà.

Tanto che vuoi di più da 'sta roba: è un fumetto, mica narrazione "seria".
To avoid fainting, repeat to yourself: è un fumetto, è solo un fumetto, soltanto un fumetto!

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Filmato:


26 commenti:

  1. E invece questa è una delle più potenti, nettuniane, fluviali, uroboriche, odiniche recensioni da te scritte da quando ti conosco. Ben venga dunque il tuo ritorno dalla sterile landa del "romanzo" e il tuo ri-approdo qui nel gorgo della blogsfera (il BLOGGORGO) :)

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  2. Grande! Le rece sui film da sfogo sono una delle robe che amo di più leggere... se poi sono così cazzute, mi gonfio di energia.

    E poi, il fumetto... sì, che stronzata, è solo roba per bambini ;)

    Welcome back, man.

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  3. Maledetti, siete come gli psicopompi, vi nutrite delle mie incazzature...

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  4. E comunque vorrei vedere voi nei panni della povera Natalie Portman a dover fingere di provare trasporto verso quel patatone decerebrato che dovrebbe essere Thor. Brava attrice, ok, ma fino a questo punto non ci arriva nessuno.

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  5. Hai un bel, bel fegato a sorbirti robe del genere. Io evito a priori. Basta il trailer per capire la feccia. Però, d'altro canto, se non lo avessi visto non avrei letto questa gran recensione. Sacrificati per noi, Elvezio.

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  6. Datemi soldi.

    A almeno del pop corn.



    Va bene anche solo una birra media, dai...

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  7. boicottaggio, unica soluzione.

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  8. "Odino!"
    "Oh,Dino.
    Dammi un Crodino."


    "Gentile Editoriale Corno.
    Sono un bambino di Milano che non si perde un numero de L'Uomo Ragno e Il Mitico Thor.
    Vorrei sapere se qualcuno,oltre a Thor stesso,è mai riuscito ad alzare il suo martello.
    Un saluto.
    S.B. Cinisello Balsamo."

    "Caro S.B.
    Abbiamo chiesto a Stan Lee in persona.
    Sembra che l'incredibile Hulk sia riuscito ad alzare il martello di Thor per qualche secondo.
    Continua a seguirci e tra qualche settimana non perderti il primo numero dei Vendicatori Gigante.
    Ciao.
    La redazione."

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  9. @ Simone: mi hai riportato indietro, cazzo, che nostalgia! (giovinezza puttana, che si fugge tutta via:-)

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  10. Due considerazioni sceme.

    Primo: l'ultima parola su Thor è stata detta in "Adventures in Babysitting", del 1987.
    In cui a fare Thor c'era Vincent D'Onofrio (!!!!)

    http://www.youtube.com/watch?v=7rnTpR4M1ZI

    Secondo: che il dio del tuono mi strafulmini se, guardando la locandina alla veloce, non mi sono detto "Evvai, c'è Mick Fleetwood che fa Odino!"
    Poi invece ho scoperto che era Hannibal Lecter cammuffato da Mick Fleetwod.

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  11. e poi (a quanto pare, eh, che io mi risparmio dal guardare tanti film "nuovi" da molti anni e con profitto...) non c'è God of Thunder dei Kiss nella colonna sonora quindi è come se il film non esistesse. poco male. qualcuno ne aveva bisogno? boh, io no, quindi chissenefrega.

    PS. il patatone ha proprio l'aria da patatone del cazzo ebbasta

    PPSS. ho tradito la sovracitata regola del "self-saving" qualche volta di troppo ultimamente, di recente l'ho fatto coi nuovi Hammer (già lo sai) ma soprattutto con 13 Assassins di Miike, che mi ha fatto ejaculare ogni cellula del corpo e che in Italia è passato giusto giusto per Venezia, porco mondo, anzi, scum... vermin!

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  12. Feroce recensione, scritta con lo stomaco! Mi vien da pensare che te lo sei goduto in un multisala dall'età media di 10 (anzi 11 anni, che fai media) a schivare pop-corn volanti e chissà quant altro.

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  13. Beh ma sai, alla fine quella dei pop corn volanti è una mezza leggenda, mangiavano come Volstagg, questi maledetti...

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  14. Eh, ci fu un tempo... capii che marcava male per la civiltà occidentae quando entrai in un cinema torinese in cui proiettavano Scream 2 (ok, era un'uscita... sociale, ok?) ed io e la mia compagna di visione dovemmo guadare una palude di pop corn e coca cola, un'orrida guazza appiciccaticcia.
    E non sto scherzando.

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  15. Ripensandoci, magari una simile "cornice" potrebbe fare da valore aggiunto al film...

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  16. Uh che bella immagine derivata da Escher, quella di KustUr. Complimenti!

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  17. Penso sia una delle peggiori recensioni che io abbia mai letto.

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  18. "Una delle peggiori", non riesco nemmeno a emergere come "il" peggiore, che scazzo...

    Se puoi linka qualche altra recensione delle peggiori che hai letto, mi piacerebbe molto leggerle, grazie!

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  19. Adesso io mi aspetto botte da orbi e stilettate feroci anche per il Conan prossimo venturo del signor nispel che ho appena visto il trailer e mamma mia.

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  20. No vabbè ormai di Nispel ho visto abbastanza film, so che lo devo evitare e bella lì, marò... :)

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  21. Eh, però dai, Conan è Conan...
    Un'occhiata ce la butti per affetto e gratitudine nei confronti di Bob Howard.
    Poi ti vien voglia di strapparti gli occhi e vagare per le terre come cieco penitente, maledicendo ad ogni passo il nome di Marcus Nispel in dodici lingue, tre delle quali morte, però un'occhiata ce la si butta.
    Le premesse sono pessime:
    . bisteccoide nel ruolo dell'eroe
    . il cattivo è un Klingon
    . Conan capisce di essere l'unico che può salvare la civiltà...
    . rifanno, male, la scena del volo dalla Torre di Set dal film di Milius

    Tutto, dalla sceneggiatura, al casting, alle scelte di costumisti e stunt coordinators è per lo meno molto mediocre.
    Però un'occhiata ce la si butta.

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  22. Con questa recinzione ho ritrovato il piacere di leggerti anche quando del film non mi frega una mazza e non andrò ne sarei mai andato a vederlo.
    ottima cosa.
    :)

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  23. "del film non mi frega una mazza"

    Intendevi dire "un martello"....

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  24. Pensare che invece in rete fioccano le recensioni positive,ma puzzano spesso di nerdismo imperante.(gente felice come una Pasqua perchè l'armatura di Odino è la stessa del cross over con Hulk ecc,ecc)Che tristezza!

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  25. Recensione orgasmica, grazie per aver fatto a pezzi con tanta classe una simile schifezza del regista "laureato" Branagh, che detesto dai suoi esordi.

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