Fra i 40 libri che mio zio mi ha regalato, vi è anche Pandemonium di Daryl Gregory, che non avrei mai comprato in edizione italiana in quanto edito da Fanucci. Sono arrivato circa a pagina 80 e sono incappato in una discussione stupenda. Ora, sapete bene come a me non interessino le distinzioni di sesso e nemmeno quelle di genere letterario, quindi saltiamo il solito bla bla, ma vivendo in un consorzio e volendo comunicare con altre persone, quando vedo che non è possibile farne a meno mi riduco a usarle: meglio comunicare e rinunciare a qualcosa che stare nella torre e bearsi di sticazzi.
Ho sempre trovato però noiosi i tentativi di fornire definizioni accurate su cosa sia la fantascienza, il dark fantasy o il/la young-emo-vampire-adult-gothic-splatterbutlittleplease-VM 14. Ho trovato invece molto, molto interessante la discussione che vi andrò a proporre fra poco. Prima inquadriamo il romanzo (che, pur essendo postmoderno, mi sta piacendo un sacco) con una breve sinossi rubata da Mamma Rete:
Siamo in un mondo che è identico al nostro in tutto e per tutto tranne che per un particolare. Negli anni Cinquanta cominciano a verificarsi casuali atti di ‘possessione’. Uomini ordinari, donne e bambini sono i bersagli di entità che sembrano saltar fuori dalle profondità dell’inconscio collettivo, avatar della cultura popolare che alcuni chiamano demoni. C’è la Verità, vendicatrice implacabile delle menzogne, il Capitano, combattente coraggioso e pronto al sacrificio, c’è il Piccolo Angelo, il cui bacio provoca la morte, e una serie di altri personaggi, alcuni bizzarri, altri benevoli, altri addirittura spaventosi.
Uno di questi è un ragazzo, Del Pierce, che è stato posseduto da Hellion, un’entità le cui malefatte possono rivelarsi mortali. Con l’aiuto della famiglia e di uno psichiatra premuroso, il demone viene esorcizzato, ma alcuni anni dopo, in seguito a un incidente d’auto, Hellion riaffiora nella mente di Del e scalpita per uscire. Il bisogno di trovare aiuto farà entrare Del in contatto con Valis, l’entità che si è impossessata di Philip K. Dick, con madre Mariette, una suora che ispira sentimenti decisamente lascivi, e infine con la Lega Umana, una società segreta che mira allo sterminio dei demoni.
Tutti credono che Del possieda la chiave per sconfiggere la piaga della loro possessione; ma per lui, la cura può rivelarsi peggiore della malattia, e sconfiggere definitivamente Hellion può portare alla luce una verità insopportabile.
Ci troviamo quindi, verso pagina 76, a un convegno di scienziati che tentano di studiare il fenomeno, convegno che si tira dietro un circo colorato di vari altri sottoconvegni, fan e associazioni varie, da quelle religiose a quelle degli otaku del caso. Siamo al bar, alla fine della giornata e vari personaggi discutono. Ho condensato e tradotto il tutto. La traduzione è stata fatta di super fretta, inizialmente volevo postare le tre pagine in inglese, era più semplice, mi sarei limitato a cut'npastare e bella lì, con tanto di descrizioni e tutto. Ma lo spunto mi sembra così divertente, interessante e costruttivo che voglio tirare in ballo tutti i lettori, anche chi non mastica l'inglese, mi sembra giustissimo, e quindi alla fine ho tagliato le parti descrittive e mi sono limitato ai dialoghi, traducendoli alla vacca d'un cane boia ma tenendomi fedelissimo al senso, ve lo assicuro.
Io non ho molte risposte al riguardo, né mi interessa trovarle, queste definizioni, ma se riportare questa discussione può dar vita a pareri e a qualcosa di analogo nei commenti, madonna, ben venga il tutto perché mi sono davvero divertito e la "fatica" di tradurre e postare mi sembra il minimo se potrà generare qualcosa di simile... In particolare quel che dice T mi pare di importanza assoluta, ma un po' tutti gli interventi sono stimolanti.
Bando alle ciance. O meglio, spazio alle ciance!
* * *
V: "Ma non si può distinguere la fantascienza dalla fantasy. Prendete per esempio gli psionici, oppure i mutanti, per esempio quelli che troviamo in Nascita del Super Uomo. Se il lettore crede che quei mutanti possono esistere allora vedrà il romanzo di Sturgeon come fantascienza. Se invece pensa che quei mutanti, come i maghi o i draghi, non esistono e non potranno mai esistere, allora sta leggendo un fantasy. Il fantasy riguarda quello che l'opinione comune ritiene impossibile; la fantascienza riguarda ciò che l'opinione comune ritiene possibile nelle giuste circostanze. In ultima analisi ciò spetta al nostro giudizio personale visto che quello che è possibile o impossibile non può essere stabilito in modo oggettivo ma è piuttosto una credenza soggettiva da parte del lettore."
HP: "Ma importa davvero quello che i lettori credono sia possibile? A me sembra piuttosto che il genere del romanzo sia determinato da come i personaggi stessi si comportano. Un personaggio in un romanzo di fantascienza crede che il mondo sia razionale, che si possano trovare risposte, la verità definitiva, e cerca di trovarla. In Nascita di un Superuomo, i personaggi pensano di essere il prossimo gradino della scala evolutiva, parte di un processo scientifico-"
BM: "Ma no, è proprio il fatto che non ci sia verità definitiva che definisce la fantascienza. Nella sf puoi sempre porre una domanda ulteriore. La magia, invece, è inspiegabile. Nessuno in un romanzo fantasy cerca di determinare come funzioni la magia. Funziona e basta. Gesù trasforma l'acqua in vino, fine della storia. Nel mondo reale invece - "
HB: "Anche nel mondo reale le persone non provano a capire come funzionino le cose. L'elettricità "funziona" premendo un interruttore."
BM: "Sì, molte persone sono grossolane. Ma nel caso volessero capire, non troverebbero nulla di incomprensibile."
W: "Aspetta, molte delle cose più importanti nella vita sono inspiegabili. L'anima è inspiegabile, i demoni, la coscienza è inspiegabile..."
EY: "No, questo significa soltanto che tu sei un personaggio fantasy, un po' confuso, che si intromette in un mondo fantascientifico. Molti scienziati pensano che prima o poi saremo capaci di comprendere tutte queste cose. Solo perché non le capiamo ora non significa che - "
V:"L'uomo, nel suo stato attuale, non è in grado di comprendere. O, se comprende, non riesce a conservare quella conoscenza. L'Occhio di Shiva si apre, e poi si chiude."
X: "Ok, allora per ben che vada ci tocca al massimo un secondo di illuminazione, un po' deprimente. Perlomeno in un romanzo fantasy, tutti alla fine arriveranno alla Verità. L'Ordine Morale sarà Restaurato, il Vero e Solo Re ritornerà, Gesù risorgerà."
Z: "Stai confondendo il tema con il genere."
T: "No, sta parlando di destino. Non appena introduci il concetto di destino, caschi nel fantasy, anche se poi lo travesti, come in Matrix o Guerre Stellari. Non appena l'universo comincia a rispondere a te personalmente, quella è magia. Puoi estrarre la spada dalla roccia solo e soltanto se sei Re Artù. Invece, in un mondo fantascientifico, chiunque conosca il trucco, la tecnologia dell'estrazione delle spade, può diventare Re."
W: "Oppure può immergersi in fondo al lago e combattere la Dama del Lago."
Z: "Strane donne che giacciono in stagni distribuendo spade non sono la base per un sistema di governo!"
(e da qui la discussione degenera in motti e citazioni montypythonesche)





















Il fantasy è aristocratico, la fantascienza democratica?
RispondiEliminaNon so, ma a leggere questa discussione ho come una sensazione di deja vù. :-)
(però m'hai fatto venir voglia di leggere il romanzo, maledetto te!)
Se non lo prendi subito dimmelo che te lo presto la prossima volta che ci vediamo, ti dico, per ora mi sta piacendo non poco, è una bella sorpresa dopo aver mollato The Reach di Nate Kenyon a pagina 33...
RispondiEliminaE, sì, spesso nel fantasy la democrazia è solo una finta momentanea...
Sono più un fantascienzo perché, per tagliarla breve, il tipo di immaginario fantascienzo mi piace di più, ci sono più in sintonia. Accapigliarsi sulle definizioni è noioso e non entro della questione, dico solo che dovendo scegliere fra Heinlen e Tolkien scelgo il primo senza esitazione.
RispondiElimina"se non lo prendi subito…" ahahah! :-)
RispondiEliminaC'ho una coda di lettura da essere a posto per i prossimi dieci anni, però, oh… tu portalo!
(Oh… a propo', quand'è che ci si vede? estendo la domanda a tutto il popolo malpertuoso, eh!)
Fra i 40 libri che mio zio mi ha regalato
RispondiEliminaPerché non li elenchi, così magari li mettiamo ai voti e ti diciamo quale leggere dopo?
Fantascienza e fantasy sono un continuum senza chiare demarcazioni.
Quella discussione è una strizzatina d'occhio a discussioni simili su fantasy e fantascienza che riemergono pari pari nel fandom anglosassone a intervalli regolari.
E di solito i sostenitori del fantasy come destino riclassificano Star Wars e Dune come fantasy.
Sono comunque generalizzazioni che si basano sulle convenzioni del fantasy epico - di volta in volta ampiamente trascese, ignorate e/o decostruite all'interno del fantasy stesso. Potremmo parlare allo stesso modo della fantascienza militaresca o libertaria, colle mille iterazioni della storia dell'individuo che risale i ranghi/sconfigge i nemici/crea un impero per mezzo di talento-intelligenza-acume mercantilcapitalistico.
Oh… a propo', quand'è che ci si vede?
Per me non prima di luglio.
Ho anch'io dei libri da passare!
[per vederci, anch'io dico più in là, in giugno, che questi sono giorni di fuoco]
RispondiEliminaIn effetti, ci siamo già stati, l'abbiamo già fatto, abbiamo anche la maglietta.
Quelle qui sopra sono tutte definizioni che, a seconda del contesto, possono funzionare.
La mia definizione, derivata da infinite altre e che funziona per me, ora (fra sei mesi potrebbe essere diverso), fa più o meno così - la fantascienza parla di ciò che è possibile nell'universo come noi lo conosciamo, il fantasy parla di ciò che non è possibile nell'universo come noi lo conosciamo.
Rifiuto la definizione (certo ironica) dell'Iguana su fantascienza democratica (Dune? Fanteria dello Spazio?) e fantasy aristocratico (Conan? Fafhrd & il Mouser? Cugel l'Astuto? Lo stesso Elric?)
C'è un secondo livello, altrettanto importante, ed è che il fantasy tende a parlare di assoluti (il bene, il male, la Verità), la fantascienza di relativi (la soluzione che funziona ora, l'attuale stato della conoscenza) - anche qui con le dovute eccezioni.
O anche - vagamente hellisoniana - la fantascienza ruota attorno a persone alle prese con problemi che chiamano in causa prima di tutto la loro intelligenza, e poi la loro fibbra morale, il fantasy ruota attorno a persone alle prese con problemi che chiamano in causa prima di tutto la loro fibbra morale, poi la loro intelligeza.
O anche - la fantascienzaa è uno strumento per esplorare i confini dell'intelletto umano, il fantasy per esplorare i limiti dello spirito umano.
Ma con l'avvicinarsi del mio 44° compleanno, trovo che definizioni ed etichette vanno bene per gente più giovane di me, che hapiù tempo da perdere.
C'è anche da dire che solitamente anche le tematiche affrontate sono diverse.
RispondiEliminaSempre tenendo conto delle dovute eccezioni ed evitando di tracciare confini netti (che in realtà non esistono), e quindi in definitiva generalizzando, si può dire che nel fantasy il protagonista è una singola persona, che affronta un cammino di maturazione personale: deve scoprire sè stesso, deve affrontare le sue paure (sotto forma del mega-villain di turno), deve affrontare sfide inaudite per diventare il più grande Eroe che si sia mai visto, magari rimanendo pure umile e accettando il potere con riluttanza.
Nella fantascienza invece a fare da protagonista è l'umanità intera, le speculazioni sul futuro dell'Uomo e della scienza sono in primo piano; poi ovviamente ci sarà un personaggio al centro della narrazione, ma servirà per mostrare fatti e dinamiche molto più grandi rispetto alla vita di una singola persona.
Ripeto, si tratta di generalizzazioni, magari un pò forzate, ma mi è sempre sembrato che fra i due generi questa differenze nell'ampiezza delle tematiche si possa ravvisare.
E il bello è che questo Daryl Gregory (nel frattempo sono andato avanti con la lettura del romanzo) mischia in tavola proprio le carte che ha fatto mostrare ai suoi personaggi durante il dialogo che vi ho riportato...
RispondiEliminaNon ho idea di come concluderà il tutto, scappo a leggere qualche altra pagina...
Lettura completata. Ottimo romanzo (ed è un esordio, mamma mia!), finale che tiene benissimo ed era il punto in cui temevo cadesse! Cercherò di parlarne quanto prima, ne raccomando lettura a tutti.
RispondiEliminauuuh, post davvero titillante.
RispondiEliminacome sai, elv, è una questione che cerco di dirimere da molto tempo. ci riuscirò mai? certo: quando decido che va bene, va bene, e non sono ammesse eccezioni (è uno dei vantaggi di non avere più di otto neuroni).
per ora (non sono ancora soddisfatto), la mia definizione è la seguente (oh, percarità, niente di originale, il mana qui sopra l'ha praticamente anticipata... e anche BM, T ed EY... è uno degli svantaggi di avere non più di otto neuroni).
per me è fantascienza se qualche personaggio, a qualche punto della storia, si pone domande sul funzionamento di qualcosa che è saliente per la storia. se non c'è lo spunto, se le cose sono semplicemente da fare, se la quaestione non è sul come, ma sul perché, allora è fantasy.
è limitante? boh, forse sì, ma è semplice e discreto, per ora mi piace un casino e finora non ho ancora incontrato nessuno che mi sfidasse a duello perché ho sostenuto che certe opere secondo me sono fantasy e non fantascienza (in tal caso ritratterei subito, sono un vigliacco incredibile).
e se le spiegazioni e le domande sono poste dall'autore e non da un personaggio? mah, è più à o meno lo stesso: se le domande le pone l'autore, che lo faccia per interposta persona o meno non cambia molto, se le risposte le pone il personaggio di solito mi sta sul culo (invida per chi ha più di otto neuroni!).
bon, per ora basta così, già mettere in fila tutte 'ste parole...
:)
RispondiEliminaMa chi ha più di 8 neuroni passa subito a 16, poi 32, poi 64 ecc ecc o ci sono casi di assurdi numeri dispari? A me piacerebbe averne 47 o 59, sono due numeri che mi piacciono da zillioni di anni e non so perché...
Tanto per spingervi ancora di più a leggere sto Pandemonium: a fine romanzo ci sono un po' di note e ringraziamenti (e i grafici saranno lieti di sapere che una pagina è dedicata al font usato, Electra)e sto dannato autore comunica che le affermazioni di V(alis) sono prese di peso da quanto ha scritto Dick in un suo saggio, "My definition of science fiction" stampato in raccolte e bla bla bla.
Cerdo che malperinquilini come Mana, Marco, Iguana, Nick, Idiotaignorante, te e some other selected fews troveranno interessante questo Pandemonium...
"Cerdo che malperinquilini come Mana, Marco, Iguana, Nick, Idiotaignorante, te e some other selected fews troveranno interessante questo Pandemonium..."
RispondiEliminaElv, io l'ho messo in lista. Aspetto la recensione.
Riguardo la questione su cose è fantascienza e cosa non lo è, sono d'accordo più o meno con tutto quello che avete detto. Rimanendo largo, io ho sempre ritenuto che scrivere scifi voglia dire immaginare alternative - evolutive, involutive, ucroniche o completamente scollate - del mondo come lo conosciamo noi. Vien da sé che per farlo per bene anche la parte fantasy deve avere un senso... poiché servirà a rendere solidi gli aspetti scientifici delle vicende narrate. Infatti la scifi non esclude a priori elementi magici-religiosi-alchemici. Cerca, piuttosto, di analizzarli da diversi punti di vista. Cosa che non deve fare il fantasy classico: il mago poggia la mano sulla fronte di uno hobbit che in un bum! diventa un VampiElfoHobbit (un incubo, cazzarola!). Punto. Nessuno si chiederà com'è avvenuto. Al limite lo hobbit amico e piagnucoloso picchierà sugli stinchi il mago.
A questo proposito - e qui ringrazio Mana e gli altri per il suggerimento - un esempio recente su come uno stile e una storia che tendono molto al fantasy possano donare ottima scifi è Oceanic di G.Egan.
Per diverse pagine ho pensato di aver sbagliato autore e romanzo. "Ma questa è scifi?" mi dicevo, "Va a finire che Martin si mette a parlare con il placton!" Poi, quando il protagonista ha iniziato a porsi domande sempre più specifiche e serrate, il nocciolo duro e scientifico del romanzo è venuto fuori.
Comunque, nemmeno a me importa molto delle sezioni letterarie. Anzi, credo che i libri più intelligenti, solidi e originali che abbia mai letto siano minestroni di generi con una spruzzata di weird sopra...
Ciao ;)
acc... arrivo in ritardo, ho letto prima il post con la lista dei 40 libroni. accidentaqquando mi dico "ma noi, dai, tanto ne hai più di 100 ancora da leggere, di certo non sarà questo IL capolavoro che cercavi..."
RispondiEliminae dire che gli ultimi racconti di Gregory che avevo letto mi erano sembrati ottimi. avrei dovuto seguire il Cuore invece della Ragione... ma poi sarei stato un personaggio fantasy?
ahahah... Gregory ci pasticcia parecchio con questi due generi... Capolavoro è una parola che temo usare, diciamo gran bella narrazione, dai...
RispondiEliminaTrovo interessante la discussione e sono stato già' cacciato da un forum di fantascienza proprio su questo argomento (ho osato dire che Star Wars e Avatar non erano film di fantascienza).
RispondiEliminaUna delle motivazioni per i film di sopra e' che il punto centrale della storia non riguarda in nessun modo niente di scientifico, tutti gli elementi potrebbero essere sostituiti da altri elementi fantasy.
Come argomento non regge gran che, e non so dove e' sbagliato: chiedo aiuto.
C'e' un altro aspetto, piu' legato alla "scienza". Direi per definizione, la magia e' l'effetto senza la causa: la possibilità' di avere qualcosa "pagando" un prezzo simbolico. Ogni legge fisica può' essere infranta, pagando un prezzo non legato al principio di causa ed effetto, almeno non in termini meccanicistici. Chi può' fare questo e' in generale un eletto.
Se invece fai fantascienza per infrangere leggi fisiche non puoi pagare un prezzo simbolico, devi per forza rispettare un certo equilibrio. Questo rende la cosa "democratica": chiunque sia capace di "pagare" quel prezzo può' avere l'effetto desiderato.