venerdì 29 aprile 2011

Una domanda su I Saw the Devil...


Come i malperinquilini più attenti già sapranno, non recensisco mai pellicole orientali, o meglio, ho smesso da tempo.
Questo non perché non ne veda o non mi piacciano, anzi, ma perché avverto di non avere i mezzi necessari per poterne parlare con senso di causa e, visto che di tuttologi ne abbiamo già piena la Rete (e persino il Mondo Reale, caspiterina!) preferisco non aggiungere al rumore di fondo quelle che sarebbero ulteriori corbellerie.

Sento di non avere accumulato sufficienti visioni (avrò visto cosa, un centinaio di film orientali? Duecento proprio al massimo ma massimo eh) e di non conoscere a sufficienza determinate culture, carenza che mi impedisce di comprendere parte di quello che accade in una pellicola e cosa si vuole significare quando questo accade.

I volti degli attori orientali hanno espressioni e mimiche che non riesco a decifrare e collegare con precisioni a stati d'animo.
Mentre ho ben chiaro cosa simbolizzi il modo di vestire di Tony Manero o quello di Johnny Depp in uno qualsiasi dei suoi film, non riesco ad aver ben chiaro un codice corrispettivo in quelle narrazioni.
Così non so se un determinato pesce che stanno mangiando è simbolo di agiatezza o, al contrario, è un modesto baccalà e deve quindi portarmi ad altre cose.

Non riesco a capire bene l'età e lo stile degli arredamenti e quali agganci e connessioni essi possano far scattare.
Non parliamo poi, ovvio, delle varie scritte, dei simboli e delle insegne.
Trovo che sia un gap molto profondo e ammiro quelli che, con dedizione e sbattimento, hanno saputo colmarlo.
Spero anche di avervi fatto una serie di esempi chiari.
Questo gap NON mi impedisce di usufruire di dette opere, ovvio, né mi impedisce di goderne in modo estatico. Come per esempio con il jazz. O con qualche balletto classico o moderno che sia, tanto per farvi esempi anche al di fuori dell'Oriente. Insomma, me li guardo e mi dico anche "wow, figata" senza però saper spiegare il perché della figata, quindi evito.

Certo, gap simili sono presenti sempre, ci mancherebbe, anche un film di Kaurismaki ne ha, ma grado e profondità del distacco sono così minori che nel caso della filmografia occidentale posso azzardare articoli e recensioni mentre con quella orientale non mi oso più di tanto. Potrei, ovvio, scribacchare tre cartelle di circostanza, magari mettendoci dentro qualche frase mezzo criptica e mezzo allusiva buona per tutte le stagioni e cavarmela così, ma a che pro?

Non è un dramma, vuol solo dire che con migliaia di film che posso vedere ce ne sono un po' di meno di cui vi posso parlare, non perdo nulla e considero molte pellicole orientali dei capolavori incredibili, da guardare e riguardare, anche se in assetto da troglodita affascinato dall'aurora boreale o giù di lì.

Ecco però che approfitto di questo spazio per chiedere a chi invece ha, per suoi studi, interessi, cultura e trascorsi, una comprensione maggiore di questo tipo di prodotti, una spiegazione che, allo stesso tempo, può servire da esempio di certo mio imbarazzo e mancanza di comprensione.

Il titolo in questione è I Saw the Devil.
Me lo hanno consigliato, molti ne hanno parlato bene ecc ecc.
Mi è parso un film discreto, anche buono, con alcuni momenti molto intensi ed efficaci, che non dice nulla di nuovo su alcune tematiche centrali così ricorrenti in questo genere.
Ma non è di questo che voglio parlare, quanto piuttosto di uno dei tanti intoppi di comprensione che hanno costellato la mia visione.

Siamo al diciassettesimo minuto circa. Una ragazza è scomparsa, si teme che sia stata uccisa, la polizia setaccia la zona, molte persone presenti, televisione e tutto, compresi padre e fidanzato della ragazza, entrambi nelle forze dell'ordine con diversi gradi.

Due agenti trovano la testa mozzata della ragazza, sotto il pelo dell'acqua. Gran clamore, gli (credo) esperti della scientifica arrivano, prendono la testa e la chiudono in una scatola di cartone, sempre tutti frenetici e con espressioni indecifrabili, poi corrono come sciamannati verso, boh, i furgoncini, non so, reggendo (male) la scatola davanti a se. Corrono, sciamano, tutti in subbuglio "esagerato".
Il tizio inciampa platealmente, cade, la scatola si apre rovesciando fuori la testa che rotola in bella vista di fronte a tutti.

Ecco, forse l'esperienza di visione di altri di fronte a un film è diversa, anzi, niente forse, ma io mi pongo domande a ogni scena, rifletto (o cerco di farlo) a ogni inquadratura e... Qui non capisco e mentre il film va avanti la mia mente torna e ritorna su questi dilemmi modificando quindi la mia esperienza.

Perché questa scena?
La polizia da quelle parti è composta di solito da buffoni simili? Sto giudicandoli buffoni, è corretto giudicarli buffoni?
Vi è una critica alla scarsa efficienza delle forze dell'ordine?
Si tratta di un momento surreale inserito per qualche motivo?
O è prassi comune comportarsi in quel modo?
Si voleva a tutti i costi rafforzare ancora di più sorpresa, sgomento e orrore e questo è un espediente accettabile nella loro cultura cinematografica?
Si voleva aggiungere ulteriore forza e profondità al desiderio di vendetta che sta formandosi nella testa del fidanzato?
A me una scena così è parsa goffa, ridicola, artificiosa e incomprensibile e so che magari bisognerebbe solo fregarsene e continuare con la visione, ma io non ci riesco.

Qualcuno, con maggiore esperienza della mia e maggiore comprensione, può "spiegarmi" questa scena? Vi assicuro, non sono sarcastico, lo farei sentire in ben altra maniera, lo sapete. Se chiedo è per capire.

E, ribadisco, si tratta solo di uno dei tanti (almeno dieci, direi anche venti talvolta) momenti che mi "bloccano" durante la visione di pellicole orientali, molti di questi momenti sono legati alla recitazione degli attori e alle loro espressioni ma tanti altri sono di questo esatto tipo.

Se qualcuno ha visto il film (perché vi assicuro che la mia descrizione non può bastare) ed è in grado di aiutarmi gli sarò grato.

E, comunque, consiglio la visione di I Saw the Devil.

12 commenti:

  1. Provo a risponderti io, pur non avendo visto il film, non vedendo come è stata girata la scena e quindi basandomi solo sulla descrizione che hai fatto.

    Per me è una semplice scenetta surreale che non deve dare spiegazioni e sopratutto non fare riflettere, un artifizio probabilmente ideato sul momento per trasmettere una temporanea sensazione di shock, magari per giustificare un bel primo piano della testa o le facce urlanti o schifate/terrorizzate della gente comune.

    Mi rendo conto che la mia è analisi è la fiera delle banalità, ma per me ti sei perso in una bolla d'acqua perchè quella scena dovrebbe essere proprio inutile di suo (se confermi che non ha alcuna ripercussione nella trama), come in qualsiasiasi film occidentale dove le ragazze urlano senza motivo o i protagonisti si voltano di scatto. Ogni paese ha i suoi clichè :)

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  2. Volendo, si potrebbe anche aggiungere che agli asiatici piacciono molto le contaminazioni di orrore puro con ironia, forse quella scena è proprio da intendersi in quel modo grottesco.

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  3. Immagino sia la scena che si intravvede nel trailer a 0.40 e dintorni.

    Premesso che non bisogna cascare nella trappola dell'Oriente Misterioso, per cui si cercano "significati" profondi in elementi che non ne hanno - magari una folla sovreccitata è solo una folla sovreccitata...

    Mi piacerebbe vedere la scena nella sua interezza.
    Potremmo leggere l'acqua come segno di instabilità e mutevolezza, la testa che non vuol stare nella scatola come la defunta che chiede vendetta (è un cliché piuttosto diffuso nell'iconografia asiatica, quello della testa che sbuca dal contenitore)...

    Ma ripeto, dovrei vedere la scena completa.
    La frenesia della polizia - stanno semplicemente cercando di impedire che il pubblico veda qualcosa che potrebbe turbarne la quiete (considera anche, come esempio più estremo, la reazione delle forze dell'ordine in The Host).
    Giornalisti e curiosi, ovviamente, sono frenetici per il motivo opposto.

    Ma sono solo ipotesi...
    Senza contare che, hey, è una testa mozzata che rotola!
    Un ultimo insulto alla buonanima, che viene anche maltrattata dal caso - e intanto il pubblico si becca una bella scena "forte".

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  4. Ecco, secondo me la spiegazione è questa:

    "A me una scena così è parsa goffa, ridicola, artificiosa e incomprensibile e so che magari bisognerebbe solo fregarsene e continuare con la visione, ma io non ci riesco."

    Appunto. Se tu cerchi qualcosa di più profondo ti fermi lì, non lo trovi e basta.
    Se la cosa ti prende e ti piace, continui. E' piuttosto banale ma un'opera d'arte non è bella perché è "strutturalmente bella" ma perché ti deve lasciare qualcosa dentro. A te non ha lasciato niente? Bene, allora non la guardare, fa schifo.
    Se invece senti che ha smosso qualche budella allora ti informi e magari scopri che è effettivamente qualcosa di buono, oppure è piaciuta solo a te (meglio!).

    Eddypensiero...

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  5. Da appassionato e non troppo esperto di cinema orientale, io non capisco il blocco con gli attori orientali. (ho riletto due volte il tuo post perché preso dal mio amore per il cinema orientale stavo per scrivere una cazziata inutile e fuori luogo, chiedo venia preventivamente).

    Personalmente, trovo strepitose le interpretazioni dei due protagonisti di I Saw the Devil, strepitose al punto da mandare a casa un (cito perché citato da te, ma vale per altri) Johnny Depp qualunque. Ci sono sguardi di una crudeltà, di un'amarezza, di una disperata rassegnazione che difficilmente trovo altrove, specialmente limitandomi al genere di I Saw the Devil. Espressioni che comunicano, sempre riferendomi alla mia percezione, più di molte pellicole americane. Non sono solo volti buttati sullo schermo in balia del nome grosso che se li porta appresso. Non ricordo un thriller americano che ha saputo coinvolgermi tanto quanto I Saw the Devil, ed è soprattutto per l'enorme prova di Choi Min-sik che non mi scorderò in fretta di un film così.

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  6. Mh.. Da una parte apprezzo l'onesta` e la presa di coscienza di distanza da certo cinema orientali non comune a tutti, ma dall'altra non posso aiutarti perche` non ho visto il film in questione.. E lungi da me vederlo che a veder troppi film Koreani in un anno mi ammalo..

    Vorrei pero` aggiungere che surreale non e` (a mio parere) la parola giusta per definire certe scene tipiche del cinema orientale e portate a livelli parossistici da quello Koreano.. Nella mia limitata esperienza posso garantirti che la volontaria sospensione dell'incredulita` e` una questione tutta occidentale.. Ovvero gli orientali raramente credono a quel che vedono su schermo..

    Diceva Chang Che (cfr. Pezzotta - Tutto il cinema di Hong Kong) che il sangue e` volutamente finto ed esagerato proprio perche` nessuno crede alla morte effettiva dell'attore.. Lo stesso per estensione si potrebbe dire di molta fantascienza nipponica con le cerniere a vista nei costumi dei mostri che ancora oggi spuntano nonostante il progredire degli effetti speciali.. E mi fermo qua..

    La percezione e` quindi puramente soggettiva.. Tieni conto che per me le ultra-caratterizzazioni di robe tipo CSI mi danno ai nervi per (presunto) realismo ricercato allo spasimo e (necessaria) sagacia dei personaggi.. A volte viene il dubbio che vi sia un generatore automatico di battute da quelle parti.. E lo cito giusto per fare un confronto con un modello di poliziotto che sopporto meno dell'impacciato ed imbranato Koreano..

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  7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  8. Bei commenti, anche se purtroppo, non avendo nessuno visto la scena specifica, non possono essere d'aiuto nel caso in particolare.

    Mi preme però sottolineare che non comprendere al 100% nn significa detestare eh, e anzi, come dice Gekko questi attori alle volte sono molto, molto espressivi, nel finale di questo film per esempio il poliziotto spara degli sguardi che levati...
    (Così come citare Depp non implica che mi piaccia più di tanto come attore, mi serviva per l'esempio)

    E d'accordo anche con quanto dice sparaflAsh su certi eccessi degli USA, vero. Mi rimane però l'impressione che se è già bello vivere l'arte in modo epidermico, potrebbe essere esperienza ancora più profonda e completa viverla quando si è in possesso di più codici e chiavi, che possono allargare il ventaglio delle interpretazioni, dei simboli, dei significati...

    In questo senso ecco che Mana già tira fuori qualche percorso.
    Vero anche che forse sono pigro e potrei andare a postare in un forum di amanti del cinema orientale per vedere come interpretano questa scena...

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  9. Questa è la recensione di un'appassionato di film orientali:
    http://cinemissile.blogspot.com/2010/12/i-saw-devil-kim-ji-woon-2010.html#more

    Forse aiuta

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  10. Ciao, io ho visto il film qualche mese fa. A me è piaciuto, nonostante la scena disordinata e grossolana messa lì quasi per tappare un buco di progressione narrativa. La stessa scena di cui parli ha dato da pensare sia a me che ad un amico cui avevo consigliato il film. Serviva forse, in un certo qual modo, a scatenare l'ira del protagonista ma effettivamente la reazione dello stesso, espressivamente parlando almeno, cozza assai con tutto quello che combinerà dopo, per non parlare del padre della ragazza durante il ritrovamento. Non so se mi spiego o se è questo il punto. O forse è una questione di maggiore omogeneità morfologica o meglio fisiognomica dei volti asiatici o forse è solo compostezza emotiva culturale che chiaramente si riversa anche nel cinema [e mi vengono in mente tanti altri film]o forse è semplicemente una scena sbagliata. Comunque la vendetta del tipo gatto sadico con topo lurido l'ho adorata. Consiglio il vicinissimo di genere e nazionalità The Man from Nowhere.

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  11. Pochi anni fa mi trovavvo in Giappone e decisi di alzarmi prestissmo per assistere all'asta dei tonni, che si tiene intorno alle 5 al mercato ittico. Purtoppo un tizio si buttò sotto la metro e feci tardi. Dalla banchina di fronte, mentre insieme a altre decine di persone aspettavo un vuovo convoglio, vidi bene dei ragazzi in uniforme (poliziotti o addetti a non so cosa) battere un 60 metri di binario alla ricerca di frammenti anatomici: silenziosi, ordinati, apparentemente tranquillissimi. A un un tratto uno di loro fece appena un cenno indicando un punto tra due vagoni e fu raggiunto da un suo superiore anziano. I suoi colleghi si avvicinarono solerti e sistemarono una specie di separè che mi tolse la visuale. Tutto quasi senza parole, come se cercassero un semplice oggetto smarrito e mentre il pubblico ostentava assoluta indifferenza. Immagino che in Corea e in una situazione analoga tutti si sarebbero comportati allo stesso modo, viaggiatori compresi.
    Immagina invece di essere in Italia. Un macello. Gente che strilla, che sviene, che corre, che fa cose alla cazzo e soprattutto che si fa avanti per vedere meglio. Giapponesi e Coreani s'impongono un micidiale autocontrollo, gli italiani no. Penso che gli orientali vedano qualcosa di estremamente incivile e impudico in quel gettarsi a guardare che per noi è così naturale.
    Ho visto la scena che hai descritto: si cerca un cadavere, la tensione sale, qualcuno trova qualcosa, i giornalisti corrono per guardare e i poliziotti fanno altrettanto per proteggere il reperto. Nella concitazione generale un giovane agente si emoziona e inciampa, la testa rotoloa macabramente a terra. La scena fila, ma io credo che gli autori abbiano deciso di dedicarvisi proprio per descrivere la morbosa inciviltà dei media, le cui conseguenze per la dignità delle persone sono simboleggiate della testa ridotta a palla che rotola. Trattasi insomma di narrazione simbolica non molto narrativa. Questa la mia idea.
    Giuseppe.

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  12. Ho visto il film un paio di volte; sono tutt'altro che un esperto di cinema asiatico o coreano, ma ne ho visto molto di recente per la eccellente qualità di alcuni film in cui mi sono imbattuto nell'ultimo anno (Mother, Poetry, Bedevilled, Thirst ed I Saw The Devil su tutti). Pur capendo benissimo la tua perplessità sui bias culturali, devo dirti che io questo film me lo sono goduto molto, come gli altri, e la scena della testa mi è parsa bene inserita nella 'compiaciuta' rappresentazione di genere dell'omicidio, nel suo clima sarcastico e -non c'è dubbio, penso al Park Wook di Old Boy- sadico, dello svolgimento annunciato -e non per questo prevedibile- tra horror, thriller e revenge movie del film. Un ottimo film.

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