sabato 30 aprile 2011

The lost art of making a poster...

Due dei film di cui abbiamo parlato in questa prima settimana di ripresa delle attività mi hanno portato a pensare di nuovo a un argomento che avevo già segnalato qualche tempo fa, in un articolo sul declino del cinema realizzato per un magazine.

Uno dei tanti segni di questa crisi è rintracciabile nelle locandine, copertine e poster che vengono realizzati.
Tanto per non divagare e scrivere troppo (che questa settimana credo di aver già dato) eccovi prima di tutto i poster dei due film, a confronto:

And Soon the Darkness originale:


Remake:


E, ancora peggio, alternate version del remake:


Let's Scare Jessica to Death originale:

 

 La copertina della recente edizione in dvd:


Durante la stesura di quell'articolo  mi sono imbattuto in alcuni post molto interessanti, ve ne propongo giusto due che parlano di due fra le più omologanti "malattie" delle locandine contemporanee:

The Floating Head Syndrome

e

The Napoleon Dynamite Effect

Enjoy, buon week, godetevelo bene che, pare, domani, un domani, dovremo tutti quanti lavorare.

15 commenti:

  1. Se te l'eri perso:

    http://cyberluke2008.blogspot.com/2011/02/lerba-del-vicino.html

    Notevolissimo.

    RispondiElimina
  2. Hai dimenticato di mettere la cover del dvd italiano dell'originale di "and soon the darkness" convertito in "Il mostro della strada di campagna": http://www.splattercontainer.com/images/upload/movie_poster1778.jpg
    Non bella come l'originale ma sempre meglio di quella del remake...

    RispondiElimina
  3. Eheh, i primi sono il solito zoccolaio, e io ancora non riesco a capire come, con la fruibilità immensa di esso possibile in ogni dove, si debba ricercarlo in qualsiasi media si cerchi, compresi horror e affini.
    Quella nuova di "Let's scare..." non piace neanche a me, troppo "computergraficata", ma almeno ha un senso (ho visto il film qualche mese fa).

    RispondiElimina
  4. Interessanti i post che segnali. Secondo me il probblema fa il paio con l'abuso dell'accoppiata arancione/blu in decinaia di poster e copertine di film/giochi usciti negli ultimi anni.

    mi ricordo un articolo di cracked.com in cui ne parlavano, insieme ad altri cliche in uso nel cinema moderno che tendono ad appiattire l'aspetto visivo su pochi stilemi. su cracked il tono è gioco forsa umoristico ma i problemi messi in luce mi pare siano molto interessanti. ti lascio il link:

    http://www.cracked.com/article_18664_5-annoying-trends-that-make-every-movie-look-same.html

    RispondiElimina
  5. Sì, interessanti i post che segnali, come stimolante pure il vertice di osservazione, che proponi, della locandina come "simbolo" di un declino estetico-sociale. Post Scriptum: grazie della citazione del mio post-recensione di "And Soon The Darkness", che fai nel post precedente a questo :)

    RispondiElimina
  6. ...bè, è segno di invecchiamento, mi dicono, quando ci piace di più la roba di una volta....
    :) io mi sento 100 anni addosso!
    tu?

    love, mod

    RispondiElimina
  7. no, mi spiace, sono controtendenza. neanche io apprezzo la carnazza nel poster di and soon the darkness, ma per il resto non trovo gli altri migliori. solo legati a un'altra epoca estetica, che per motivi che non dipendono dai suoi pregi intrinseci siamo abituati a connotare positivamente.
    i due post che poi menzioni mi hanno lasciato indifferente:
    1) il primo sulle teste fluttuanti... eh, vabbé, se c'è solo la testa ci lamentaiamo della testa, se c'è anche il corpo ci lamentiamo del corpo... suvvia. si può discutere sul fatto che i corpi proposti sono sempre solo di un tipo, del fatto che ci si faccia vedere solo la testa proprio no.
    2) il secondo... complimenti all'autore del post che ha trovato 17 film le cui locandine sono composte con lo stesso stile.... e allora? sul numero di film che esce ogni anno 17 è probabilmente una quantità risibile. anche ce ne fossero 50, dov'è il problema?

    tre domande (ma non sentirti obbligato a rispondere, ci mancherebbe altro, sono soprattutto spunti):
    1) cosa hanno in comune le locandine che hai selezionato? lascia perdere per un attimo lo stile, guarda i contenuti: volti, corpi, posizioni, quantità di scatti, presenza di cornici, quantità di testo... io ci ho visto più somiglianze di quel che sembra.
    2) di quel che hanno di diverso, cosa ci viene nascosto o mostrato in più? io credo che le locandine siano buone rappresentanti dei loro film, forse denunciare lo scandalo delle locandine svia dalla situazione del genere, come le gride di manzoniana memoria (ma come sai non sono un esperto). bisognerebbe fare il confronto con remake di buona fattura (magari migliori dell'originale). qualcuno ne conosce?

    RispondiElimina
  8. @ ldr:

    1) Non credo che il post "si lamenti" che c'è solo la testa invece del resto. Credo piuttosto che voglia indicare una preoccupante tendenza alla omologazione e alla ripetizione in serie standard di determinate soluzioni estetiche e moduli grafici.

    2) No, e in questo caso mi pare che il post indichi una tendenza ancora più preoccupante di quella del punto 1. Il tizio del post non ha spulciato in giro e pescato 17 locandine fra le migliaia che escono ogni anno in usa bensì ha voluto indicare come all'interno di un unico, preciso, ben identificato sottogenere (sottogenere eh, nemmeno genere) della produzione indie (nemmeno spesso major, principalmente indie). Ovvero, di nuovo, omologazione e standardizzazione.

    Io credo che il problema (almeno, lo è per me) concernente le locandine (che sono solo, come ho detto, emblema, simbolo, dettaglio, uno dei tanti elementi che fanno da spia alla crisi) sia separabile in due sezioni, una soggettiva (che però credo sia parecchio condivisa) e una più oggettiva.

    Per quanto riguarda la prima, a ogni confronto fra le locandine odierne e quelle passate io, Elvezio, avverto una presenza minore dell'artista, una sua incisività pressoché nulla e un grado espressivo assai ridotto. Tutte le locandine originali riportate in questo post mi inquietano ben di più di quelle contemporanee, senza confronto. Tutte o quasi le locandine passate i sembrano più "artistiche", con una forbice che invece non ritrovo poi nei film stessi, in quanto ci sono molti film contemporanei che mi paiono anche più "artistici" di molti del passato. Questo, ripeto, potrebbe essere soggettivo, ma ho la sensazione che se si tenesse qualche tipo di questionario con confronti la mia opinione sarebbe assai condivisa. Ma il soggettivo conta poco, per molti...

    (segue)

    RispondiElimina
  9. Il dato invece che mi sembra più oggettivo è quello tecnologico. Amo la tecnologia, sia chiaro e non sono fra quelli per cui photoshop e altri programmi (e macchine) nati prima di lui sono il demonio. Si tratta solo di pennelli diversi, le manipolazioni fotografiche nascono con la fotografia o quasi, figurarsi.

    Trovo però che questi moderni mezzi tecnologici facilitino la ripetizione seriale ben più di quelli di anche solo 30 anni fa. Ecco quindi che un normale studio cinematografico, dopo aver speso miliardi per vari settori, non ha grande voglia di investire in un poster e chiamare un illustratore, un autore che, come è giusto, pretenderebbe soldazzi per partorire. Ci si rivolge a operatori che, con la "facilità" odierna del cut'n'paste e del drag'n'drop (quelli fatti alla cazzo, ovvio), non essendo artisti con determinati percorsi, si adagiano su moduli che vedono funzionanti e hanno un "rack di effetti" piuttosto limitato. Da qui, ripetizione, mancanza di originalità ecc ecc. Non ho nulla in sé contro le teste fluttuanti, ho molto contro la loro ripetizione con diminishing return. Avrei la stessa sensazione se oggi avessimo uno sfracello di poster annui disegnati da imitatori di Corben o Moebius, per dire.
    La stessa cosa avviene in molta musica che sfrutta i programmi musicali commerciali: spesso il noeomusicista scarica o compra il programma e usa il rack predefinito, senza alterare più di tanto le impostazioni: i risultati non potranno più di tanto essere diversificati, a prescindere dalla bontà del risultato che può essere anche molto alta.

    Come dicevo più su, ho indicato solo le locandine come SPIA della crisi, ci sono alcuni spunti che si occupano di come questa crisi tocchi ben altri settori, te/ve ne indico alcuni qui sotto, certi (i primi tre) tentano addirittura un approccio simil-scientifico che, per quanto ovviamente impossibile, a me pare assai interessante:

    http://moki.tv/blog/visual-evidence-movies-are-getting-worse

    http://boxofficequant.com/sequel-map/

    http://flowingdata.com/2011/04/19/dropping-movie-ratings-from-the-past-six-decades/

    http://articles.latimes.com/2010/apr/25/entertainment/la-ca-3ddirector-20100425

    http://www.ilgiornale.it/spettacoli/cinema_hollywood_si_filma_deja_vu/cinema-attualit-film-film_uscita-cinema-usa/05-03-2011/articolo-id=509960-page=0-comments=1

    http://cabaldixit.blogspot.com/2011/01/un-decennio-di-derivazioni-i-100-film.html

    RispondiElimina
  10. Più che un discorso economico, credo che sia proprio un fatto di omologazione.
    http://annyas.com/saul-bass-movie-posters-then-now/

    Le edizioni in DVD di questi film non hanno più le meravigliose locandine originali di Saul Bass. Dietro una simile operazione c'è un preciso intento di omologare il prodotto a un gusto "medio" (qualsiasi cosa voglia dire).

    Enea

    RispondiElimina
  11. Bello, il link ai lavori di Bass.
    L'ipotesi è che sia cambiato non tanto il linguaggio, quanto l'intento.
    Il vecchio poster era una pubblicità quanto più originale possibile, che aveva lo scopo di attirare l'occhio del pubblico - che poi si informava legendo le didascalie... chi dirige, chi recita...

    I nuovi poster o immagini per la custodia di DVD rispondono al quesito di chi ci sia nel film visivamente, mettendo la sua faccia in primo piano.
    L'idea non è iù tanto distinguersi dagli altri, quanto esporre il più velocemente possibile chi c'è, cosa fa, con chi... senza passare per la parola scritta.

    Solo un'idea, eh...

    RispondiElimina
  12. Per farsi due risate.
    http://www.cracked.com/article_19093_8-actors-who-look-exactly-same-every-movie-poster.html

    8 attori ritratti in modo sempre uguale in tutte le locandine.

    Enea

    RispondiElimina
  13. Per quanto riguarda il Napoleon Dynamite Effects, basta fare una ricerca per indie/independent poster movies/films e ne escono moltissime altre di questo genere:
    http://bit.ly/kmXqa4
    http://bit.ly/meDdLJ
    http://bit.ly/iQSwu2
    http://bit.ly/mzuwSQ
    http://bit.ly/iLuxgS
    http://bit.ly/iQFG4c.

    RispondiElimina
  14. è il momento di rivelare al mondo (e a te, elvozio), che cumulo di pochezza e superficialità io sia.

    a me 'sta storia dell'omologazione non convince proprio. posso convenire sul fatto che la tecnologia facilita la ripetizione (è quello che le tecnologie fanno, fin dall'invenzione della scrittura), ma penso che una tendenza all'appiattimento ci sia sempre stata.
    e che ci siano sempre stati poteri forti che finanziavano tale tendenza.
    e gruppi o persone che la vedevano e la denunciavano e, non ultimi, gruppi e persone (non sempre coincidenti con i precedenti) che producevano "cose" non appiattite.
    anzi, dalla ripetizione di moduli simili possono emergere nuove possibilità, bisogna considerarle come vie evolutive diverse: da una parte la sperimentazione, dall'altra la ripetizione.
    e poi attenzione: il dato tecnologico non è dato, se lo usi per spiegare qualcosa, ma preso.

    [nota: per quanto abbastanza consono al mio stato di ndm attuale, questo commento è il riassunto di quel che ricordavo -- o credevo di ricordare, ma forse è stato solo un sogno -- di un'opera in quindici volumi che a causa della scellerata politica contro l'anonimato del gestore del blog, che mi ha costretto a liturgie sul trackpad irripetibili in questa sede, mi hanno fatto perdere. questo inciso, se dovete spiegare la ricorsività della lingua secondo chomsky, potete usarlo come esempio. va anche bene come smentita dell'esistenza di una struttura profonda del linguaggio.]

    RispondiElimina
  15. Ehhh, ma che dici, cumulo di pochezza, anzi, sollevi questioni mica da ridere e infine di risoluzione, credo, impossibile.

    Non so dirti più di tanto dei poteri forti, non ci capisco molto e non ho ben precisa la comprensione di quello che ci guadagnano a favorire o meno l'omologazione, l'ho sempre dato per scontato ma in effetti potrebbero anche ricavarci qualcosa dall'anticonformismo, chessò, consumi diversificati e bla bla bla, ma non è questo quel che ci interessa qui e ora, credo.


    Dici:

    "penso che una tendenza all'appiattimento ci sia sempre stata"

    Belin, s'ì, certo, ma credo che così forte mai ma proprio mai nella vita, ecco, il quadro ora come ora mi pare un po' sbilanciato, poi si riassesterà, non so, ma mologazione e appiattimento mi sembrano parecchio forti ora.

    Poi sono d'accordo eh, che anche la ripetizione serve, così come la sperimentazione, ma mi sembra che stiamo vivendo un passaggio di forte squilibrio. Ma anche qui, questa è mia percezione, non so se sia possibile ottenere dati precisi al riguardo...

    Cambia avatar che se lo fisso ancora un po' divento cieco e mamma mi sgrida che mi sono masturbato di nuovo.

    RispondiElimina