lunedì 2 maggio 2011

Deranged (1974)

DERANGED (IL FOLLE)
1974, Canada/USA, colore, 82 minuti
Regia: Jeff Gillen e Alan Ormsby
Soggetto/Sceneggiatura: Alan Ormsby
Produzione: Karr International Pictures

Ezra, figlio di una coppia di fattori del Wisconsis, una volta scomparso il padre, rimane da solo con la madre, la aiuta in casa e nei campi ne quando la donna, malata, rimane a letto per parecchi anni, lui la accudisce con devozione.


Il prolungato isolamento dei due, con il genitore che instilla nel figlio un odio generale verso le donne, si conclude con la morte della madre, evento che sprofonda Ezra nella follia.


L'uomo riesuma il cadavere della madre, apprende quel che può in materia d'imbalsamazione e si riempie con il tempo la casa di cadaveri, inscenando cene e incontri. Quando i cadaveri non basteranno più, Ezra comincerà a interessarsi degli esseri viventi...

Come già evidenziato la scorsa settimana, ho cominciato a occuparmi di pellicole di decadi passate. Non l'ho fatto negli scorsi anni perché pensavo (e una parte di me continua a pensarlo) che ci sia fin troppa abbondanza di materiale critico per il materiale del passato e che sia difficile affermare qualcosa di nuovo o coprire titoli non ancora trattati in Italia.
Ho scelto di scriverne vuoi perché molte opere sono comprese nell'elenco di titoli compilato per il saggio che ho ripreso a scrivere (e quindi "sfrutto" in pratica due volte il lavoro) ma, ancora di più, perché se continuassi a occuparmi solo del cinema contemporaneo non potrei mantenere la promessa di diminuire il numero di recensioni negative e portarle da un terzo circa a un 20% del totale o anche meno.

E cosa dirvi di questo Deranged che non sia riconducibile a una sfera soggettiva?
Molti aspetti, dalla regia alla fotografia, dalla recitazione alla sceneggiataura sembrano ondeggiare, a prima vista, fra il naif e l'amatoriale e l'intera narrazione è segnata da parecchi elementi che sulla carta sembrano giganteschi e brutali stop al ritmo e alla fruizione: dagli impromptu del giornalista-narratore che spunta, gigionesco fungo, in ogni angolo della vicenda fino a certi siparietti (la séance con la tizia "grassa" è il top) off, ci sono varie parti che sembrano quasi cospirare contro la riuscita finale.

Ma sono cospirazioni da poco quando a contrastarle vi sono, non riesco a capire se voluti o frutto del caso, così tanti istanti potenti, una atmosfera malsana come poche altre, un senso di turbamento, di morbosità e di oppressione continuo dal quale non si intravede via di scampo. Oltre a narrare delle gesta di un folle, insomma, nel bene o nel male Deranged sembra filmato e recitato da folli, con ottimi risultati.

Gli interni, fra tappezzerie e linoleum, sembrano spugnassorbire luci e colori che, contateci, non vi verranno comunque restituiti all'uscita, quando l'occhio vagherà per i tristanzuoli e lividi paesaggi wisconsinsiani.

E così come la retina non riceve grandi sollecitazioni non aspettatevi che l'orecchio incappi in facili guide sonore su quando spaventarsi e quando invece rilassarsi: soundtrack ed effetti d'ambiente sono tenuti al minimo e la scelta, giocoforza, crea un effetto ancora più estraniante e innervante, in particolare, credo, per lo spettatore più giovane abituato a certi corrimano sonori di sicura presa.

Ci troviamo quindi, a partire dai primi minuti, inglobati nella tetra ed entropica vicenda ispirata alla non-vita di Ed Gein, che tanta celluloide ha nutrito e tanta ne nutrirà ancora, e stiamo in un tunnel grigiastro, furbi conigli del perturbante, ben attenti e scaltri a sufficienza da non farci sorprendere dai primi fari di terrorcamion che scorgiamo ma, ahimè, è tutto inutile.

Questo perché Deranged non gioca con le abus(ur)ate regole che conosciamo a menaditoindice e quindi rimaniamo lì, imbambolati e perplessi, a vouyerare 'sto strambo tizio mentre imbocca la mamma (che sta morendo e vomitando sangue) con una zuppa verde e ne ripete a memoria le lezioni su come le donnacce provochino la gonorrea e in ultima analisi siano causa di Diluvio Universale.

Da lì lo seguiamo, passivi e ammaliati, attraverso viaggi al cimitero per recuperare materiale vario (mamma, ovvio, ma anche tanta altra buona robbba), incontri pseudosessuali con avidevedove che tenteranno di adescarlo con delle sedute spiriticospiritose (e lo scambiare la pistola che nasconde nei pantaloni per ehm, ben altro organo, al grido di "oh ma sei già pronto, sei già pronto!": non sai se ridere o urlare...) e cene fra corpi imbalsamati e pezzi di cadavere appesi alle pareti.

Non ci sono reali momenti di passaggio e quindi occhio e mente non hanno riposo, nemmeno quando spunta il narratore che quasi perturba più del massacratore, si entra nella vicenda e se ne esce solo con l'imperfetto, un po' troppo costruito finale e tutto il resto è estenuante e borbottante follia che, temo, rischia solo di far ridere il quattordicenne d'oggi, abituato a ben altri ritmi horrorcircadiani.

Ezra, travestito da amica di sua mamma, seduto fra morti imbalsamati, con maschera di pelle umana e parrucca, è Visione che entra dritta dritta nel mio privato Tempio Neuronico del Disturbo Morboso, fossi in voi una chance a Deranged la darei...

Altri film nell'Archivio Recensioni Cinema

Filmato:

6 commenti:

  1. Non ci posso credere.Elvsploitation pura.Grande.

    RispondiElimina
  2. LOL. Hai capito spirito, metodi, interessi e passioni... :)

    RispondiElimina
  3. ma porca troia ho scritto delle cose bellissime su sto film e blogger della minchia ha cancellato tutto, fanculo.

    in breve, Elv, sei di nuovo incappato in un mio cult personale.

    ho passato serate intere a fare il coglione con gli amici imitando la madre morente "Ezra... scum, vermin... Gonorreah, Sifilis and Death!"

    oppure "Mama will like her, you know why...? Because she's fat!" facendo gli occhi pazzi e la faccia da ebete ingrifato.

    son cose che in film "minuscoli ma maiuscoli" come questo hanno un effetto a valanga. tipo che ogni altra horror quote da "io sono nato pronto" in avanti si più solo inchinare alla grandezza.

    non potrò mai ringraziare abbastanza per l'esistenza di film simili ed in particolare non potrò mai essere sufficientemente rispettoso di un attore come Roberts Blossom, che conobbi come tanti nelle vesti dello spazzaneve di mamma ho perso l'aereo, e per il quale credo siano divinamente esatte queste parole da imdb:

    "Roberts Blossom is a marvelously quirky, talented and versatile character actor who's especially adept at portraying cantankerous old oddballs"

    AVE, AVE, per dio!

    Evl, ringrazio anche te per quelle pillole di umanità che mi tiri fuori recensionando, alla perfezione tra l'altro, gemme straordinarie (in senso letterale) di codesta fattura.

    Grazie

    RispondiElimina
  4. che poi ha me ha messo un pò l'ansia nel farmi realizzare che probabilmente l'america montanara con le camice da boscaioli sia REALMENTE infestata da situazioni come questa... ci son troppi film che le ritraggono... questo poi è pregno di un'assurdità che anzichè portarti sul terreno della parodia ti butta ancora di più nella riflessione

    RispondiElimina
  5. Ahahahha, belin ma è troppo vero "because she's fat!" madonna quanto è vero, la logica dietro quel pensiero e la madre che manco quella di Norman Bates (e infatti il pesonaggio ha ispirato entrambi i film...)

    La prima volta che ci becchiamo a un concerto (fra impossibilità mie e tue stiamo collezionando un sacco di rinvii eh...) mi DEVI fare le imitazioni, non c'è scampo!

    Io invece non ho dubbi: non mi perderò mai nei boschi dell'america rurale, così, tanto per non rischiare eh, uno a pensar male, lo so, ma per me solo grandi città e niente natura in USA...

    RispondiElimina
  6. la mamma di Bates a confronto è una trojetta di piranha treddì

    RispondiElimina