Volevo spararvi un "cosa ne pensate" su un narratore che ha fatto capolino nei commenti di questa settimana ma rinvio alla prossima.
Posto invece un link a un articolo divertente e divertito (ma anche serio e incattivito) che si ricollega alla lunga discussione che c'è stata l'ultima volta che ci siamo incontrati con Davide, Marco, Giorgio e gli altri.
Non avevo una posizione netta allora e non la ho nemmeno adesso in quanto non mi sono mai sentito più di tanto outcast, nerd o geek, pur condividendo molti degli interessi di cui parla Patton Oswalt e, per il poco che ne so, ne condivido anche timori e sensazioni.
Wake Up, Geek Culture.Time to Die
Purtroppo (lo so, vi giuro, avessi il tempo lo tradurrei) l'articolo è in inglese e quindi temo che la discussione sarà riservata a un numero inferiore di persone rispetto al solito: cercherò di evitare in futuro.
In coda, un mio amico sta portando avanti un progetto e mi ha proposto un questionario, se avete due minuti di tempo per compilare il tutto ve ne sarei grato.
Tu e il mondo dei libri
sabato 19 febbraio 2011
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Questionario compilato ;-)
RispondiEliminaOT: raduniamo il solito gruppo di sbandati andiamo a vedere True Grit prossimamente?
La mia sensazione generale è che in questi ultimi anni il mainstream abbia scoperto i cosiddetti geek o nerd un po' come in passato aveva scoperto altri gruppi (ebrei, negri, omosessuali).
RispondiEliminaC'è poca differenza (ok, sparatemi) fra una puntata dei Jefferson, una puntata di Will & Grace e una puntata di Big Bang Theory.
Si tratta di pornografia - vi facciamo vedere come vive quella parte della vostra società che non sta bene conoscere, ma che vedrete, è una valanga di risate.
No, dai, davvero, sono divertenti, e non sono neanche poi così male, sembrerebbero quasi normali se non fossero negri, omosessuali o sfigati...
E poi, scherzate, i negri hanno un gran senso del ritmo, i gay hanno sempre buon gusto, e i nerd sanno un sacco di cose e vi riparano il PC...
E prima che qualcuno si metta a piangere (o a minacciartmi con un rasoio), vorrei segnalare il seguente dato (verificato): non so cosa succede in America se in curriculum ci mettete che siete ebrei/ispanici/negri/cinesi, oppure omosessuali; se ci mettete che giocate a D&D vi cestinano il curriculum, poiché siete "una categoria a rischio".
Il fatto interessante è che, per meccanismi che mi sono sempre sfuggiti, il fenomeno da baraccone esposto, di solito gradisce l'esposizione.
Chissà, forse è meglio essere esposti come clown che fare la parte dei criminali nei polzieschi (è un negro = ha violentato lui la ragazzina bionda, è un omosessuale = è lui il serial killer pedofilo, gioca a D&D e legge Sandman = è lui quello che progetta di ammazzare i compagni di scuola col Barrett comprato da Wal-Mart).
E poi, ehi, è vero che ti espongono come fenomeno da baraccone, ma "con tanta simpatia".
Quanto sopra per spiegare che la mia posizione è la seguente - non credo di essere più geek o nerd della media, ma provo simpatia per la categoria, come provo simpatia per tutte le minoranze (e anche le maggioranze) discriminate e poi tramutate in macchiette.
Riguardo all'articolo e al video...
Di sicuro la cultura mainstream attuale ha una certa ossessione per il geekdom, ma è una ossessione post-moderna, svuotata dei contenuti.
La differenza - che mi pare l'autore del pezzo non colga - è che io posso portare una maglietta con stampato il logo di Firefly perché sono un dannato Browncoat, mentre la media di quelli cool porta quella maglietta perché ha una scritta strana e il colore si abbina bene coi jeans.
Questo significa qualcosa.
Le mode passano, le passioni casomai evolvono.
Morte, estinzione, trasfomazione epocale?
Non lo so.
Di sicuro, che persone vengano usate come giullari perché hanno interessi, inclinazioni o pigmentazioni diverse è francamente orribile - succede da sempre, ma non è una giustificazione.
Lo sapete, vero, che adesso anche in italia "fa tendenza" avere un amico "come quelli di Big bang Theory"?
La prossima volta che amici da tempo perduti o colleghi un tempo indifferenti vi invitano a una serata fuori, pensateci.
Sapevo di poter contare su Davide, lo avevo già visto agguerrito e preparato dal vivo...
RispondiEliminaEh, live è un'altra cosa.
RispondiEliminaComunque, sondaggio completato.
Ho compilato il questionario. Ci sono un paio di domande a mio avviso mal formulate, una è quella relativa a quanto si spenderebbe per un ebook indipendentemente dalla qualità, ecc. Se ne vale la pena spendo anche tanto, se fa schifo non lo voglio neanche gratis, mi pare ovvio.
RispondiEliminaSe ricordo bene i Jefferson è/era un serial fatto da neri per i neri, dove sono i bianchi ad essere ridicolizzati, un po' come in "Il principe cerca moglie".
Non possiedo tv e non la voglio, quindi non sono aggiornato su cose relativamente recenti come credo sia BBT, però non è che mi facciate venire una gran voglia di vederlo...
BTW, sto finendo per non so quale volta GTA4 (stasera faccio morire Roman, eheh panzone schifoso), dopodiché non so se rifarò (idem) Metal Gear Solid in modalità stealth, o se proverò il gold per Bayonetta. Questo sempre che riesca a resistere alla tentazione di comprare Killzone3, ma comincio a essere troppo vecchio per gli fps, ahimé.
@Davide:
RispondiEliminaNon so, se si considera la macchietta in maniera del tutto negativa si dovrebbero buttare al macero tonnellate di comicità (non ultima quella dei Monty Python e dello strepitoso sketch sui cattolici in The Meaning of Life).
Sarò superficiale, ma credo che si possa essere nerd (e qui mi ci metto anche io, visto che colgo pressoché tutti i riferimenti di TBBT), omosessuali o quel che volete, e con un po' di autoironia sorridere di una versione macchiettistica di sé, senza per questo diventare fenomeni da baraccone, sfruttati o messi alla berlina.
Il tutto, ovvio, a patto che la deformazione sia operata in modo intelligente e non sfoci nel razzismo.
@Abo
RispondiEliminaEsatto sull'ultimo punto.
Una cosa è l'ironia, lo sfottò.
The Meaning of Life è grandissimo perché sfotte tutto e tutti senza distinzioni - e non per nulla la scena sui cattolici include il meraviglioso dialogo fra moglie e marito protestanti.
Ma se Cleese e compagni avessero fatto due ore di sketch martellante sui cattolici e basta...
La macchietta è del tutto negativa quando è l'unica modalità di rappresentazione - quando diventa stereotipo, modello, categoria classificativa.
Poi, chiaro, i veri problemi dell'umanità sono altri.
Ma tra la battuta e l'insulto il confine è sottile.
Poi ci sono cose curiose.
The G33K Mafia, un technothriller uscito un paio d'anni or sono e scritto dichiaratamente dall'interno della sottocultura, fornisce una visione completamente diversa dell'intera sottocultura geek rispetto a ciò che fa il telefilm generalista o il film medio.
Poi, ok, non è grande letteratura, ma lascia presumere che se una sottocultura geek esiste, questa sia molto più complicata (e interessante) di quanto non sia normalmente rappresentato.
Restando sul pezzo (...), io non credo che l'improvvisa popolarità di quelli che erano una volta gli interessi di una sottocultura significhi necessariamente la morte di quella sottocultura - o la necessità di sopprimere quella sottocultura per salvarla.
Se la sottocultura è vitale, sopravvive anche alle mode.
Soprattutto perché difficilmente le mode scendono in profondità, e vanno a toccare quegli aspetti più complessi e "intimi".
Il rischio maggiore, io credo, rimane l'addomesticamento.
Il diventare come gli altri presumono tu debba essere perché leggi certi libri, guardi certi film, ascolti certa musica.
Ma non è difficile da evitare, come rischio.
Basta ribellarsi.
Ribellarsi è giusto, diceva Mao Zedong.
Non va però trascurato che in TBBT è riservato un trattamento spietato anche ad alcuni personaggi che nerd non sono; gli ex di Penny, per lo più bellocci e palestrati, sono tutti di una stupidità disarmante (hanno cioè la stessa funzione del dialogo tra protestanti).
RispondiEliminaE' una visione semplicistica, se vuoi, ma mi sembra che non guardi in faccia a nessuno, ecco.
The G33k Mafia non l'ho visto, vedo di recuperarlo.
Sulla sopravvivenza delle sottoculture dopo il contatto col mainstream, penso che la tua frase "le mode passano, le passioni casomai evolvono" sia di una precisione chirurgica.
Non mi sono mai pensato come nerd o geek.
RispondiEliminaHo sentito la difficoltà nel condividere alcune mie passioni - tipo fantascienza, fumetti o rock australiano - che sono rimaste piaceri solitari o quasi fino a... hmmm... quand'è che ho iniziato a seguire i vostri blog esattamente? ;-)
Ma li ho vissuti come interessi che potevano essere condivisi o meno senza particolari drammi, sullo stesso piano di quelli di chi colleziona modellini o non si perde un secondo del motomondiale o ascolta solo jazz (questi ultimi, per esperienza personale, sono un po' PESANTI).
Forse è l'ossessività che è sospetta, non guardare X-Files o Buffy, che lo fanno in tanti, ma avere una conoscenza enciclopedica di tutti i trivia su attori, regista, sceneggiatore, dietro le quinte.
Un po' come la differenza fra ascoltare Renato Zero ed essere un sorcino.
In certi casi poi come dice l'articolo diventare un nerd può essere scegliere la tua nicchia - se non sei bello bravo negli sport o popolare per altri motivi ti cerchi un ruolo più adatto.
O forse è quando certi interessi vanno tutti assieme come blocco indivisibile che si forma la categoria a parte.
Conosco gente che gioca di ruolo senza leggere fantasy o fantascienza (mentre a me i giochi di ruolo non attirano) e quella volta che ci siamo visti vi ho detto che portavamo in campagna i ragazzi di un quartiere piuttosto difficile e una volta arrivati in mezzo al bosco loro tiravano fuori Magic o chessoio e via a giocare.
Fra macchietta e fenomeno da baraccone la differenza non è sempre evidente. Magari Il Vizietto è stato in un certo qual modo un passo avanti, perché la visione di fondo era simpatetica, ma certo non mi veniva di pensarla così durante l'adolescenza, tutti i personaggi omosessuali positivi che vedevo erano ridicoli e/o patetici, e Il Vizietto non faceva che confermare la visione popolare dell'omosessualità.
Fosse esistita una pluralità di rappresentazioni avrei tollerato meglio anche quelle più vicine alla caricatura, invece mi venivano pensieri omicidi.
Poi bisogna vedere se i tratti deformati si riferiscono a qualcosa di reale o qualcosa che ti è stato appioppato addosso. Come le donne che in certi film almeno fino agli anni 60 quando vedevano un topino o svenivano o saltavano sulla sedia o strillavano come pazze.
Ma quando mai? mia nonna se vedeva un topo gli correva dietro colla ramazza per tutta la casa. Eppure evidentemente maschi e femmine erano addestrati a considerarle scenette divertenti e a riderci su, le donne con "autoironia".
Non ho visto molte puntate, ma direi Sheldon e l'amico di Will in Will & Grace sfiorano il livello di guardia della caricatura.
E' interessante come in entrambe le serie vi sia, in aggiunta a delle figure normali (relativamente parlando), una più chiaramente macchiettistica.
@nw
Io ho messo 5-10 (anche se potrei alzare in qualche caso) perché un ebook non deve costarmi quanto un libro normale e non mi interessa molto se ci sono foto immagini o cose varie, mi basta un file leggibile.
@Abo
RispondiEliminaThe G33K mafia è un romanzo.
Lo si può anche scaricare come ebook gratuito da qui
http://manybooks.net/titles/dakanrother07Geek_Mafia.html
@marco
Io credo che la categoria si formi quando l'interesse - quale che sia - straripa e invade la sfera sociale.
Ed a quel punto, la categoria la riconosciamo e la odiamo tutti.
Per dire, conoscevo uno che si definiva Otaku (già fatto pessimo, ma lasciamo perdere), che quando ti parlava assieme farciva il proprio discorso di frasi insensate (per il resto dell'universo) che erano citazioni da questo o quel cartone animato, e si aspettava che l'interlocutore capisse la citazione, e rispondesse a tono.
La maggioranza lo considerava semplicemente strano.
Allo stesso modo, pur non apprezzando granché la lirica, ho frequentato persone che amavano la lirica (mia mamma, per dire) senza subire danni permanenti.
Ma ho conosciuto persone che parlavano solo di lirica e sempre di lirica, rifiutando qualsiasi altro argomento con cose del tipo "Scusa, non ti stavo ascoltando" (esiste atteggiamento più offensivo?) oppure "A me certe cose non interessano".
Poi, i geek da telefilm - come tutti i personaggi da telefilm - non hanno fortunatamente equivalenti nella realtà.
Sono semplicemente la sintesi dei tratti più comunemente attribuiti a quella categoria.
Credo.
Spero.
Ah, che pirla, effettivamente "non è grande letteratura" avrebbe dovuto suggerirmelo.
RispondiEliminaScarico, allora.
Preferisco di gran lunga gli ebook ai libri di carta. Da quando li ho scoperti ho sostituito tutte le copie di carta che avevo con copie su silicio, ove possibile.
RispondiEliminaNe godo io che ho tanto più spazio e posso fruire degli ipertesti, la biblioteca comunale che ha ricevuto varie centinaia di doni, e last but not least qualche povero albero, perché la carta dei libri non sempre è riciclata o ecologica (vorrei vedere Skira a fare i suoi libri con riciclata).
Non ne hanno goduto le bibliotecarie che devono catalogare e, se lo sapesse, non ne godrebbe Umberto Eco, anche perché la "sua" Bompiani di ebook ne produce ancora pochi.
Immagino che questa scelta non sarà molto apprezzata, ma ho voluto parteciparvela.
Ho debitamente risposto al questionario sul mondo dei libri :)Ciao.
RispondiEliminaQuestionario eseguito.
RispondiEliminaI nerd devono morire? Passare di moda o "fare moda"? Non credo proprio. Sono sempre stati usati dal cinema e la tv. Più o meno tutti, qui, dovreste ricordare telefilm come Riptide, I ragazzi del computer, Automan (Walter è un nerd solo un po' più elegante del solito, e sviluppa il sw che partorisce Cursore e Automan), e tanti altri...
La differenza, a mio modo di vedere, è che prima il nerd creava un gap e un'altrernativa in storie che altrimenti sarebbero state piatte. Componente tecnologica, dialoghi diversi, la possibilità che le pollastrelle di turno riuscissero a invaghirsi per dieci minuti di una mente agile piuttosto che di soldi-potere-muscoli. Poi, pian piano, la prospettiva è cambiata. Qualcuno ha detto, "vediamola dal punto dei vista dei nerd" e di conseguenza ecco venir alla ribalta tutti i pregiudizi su chi non capisce una mazza di computer, film/serieTV di genere, vgames, scienze, ecc... Insomma, manna per autori spesso alla frutta in quanto a dialoghi, battute, sviluppo di trame originali.
Questo per quanto riguarda la tv. Infatti per me c'è ancora una bella differenza con quello che accade nella realtà. Nel mio piccolo mondo i nerd (e io lo sono sempre stato un po', diciamo un 7 in una scala 1<->10) rimangono delle figure poco capite, anche se sdoganate; e forse non hanno nemmeno voglia di far parte di una società dove tutto è veloce e superficiale. Il nerd vero approfondisce e colleziona, invece. E nonostante il fatto che siano più "sgamati" e "simpatici" di un tot di anni fa, la domanda SciFi alla ragazza di turno la fanno sempre e non sortisce mai gli effetti desiderati... Voi sapete che grave errore sia. Mai fare una domanda che riguarda la fantascienza a una ragazza che non si conosce. Come dirle "ma come cazzo porti sti capelli?" Ecco, minimo ti manda a spalar pupù.
Detto questo, l'articolo mi ha fatto venir voglia di tirar fuori il Commodore16... sopravvissuto al 64 a un 128 e all'antagonista ma mai odiato ZX Spectrum.
Ciao ;)
Jakken
Io ho avuto, e ho tutt'ora, interessi da geek: fantascienza, scienza, letteraggio, gdr, musica pesa e varia altra roba (tra cui Malpertuis :), e scarso interesse per lo sport e tutto ciò che comporta fatica fisica. Tuttavia, pur non essendo esattamente David Lee Roth, ho sempre avuto una vita di rapporti sociali normalissimi - gli interessi erano, e sono, piaceri, ma mai ossessioni per compensare la freakazoideria. Mi diverto a vedere Big Bang Theory? Sì. I tre personaggi sono grotteschi e caricaturali? Certo. Avrei preso a calci in culo i nerd/geek che trovavo all'università, monomaniaci e rompicoglioni che non erano altro? Assolutamente, perché appunto facevano schifo alla merda ed erano pedanti e antipatici (a informatica di gente del genedere ce n'è un bel po'). Vorrei avere amici del genere da esibire? Manco per il cazzo, anzi, evito.
RispondiEliminaNon ho avuto amici nerd, e tutto sommato non ne conosco. Forse l'unica eccezione è rappresentata da una coppia che frequentavo tempo fa.
RispondiEliminaErano in fissa con gli RPG, ed avevano una casa letteralmente farcita di pupazzetti, cassette, cd e dvd.
Il lui si prendeva molto sul serio e, l'unica volta che ho giocato ad Ambra in vita mia, e mi sono permesso di chiamare in scena Jessica Rabbit, mi ha ripreso... come dicono dalle mie parti c'è gente che vuole comandare anche al carnevale.
Se i nerd sono così, vfc.
"come dicono dalle mie parti c'è gente che vuole comandare anche al carnevale."
RispondiEliminaQuesto è un modo di dire che non conoscevo ed è fantastico, mi fa ripensare alle considerazioni di Zizek e Bachtin sul carnevale, sulla notte dei cristalli e su Fight Club, un detto popolare davvero efficacissimo, grazie!
fatto questionario e letto l'articolo
RispondiEliminache dire, gran bel colpo ha segnato questo signore, io però non riesco a vedere il big bang della cultura nerd, temo che sarà un continuo impilamento che evolverà in qualcosa che personalmente non so definire (come 30 anni fa si definiva il cyberspazio immaginandolo in mille modi, tutti un pò vicini a quello che è ora ma nessuno che fosse esattamente com'è ora)
nonostante sia uno degli ultimi figli della cultura nerd (sono un 84, giocavo di ruolo a metà anni 90, non ho avuto modo di essere artigianale come descrive l'autore prima dell'arrivo di internet) non riesco a digerire come sia diventato trendy l'essere nerd, non credo assolutamente che sia trendy avere l'amico nerd, oggi è trendy potersi definire nerd, dove per nerd si intende qualcuno fuori dal sistema, una persona che ha passioni spettacolari che gli altri non potranno mai capire e mi sto incartando quindi la finisco qui
giusto i miei due pennies e i miei complienti ad elvezio che mi permette di vedere i film horror doverosi e risparmiarmi le ciofeche, bravo
E' un gatto che si morde la coda, già solo essere qui ci qualifica.
RispondiEliminaSolo il fatto di scrivere questo post e di commentarlo ci individua come ex-nerd o nerd nel senso originario del termine.
Che lo si accetti o no è così.
Ma il punto non è cosa eravamo ma cosa siamo diventati.
E quello che vedo in molti dei miei compari di allora è una sostanziale fuga del realtà, un'insieme di persone, anche bravissime persone sia chiaro, che hanno finito per essere incapaci di tornare nella realtà e che continuano a vivere in mondi più o meno virtuali.
I sintomi? Ripiegamento su sè stessi, disimpegno sociale, perdita della capacità di indignarsi veramente per quello che succede.
E purtroppo ne conosco parecchie di persone così, ed è questo il vero orrore... ops...perturbante.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaBoh… io non mi sono mai sentito nerd o geek. Sfigato sì, ma non credo che sia una categoria che verrà mai di moda.
RispondiEliminaSu Big Bang Theory non sarei così drastico. Dopotutto è una serie che per quanto sdogani i nerd presso il grande pubblico mi pare comunque scritta da nerd per i nerd.
Come spieghereste altrimenti il sottotesto tragico che accompagna tutte le avventure di Sheldon & Co.?
Poi c'avrei anche qualcosa da dire sull'evoluzione della figura del nerd nell'immaginario mediatico generalista in questi decenni. Una volta avevamo gli sfigati anonimi (vedi il già citato Riptide) che oltre a costituire l'elemento comico della serie facevano ben poco di più.
Ora, oltre a BBT, abbiamo Dexter, Chuck, the IT Crowd, e chissà quante altre che non m'è capitato di vedere (più o meno buone, non è questo il punto) i cui personaggi, che una volta sarebbero stati inevitabilmente perdenti, diventano vincenti, quasi sempre con metodi e filosofie opposte a quelle dei vincenti storici.
Questo cambio di rotta a me non dispiace per nulla, pur con tutti i rischi che Davide ha abbondantemente segnalato.
Diciamo che, al contrario di lui, io vedo il bicchiere mezzo pieno.
…
Ho compilato il questionario, solo mi piacerebbe sapere a chi ho risposto.
Grazie!
"Ho compilato il questionario, solo mi piacerebbe sapere a chi ho risposto."
RispondiEliminaSi chiama Enea, è un frequentatore della malpercasa, appena escono i risultati provvederò a informarvi.
Ciao Iguana, ti ringrazio per aver compilato il questionario, così come ringrazio tutti coloro che hanno risposto.
RispondiEliminaTra un paio di settimane pubblicherò i risultati.
A presto!
Enea
Articolo decisamente limitato ma interessantissima discussione, come sempre. :)
RispondiEliminaScusate se finisce che riprendo sempre articoli vecchissimi, come se mi svegliassi da un letargo mentale durato millenni.
RispondiEliminaNon ho letto l'articolo (io e l'albionico stiamo cercando di capirci solo in tempi recenti), ma per me parlare di TBBT è impuntarsi su un "problema" che non esiste. E' (come è stato giustamente detto) un serial fatto da nerd per nerd.
Il problema è invece riassunto da questa immagine stupenda: http://2.bp.blogspot.com/-gqoRvTAKxBY/TmqK0HG1lqI/AAAAAAAAFQo/d5OoTc500U0/s1600/nerdsl.jpeg
Il mondo ha scoperto che i creativi di questa generazione sono quelli che venivano presi per il culo da piccoli. Hanno scoperto che dipingere come sfigato un personaggio perché si interessa ai videogiochi è un autogoal di proporzioni mastodontiche. Allora cos'ha fatto? Ha addomesticato i nerd, come dicevate.
Convincendoli che essere nerd è comprare da H&M una maglietta con la faccia dell'Uomo Ragno, o l'ultimo modello di Iphone. Come hanno fatto con il rap, con il punk e via cantando, fanno adesso con un modo di essere che - piaccia o no - esprime una ribellione al sistema. Perché imparare da mondi immaginari per cercare di migliorare il proprio è essere sovversivi, mettersi una spilletta di PacMan sulla borsa presa da Benetton, mi spiace, non lo è, quella è merda. Perché alla fine, al solito, non è più il tuo modo di essere, non sei più tu. Sei quello che geni del marketing decidono che tu sia.
Gli hipster che ne sanno un tanto al chilo di fumetto, per dimostrare di avere un'opinione su tutto, sono il nemico, e al momento sono il peggiore nemico possibile per chi abbia un minimo di immaginazione e combatta perché il diritto all'immaginazione (che sì, è un diritto) venga preservato.
Una sera, in un giro di grafici amici miei, uno ha tirato fuori il suo modello di Iphone nuovo fiammante. Un altro ha subito fatto lo stesso. Un altro pure. E a me sono venuti i brividi, perché la scena era identica a quella dei biglietti da visita degli yuppie di American Psycho.
E allora, cristodio, riusciamo a sbarazzarci del "sei ciò che compri" una volta per tutte?
... uff, scusate, su queste cose mi accaloro sempre.