mercoledì 25 maggio 2011

Carrie (1976)

Inutile ed evitabile intro:


Io credo di aver sviluppato, con il tempo, maggiore pazienza e rispetto. Rispetto per l'altro, per le discussioni, per i valori, per le differenze... Non mi sono arrivati come un bolt from the blue, questi cambiamenti: me li hanno insegnati e io mi sono sbattuto per apprenderli, perché mi sembrava importante.


Ma ho ancora tanti limiti e ci sono tanti casi in cui non riesco a comprendere. Di più, non riesco a non provare disprezzo e disgusto. Casi piccoli e grandi, ovvio, e i secondi NON devono sminuire i primi. 
Il leggere che non solo è in preparazione il remake di Carrie ma che Stephen King, bello contento, sponsorizza Lindsay Lohan per il ruolo è uno di questi casi. 
Per me è qualcosa di assiomatico. Mi spiace, non riesco nemmeno a cominciare a spiegare perché scegliere quella persona per quel ruolo sia una cosa sbagliata: o lo si condivide o no, è impossibile spiegarlo, se non si è d'accordo si hanno, di conseguenza, sistemi matematici molto diversi, non discuto la validità, parlo solo di differenza insanabile.
E sapere che King al (per me) deterioramento delle sue capacità di scrittura accompagna quello (per me) delle sue capacità di giudizio su attori e film (non che abbia mai brillato in questo campo, va ricordato) dispiace. 
Poi, ovvio, me ne faccio una ragione, ma si rimane basiti e amareggiati. 
Lindsay Lohan nel ruolo che fu di Sissy Spacek.
Vabbè...

CARRIE
1976, USA, colore, 98 minuti
Regia: Brian De Palma
Soggetto/Sceneggiatura: Lawrence D. Cohen da un romanzo di Stephen King
Produzione: Redbank Films

Carrie è una ragazza schiva e modesta, figlia unica di una madre da tempo abbandonata dal marito. Vive in un clima di censura totale e forte oppressione religiosa da parte della madre e questo si riflette in modo molto pesante a scuola: la ragazza frequenta l'ultimo anno dell'high school e, causa il suo modo di vestire e la sua goffaggine e timidezza è facile bersaglio per le altre studentesse.


Questo disprezzo sfocia in un episodio piuttosto brutale nello spogliatoio della palestra: Carrie ha avuto il suo menarca sotto la doccia e non sa cosa fare, le ragazze la vessano lanciandole degli assorbenti e beccandosi, dopo l'intervento della professoressa di ginnastica, una punizione esemplare. La ragazza più popolare non ci sta e viene addirittura estromessa dal ballo di fine anno.


L'episodio funziona da catalizzatore su più fronti: l'età adulta scatena in modo definitivo i latenti poteri telecinetici di Carrie, l'esclusa medita una terribile vendetta e un'altra studentessa, pentita, chiede al suo ragazzo di accompagnare Carrie al ballo di fine anno.


Vinte resistenze sue e della madre, Carrie accetta e la coppia è magnifica: la ragazza, vestita e truccata come tutte le altre, è bellissima, luminosa e il ballo è un evento da sogno. Ma dopo ogni sogno c'è un risveglio e per Carrie si tratterà del più brutale di tutti...

Forse basterebbero le poche righe seguenti a risparmiarmi/ci le prossime quattro cartelle che invece arriveranno comunque.
Questa è la quinta volta che vedo Carrie nella mia vita e ogni singola volta mi ritrovo, in piena luna crescente irrazionale, a sperare che il secchio non si rovesci (chi di voi ha già visto il film capirà, chi ancora lo deve vedere capirà dopo). Ma, badate, non è frase buttata lì: guardo la scena del ballo, mi innamoro di Carrie, anzi, di loro due al ballo, delle promesse e del possibile futuro e poi mi ricordo del secchio. E allora mi immagino che se, insomma, la tipa lì vicino tiene stretta la corda, quelli sotto possono tirare quanto vogliono ma se la beccano nel...
E invece no, il secchio arriva sempre e comunque.
E dopo, per la quinta volta, mi sono ritrovato a lasciar spazio a quell'omino che tengo sempre ben chiuso nella mia testa, l'ometto che è contento perché si godrà un bel po' di stronzi che vanno a pagare caro quel che pensano prima ancora di quel che hanno combinato.

Basterebbe, ma non basta perché Carrie è uno di quei pochi, rari lavori che definiscono il campo, che ne fissano alcuni parametri e steccati e che riescono a soddisfare sia la voglia di trippa infernale che quella di sottotesto fanfarone per far vedere che non siamo mica stupidi e, in aggiunta, butta sul piatto una dose pesantissima di show off tecnico e la mandata ai posteri di una delle icone più importanti del Perturbante tutto.

Si parte già di schianto, con la pruriginocamera che si infila nel sogno proibito dei porkysservatori di ogni cinetempo: le docce degli spogliatoi femminili, e quanto è attuale e importante lo shock estetico che ci aspetta a vedere questi primi minuti ora, nel 2011, botoxsaturati come siamo.
Sorpresa! Ci sono ragazze giovani che NON hanno la quarta di seno e che, dio mio, hanno i peli e, marò, anche la cellulite! E ce ne sono alcune con i seni cadenti, dio ci fulmini! Ma quanto, quanto è più eroticattivante questa scena rispetto a cento youpornotubate? Quanto sono "belle"?

Nemmeno il tempo di partire che già Pino Donaggio si attiva, disponibile come sempre a provare di tutto senza mai riuscire in pieno né fallire in modo disastroso, sonatore bono per ogni stagione e ogni emozione, didascalico quanto basta ma pronto a fermarsi prima di disturbare e anzi, capace di piazzarne anche qualcuna. E lo spogliatoio non lascia dubbi: è film matriarcale, le donne accoglieranno, respingeranno, decideranno, odieranno, subiranno e si vendicheranno e i pochi maschi presenti in scena faranno la figura dei pupazzi di contorno.

Uno accompagnerà la vittima e uno scorterà il carnefice e bella lì, entrambi supini e succubi, chioma dorata il cherubino e nera il diavoletto di turno, uno farà il super eroe in tv e l'altro ballerà bene in qualche film memorabile.

E dopo la doccia non c'è più tregua, in una vicenda che inizia e finisce con del sangue: Lawrence D.Cohen azzecca la tridimensionalità di Carrie e le dona le giuste parole; Sissy Spacek si avventa sul personaggio facendo di tutto e il contrario di tutto, dando di continuo la sensazione di costringersi ad abbassare di una tacca o due talento e prestazione per non far sfigurare il resto dell'anti-gineceo, pare adultissima in un mare di ragazzine e riesce a sembrare bruttina e impervia all'empatia un momento, stupenda e raggiante il secondo dopo. Se si pensa ai rischi che questo film ha passato (Linda Blair prima e Farrah Fawcett dopo in lizza per il posto), c'è da ringraziare qualche divinità della celluloide.
L'unica che davvero regge passo, gesti e sguardi della Spacek è un'altra grandissima come Piper Laurie che nella mia personale e distorta galleria, con quei vestiti e quella attitudine, metto a sedere accanto a Samantha Eggar.

Messi in cassaforte personaggi, sceneggiatura e dati tecnici sparsi (un grande come Paul Hirsch muoveva i suoi primi passi, pardon, forbici: lo aspettava L'Impero quattro anni dopo!) a De Palma non rimane che da fare due cose: tenere sempre d'occhio la Spacek e scatenare la sua tecnica.
Le fa entrambe con ottimi risultati: Carrie è seguita in ogni angolo della sua esistenza, corpo nudo o vestito, volto teso o sorridente, poteri telecinetici o innamoramento, siamo sempre lì con lei, ben vicini. E per quanto riguarda la tecnica, se conoscete anche un minimo De Palma potete immaginare: bifocale, ralenti, split screen e tutta la vasta compagnia danzante, pronta ad allietare le pupille e tensioattivare il muscolo cardiaco e le ghiandole surrenali.

L'intera scena del ballo, dall'inizio alla fine, è un tour de force da museo e, oltre a funzionare da perfetto punto di eiaculazione nei confronti di un coito cinematografico costruito con cura e lentezza, ci regala una icona ben più potente e fondamentale dei vari Jason e Freddie: Carrie ematovestita, grondante fluido suino, gli occhi ipertiroidei e il rictus inesorabile è figura che qualcunque cultore della materia deve aver ormai assimilato, un pezzetto di codice genetico del terrore senza il quale saltano parecchi caratteri basilari.

Non è abbastanza anche quando ci sembra che sia già troppo e c'è ancora spazio per altre due figure indimenticabili quali la (fine di sua) madre e il Cristo capellone e dagli occhi agghiaccianti, fino al finale che anche questa quinta volta è riuscito comunque a farmi sobbalzare, sebbene conoscessi a memoria tempistiche e coordinate spaziali.

Capolavoro senza tempo.

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24 commenti:

  1. Lindsay Lohan nel ruolo di Sissi Spacek?
    Lindsay Lohan nell ruolo di Sissi Spacek?
    Lindsay Lohan nel ruolo di Sissi Spacek?
    Un altro segnale della fine del mondo imminente.

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  2. Che King non fosse più "re" lo si sa da almeno 15, forse 20, anni. Poi il "nome" viene venduto dalla sua azienda come se fosse formaggio: King ha detto..., consigliato da King..., King e sti cazzi..., etc.
    Quello che mi sorprende non è che Cujo abbia detto che la Lohan sia adatta a quel ruolo ma che umanamente parlando non ci siamo proprio!
    Oggi come oggi non mi viene in mente nessuno che potrebbe sostituire la Spacek, neanche lo voglio pensare perché mi vengono i brividi.
    Te la vedi la Lohan presa in giro dalle cirlider mentre le vengono le sue cose sotto la doccia... oh, mio dio. Nonononononononononononononooooooooooo.......

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  3. No, dai, quella non è neanche buona per spogliarsi in Machete.No dai. Davvero. No.
    Che poi me lo immagino già il remake, con le compagne di scuola di Carrie conciate come emozoccolette e le canzoncine pop in colonna sonora e la solita maledetta panoramica del cazzo sull' ingresso del liceo mentre arrivano i macchinoni e carrie che invece in quanto sfigata va a piedi e sospira triste triste.

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  4. "la solita maledetta panoramica del cazzo sull' ingresso del liceo"

    Ahahahah madonna, vero, quante ne abbiamo viste di panoramiche sull'ingresso del liceo? Ma quante? Io non sono capace ma sarebbe bello farci un collage da mettere su you tube...

    Non so se non ci sia una attrice che possa sostituire la Spacek, anzi, magari ce ne sono anche, il talento è presente ora nella stessa misura di allora (anche se credo che abbia meno occasioni per mostrarsi) ma la scelta (se la faranno, ovvio) della Lohan mostra una precisa volontà di lavorare "contro" l'originale.

    D'altronde King al tempo disse che lo Shining televisivo era assai meglio di quello di Kubrick, direi che può bastare come prova di expertise...

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  5. Forse Cate Blanchet da giovane o la lunare Jenn Murray (Dorothy Mills). Ma il punto non è "chi?", ma "perché?". Che senso ha fare i remake? Non l'ho mai capito. Costano meno? Servono a rilanciare capolavori del passato (non credo proprio)? Sono una scorciatoia per fare cassa sfruttando idee altrui (e quindi "risparmiando" sui costi di sceneggiatura e script)?
    Boh.

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  6. Preferisco conservare puro il ricordo (come dice chi ti vuole convincere che è meglio la cremazione) del passato. Lo metto in nota come uno dei film da NON vedere. Come ho fatto un segno nella memoria per ricordarmi di NON comprare più libri di King (ma lo faccio già dalle fregature del dopo On writhing).
    Temistocle

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  7. Che senso avrebbe un remake ora, non so; forse solo affidato a un grande regista, e senza le interferenza di chi, di cinema, non ha mai capito nulla.

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  8. Ci sono remake che hanno senso, ovvio eh, pensate anche solo a La Cosa. Purtroppo si tratta di singolarità rispetto alla media che è invece devastante, e queste singolarità vengono usate da chi vuole difendere questa pratica.

    Non possiamo farci nulla, il trend, negli ultimi anni, è quasi da ammirare per come è riuscito a infiltrare il pensiero: da un lato tutta una serie di lavori ai fianchi dei "critici" per spingerli a giustificare il remake (e infatti dire che "quelli che si lamentano dei remake hanno rotto le palle" è un new black molto potente in parecchi blogger e siti, persino nella carta stampata) e dall'altra, Orwell docet, riformulare il vocabolario inventando termini che possano sostituire "remake" (reimagining, reboot e varie).

    Io dietro queste cose vedo una volontà precisa e molto potente, fa parte del continuo circondare e ridurre la fantasia ai minimi termini, ma io sono un malpensante e questo si sa...

    Di fronte a questa offensiva, se continui a odiare la pratica remake/sequel/prequel o se (non c'entra ma c'entra) non catsloghi Twilight come film di genre di cui bisogna comunque parlare, vieni visto come talebano e dinosauro e in alcuni tali accuse funzionano, convincendoli adiventare più "moderni" e "aperti". Non qui, non con me che non ho posto/autorità/prestigio/carriera/fama da difendere.

    La probabilità che un remake, rispetto a una idea originale, faccia cagare, è dal punto di vista della mia statistica, molto più alta, è semplice e non ho ancora trovato qualcuno che mi convinca del contrario, attendo fiducioso...

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  9. C'ho poco da aggiungere, capolavoro di film, e quando si arriva al momento del secchio la penso uguale sputata. Sei riuscito a non parlare della scena finale dell'incubo, che è una delle più forti "riprese inaspettate della tensione" che io conosca! :)

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  10. Dai, se ci mettono la Lohan, magari ci apiccicano anche il lieto fine.

    Concordo sulla tua visione "ideologica" del remake - è un tentativo di appropriarsi del passato, ridisegnandolo.
    Poi ora ci diranno che no, scemi, è solo la solita stupida legge di mercato, e la colpa comunque è del pubblico bue.
    Io però credo che anche no.

    Ti segnalo un errore di link - per cui anziché arrivare sul profilo di William Katt, si arriva su quello di Hirsch.
    E ne approfitto per segnalare che Katt, oltre al supereroe, ha fatto anche il surfista.

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  11. (grazie Davide, ora correggo)

    Tranquilli tutti, contrordine! Ora forse al posto della Lohan mettono Megan Fox, non sto scherzando...

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  12. Lo hanno già fatto il remake di "Carrie".Televisivo, ma lo hanno già fatto.Con Angela Bettis nel ruolo della protagonista ed Emilie DeRavin che prende il posto dell'insuperabile Nancy Allen.Credo nel 2002.Per non parlare del sequel ufficiale.

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  13. @Belushi il remake del 2002 è una corazzata potionkin mica da ridere, non mi piaqqqqque per niente...
    Comunque sui remake la penso come te. Se servono per ampliare e correggere ci stanno dentro, eccome! (Ripropongo (azz, sempre lo stesso...) ad esempio Funny Games). Se invece sono mere marchette, beh, lo scempio è compiuto. Il problema è che rovinano anche l'originale... bastardi!

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  14. Ma non era un seguito quello del 2002? E poi l' unica attrice che davvero potrebbe sostituire la Spacek è proprio Angela Bettis, che insisto da secoli a definire una delle migliori attrici viventi. E voglio fuggire anche insieme a lei.
    Comunque, io porto avanti una crociata contro i remake da qualche secolo e mi ostino a dire che La Cosa di Carpenter non è un vero e proprio remake: è la trasposizione più fedele del racconto di Campbell. I rifacimenti attuali sono tutt' altra faccenda e ha ragione Elvezio: a parte le leggi di mercato e la mancanza di idee originali, c'è una specie di ideologia dietro, che si vede soprattutto in quelli istantanei: Rec, Lasciami entrare e il prossimo venturo Martyrs.

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  15. Anche a me Carrie piace tantissimo e mi emoziona ogni volta che lo vedo.
    Peraltro è geniale nell'alternare toni da commedia demenziale a momenti di crudeltà inaudita.

    Riguardo all'inutile remake, la questione è: ma come cavolo si può pensare ad una glamour-plasticosa come la Lohan nel ruolo di una sfigata figlia di una bigottona....

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  16. Megan Fox?
    Ah, allora cambia tutto.

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  17. Oh, già che ci sono aggiungo una nota personale e scema.
    Io questo film per molti anni l'ho scansato come la peste
    Sapete perché?
    Per il titolo in italiano - carrie, lo sguardo di Satana.
    Che non c'entra un piffero, chiaro, ma a me i film satanici non interessano, e quella scelta della distribuzione nazionale mi tenne lontano da questo ottimo film per anni.

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  18. Proprio per questo motivo io ho titolato il post "solo" Carrie... :)

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  19. "Questa è la quinta volta che vedo Carrie nella mia vita e ogni singola volta mi ritrovo, in piena luna crescente irrazionale, a sperare che il secchio non si rovesci (chi di voi ha già visto il film capirà, chi ancora lo deve vedere capirà dopo). "
    Ti capisco sai?Se fosse possibile entrerei nella pellicola,farei lo spione e manderei all'aria lo scherzo del secchio di sangue.(e già che ci sono ne direi quattro alla madre di Carrie)Invece dobbiamo vedere Carrie soffrire e noi stessi soffriamo con lei,giusto per ricordare che un tempo si costruivano personaggi a cui ci si affezzionava e delle cui sofferenze ci importava qualcosa.
    L'idea di vedere Lindsay Lohan al posto di Sissy Spacek è talmente innaturale da farmi guadagnare all'istante 20 punti follia. (Warhammer docet)
    P.S.Con Megan Fox i punti salgono a 70 con guadagno della prima follia.

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  20. Carrie è uno dei miei film preferiti.
    E la signora Lindsay Lohan non so veramente chi sia...
    L'opera migliore che si può mettere in atto contro questa meschina ideologia del remake è quella di diffondere (amici, parenti, conoscenti, realtà vera e pure virtuale) gli originali. Io Carrie l'ho fatta vedere ad alcuni/e amici/che giovani e ci sono impazziti/e. E non credo interesserà loro il remake :)
    saluti
    Orlando

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  21. splendide le musiche di pino donaggio, una ciliegina su una torta bella sanguinolenta.
    grandissimo film

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  22. Comunque è fresca fresca la notizia che un altro remake annunciato è saltato da poco, quello di Near Dark, e la ragione è che la storia è troppo simile a tuailait

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  23. La premessa direi che era doverosa. Carrie è un cult, oltre che un capolavoro. Non possono disonorarlo in questa maniera...
    Comunque mi hai ricordato tutti i momenti strabilianti di questo film, a partire dalla doccia, passando per il ballo, arrivando alla secchiata maledetta, senza tralasciare il finale. Mi hai fatto venire voglia di rivederlo guarda!

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