mercoledì 23 marzo 2011

Cosa pensate di Isaac Asimov?


Lo so, domanda bomba.

Ma durante le ultime settimane ho avuto modo di discutere ancora una volta di questo scrittore con alcune persone e mi è quindi venuto naturale pensare di rivolgermi anche a voi per conoscere il vostro parere e, se conosco alcuni fra i commentatori abituali, dovrebbe uscirne una bella discussione.

A voi la palla.
Cioè, a voi la bomba.


Post precedenti:

Cosa pensate di Stephen King?
Cosa pensate di Fritz Leiber?
Cosa pensate di Howard Phillips Lovecraft?
Cosa pensate di Ray Bradbury?
Cosa pensate di Richard Matheson?
Cosa pensate di Richard Laymon? 
Cosa pensate di Ramsey Campbell?
Cosa pensate di Robert McCammon? 
 Cosa pensate di Dan Simmons?
Cosa ne pensate di Thomas Disch? 
Cosa pensate di Serge Brussolo?

30 commenti:

  1. Mi è stato regalato un libro di questo autore proprio sabato. Non lo conosco. Quando lo leggerò ti saprò dire.

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  2. Tengono caldo d'inverno ma ci si impiglia il cibo se sei scoordinato come me...

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  3. Letto tutto, riletto tutto, poi riletto ancora.
    Devo commentare altro?
    Se proprio devo allinearmi alla parte critica dei tuoi lettori allora posso dire che Lucky Starr è l'unica sua produzione che non riesco a farmi piacere.
    Pensa che il ciclo delle fondazioni (in 4 edizioni...) ce l'ho in vetrina... e non dire che sono malato :)

    P.S.: Se qualcuno parla male delle basette di Asy non sa che sono in realtà due curcuiti positronici collegati al cervello...

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  4. Arrivi tardi, vecchio mio...

    http://strategieevolutive.wordpress.com/2011/02/08/ike/

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  5. Ho letto più e più volte Io Robot e la Trilogia della Fondazione + il Preludio (anzi, la molla principale che mi ha fatto scegliere di iscrivermi a sociologia è Hari Seldon, prima ancora di Glen Bateman - che però ha dato la spinta finale). Ho adorato quanto ho letto, anche se la Fondazione ha dei momenti di noia.

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  6. E' come Agatha Christie, solo che lei è avvantaggiata perché usa l'arsenico mentre lui va sul difficile con positroni e tiotimolina.

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  7. (la risposta un po' più seria l'ho lasciata da Davide)

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  8. Il vampirologo che rideMar 23, 2011 11:33 AM

    Indubbiamente è stato un tassello importante nella storia della fantascienza,alcune suo opere hanno ancora oggi un certo valore ma... per me è superato e certi suoi libri faticherei molto a rileggerli.Non me ne vogliate fan di Asimov ma la penso così.

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  9. A me non è mai piaciuto nemmeno al tempo, come la Christie d'altronde, mi piacciono però molto i suoi articoli/diaristica/divulgativa.

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  10. Asimov è lo spartiacque della fantascienza: se ti piace lui, ti piace la fantascienza; se non ti piace, la sf non fa per te.


    poi come tutti gli autori "massivi" ha scritto cose eccellenti e boiate, ma tutti dovrebbero passare da lui. da rivalutare anche come autore di gialli, ha scritto molti racconti e alcuni romanzi.

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  11. La penso come Elvezio, pari pari.

    Come divulgatore è stato discreto, ma c'era gente ai suoi tempi, come Gamow, per esempio, che faceva un lavoro molto più serio.

    Ho il sospetto che il merito più grande della Fondazione sia stato quello di schiudere le porte di Dune. Correggetemi o precisatemi, lo sto scrivendo per questo. Magari è una nozione risaputa e ovvia, ma io con la sf mi diverto, mica ci lavoro.

    Forse forse con questi venti di guerra un Cosa ne pensate di...Fred Saberhagen tornava più a pallino, o no?

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  12. @Piscu
    E se mi piace la fantascienza e non mi piace lui?

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  13. Beh ma trattandosi di guerra ridicola e grottesca forse andava meglio l'armata Brancaleone....

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  14. Asimov conserva un posto nella mia biblioteca, principalmente per motivi affettivi. E' stato il primo autore che ho cominciato a leggere. Il suo ciclo della Fondazione ha aperto le porte a molta fantascienza odierna. Però avevo vent' anni quando l' ho letto, ad anche allora lo trovavo ridondante, noioso in alcuni punti. Come un prestigiatore che prima ti promette i trucchi migliori del mondo e poi ti gabba con un esecuzione mediocre.
    Molto più interessante l'uomo Asimov, che con il suo particolare umorismo e la sua autoironia riusciva ad essere sempre tremendamente sagace con le sue battute. esemplari sono le battutine scambiate con Ellison di cui Asimov parla nel' introduzione a Dangerous Visions.

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  15. (Copincollo ciò che ho scritto nei commenti al post di Davide)

    Ho sempre apprezzato i suoi classici, tipo la Fondazione, Io Robot e altri racconti, ma sempre con moderazione: cioè, non mi ha mai preso più di tanto e già quando lo leggevo la prima volta (ero alle media) trovavo il già letto Wells molto migliore e altri scrittori che avrei scoperto di lì a poco altrettanto migliori. A distanza di anni e di successive riletture, ho avuto riconferme delle mie opinioni su Vance, Heinlein, Leiber, Bester, Zelazny, Scheckley, Spinrad… tutta gente che ho sempre riletto con piacere ritrovandoci, di volta in volta, spunti nuovi. Con Asimov non mi è mai successo. Lo trovo, semmai, un ottimo entry point per la sf.

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  16. Personalmente devo molto ad Asimov. Se un quarto di secolo fa non ci fosse stato il Buon Dottore, oggi probabilmente non leggerei Wallace e DeLillo e Pynchon ecc... Forse, chissà, non leggerei affatto e le pareti di casa mia sarebbero costellate di poster idioti invece che intasate di librerie.

    Insomma c'è stato un tempo per Asimov. Ed è stato un tempo per me fondamentale. Rivisto (riletto) oggi non ha più la stessa forza e lo stesso fascino letterario (sempre che ne abbia mai avuto uno) e credo che non sia un caso che la maggioranza dei suoi fan ammettano di averlo letto verso gli inizi della loro carriera di lettori. Ma non lo posso non considerare una pietra miliare fondamentale nella mia formazione.

    Del resto cosa sarebbe oggi la fantascienza se lui non ci fosse stato? O meglio (visto che molti dicono che oggi la SF non esiste più) ci sarebbe mai stata una "fantascienza"? Sarebbe un'ucronia interessante da esplorare...

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  17. Secondo me bisogna mettere i puntini sulle I. Di sicuro Asimov non è scrittore spettacolare che fa mirabilie con le parole, ma È il punto di partenza per chi vuol scrivere hard scifi. Non ci sono altre possibilità. Può sembrare un'affermazione da fanboy ma è una convinzione ormai consolidata in me. Nessuno può scrivere di robot senza conoscere quelli di Asimov, che hanno una logica costruttiva e morale. Così come è necessario leggere i cicli dell'impero e della fondazione per poter capire come gestire bene spunti di ampio respiro ambientati nello spazio.
    Ogni tanto, poi, qualcuno mi dice che i cicli di A. sono lenti e pallosi.
    Io rispondo che la hard-scifi scritta bene deve avere una velocità di crociera tendente al lento. Non si può pretendere la velocità di un thriller nello spazio intergalattico.
    Poi, credo si possa essere tutti d'accordo che elevare Asimov come unico depositario della scifi-verità è un errore. Che poi è identico a quello commesso dai fan-boy di HPL per quel che riguarda il genere horror.
    Asimov (più di altri suoi contempoaranei) ha gettato le fondamenta della vera hard-scify e con lui bisogna fare i conti se si vuol essere credibili.
    Poi, è altrettando doveroso scoprire altri autori imprescindibili come Sturgeon, Heinlein (e tutti gli altri "cavalieri scifi" che negli anni '40 hanno costruito insieme a Asimov l'immaginario collettivo sui cui si lavora ancora oggi)... fino, chessò, a un'attualissimo K.S Robinson.
    A questo proposito, "Le grandi storie della fantascienza" sono utilissime. Per quel che mi riguarda è una di quelle collezioni di cui non mi stancherò mai.


    Jakken

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  18. Nessuno può scrivere di robot senza conoscere quelli di Asimov, che hanno una logica costruttiva e morale.

    Per associazione di idee, consiglio a tutti Tik-Tok di John Sladek (evilgrin).

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  19. @Davide:

    può non essere il tuo autore preferito. sicuramente non è il mio. ma per chiunque ama la fantascienza, io credo sia impossibile dire che non apprezza le sue storie.

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  20. (Ciao Elvezio. Dopo aver letto per qualche mese il blog da abusivo inizio a commentare qua e là secondo ispirazione; i complimenti li lascio a un altro post, visto il mattone che segue).

    Asimov è una figura storica per la fantascienza, e personalmente lo stimo come persona e lo apprezzo come scrittore.
    Oggettivamente però trovo che non sia riuscito a gestire il proprio talento se non in un periodo ristretto della sua carriera, gli anni Cinquanta. Le opere precedenti (Primo Ciclo Fondazione) hanno grande importanza a livello storico, ma sono ancora molto acerbe nello stile, e ciò le rende difficili da digerire e da apprezzare; nei Sessanta scrive un solo libro di narrativa (Viaggio allucinante, bruttino), nei Settanta un capitolo grazioso, ma fondamentalmente sopravvalutato (Neanche gli Dei); con gli Ottanta fa in tempo a finire dignitosamente il Ciclo dei Robot, ma poi si perde in tomi di 400-500 pagine, sputtanando la capacità di sintesi che aveva baciato le sue pagine migliori.

    Un giudizio complessivo è difficile da dare: un “forse capolavoro” (Abissi d’acciaio) e due ottimi libri (La fine dell’eternità; Il sole nudo) sono pochi per farne il migliore del genere. Non penso possa essere accostato a gente come Dick, Ballard o Vonnegut, ma tenendo conto che vi sono migliaia di scrittori di fantascienza un posto nei primi 50 non penso si possa negarglielo: non è poco.

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  21. Io non l'ho ancora capito. I suoi romanzi non mi piacciono molto, mi annoiano e mi divertono soltanto a sprazzi, però suppongo che bisogna passarci :-)

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  22. Anch'io ho nei confronti di Asimov un grosso debito. È grazie a lui che ho iniziato ad amare la scrittura. Da ragazzino lessi "Asimov story" - una vecchia edizione mal tradotta di Urania. Si trattava di un'antologia con i primi racconti di Asimov.
    Per ogni racconto, Asimov ne raccontava i retroscena: da dove era venuta l'idea, il periodo storico in cui lo aveva scritto e quanto aveva guadagnato. Trovavo questi ricordi assai più appassionanti dei racconti. Da essi traspariva il grande amore di Asimov per la scrittura. Un sentimento che mi contagiò e che non mi abbandonò mai più.

    Credo che abbia avuto il merito di avvicinare alla scienza un incalcolabile numero di persone. "Il libro di fisica" e "Il collasso dell'universo" sono insuperabili nel fondere rigore scientifico e semplicità nell'esposizione. Ed è stato un piacere constatare, al primo anno di fisica, quanti studenti ne avessero letto le opere narrative e di divulgazione scientifica.

    Tuttavia, a parte "Io robot" e pochi altri volumi, non sono mai riuscito ad amare le opere dell'Asimov narratore. Non solo per il suo stile di scrittura. Quel suo positivismo e quella sua incrollabile fede nella scienza lo faceva sembrare quando andava bene un simpatico sgobbone, alla meno peggio un uomo dell'Ottocento, e in qualche caso un insopportabile e pedante saccente.

    Enea

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  23. Osannato in vita (in quegli anni, anche in Italia, i recensori sembravano fare a gara nello scrivere invereconde piaggerie...), presto accantonato in morte.
    Datato.

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  24. m'ha tirato due maroni allucinanti in tenera età e non ho più avuto il coraggio di avvicinarmici.

    forse è un male.
    ma chissenfrega

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  25. August DerlethApr 3, 2011 02:22 PM

    Scrivere male di Asimov è come scrivere male di Manzoni: ti può anche stare sui maroni sia lo scrittore che la sua opera, ma non puoi ignorare cosa abbia comunque fatto scatenare in ambito letterario.
    Detto questo, io su Asimov ho trovato due spunti molto interessanti: i robot ed Internet.
    I robot...bé, per dirlo con J.Pistone, "che ve lo dico a fare"?
    Riguardo ad Internet, e più in generale a cosa sia l'elettronica per l'homo sapiens dell'A.D. 2011, Asimov ha toppato in pieno, e con lui tutta la fantascienza, sia hard sci-fi che cyberpunk.
    E' vero che lui è morto nel 1991, ma è anche vero che non ci si trova uno straccio di precognizione né sui suoi scritti né sui racconti, neanche quelli scritti negli Eighties, quando i PC erano già presenti in forze nei negozi e nella vita quotidiana...

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  26. Scusa Greg, na cime fai a dire che il cyberpunk ha toppato su Internet? Praticamente è un genere interamente basato sulla Rete.
    Certo, non è stata una grande intuizione, la Rete esisteva già, ma appunto, il cyberpunk è un genere che si è sviluppato di pari passo con Internet.

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  27. Chiedo scisa, mi rivolgevo ad August Derlethm non a Greg.

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  28. August DerlethApr 15, 2011 03:15 PM

    @ Vanamonte
    Io mi riferisco alla prima ondata del cyberpunk ( 1985-1995): un esempio classico sono le zaibatsu.
    E' vero che larga parte di Internet passa attraverso aziende( Google, Fb, Yahoo...) di proporzioni simili, ma è anche vero che non si è realizzato quel controllo e quell'omologazione mentali più volte paventata.
    Vuoi un esempio? Và su Yt, digita ilo nome d'una qualsiasi canzone del III Reich e poi leggiti i commenti mentre quella merda nazista t'invade le orecchie...

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