Siate sinceri, non sparate risposte di circostanza e non tirate in ballo la solita fregnaccia del bravo professionista, ok?
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Sulla Rice provo sensazioni ambivalenti: da un canto credo che abbia reso popolare un genere, dall' altro ritengo che da un certo punto in poi si sia autoghettizzata e fossilizzata. I primi romanzi avevano un loro senso, poi credo che il suo sia diventato solo un atteggiamento commerciale.
RispondiEliminaP.s
Elvè, vado in O.T ma ti è poi arrivata la mia mail dell' altro giorno ?
[bella foto]
RispondiEliminaSono più o meno in linea con Nick.
Per un attimo è stata sul punto di rinnovare il canone vampirico, poi è collassata sotto al proprio volume di pubblicazioni, ed è diventata semplicemente la cominciatrice del filone "vampiri ingrifati/sesso col licantropo" che oggi va per la maggiore (Laurel K. Hamilton, anyone?) - uno sviluppo di cui non sarei così orgoglioso, fossi in lei :-P
Dal punto di vista della scrittura, non ha dei picchi colossali - è la classica scrittura professionale americana standard.
Non è un peccato mortale - ma a quel punto, se non hai un livello sostenuto in termini di invenzioni e di intreccio...
Sui vampiri, Rice ha avuto delle idee interessanti, ma l'esecuzione non è mai stata all'altezza delle premesse.
Per dire... mi piace l'idea dela vampirizzazione per trasfusione alchemica che c'è in Lestat, il vampiro come rock-star, l'idea della storia profonda e della storia segreta del vampirismo de La Regina dei Dannati, l'idea della componente omoerotica del vampirismo (in fondo, quando ti riproduci per contagio, chissenefrega dei cromosomi, giusto?), la bambina vampira che invecchia psicologicamente ma non fisicamente, e un sacco di altre cose.
Peccato che l'esecuzione abbia sempre la mano maledettamente pesante, e vada sempre a parare sulle stesse situazioni adolescenziali (come sviluppo emotivo).
Altri autori con una sola di queste ide hanno scritto libri migliori, che non hanno avuto la stessa fortuna di quelli della Rice.
Penso a Tanith Lee con Sabella o con Blood Opera, oppure quello che è il miglior romanzo sul vampiro come rock star, The Making of a Monster, di Gail Petersen, 1993 (che è grande, e nessuno lo conosce).
Nel complesso, credo che il romanzo con le idee migliori, fra quelli che ho letto, fosse La Regina dei Dannati, che però soffre un melt-down a metà corsa.
Intervista col Vampiro l'ho trovato banaolotto - anche se forse è il meglio scritto.
Lestat ha il problema di essere narrato da un personagio odioso, e le buone idee (wow! vampirizza sua madre! vai così!) finiscono quasi subito e lui continua a menarcela di quanto è cattivo e quanto è dannato... che palle!
C'era il romanzo sulle mummie che non era male - ma poi anche lì i finiva al sesso col trapassato...
Un paio di buone idee, ma monocorde a livello terminale.
Insomma - un grande potenziale sprecato, probabilmente per cinico calcolo commerciale.
Provai, incuriosito da qualche articolo che avevo letto, a leggere Intervista col Vampiro, ma non ce la feci a finirlo da quanto era noioso. Da li', fanculo ad Anne Rice. Sbrigativo, lo so, ma non ho mai avuto voglia di approfondire dopo la prima scottatura.
RispondiEliminaSono in sintonia col negrodeath. Anni fa provai l'Intervista e lo trovai davvero noioso, lo mollai a metà.
RispondiEliminaIo nemmeno metà, credo.
RispondiEliminaPoi ne ho provato un altro lungo il doppio e quindi nemmeno un quarto e ho passato due settimane a cercare le mie pelotas rotolate fuori provincia.
Poi ho smesso, non dando la terza occasione...
Per me è la figura di autore peggiore di tutta questa lista "cosa ne pensate"...
Da un punto di vista logico e obiettivo la penso come Nick e Davide,ma da un punto di vista puramente emotivo... la detesto!La considerò uno dei principali fautori della trasformazione del vampiro da figura perturbante a pupazzetto ad uso e consumo di un certo tipo di lettrice.
RispondiElimina@Davide.Mi segno "The making of a monster" e sempre in tema di vampiri rockstar ti chiedo se conosci "The vampire junction" di S.P.Somtow e cosa ne pensi.
Un tempo l'adoravo, leggevo tutto quello che scriveva e così via, poi m'è venuta ad nausea per la tendenza che ha nello scriversi addosso. Non c'è nessuno, o sono pochi come lei, a saper rovinare le proprie saghe come fa questa donna. Dai vampiri ai superumani, i suoi personaggi si sono dati a un irrazionale powerplay. A me Intervista è piaciuto un sacco, forse perché quel modo di intendere il vampiro non aveva una sovrannaturalità sfacciata ma sommessa. Luis non leggeva nel pensiero, ma i suoi sensi acuti gli permettevano di cogliere un mormorio e comunicare con Claudia bisbigliando “in punta di labbra”. Poi è arrivato Lestat e allora, telepatia, telecinesi… sembrava di leggere gli X-Men versione gotica. Quello che è forse il suo libro migliore è L'Ora delle Streghe, ma poi lo rovina con sequel tra l'imbarazzante e l'incoerente, s'inventa i taltos e altre cose che mandano a puttane e quarantotto quella che sembrava avviata ad essere la saga famigliare di una stirpe di spiritisti. Gli ultimi non li ho neanche provati a leggere, e le “biografie” come Armand e Pandora sono la calcificazione definitiva dei maroni per i suoi fans di un tempo. Insomma, per me la fasde Rice è chiusa e addio.
RispondiEliminaGiuda,
scritto a scrocco dall'ufficio.
http://giudappeso.blogspot.com/
@Vampirologo
RispondiEliminaSfogliato e lasciato perdere.
Di Somtow mi è piaciuto - mio malgrado - Moon dance, il primo libro che io abbia incontrato con il licantropo in salsa western (oggi un concetto inflazionato).
Somtow devo prenderlo a piccole dosi.
Tra l'altro - non si può ignorare che i romanzi della Rice costituirono la spina dorsale della produzione White Wolf e Vampire: The Masquerade, forse il più colossale sdoganamento dei vampiri prima del fenomeno Twilight.
Non so se vergognarmi, ditemelo voi, ma io non la conosco affatto e perdonami Elvezio, ma non è una risposta di circostanza, più di ignoranza direi:-)
RispondiEliminaLacuna da colmare?
:-)
@Ferruccio
RispondiElimina(mi intrometto come mio solito)
Negli anni '90, ti avrei detto che nel bene o nel male, almeno Intervista col Vampiro è da leggere.
Oggi credo che tu possa dormire sonni tranquilli anche senza aver letto la Rice.
Però, chissà...
@ Davide, farò un salto negli anni novanta e mi leggerò "Intervista col Vampiro" :-)
RispondiEliminaNe penso tutto, ma proprio tutto il male possibile.
RispondiEliminaMelensa, suo malgrado capostipite di uno dei peggiori sottogeneri dell'horror (anche se la Rice almeno scrive bene), non l'ho mai sopportata.
Per quanto i primi romanzi fossero leggibili. Poi non si è mai spostata di un millimetro dal genere che l'ha resa famosa.
Non è roba per me.
e ho passato due settimane a cercare le mie pelotas rotolate fuori provincia.
RispondiEliminaPoi ho smesso, non dando la terza occasione...
Probabilmente hai interrogato il testo dalla prospettiva sbagliata (questa la riciclo per la mia risposta a Iguana).
http://wiki.fandomwank.com/index.php/Interrogating_the_text_from_the_wrong_perspective
Detto ciò, il vampiro è un tale cliché, che anche senza il nefasto influsso di Meyer e Rice è perturbante più o meno come la Befana.
RispondiEliminaVisto che qui si dice di non badare tanto al genere e alle classificazioni da scaffale di libreria, mi permetto di consigliare Blindsight di Peter Watts, scaricabile dal sito dell'autore, che perturba più di qualsiasi libro dell'orrore ed ha dei "vampiri" diversi dal solito (e molto altro).
qui:
RispondiEliminahttp://www.rifters.com/real/Blindsight.htm
Watts è molto in gamba.
RispondiEliminatalmente in gamba che la polizia americana lo malmena alla frontiera canadese.
Sottoscrvo il suggerimento di Marco.
Blindsight è... diverso.
mi sta sui coglioni (sì, ce li ho anche io stasera, va bene?!)
RispondiEliminaperchè la rice rende ogni personaggio femminile una romantica idiota pronta a darla a chiunque per salvare i buoni.
e i protagonisti maschili solo per le femmine adoranti pensano di essere fighin - in realtà sono pallidi, tristi e senza verve
che palle!!!
(uff, troppo?!)
love, mod
@Marco:Grazie mille per il titolo che suggerisci.
RispondiEliminaP.S.Se ammetto che pur detestando la Rice il film di Neil Jordan su "Intervista con il vampiro" non mi dispiace affatto rischio di passare per ipocrita?
Mi fa schifo. Può anche conoscere la grammatica la sintassi, la prosodia e la retorica, il mio giudizio non cambia.
RispondiEliminaI suoi personaggi sono melensi, le buone idee che si incontrano qua e là sono talmente "telefonate" che manca solo un cartello indicatore o una nota a piè ("attenzione, buona idea").
E poi tutti questi travagli emotivi, l'amore per il marito, e via a dire. Ha iniziato la rovina del genere. Dovrebbe essere relegata a scrivere sulla posta del cuore di una rivista popolare.
Tra le autrici "serie", anche la Kalogridis e la Kostova, pur nei loro limiti di stile e di clichè, sono meglio, almeno a mio avviso.
LK Hamilton, che vedo nominata, quanto meno è onesta, scrive zozzeriole solleticanti e praticamente lo esplicita.
Se volete un vampiro "fuori dal coro" date un'occhiata a Fat White Vampire Blues di AJ Fox. E' scritto decentemente ed almeno qualche buona idea ce l'ha. Il seguito, The Bride, ecc. è anche meglio.
Io la penso come Giuda: anche dove c'era del potenziale per poter crescere è scivolata sempre più nel banale.
RispondiEliminaDi sicuro riprenderò "Un grido fino al cielo" (Cry to heaven) che ho abbandonato molto tempo fa a favore di altro che mi interessava di più. E lo stesso farò con Lo schiavo del tempo.
Ma nella mia libreria Anne Rice (e non solo...) è sempre stata surclassata da Marion Zimmer Bradley. Fosse ancora tra noi, prenderebbe a calci molte pseudo reginette del fantasy.
Jakken
Ho comprato Intervista col vampiro perché mi era piaciuto il film.
RispondiEliminaNon l'ho mai letto e non so se lo farò... quindi della Rice non ne penso niente, se non che tramite una fanzine incentrata su di lei che mi è capitata tra le mani per caso, ho conosciuto i lavori di una fumettista davvero brava: Susanna Raule.
Baci
Orlando
Intervista col Vampiro mi piacque molto, sospetto anche perché avevo cominciato appena a giocare a Vampiri: La Masquerade. In più mi piacevano le suggestioni gothic-punk e la ricerca di Louis delle proprie origini come discorso simbolico. Anche la promiscuità, le regole violate dei rapporti sociali e l'incappare di muso in un' "altra" società. E, come ultima cosa, certe intuizioni sui personaggi, come un Lestat ignorante quanto superbo quanto inetto.
RispondiEliminaIl resto è morte. Ma proprio mortemorte.
Lestat diventa un personaggio insostenibile e non si aggiunge nulla, ma nulla di eclatante al primo libro. La prosa si fa pallosa a livelli tragici. I personaggi sembrano persone con problemi ma problemi seri.
Fino alla Regina dei Dannati... argh.
Anne Rice è il male. Ha scritto un libro interessante (forse per caso, forse perché si drogava di più) e poi ha rovinato foreste che hanno donato piangendo pagine alle sue turbocazzate.
intervista col vampiro che già all'epoca trovai noiosetto temo sia invecchiato molto male, consiglio una lettura solo ai più temerari. Scelti dalle tenebre era decisamente più interessante, forse il migliore di quel ciclo. lessi anche l'ora delle streghe, forse il suo migliore. barocca, pomposa e sempre sul filo dello sbadiglio, ma considerando i cloni e il pattume della meyer si rischia seriamente di rivalutarla
RispondiEliminaParecchi anni fa avevo iniziato uno dei vari Armand o Lestat o Menmoch, non mi ricordo più ché sembrano tutti uguali. Sono durato 50 pagine e non so nemmeno dove ho cacciato il libro.
RispondiEliminaNe penso benissimo. The Witching Hour è stata l'unica soluzione veramente utile per curare un periodo di insonnia.
RispondiEliminaRiguardo ad Intervista con vampiro, avevo visto il film che mi era stranamente piaciuto, nonostante l'accoppiata Cruise/Pitt, poi ho letto il libro e ho pensato che, come adattamento di un film, era un po' scarsino.
Ironia a parte, la trovo di una noia mortale al punto che l'ho lasciata perdere subito.
@ marco: a saperlo, della prospettiva sbagliata intendo, ci saremmo risparmiati un sacco di tempo sprecato a discutere sul blog. Tempo che avremmo potuto dedicare alla lettura della Rice. Che stolti!
RispondiElimina(ma non è che adesso la Rice appare anche qui dentro, vero?)
ma non è che adesso la Rice appare anche qui dentro, vero?
RispondiEliminaAha... Annacarla Rice che viene a molestare il povero Elvezio.
Quello sarebbe divertente.
Ma potremmo poi sempre dirle che ha interrogato il post ed i nostri commenti dalla prospettiva sbagliata.
(nota inutile - la parte più divertente dell'intera faccenda della prospettiva credo rimanga il commento di Neil Gaiman)
Puoi linkare il commento di Gaiman che essendo io niubbo non riesco a recuperarlo in quella fottuta giungla di roba?
RispondiEliminaThx!
@Iguana
RispondiEliminatroppo tardi. Sto scrivendo il pamphlet/epistola Contra Iguanae dopo di che mi sa che l'unica via che ci rimane per uscirne con onore sarà il duello all'alba.
Elvezio
http://journal.neilgaiman.com/2004/09/de-gustibus-and-how-to-reply-to-bad.asp
"I think Anne Rice going on Amazon and lambasting her critics was undoubtedly a very brave and satisfying thing for her to do, was every bit as sensible as kicking a tar baby, and, if ever I do something like that, please shoot me. " Neil Gaiman
RispondiElimina@ Marco: ti lascio scegliere l'arma tra il lancio del tomo in fronte (io ovviamente mi armerò di Harrison & Faber) o la bevuta stile cantina tibetana (Indiana Jones Docet).
RispondiEliminaGrazie a entrambi!
RispondiEliminaE... Sto leggendo Blindsight. Marco, sono in debito...
RispondiEliminaSalve a tutti.
RispondiEliminaDibattito interessante: personalmente Intervista col vampiro mi è piaciuto, un pò verboso ma era gradevole, il seguito, dedicato a Lestat, l'ho trovato pomposo, pesante e iper verboso e spesso pieno di cose che potevano esser narrate differentemente e in meno pagine. Molte meno. Ovviamente nn sono nemmeno arrivata a metà libro.
La Regina dei Dannati l'ho terminato a fatica e in un insospettato impeto di masochismo, ha i dietti del secondo ma in forma epica.
Sempre sul filo del masochismo, o se volgliamo di un pò di porngrafia per signore, ho preso Armand in versione economica e già dalla descrizione di Venezia ho tuonato maledizioni cthuluniane sulla Rice sino alla settima generazione.
EPPERO' penso che almeno i suoi primi tre libri siano meglio di tutto ciò che c'è ora (Mayers e quell'altra) non le ho lette ma mi basta vedere il contorno che già dice tutto...non è letteratura, nemmeno di semplice e meritorio intrattenimento. Tuttavvia ha il demerito enorme di aver inugurato 'sta immondizia!
Isa
Ne pensavo tutto il male possibile, poi chissà perché o per chi ho letto "Scelti dalle tenebre". Pensavo peggio, anche se la menata esoterica era davvero imbarazzante. Ma me l'ero quasi dimenticato: quando ho letto il titolo del post ho pensato "Anne Rice?? ma chi vuoi che abbia letto *davvero* Anne Rice?", quindi vi lascio immaginare quale profonda impressione mi abbia lasciato.
RispondiEliminaMeglio Tanith Lee...
RispondiEliminaE... Sto leggendo Blindsight. Marco, sono in debito...
RispondiElimina!!! (sviene)
(ripresi i sensi)
Hai dato ascolto a una mia raccomandazione! Dovevi darmi il tempo di prepararmi che l'emozione è troppo forte!
:)Avessi più tempo leggerei il mondo...
RispondiEliminaMi sta piacendo, molto.
Ciao a tutti.
RispondiEliminaTanto tempo fa ho letto "scelti dalle tenebre" e ricordo che mi era piaciuto tanto.
Ho letto poi "intervista..." e mi era piaciuto poco.
Ho letto "la casa delle streghe" e non mi era piaciuto per nulla.
Ho proseguito con "La mummia" e mi è piaciuto ancora meno.
Infine con i romanzi bdsm scritti con pseudonimo mi sono ammazzato di s...e.
Murgen.