mercoledì 9 febbraio 2011
La scimmia vede, la scimmia fa...
Chi frequenta questo posto sa ormai bene come io mi posizioni (con buona pace di chi invece crede nell'uomo e nella civiltà, nella società e in tante altre cose) nel gruppo degli ignavi, termine che non sento come offesa e che intendo in senso cioraniano.
Sono però ancora molto indietro sulla strada del distacco (non ci arriverò mai), troppe le emozioni che mi trascino dietro da sempre e lo spettacolo di noi scimmie (io la prima, sia ben chiaro, una proudest monkey fra le altre, come cantava qualcuno anni fa, sentite l'intro nel video e quanto è già ubriaco) in certi momenti mi affascina e, devo ammettere, riesce ancora a sorprendermi e a farmi perdere il focus da cose più importanti (le solite, no, libri, fumetti, film, videogames...) per qualche istante.
Sia chiaro eh, non c'è superiorità o inferiorità, minore o maggiore dignità nella mia posizione (e io credo non ce ne sia in nessuna), considero già un buon risultato essere arrivato a questa cognizione, visto che invece altri si sentono “più” a fare qualcosa di universale, a me va già bene farlo nelle mura di casa e non ci riesco spesso.
Magari è una posizione un pochettino più scomoda, quello sì, perché ti becchi offese da chi invece si schiera, ma pazienza, con le offese io ci vado a nozze.
A me invece certi schierati affascinano eh, a partire da chi gli ignavi li aveva scherzati mica male nella sua Commedia, è che, oh, non ce la faccio, mi vien da ridere a schierarmi e strepitare for a better tomorrow o for a better yesterday quand the trains arrived in time, ma mi piacciono molto alcuni appartenenti ad entrambi i tipi.
Hai voglia però a fare il distaccato, quello che sapeva e immaginava da anni, ma di fronte a certi dossier di inchiesta si rimane comunque sorpresi dalla gravissima patologia che pervade questa particolare declinazione del potere, tutta italiana.
Non sappiamo manco fare i tiranni senza urlare, strepitare, comportarci in maniera rozza e infine poco intelligente, noi i Watergate possiamo solo sognarceli: averceli almeno i Nixon, madò, ma ridateci anche solo Andreotti.
Siamo one step beyond, ridateci la P2, siamo a una P5 da clown, dio...
Qua abbiamo gente pazza e sbracciata circondata da una opposizione guardona e distratta, che perde di vista economia e politica perché ci sono troppi specchietti e perline e si sa, no, scimmie e gazze ne sono affascinate...
Di più, non abbiamo nemmeno la dignità di sceglierci qualche patologia un po' coi controcazzi, chessò, un bel virus Ebola o qualcosa oldies but goldies come la Peste Nera o il Maestà Vaiolo.
No, al massimo sappiamo prenderci la Satrapite Acuta da una parte e il Ballo di San Vito dall'altra: entrambe si curano ma hanno ricadute frequenti e recidive, purtroppo.
E sopra ogni cosa amiamo alla follia la Dicotomite Letalis, la amiamo così tanto che quando arriva l'untore di turno noi BAM!, invece di allarmarci, indicarlo, avvertire del rischio, evitare quelle maniglie di porte no, noi gli corriamo incontro e sgomitiamo per farci cospargere dalla sostanza biancastra.
Perché se ce ne cospargiamo poi siamo ammessi al war game di turno e possiamo costruirci il personaggio Orda o quello Alleanza e cominciare a menare come pazzi.
Peccato che non sia un videogames, dove si vince senza se e senza ma.
Qua perdi appena scegli di entrare nel gioco, non conta la palizzata che difendi o attacchi.
Prendete per esempio la manifestazione che si terrà domenica.
Alcuni e altri ancora hanno subito tentato di buttarla in caciara dicotomica ("se manifesti sei contro le donne": è comunque da ammirare come mossettina dialettica d'antan, ha una buona presa ma questo avviene perché non ricordiamo mai nulla) e ci sono riusciti in pieno, ci sono riusciti nel momento esatto in cui altri (e anche io sono costretto a farlo, per farvi comprendere il discorso che altrimenti diventa un po' criptico) subito hanno accettato questa impostazione.
Non mi sento indignato o coinvolto da quello che fa Berlusconi. Non mi sento toccato in quanto non mi sento donna, non ho una parte femminile. Ma, ehi, non mi sento nemmeno italiano, non ho una parte italiana. E, cavoli, non mi sento nemmeno uomo.
Non mi sento votante.
Non mi sento schiavo, suddito, padrone, prigioniero o libero.
Diamine, non mi sento nemmeno comunista. O fascista. O liberista. O hegeliano. O amante del brodo liebig.
Ci penseranno con buona probabilità altri a dirmi come devo sentirmi dopo queste mie parole (Qualunquista? Banale? Idiota? Italiano Medio? Colpevole del Degenero? Credo che andranno tutte più o meno bene).
Credo sia già tanto se mi sento (termine odioso) cittadino del mondo.
Diciamo che mi sento vivente, ecco, sì, mi sento un po' diverso dai minerali, a questo ci arrivo.
Ecco, un bello scontro gente di carne contro gente di pietra già sarebbe più forte.
Sia chiaro però, che chi si sente rientrante in una delle definizioni date sopra, beh, è sacrosanto che gli prudano le mani e voglia mazzuolare, ma ci mancherebbe, il cortocircuito suo sarebbe appunto sentirsi così e non sentirsi voglioso di agire.
Perché il problema è sempre dove fissi il tuo personale “sentirti parte di”.
Ti senti donna?
O ti senti donna bionda?
O donna bionda di circa 35 anni?
O donna biondo-cenere, 63 anni, dei Gemelli, che ama la buona cucina e i viaggi, milanese, legge Sun Tzu anzi no lo cita solo, religiosa ma non praticante, relazione stabile con serio professionista, due figli, un cane ma prima ha avuto il gatto poi però i gatti sono stronzi e lei cercava stabilità e affetti e veste di verde ma non di domenica?
Dove stringere e dove allargare?
Le 62enni sono nemiche?
O alleate momentanee nella lotta contro le maledette puttanelle rosse 61enni dello Scorpione?
E se smettessimo di identificare e ci limitassimo a un più generico “essere vivente”?
Non sarebbe “meglio”?
No, meglio no, altrimenti ricaschiamo di nuovo nelle classifiche.
Sarebbe però più funzionale a pensare fuori dal box, che lì è preferibile se ci teniamo la macchina e gli attrezzi del giardinaggio.
Servirebbe a non farci imprigionare dentro dei loop che, dai, stiamo vedendo sempre uguali da 30 anni e passa., che dico, da 50 anni minimo.
Come fare, cosa posso fare io che non voglio scendere in piazza perché non mi piacciono troppi di quei nomi che ci scenderanno né però voglio essere affiliato a chi non ci scenderà, che quei nomi madò mi piacciono ancora meno? E sia chiaro, mi piacciono molto meno, ma non conta.
Io mi sento indignato non da tutte quelle cose dette prima bensì dallo scontro dicotomico e dalla tendenza a catalogare in generi, tipi, sottotipi, sottosottotipi che vedo in atto, quello sì.
Oddio, indignato. Interessato.
Come agire quindi?
Posso fare solo quello che ho sempre fatto, cercare di lavorare sulle parole.
Si tratta davvero della stessa questione di non voler operare distinzione fra genere e mainstream (sapete dove ci ha portato no, sia in campo critico che per quanto riguarda i vilipesi scrittori, madò...), fra narrativa e saggistica.
Se ho mutato “horror” in Perturbante, abbracciando con questo generi che non sono riconosciuti come horror e togliendo il Perturbante da parecchio horror che nun gliela fa, credo si possa fare, con molta, impossibile fatica, con qualsiasi cosa, con qualsiasi “genere” e sesso (non parliamo per esempio dei transgender, degli ermafroditi e di tante altre cose che in questa battaglia dei sessi e dei generi sono finiti esclusi da entrambi le patologiche parti in causa, per esempio).
Vediamo (no, ma che, vedrò, mica posso pretendere che altri combattano le mie, di battaglie) quindi di usare “meno” donna e uomo, maschio e femmina e più essere umano, persona, soggetto e tante altre furbate che furbate non sono, perché è solo attraverso le parole che possiamo tentare di rimodellare queste situazioni.
E poi in piazza fa freddo e forse entro domenica porto il mio Sciamano all'85esimo livello...
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)





















Grazie delle parole. Fa sempre piacere sapere di non essere soli... e quando sarò guardata come persona e non come donna, uomo, giovane, vecchio, etc, sarà un gran bel giorno.
RispondiEliminaValeria
sarebbe troppo sconvolgente ammettere che di quest gioco di indignazione a squadre non riuscirà mai a fregarmene un cazzo!?
RispondiEliminaporcatroia non seguo il calcio, perchè dovrei seguire queste altre minchiate? tanto sempre di domenica sono...
PS alle troie sovracitate: non indignatevi anche voi, please
A me non importa di chi scopa chi e se scopano perchè ci sono di mezzo soldi, ormoni, emozioni o altro, sono mille i motivi di vari tipi di relazioni.
RispondiEliminaBen più interessante è osservare (e lì sì, come di tante altre cose, me ne importa molto e assai) il tremendo strappo, la terribile condizione di questa persona, questa Sara che da anni va asserendo il fatto di essere cosciente di non essere altro che un oggetto dello show biz.
Purtroppo questa consapevolezza non aiuta (anzi, ignorance is bliss), proprio perché da soggetto si è fatta oggetto e ora che avverte la condizione patologica di questa trasformazione cerca di rifiutarla e fa notare quel che è accaduto (terribile quell'sms "Silvio, vergognati, mi hai fatto ammalare, paga i conti dello psicologo").
Difficile trovare uno psicologo che possa sanare questa rottura, che possa ritrasformare in soggetto l'oggetto, anche con i soldi di Cuccia.
Terribile anche che ci sia gente che dice o pensa in modo serio "se l'è cercata, cazzi suoi", che è pensiero che ci riconduce a velocità terminale all'opposizione dicotomica...
Elvezio, confesso di aver letto tre volte questo post e di non aver capito cosa diavolo stai dicendo.
RispondiEliminaSarà l'influenza - sono zeppo di aspirine fino agli occhi.
Anch'io tollero poco, pochissimo, questa cultura della contrapposizione assoluta (Vegetarians against the Klan/every woman against every man... mio dio, lo cantava Joe Jackson che io andavo ancora alle medie) e trovo assolutamente disonesto, a livello intelettuale, questi giochini per cui se qualcuno protesta istantaneamente lo assimiliamo ad un gruppo al quale poi appiccichiamo una ideologia discutibile (e anche questo è vecchio... ne parlava Schopenhauer nei suoi stratagemmi per ottener ragione cos'è... 20 anni or sono?)
Mi infastidisce questa idea che una definizione oggettiva debba essere sempre e comunque anche una etichettatura ideologica e sociale.
E l'idea che le parole siano tutte uguali - e quindi sia esattamente la stessa cosa dire "donna" o dire "puttana", dire "uomo" o dire "stronzo"...
E mi domando se chiamarsi fuori dall'Italia, dall'Europa, dal Mondo, dal Genere Umano, dalla Confederazione dei Pianeti Uniti e dalle forme di vita a base carbonio, serva a qualcosa.
Perché rinunciare alle etichettature senza rinunciare alla realtà materiale, diventa sostanzialmente inutile.
Che io non la chiami più "bistecca" ma che io continui a mangiarla...
Allo stesso modo, credo che filtrare ogni forma di comunicazione fra persone reali attraverso una linguistica informata dal politicamente corretto sia una grave patologia.
Perché se chiamo colei che possiede le chiavi del mio cuore "la più bella donna del mondo", è patologico se la prima cosa che lei (o chiunque altro) percepisce è l'etichetta "donna" come discriminante ed offensiva.
Insomma, sono parole.
Le parole sono importanti, ma non sono TUTTA la dannata realtà.
Possono essere indici di gravi problemi, possono rivelare verità nascoste, ma non dobbiamo fermarci lì.
Io credo - ma ripeto, potrebbe essere l'aspirina, che parla - che forse smetterla di farsi delle seghe mentali sulle etichette e cominciare ad agire sulla realtà che sta sotto a quelle etichette e che con quelle etichette non ha nulla a che fare, potrebbe essere una buona strategia.
Ed ora vado a farmi un té caldo e mi meto a letto.
Sperando di non aver offeso nessuno.
Siete tutti fin troppo cortesi eh, di post in post a scusarsi, non credo che tu abbia offeso nessuno (perlomeno, speriamolo).
RispondiEliminaSe spunta qualcuno che si dice offeso dalle tue parole vedremo caso per caso, ma mi sa di no...
(il tè no, maledizione, che in capo a dieci minuti devi scendere dal letto per andare al bagno)
RispondiEliminaOoops... la tastiera s'è mangiata uno zero.
RispondiEliminaNon vorrei che poi qualcuno venisse a dirti che hai dei commentatori talmente ignoranti da pensare che Schopenhauer fosse il bassista degli Ensturzende Neubauten.
Era 200 anni or sono.
(vedi che sei di nuovo in piedi? Latte e vodka, fidati!)
RispondiElimina"Terribile anche che ci sia gente che dice o pensa in modo serio "se l'è cercata, cazzi suoi", che è pensiero che ci riconduce a velocità terminale all'opposizione dicotomica..."
RispondiEliminaperchè scusa l'alternativa seria alla posizione YOUR CHOICE = YOUR COCKS quale sarebbe?
SERIA eh, non una moralizzata da catechesi liberalista
Non vorrei essere troppo mainstream, ma in merito alla manifestazione dell'8 febbraio ho letto una riflessione interessante sul Corriere a firma di Maria Nadotti qui: http://bit.ly/i3wfeS. FYI, il dibattito nell'area femminista, rispetto a questo tema, è molto vivo offline come online (ma ahimé quello tra femminismo e comunicazione online non è un rapporto proprio idilliaco, più che su blog avviene ancora via mailing list, se interessa qualcosa posso linkare comunque). Mi sembra di aver capito che un grande numero di realtà femministe, e con realtà intendo persone "autorevoli" o collettivi, non abbia aderito per le ragioni sintetizzate dalla Nadotti, e molte altre aderiscono "turandosi il naso", ossia spiegando con grandi comunicati il perché non si ritrovano nella raccolta di firme né nella retorica della chiamata in piazza MA trovano comunque (altri) motivi per manifestare, per esserci.
RispondiEliminaVedi Greg, chiedermi l'alternativa è come dire a uno che critica un film "se sei tanto buono a critica, allora giralo te un film, dai". Non c'entra un cazzo.
RispondiEliminaIo ho detto che la trovo terribile, non che ho mille alternative in tasca, ho per fortuna quella di non pensare tale cosa e credere che si possa lavorare attorno a un pensiero desolante come questo, nel mio caso iniziando appunto dalle parole.
@Irene
RispondiEliminaLe posizioni lungo lo spettro le ho lette, da Femminismo a Sud e Pia Covre a Monica Lanfranco e Maria di Rienzo, per esempio. Poi quale sarebbe stata la mia decisione è irrilevante, visto che sabato e domenica sono fuori.
Grazie comunque.
il CAZZO SUOI, il CHISSENEFREGA è proprio il modo per non essere appartenente a nessuna delle fazioni in gara... che è di fatto come ti senti tu, mi pare di capire, e come mi sento io.
RispondiEliminacerto poi il movimento delle mandrie, se queste sono spacciate per essere tuoi simili equivalenti (non diciamo uguali, altrimenti per dicotomia esisterebbero troppi diversi e forse verrebbero a far baccano qui sotto casa...), non può non destare interesse. ma in quanto essere umano posso scegliere ed io scelgo di essere coerente con me stesso:
CAZZI SUOI
CHISSENFREGA
etc etc etc
mi pareva tu fossi quasi sulla stessa linea, per questo non capivo la frecciata di prima.
Lei scherza quando rivuole Propaganda Due, vero?
RispondiEliminaPerchè guardi che in Italia si prova permaflex da quasi quarant'anni.
Il berlusconismo è la mutazione criminale di un paese.
Non basta ancora?
Visto che questo è un luogo del Perturbante.
Dovrebbe scrivere qualcosa sulla relazione tra malpertugi e persone.
Perchè ci sono luoghi che abitano gli individui e mai viceversa.
Mi riferisco,nella putrefazione morale di questa vicenda,al ruolo totemico della villa di Arcore.
Sorvolando sull'acquisizione da parte del "semplice consulente" della Edilnord(...):la solita esibizione di delinquenza (d'altronde, chi partì dalla Banca Rasini...).
Prima fu lo scenario di una storia che incatenò il Bel Paese guardone di quel tempo.
Una famiglia nobiliare,una villa piena di fantasmi,una strage romana.
Quelle mura odorano di maledizione da decenni,forse da secoli.
Provi a ricercare qualcosa...
Ossequi,
Simone
io lo sapevo che valeva la pena avere pazienza e che prima o poi mi avresti regalato uno sfogo, elv!
RispondiEliminaera ora, cazzo!
:) love, mod
Al momento non sono raffreddato, ma del post non ho capito quasi nulla anch'io.
RispondiEliminaInvece di tirarcele su uomo/donna e menate simili, non perdiamo di vista alcuni fatti concretissimi:
1. che stiamo per beccarci nei denti una stangata (chiamata chissà perché "federalismo comunale") di importo ineguagliato da buoni dieci anni a questa parte, e questo in cambio dell'appoggio/protezione da parte della lega.
2. che non pochi funzionari statali di livello elevato (gerarchico) sono stati e sono nominati con criteri non dissimili da quelli seguiti dal beneamato Caligola.
3. che la c.d. opposizione sguazza nei punti uno e due, perché il suo partito più importante (numericamente) amministra molti comuni e non è certo estraneo a pratiche di lottizzazione.
Detto questo, se si manifestasse contro il federalismo fiscale, ci andrei anche con la febbre, mentre credo che la dignità ognuno abbia il diritto/dovere di pensarci per conto proprio.
Non aderisco all'uso dei temini "umano, persona" ecc. perché non vorrei ledere i diritti dei criceti, degli ornitorinchi e delle blatte.
Oh, dimenticavo...Elvezio, tu giocavi a Magic, il tuo Shaman è in WoW? (io quando posso gioco in Requiem e Silkroad). Ciao
RispondiEliminaGiuro che non hO capito il senso del tuo discorso.
RispondiEliminaMa posso dirti che, a livello puramente emotivo mi ha spaventato parecchio.
Iniziamo dicendo che proudest monkey è meravigliosa.
RispondiEliminaIo non mi sono mai sentito sul pezzo in mezzo ad una manifestazione. E' inconcepibile che una massa di persona la pensi allo stesso mio modo. E se ognuno no ragiona con la sua testa, significa che sta manifestando con la testa di qualcun altro.
Credo poi che non serva a nulla manifestare. Berlusconi e tutta la cricca se ne fottono delle manifestazioni ( o, scusate la parolaccia...si poteva dire Berlusconi ?).
In molti manifesteranno contro se stessi ( Gramellini dixit). Io per esempio manifesterei contro il lato maschilista del mio animo.
Detto questo, gli ignavi... che dire ?
-E io ch'avea d'error la testa cinta,
dissi: "Maestro, che è quel ch'i' odo?
e che gent'è che par nel duol sì vinta?".
Ed elli a me: "Questo misero modo
tengon l'anime triste di coloro
che visser sanza 'nfamia e sanza lodo.
Mischiate sono a quel cattivo coro
de li angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.
Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch'alcuna gloria i rei avrebber d'elli".
.....
mah, mi perplimi.
RispondiEliminaprima scrivi "si rimane comunque sorpresi dalla gravissima patologia che pervade questa particolare declinazione del potere, tutta italiana.
Non sappiamo manco fare i tiranni senza urlare, strepitare, comportarci in maniera rozza e infine poco intelligente, " e poi sostieni che quel che accade non ti tocca.
prendi posizioni eccome, le hai sempre prese, in continuazione: su certi tipi di narrazione, su un certo modo di comunicare, sull'immagine della donna.
quel tirarsi fuori da tutto e classificarsi più di un minerale e cittadin* (abitante?) del mondo è una falsificazione da tre soldi.
mi lascia perplesso il tuo "chicazzosenefrega" (e a maggior ragione se accetti di assimilarlo a "sel'ècercata", come suggerisce greg).
e mi pare ingenuo (troppo ingenuo per te, almeno) pensare che dire "persona" o "soggetto" invece di "uomo" o "donna" non comporti altri tipi di manipolazione e tagging ideologico. quoto mana quando riduce le parole alle parole, ma basta fare ancora meno che cambiare la realtà extraverbale, basta usare propriamente le parole, basta specificare, dettagliare, imporre un uso. l'uso è addirittura fonte di legge, per quanto debole.
certo, chi spiega è e sarà sempre più debole di chi urla tormentoni. ma essere deboli non è un problema. essere deboli è un punto di partenza.
quindi non per la posizione in quanto tale, ma quoto mana per il 90% di quel che dice, ma perché non ti ci riconosco proprio. per quel che mi è dato conoscerti, chiaro, visto che questo blog è il nostro unico mezzo di comunicazione.
Trovo sia interessante, anzi, confortante notare che i perplessi siano tutti maschi.
RispondiEliminaE no, ldr, non si tratta di "dire" quelle parole, ma di pensarle, e lo trovo percorso difficile e appena iniziato.
Potrebbe forse essere utile, a molti, tentare di leggere le cose più serie e meno sputtanate di Galimberti a tal proposito, sull'uso di certi verbi e tanto altro ancora.
E non c'è nulla di politically correct in me, anzi...
@ nw: diciamo che gioco ancora a Magic, mi porto dietro qualche mazzo per giocare quando viaggio in compagnia, nei tempi morti, l'ultima volta in attesa di partire per Berlino, accampati in aereoporto.
E sì, sciamano in Warcraft (reame Kul Tiras), da ieri 85esimo livello!!!
Ora devo solo accumulare gear e fare dailies per prepararmi ai raid, non vedo l'ora, ho una gilda di persone fantastiche.
"Trovo sia interessante, anzi, confortante notare che i perplessi siano tutti maschi."
RispondiEliminaDetta in maniera molto educata, questa è una pietra tombale su ogni possibile futuro proseguimento del discorso.
@Elvezio
RispondiEliminaCongratz per l'85 :)
:-D
RispondiEliminaMi fai il discorsino sul superamento delle dicotomie bla bla bla
Vediamo (...) quindi di usare “meno” donna e uomo, maschio e femmina e più essere umano, persona, soggetto...
e poi mi vieni a dire che "i perplessi sono tutti maschi"?
Allora, onestamente e senza polemica, e senza più farmaci come giustificazione...
Il pensiero dualista (noi/loro, uomini/donne, vertebrati/invertebrati) è un colossale macigno culturale che ci portiamo dietro - in parte con una giustificazione di tipo genetico - da prima di Aristotele.
I cinesi questa faccenda del dualismo dovrebbero averla superata quando Lao Tsu lasciò il suo posto da bibliotecario al palazzo imperiale, ma considerando la quantità di balle che raccontano i taoisti, non si può mai dire.
Allora, il punto è che questa interpretazione duale della realtà (dentro/fuori, acceso/spento, vivo/morto) è molto radicata nel nostro modo di pensare, e non è cattiva in sé.
Poiché anche questa faccenda del buono/cattivo è un dualismo, con tutte le conseguenze del caso.
Diciamo piuttosto che è comoda, e che è generalmente utile in prima battuta, e che comunque è quello che il nostro cervello elabora come primo modello interpretativo.
Sto bene o male?
Sono felice o infelice?
È giorno o notte?
Caldo o freddo?
Ora, la realtà - se dobbiamo credere a tutta una serie di cialtroni, dai taoisti, appunto, fino ai fisici quantistici - non è duale.
Da millenni, stiamo cercando di far entrare il piolo quadrato nel buco rotondo.
Ora, chi si oppone al dualismo - e ha tutta la mia simpatia - rischia, essendo una scimmietta come noi tutti, di esserne vittima, e cascare nella suddivisione dualismo/non dualismo, buono/cattivo, "interessante"/"non interessante", causa/effetto (sì, anche questo commento risente dei problemi che illustra, anche se mi sto sforzando di non cascarci).
Non è dire "donna", "essere umano" o "persona" che è buono o cattivo, giusto o sbagliato.
Perché non ci sono buono o cattivo, giusto o sbagliato, ma infinite gradazioni, momenti diversi, circostanze di contorno. È tutto meravigliosamente complicato.
Ed il bello è che abbiamo l'intelligenza per gestirlo.
E prima che tu mi dica che questi sono smanettamenti zen dei quali non sai cosa fartene, ti prego di considerare quanto segue.
Riguardo alla manifestazione d'indignazione programmata per domenica e che è all'origine di questo post, non esiste il dualismo ci vado/non ci vado, e non c'è neanche il dualismo mi indigno/non mi indigno, meno che meno c'è un dualismo uomini/donne o donne che hanno capito/donne che non hanno capito.
Quel dualismo esiste solo per ch vuole usarlo per cortocircuitare il nocciolo dela faccenda, che è l'indignazione e che, attraverso gradazioni diverse e motivazioni diverse, appartiene a tutti.
Poi esistono modi diversi di percepirla, di manifestarla, di partecipare.
Ma la varietà, come sempre, è ricchezza.
Il dualismo, nel caso in esame, è stato promosso proprio da chi vuole delegittimare l'indignazione, perché senza il dualismo, a rigor di logica, tutti dovrebbero essere variamente indignati.
Quindi, non mi dire che è interessante che solo i maschi si siano detti perplessi.
Io trovo interessante che si discuta di questioni puramente linguistiche mentre nella realtà esiste una promozione della discriminazione - non solo verso le donne, o i maschi perplessi, o chi porta un certo tipo di cravatta, o i misticeti...
Ci stanno veicolando l'idea che discriminare, a prescindere, è giusto.
Perché io valgo.
Quindi, perché non la smetiamo con queste menate,e non li mandiamo semplicemente, cordialmente (non sto scherzando, intendo senza animosità o ostilità alcuna) affanculo una volta per sempre?
Diciamoglielo - noi non giocheremo più con queste regole.
Anzi - diciamocelo.
Perché non ci sono loro, e non ci siamo noi.
Ma è esattamente per questo che ho usato (per provocare queste esatte reazioni, ma non credo si sia capito) la parola maschi. E infatti come un clic subito a reagire, vedi?
RispondiEliminaCome provocazione mi pare piuttosto fine a sè stessa, anche perchè la parte infelice del discorso non era certo il "maschi" ma il "perplessi" che, per quanto mi riguarda, può solo significare che non presti più troppa attenzione per cercare di capire cosa stiano veramente dicendo i tuoi interlocutori.
RispondiEliminaChe unica parola avresti scelto tu per riassumere?
RispondiEliminaEcco vedi, io non vorrei riassumere proprio nulla, proprio il contrario.
RispondiEliminaAvrei preferito una maggiore articolazione del tuo discorso che, a quanto pare, in più d'uno non abbiamo capito.
Mi spiace che tu non abbia colto che queste tue cnsiderazioni sono risultate incomprensibili a qualcuno dei tuoi lettori più appassionati.
Da parte mia mi trovo in difficoltà a ribattere ad affermazioni di cui rischio di fraintendere il senso.
Beh ma se è solo per quello è solo questione di tempo, si può sempre fare, anzi, si farà nel tempo e nei post.
RispondiEliminaRimane però allora la mia perplessità su perché reputi sbagliata la parola "perplessi", non lo sei quando non comprendi un discorso?
Scusate, mi pare che si sia un po' lontani dall'essenza di questi problemi.
RispondiEliminaProvo a proporre alcune considerazioni su cui, credo, si possa trovare un accordo almeno molto ampio.
Quando si fa commercio della dignità, è ripugnante sia chi compra che chi vende, siano essi uomini, donne, neri, bianchi, verdi, a pois...
Se Roma non vi è troppo lontana, fatevi un giretto per la parte più periferica di Via Salaria. Vedrete una schiera di prostitute giovanissime. Ora chiedo: secondo voi è più ripugnante chi usa queste giovani (di cui si sa bene che in massima parte sono costrette a fare quello che fanno) o un uomo potente che si serve di ambiziose e consenzienti giovani donne (e, in altro modo, di maschietti altrettanto ambiziosi e immorali)?
Non frantendetemi, credo fermamente che un uomo potente che si comporti così vada allontanato dalla cosa pubblica.
Altro esempio: Sinti e Rom.
Quando se ne parla è facile sentir tirare in ballo il ricordo della persecuzione nazista; sacrosanto, ma a volte inappropriato. I nazisti partivano dal presupposto della diversa dignità degli esseri umani, noi dobbiamo partire dal presupposto di una degnità pari per tutti, e con gli stessi diritti e doveri.
Se io non pago una tassa o un tributo locale, Equitalia è pronta a sequestrarmi la macchina e forsanche la casa. Questo vistosamente non accade per Sinti e Rom, che sono molto spesso cittadini italiani, guidano, producono rifiuti, si servono del SSN.
Tanto per chiarire, per loro come per tutti io vorrei alloggi e vita decenti, ma anche rispetto degli obblighi scolastici e tassazioni coerenti con il reddito.
Per finire, commentando delle recenti affermazioni in merito di Tiziana Maiolo: i cani si addestrano, gli esseri umani si educano, e c'è una bella differenza.
Un discorso mi lascia perplesso quando lo capisco ma non ne condivido la logica.
RispondiEliminaLa perplessità è qualcosa che posso riservare a dei contenuti.
Ma questi continuano a sfuggirmi e tu continui a giocare con le parole piuttosto che chiarire se il tuo sia un inno al disimpegno o che altro...
Scusate per l’assenza, ho avuto nella famosa e adorabile “vita vera e vissuta” due giorni di momentary lapse of reason, anzi, diciamo due giorni di merda e questo, fin dall’alba, promette di continuare la pioggia di feci e non amo scrivere (o parlare) quando sono incazzato o triste.
RispondiEliminaMi sembra però giusto aggiungere due parole a questa discussione, perché se cerco stimoli, conferme, dubbi e altro ancora da chi mi legge poi non esiste troncare a metà.
Posso solo dire che l’andamento di questo thread mi ha confermato un dato positivo e me ne ha fatto capire uno molto negativo. Il dato positivo è che confido ancora di più nella validità delle mie sensazioni e dei miei intenti, quello negativo è che sono stato di un’arroganza infinita.
Un conto è se una massa di downers senza cultura o intelligenza scende a darmi qualche insulto, altro conto è se persone che stimo e delle quali rispetto le doti intellettuali mi dice di non aver capito, ne devo tenere conto, vuoi perché non si ha sempre ragione vuoi perché altrimenti me ne torno a scrivere il diario privato che non ho mai scritto.
Se mi si accusa di generalizzare e mi si ricorda che la diversità è ricchezza, proprio quando io tendo ad abbandonare la gener-alizzazzione in favore del particolare e del diverso vuol dire che ci sono gravi carenze nelle mie capacità comunicative ed espositive.
Sono stato arrogante a pensare di poter condensare in una paginetta quello che gente molto, molto più in gamba di me non riesce a esprimere in modo completo lungo interi libri e allo stato attuale delle cose mi ritrovo impossibilitato ad approfondire, vuoi (soprattutto) perché non ho ancora tutti i mezzi, vuoi perché, purtroppo, non ne ho il tempo.
E non dovevo quindi nemmeno iniziare ma tanto è, almeno si è discusso e spero che non lo valutiate come tempo perso.
Posso però chiudere con una proposta positiva: credo, suppongo che alcuni degli intervenuti andranno in piazza, sarebbe bello al ritorno ricevere qui qualche loro testimonianza, non per l’aneddotica generale quanto per raccogliere le parole che sono state usate di più durante questa domenica di protesta, vi ringrazio in anticipo.
È noto che qui dove sto io le strade non hanno un nome, figurati le piazze.
RispondiEliminaPer tutta una serie di faccende non sono troppo aggiornato sull'intera questione.
Mi ha colpito tuttavia ieri la trovata della protesta contro i "Puritani".
Sarà che l'idea che Solomon Kane arrivi con la sua lama di acciaio britannico a fare a strisce il deretano di Giuliano Ferrara mi solletica...
"Perché siete un malvagio e desidero la vostra morte!"
Battute sceme a parte - da tempo mi incuriosisce e mi preoccupa il recupero di parole e di categorie ormai fossili per marchiare gli avversari, spostandoli immediatamente in un ambito di discussione che ha poco, pochissimo o nulla a che vedere con il problema all'origine.
I "Puritani" saranno i nuovi "Comunisti"?
Si tratta di strategie rudimentali, certo, ma sono comunque assalti memetici.
Se influenzi il modo in cui la gente parla, influenzi il modo in cui la gente pensa.
Certo, Delany in Babel-17 e Vance ne I Linguaggi di Pao si immaginavano l'invenzione di una lingua progettata ad hoc per il controllo sociale ed ideologico - ma perché perdere tempo ad inventare, quando si possono recuperare termini "d'archivio", già con la loro brava connotazione negativa a prescindere, e spiaccicarli dove ci serve?
Io continuo a credere che l'unica arma sia quella di conoscere il vero significato delle parole, per disinnescare certi giochini.
Per ricordarsi ad esempio che l'opposto di Puritano non è Liberale, come ci dicono ora, ma Libertino.
Per non farci cacciare in testa idee editate al solo scopo di manipolarci.
La cultura è l'unica arma.
E questo significa che, su vasti fronti, la battaglia è già persa in partenza.
Davide, sei a Tokyo o a Ciampino?
RispondiEliminaWe all are in Dire Straits.
In più, visto che sembra che ora sia fuori moda se non negativo a stecca, a me avere una morale non fa certo schifo eh...
RispondiEliminaFerrara...
Mah, non stimandolo non entro più di tanto nel merito, di tutte narrazioni e discorsi su di lui l'unica cosa che mi stupisce è che anche i "nemici" partono sempre con "uomo di grande intelligenza, peccato che..." quando a me è sempre sembrato privo di cultura e raziocinio, una penna da quattro soldi.
Abile è abile, certo, ma è abilità da manualistica, nulla di più...
No, ok, Ferrara è uno dei tanti.
RispondiEliminaE poi l'intelligenza, a parte avercela, tutto sta a vedere come la usi.
Sulla questione di avere una morale, niente da dire.
Di fatto, tuttavia, anche i Libertini (quelli veri, Cyrano de Bergerac in testa) avevano più spessore di questa accozzaglia di vecchi affamati di cane giovane e sensazioni forti a buon mercato.
Ciò che si ottiene, tuttavia, alla fine, è una polverizzazione del confronto - non solo si sposta l'oggetto del contendere sempre più lontano dal problema reale, ma si sostituisce al singolo problema reale una nube di falsi problemi, dibattuti ciascuno da una manciata di fazioni che si percepiscono come inconciliabili.
Nel momento in cui l'input è "C'è un problema grave, dobbiamo scendere in piazza" e l'output è "Certo, ma di che colore ci vestiamo, perché i viola ci sono già, i verdi sono leghisti e i rosi non si può...?" (non sto inventando - ho i testimoni) è chiaro che si è riusciti a dirottare l'attenzione del pubblico sul futile.
Per questo io continuo a rompere con la questione del concentrarsi sulla sostanza.
@nw
Io abito (per usare la straordinaria definizione di Mark Germino) in quel posto dove i mulini a vento non girano perché il vento li ha abbattuti.
LOL!
RispondiEliminaScusa, era "carne giovane".
che sennò così pare che parliamo della Corea.
Ouch, Davide, mi ero fatto l'idea che fosse l'Irlanda (o il Polesine) e mi sono affrettato a spararmi cento volte di fila quel favoloso riff di The Edge, ma Germino è troppo americano per me, non lo reggo più di 15".
RispondiEliminaSul concentrarsi sulla sostanza (che per me è quasi sinonimo di concretezza) sono d'accordo, del resto credo risulti chiaro dal mio commento.
Mi sembra che la dicotomia tra puritani e libertini sia un voler risuscitare categorie obsolete. Sarebbe molto più semplice, per capire come la si pensa, un'opinione esplicita sull'aborto, sul divorzio, sul diritto a finire la propria vita in maniera dignitosa. Ah, e anche sull'esenzione dall'ICI dei c.d. edifici ecclesiastici.
"Dimmi cosa intendi fare, non che bandiera sventoli."
RispondiEliminaEsattamente.
Ma le bandiere sono più facili, perché non le devi capire.
OT: Germino ha scritto testi bellissimi e cagate immani.
Certamente sottovalutato, ma anche malamente discontinuo.
(e dannatamente difficiel da reperire, di questi tempi)
Allora?
RispondiEliminaSiete stati in piazza?
Iguana sì, ma non riesce a commentare qui (e non è il solo ad aver problemi, non so cosa farci, boh, forse dipende dalla lunghezza, non ho idea)quindi provvedo io a linkare le sue impressioni:
http://iguanajo.blogspot.com/2011/02/se-non-ora-quando.html
Altri?
Avete raccolto le parole più usate?
Sarebbe bello conoscere le tue di impressioni Elvezio, in base a ciò che hai visto e letto...
RispondiEliminaNon ho molto da dire, le mobilitazioni di massa mi fanno sempre paura in ogni caso, così come le varie strumentalizzazioni che seguiranno e che sono già partite a razzo.
RispondiEliminaDiciamo che mi hanno fatto ribrezzo le parole della Santachè o, chessò,quelle di Berlusconi e della Gelmini, ma anche quelle di Prodi ("qui c'è l'Italia migliore") sono davvero terribili.
Lombrosianamente invece i volti, ritratti nelle foto, della larga parte dei partecipanti, mi piacciono un sacco ma davvero molto.
Ecco. Appunto.
RispondiEliminaIo oltretutto la Santanché dovevo pure servirla quando arrivava in negozio madò, quanta bile che ho masticato...
RispondiEliminaSe ci penso...
Devo però ammettere che di persona, pur essendo volgare oltre ogni immaginazione, ha del fottuto carisma, maledetta lei...
Diceva Daniele Silvestri "lo slogan è fascista di natura" e da certi punti di vista è una posizione comprensibile ed è frutto della tua stessa paura.
RispondiEliminaMa diceva anche "anch'io ho tanta voglia di gridare".
E tu Elvezio?
Ecco, una parola che ho sentito ripetere parecchio, per lo meno negli special TV sulla manifestazione (ma anche infinite altre volte, in passato) e che si aggancia bene all'ultima considerazione sulla Santanché, è "protagonista".
RispondiEliminaTutti vogliono "diventare protagonisti della propria vita", "tornare ad essere protagonisti" o cose del genere.
Cos'è, un maledetto telefilm?
Eppure l'idea è quella - la signora S. è volgare ma ha il carisma di chi sa di essere al centro della scena.
È una protagonista.
Si sente addosso riflettori e telecamere, e (re)agisce di conseguenza.
Io credo che questa dell'essere protagonisti sia un'altra storia malata, un'altra parola usata per indicare qualcos'ltro, un altro meme infettivo - il sintomo del fatto che tutti, prima o poi, vorrebbero essere sullo schermo, con gli occhi di tutti addosso.
Che è un desiderio lecito - ma con le dimostrazioni di piazza ha un po' poco a che vedere.
@ Mana: la Santanchè l'ho avuta almeno dieci volte a boh, venti centimentri di distanza ed è stata una delle poche persone che in vita avrei voluto massacrare di botte, le conto sulle dita di boh, facciamo due mani e mi vergogno dell'istinto.
RispondiEliminaMartin: gridare mi fa un misto fra il ridere e lo schifo, a seconda. Non ne ho bisogno, le volte che l'ho fatto ha solo provocato cazzate e guai o, quando è andato bene, non è servito a nulla se non a irrobustire i kapò di turno, rossi o neri che fossero.
E le volte che ho gridato il mio io dissociato rideva e scuoteva la testa e io mi vergognavo, dopo.
Il che, forse non dovrei nemmeno dirlo ma visti i tempi è meglio farlo, non significa che chi grida mi faccia ridere o schifo, sia chiaro.
Daniele Silvestri a me sta simpatico.
RispondiEliminaPerò lo confondo con Mastrandrea o come si chiama lui...
La citazione completa è questa:
RispondiElimina"La gente che grida parole violente
non vede, non sente, non pensa per niente
Non mi devi giudicare male
anch'io ho tanta voglia di gridare
ma è del coro che ho paura
perché lo slogan è fascista di natura"
Come vedi è abbastanza in linea con quello che anche tu esprimi.
Ma qual'è l'alternativa alle grida?
Il silenzio?
(A parte che non riusciamo a vederci mai, Martin, ed è un peccato. Se organizzassimo una cinevisione per venerdì? Dimmi te)
RispondiEliminaNon si può cadere nel fosso dell'alternativa.
Nel senso che non è che perché non si ha una alternativa allora ci si riduce a urlare slogan in mezzo al gregge pensando che delle due sia "la meno peggio". Ti infili in un comma 22 dal quale non esci.
C'è gente che ha votato quel bastardo di Prodi con il meno peggio, e altra gente che vede in Fini (cioè, Fini, ma cazzo, ci scordiamo chi è?) un politico valido nel nome del meno peggio.
O, dio mio, Tremonti, stimato economista che i miei gerbilli ne sanno di più!
Il meno peggio produce mostri terribili, per me.
Credo che l'alternativa sia lo specchio, la rivoluzione allo specchio molto prima che in piazza.
Se la fai, la piazza diventa un orpello futile e ci si va ogni giorno per incontrare gente e bella lì.
Quanti di quei maschi che ieri sono andati domani riprenderanno una silente e sotterranea guerra contro le donne?
Quanti consumeranno ancora del porno?
Quanti contribuiranno a mettere sotto le donne sul lavoro e in ogni altro campo?
Quanti, stanchi la sera, non laveranno i piatti e si metteranno in poltrona?
Quante di quelle donne continueranno comunque a fracassarsi il culo fra lavoro, figli, casa e tutto?
Quante metteranno questa bella figurina nell'album di quando si era pasionarie e poi torneranno a stirare tardi la sera guardando Amici che poi l'indomani si deve scappare al lavoro?
Quale l'effetto reale e "lungo" di questa nuova woodstock stagionale?
Specie i "maschi" se ne usciranno contenti, con la fortuna di aver timbrato il cartellino morale del "io c'ero", poi annullato con mille gesti quotidiani, magari inconsapevoli, non lo metto in dubbio eh, ci mancherebbe.
Ricordo ancora la prima volta che ho incontrato la persona più importante per me e sono cascato nel "wow, pur essendo donna ti interessi di horror e fumetti, wow".
Lo trovo meccanismo terribile e preferisco lavorare su quello piuttosto che passare una domenica diversa in piazza.
E ci ho lavorato, e ne sono fiero.
Per farti un esempio che molti troveranno stupido (e ossessivo) ma che stupido non è:
Dopo aver giocato qualche mese in Warcraft sono finalmente riuscito a entrare in una gilda di italiani in un server con pochi italiani.
Il giocatore più disponibile, con maggiore know how e sotto molti punti di vista tecnicamente più bravo è una ragazza di 23 anni, credo.
E io non ho pensato "wow, pur essendo una ragazza..." E per me questo vale più di diecimila piazze, è una modifica dell'hardware dalla quale non si fa più ritorno, non è un temporaneo aggiornamento del software.
(segue)
Ma capisco che per chi invece ieri ha manifestato contro Berlusconi (nonostante magari si volesse far altro questa è la lettura mondiale e questa lettura diventa narrazione solida e accettata del reale) questa mia piccola modifica di pensiero non conti nulla, ci mancherebbe.
RispondiEliminaGli italiani sbavano per la piazza, non hanno mai perso il gusto dal quel 28 ottobre, e piace declinarla in mille colori.
Ma io non farei mai a cambio, mai.
Per questo ho corso e corro il rischio, standomene a casa, di essere associato con quelli "contro", proprio perché non è rischio né nulla, io so dove non sto.
So che la settimana scorsa ho esaltato le donne di Winter's Bone e un anno fa quelle di Martyrs.
So che godo a ogni rilettura de La Trilogia della città di K.
So che in coppia faccio il mio e in abbondanza.
E so che ho ancora tanto su cui lavorare, ma appunto allo specchio, con le parole e con i pensieri, con la modifica dell'hardware, che quella rimane e invece il 2.1 della scesa in piazza sarà reso obsoleto domani dal 2.2 del tran tran quotidiano.
L'alternativa è lo specchio e il cambiare se stessi e i pochi che ci stanno attorno, amplificato ogni giorno, non solo una domenica all'anno.
Ma, ripeto, anche se non avessi avuto alternativa non sarei comunque andato in piazza, le detesto.
E ripeto ancora, splendidi volti in piazza. Splendide persone, belle parole, bella la luce in certi occhi. Queste cose sono in contrasto con altro che penso? Forse, e quindi? Penso ci possa stare, questo contrasto.
Sarebbe terribile se, al contrario, proiettassi male e considerassi negativamente quelli che ieri ci sono andati.
Comunque, a parte Iguana, altri report dalle piazze di ieri? Quali le parole usate, i concetti espressi?
Discorso condivisibile quasi in toto, se non fosse, appunto, che una cosa non esclude necessariamente l'altra, come a volte sembra trasparire.
RispondiEliminaForse lavorare su entrambi i piani, quello generale e quello personale, li rafforza entrambi.
E soprattutto bisogna avere il coraggio di prendere delle posizioni chiare e decise, piazza o non piazza.
Limitarsi a dire "io faccio il mio e di quello che succede al di fuori non mi voglio interessare" (e non dico che sia questo il tuo caso) può essere molto pericoloso.
Si può anche non essere in sintonia con le esternazioni di massa ma comunque condividerne, e magari appoggiarne, le fondate motivazioni ideali.
Non schierarsi con fermezza contro le ingiustizie fa sempre il gioco dei carnefici e mai quello delle vittime.
E ce ne sono davvero troppe per potersi permettere di limitarsi solamente al proprio, pur nobile, quotidiano.
In attesa del post su Simmons, ecco quello che avevo scritto su questo, prima di leggere gli ultimi commenti:
RispondiEliminaAl contrario di altri io non sono rimasto particolarmente stupito dal tuo post. Era un compendio di cose che hai già detto o accennato altrove, da quando andavi in piazza e sfilavi col centro sociale a prenderti le botte per colpa del capetto figlio dell'avvocato, al non voler distinguere generemainstream o narrativasaggistica .
E quello che hai scritto è proprio un esempio di saggio narrativo: non un esame analitico e puntuale, ma un discorso basato su metafore, associazioni d'idee, figure retoriche.
Un saggio narrativo - ad esempio le recensioni di Clute - può essere un opera interessante, ma uno lo legge, ne gradisce o meno la scrittura, prende i punti su cui è d'accordo, accantona quelli che non lo convincono, e prosegue per la sua strada. Non è un buon modo per avviare un discorso, perché l'interlocutore deve prima fare l'esegesi ed estrapolare i punti cui vuol ribattere.
Ora se tu - semplifico - sei arrivato alla conclusione che andare in piazza non è utile e preferisci lavorare nel tuo ambito di azione, partendo dalla questione del linguaggio, prendo atto e metto da parte, ma non è che improvvisamente vengo fulminato sulla via di Damasco.
Ho partecipato a manifestazioni turandomi il naso, ho partecipato a manifestazioni di cui mi sono pentito a posteriori, altre in cui continuo a credere fosse importante esserci, ad altre ancora non sono andato. Le strumentalizzazioni, quelle vanno sempre messe in conto.
Tutti i possibili discorsi sull'efficacia -positivo, inutile, controproducente - dell' andare in piazza/andare in piazza con/andare in piazza perché o per chi li ho sentiti, fatti, vissuti. E posso rispettare quasi ogni punto di vista. Ciò non toglie che continuo a decidere caso per caso.
Non sono andato a questa per motivi familiari, ma il resoconto che fa Iguana coglie bene molte delle sensazioni contraddittorie che ho provato in passato. L'unica differenza rispetto a lui e te è che spesso io non mi sono trovato nè da solo nè dietro capetti vari, ma assieme ad amici e persone che rispetto 365 giorni l'anno. Poi è chiaro che la piazza è un momento tra tanti, e conta sempre di più quel che puoi fare tutti i giorni, molto o poco che sia. E qui ognuno saprà per sè.
...
Se mi si accusa di generalizzare e mi si ricorda che la diversità è ricchezza, proprio quando io tendo ad abbandonare la gener-alizzazzione in favore del particolare e del diverso vuol dire che ci sono gravi carenze nelle mie capacità comunicative ed espositive.
RispondiEliminaMi viene in mente il Cardinale Tonini. Qualche anno fa, in una trasmissione sull'omosessualità (deve esserci PER FORZA l'esponente cattolico) proruppe in un esclamazione accorata: "smettela di dire omosessuali, voi non siete omosessuali, siete PERSONE!". In quanto persone, immagino portatori di dignità intrinseca - certo poi lui riteneva non fossero adatti all'insegnamento, o che dovessero pregare per sopportare la loro "croce", e che non bisognava parlare in modo positivo di omosessualità così qualcuno si suicidava prima...ahem così da non turbare giovani impressionabili.
Quando fai la satira sul "sentirsi parte di" coll'esempio della donna di 63 anni dei Gemelli che ha letto Sun Tzu e vede come nemiche le 61enni dello Scorpione compi un operazione pericolosamente simile. Alcune differenze sono equivalenti agli allofoni - suoni diversi, come la n in panca o in vino, che non vengono neppure percepiti come tali e non cambiano il significato di una parola. Altre differenze equivalgono ai fonemi - ci piaccia o no all'interno del sistema generale in cui sono inserite portano a cambiamenti di significato, come la g dolce o dura, giro e ghiro. Ora, non è che ogni forma di rivendicazione identitaria sia di per sè positiva, giustificabile o quant'altro, quantomeno però andrebbe fatto lo sforzo di capirla.
Per andare di frasi fatte e citare un altro prete, a me piace più la convivialità delle differenze - in cui ognuno guarda i pesi che hanno gli altri sulla schiena, e ne prende qualcuno su di sè - rispetto all'immagine di quello che si tira fuori dalla mischia, "cittadino del mondo" e sì mi tratta come una "persona" ma non cerca di capire davvero i miei problemi e i motivi dei miei comportamenti. Cosa che può/deve valere anche se non li condivide fino in fondo.
Vero, Martin, si possono fare entrambe le cose. Se ne possono anche fare cinque o sei insieme. Io ne faccio solo una e la considero già più che buona.
RispondiEliminaE non è che "io faccio il mio e di quello che succede al di fuori non mi voglio interessare", è che tanto amo la persona singola che mi si para davanti quanto detesto la massa, tanto amo l'uomo quanto detesto l'umanità.
Marco, la differenza fra me e i preti è che io non dico "smettela di dire omosessuali, voi non siete omosessuali, siete PERSONE!" bensì penso che siate persone adatte all'insegnamento e che se pregate per sopportare la vostra croce fate male in quanto non è una croce bensì una ricchezza.
Di pesi sulla schiena ne ho presi a un sacco di persone a prescindere da qualsiasi condivisione. E continuo a farlo anche se, dovessi trarne un bilancio "energetico", avrei dovuto smettere da anni.
In più, ovvio ma importantissimo, contano anche le esperienze e io ogni volta (cosa sono, già tre? quattro?) che sento che Marco ha avuto belle esperienze in manifestazioni, ecco, è uno dei pochi casi in cui provo invidia perché io non sono stato a una singola manifestazione in vita mia che possa definire esperienza positiva e arricchente. A prescindere dal caso per caso E valutando caso per caso. Tenderei a pensare di essere sfortunato, ma in varie discussioni nel corso degli anni ho notato che molte altre persone hanno tratto questo bilancio, quindi comincio a pensare che il fortunato in questo campo sia Marco.
Se, tramite esperienza, considero che i risultati di una determinata azione sono negativi, tendo a non ripetere l'azione piuttosto che a ripeterla più forte, a trovare altre azioni, scuola californiana docet.
Sono passati due giorni ed è intervenuto il solo Iguana, altri che sono andati?
E, a lato, OT ma non so quanto eh, interessante la prima pagina di Repubblica oggi.
RispondiEliminaIeri montava la piazza delle donne in primissima, occupava tutto lo schermo.
Oggi è scesa in quarta posizione, la prima bisogna riservarla ora agli immigrati che possono tirare un altro colpo a Salò, e a lato, sopra, che incontrano prima l'occhio:
1) Elisabetta e Belen subito protagoniste a Sanremo
2) Raffaella Fico all'Isola dei Famosi
3) Ruby testimonial di un libro, in completino intimo
Uffa...Chi ha voluto vendere ha venduto, chi ha voluto comprare ha comprato. Ma perché non è stata fatta in tempi "non sospetti" una manifestazione stimolata dal massacro quotidiano delle prostitute minorenni sulle nostre strade (massacrate comunque, non c'è nemmeno bisogno di ammazzarle)?
RispondiEliminaIl berlusconismo fa schifo, ma lo fa per l'abiezione etica dei suoi esponenti, uomini e donne indifferentemente. Che ne so, i critici d'arte potrebbero manifestare per la violenza morale esercitata nei confronti di Sgarbi, tanto per fare un esempio (c'è bisogno di precisare che faccio ironia?).
La cultura mi dà piacere, ed ho insegnato per tanti anni, ma quando vedo tirare in ballo gli allofoni in un contesto simile, confesso che mi vengono i brividi.
Siamo schiacciati da fascisti, preti ed ex comunisti che vogliono fare i soldi, e che ca...!!!! Se dobbiamo parlare di questi problemi facciamolo tenendo i piedi per terra, altrimenti restiamo a Simmons, Lansdale, e chi vi pare, che così facciamo meno danni.
Scusate lo sfogo.
Ben vengano sfoghi come questi, spazio qui ce n'è a bizzeffe...
RispondiEliminaE così i poveri Simmons e Lansdale(e tutti quei pirla che ne parlano) hanno avuto il fatto loro.
RispondiElimina:-D
Niente di personale, nw - condivido ogni prola, tranne quella su Simmons e Lansdale.
Il fatto è che io 'sta storia che "i miei argomenti sono più pericolosi dei tuoi" non la tollero più.
Ma è un problema mio.
Quindi mi levo di torno.
No,ma perché andartene, scusa?
RispondiEliminaSi può parlare di entrambi e mi pare che lo stiate facendo tutti e bene, ognuno ha le sue opinioni, ci penso io a tutelare quelle di tutti in questo spazio, fra l'altro si è persino scusato, non mi pare certo un intervento a gamba tesa.
Ripeto, Elvezio - io condivido in pieno ciò che ha scritto nw, e per quel che mi concerne non aveva neanche bisogno di scusarsi.
RispondiEliminaE non so neanche cosa sia un intervento a gamba tesa, e capisco che abbia scritto nella foga della discussione.
Sui blog succede.
Però, dai, vai qui di fianco, leggiti l'intervento di Marco su Simmons, e poi parlami di "piedi per terra".
Di "così facciamo meno danni".
In questo post si parlava di dignità.
Beh, lasciami rivendicare la dignità di prendere sul serio le mie passioni, e non per questo di dovermi sentire un "peso leggero" nei confronti di chi parla di politica solo perché io parlo di letteratura.
Si può parlare di entrambi, dici.
Bene.
Facciamolo.
Davide, hai letto il mio commento su Simmons?: è il mio scrittore preferito. Lansdale ha scritto cose (quasi) mirabili e cagate pazzesche (sempre a mio avviso, è ovvio).
RispondiEliminaQuello che intendevo è che quando si parla di politica, è meglio farlo in un certo modo, e quando si parla di letteratura in un altro.
Nel primo caso (politica) altrimenti si rischia di filosofeggiare a vuoto mentre volano bassi certi brutti uccellacci.
Nel secondo (letteratura, ma arte in genere direi) si rischia invece di cadere in discorsi di regime e produrre mostri come la rivoluzione culturale o il minculpop, e quindi è bene moderare il fuoco dell'impegno e tenere la mente il più possibile aperta.
Per quanto riguarda la dignità, credo che il richiamo al caso concreto che apre il commento parli da solo.
Mi secca chiosarmi, ma si vede che non mi ero spiegato bene, e mi secca ancora di più essere frainteso.
Rispondevo a Elvezio, Nw, e mi è partita la metafora. Che è abbastanza terra terra per me, visto che ho insegnato italiano come seconda lingua a immigrati. Non mi sembra ad Elvezio interessasse più di tanto andare sul concreto; ha fatto un discorso sulla metafisica dell'andare in piazza. Nel caso specifico, non ho molto da dire: uno si informa e decide. Parlare di quello che si poteva fare altro o altrimenti mi riporta al punto di partenza della mia metafora, che era il benaltrismo.
RispondiEliminaPiù in generale, non vedo molto l'utilità di discussioni sulla politica in spazi come questo, se si esclude una funzione di sfogo.
Sul piano pratico, nei luoghi dove sono vissuto, cose ne ho fatte e continuo a farle, ma non ho la bacchetta magica per far sparire i fasciopreticomunisti.
Non ce l'ho neanch'io quella bacchetta, ma in tanti, insieme, forse potremmo trovarla...
RispondiEliminaFrequento vari forum, soprattutto tra quelli dedicati alla grafica, che il mio attuale lavoro. Quando mi trovo di fronte a polemiche tipo "nudity" o simili, oggi frequenti su siti americani, non manco mai di esprimere la mia opinione contro ogni censura e di ricordare che l'arte, quella grossa, di cui più o meno tutti noi siamo nipotini sfigati, non si è mai tirata indietro dalla rappresentazione del corpo umano. Non servirà a niente, ma intanto sento di aver fatto il mio dovere e chissà, aver lanciato un piccolo seme.
Non sono capitato nella malpercasa cercando politica militante, tutt'altro, e nessuno si dovrebbe sentire criticato per quello che ho detto. A quanto ne so, magari nella vita di ogni giorno siete mille volte più impegnati di quanto io sia mai stato. Tuttavia, dare ad un discorso stimolato da una iniziativa così palesemente politica, anche se apprezzabile, un tono "astratto", per me è fare il gioco di quelli che non sono capaci di sbattere via Berlusconi con programmi seri ed articolati, ed allora ci propinano storie su una morale con la quale hanno in realtà poco a che fare loro per primi.
Ripeto, se permettete, io sono fieramente contro il berlusconismo ed il liberismo selvaggio che esso rappresenta, però un Nobel lo avrei dato a Borges, non a Dario Fo, anche se sul palco di una manifestazione vorrei Fo, piuttosto che Borges.
Ma che davvero Borges non ha mai preso il Nobel? Ora cerco...
RispondiEliminaMadò non lo ha mai preso davvero.
RispondiEliminaVabbè ma allora ditelo.
Ah ah. Sempre lieto di essere utile.
RispondiElimina