lunedì 14 febbraio 2011

Cosa pensate di Dan Simmons?


E finalmente tocca a Dan Simmons e immagino già due o tre commentatori che stanno fregandosi le mani...
Come al solito campo libero ai vostri commenti senza mio intervento alcuno se non questo: oblitererò senza nessuna pietà qualsiasi intervento che faccia riferimento a vita personale, scelte politiche e comportamenti pubblici dell'autore.
Altri siti sono già intervenuti in modo vergognoso sulla vicenda, ciò non accadrà su questo blog.
Siete avvisati.

Ricordo i precedenti post:

Cosa pensate di Stephen King?
Cosa pensate di Fritz Leiber?
Cosa pensate di Howard Phillips Lovecraft?
Cosa pensate di Ray Bradbury?
Cosa pensate di Richard Matheson?
Cosa pensate di Richard Laymon? 
Cosa pensate di Ramsey Campbell?
Cosa pensate di Robert McCammon?

73 commenti:

  1. penso che "Hyperion" sia un capolavoro. sto leggendo adesso "Endymion" (sono oltre la metà) e pur non eguagliando il libro precedente è comunque un ottimo romanzo.

    prima di questi avevo letto solo "gli uomini vuoti" che non mi aveva convinto molto, sembrava una storia abbastanza sconclusionata in cui intere sequenze non avevano un significato nell'economia del romanzo.


    una cosa che mi piace di lui è come utilizzi riferimenti ad altre opere/autori per dare un senso più profondo alle sue storie (in particolare in "Hyperion" molto ruota intorno alla figura di John Keats). non li ho letti ma so che in "Ilium/Olympos" ha fatto una cosa del genere, così come nel recente "drood".

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  2. Ho troppe lacune sulla sua produzione (ma sto pian piano recuperando) per poterne scrivere in maniera giusta e approfondita, ma i quattro romanzi che ho letto mi hanno sbriciolato le gambe per una potenza narrativa, una sicurezza espositiva, una padronanza lessicale mostruosa.

    Simmons manipola così bene le parole, sa pesarle, farle danzare, sfruttarle tanto per frasi chilometriche quanto per periodi brevissimi, che per quanto mi riguarda può inserire tutto quell'infodump che spesso gli si critica: se è questo il prezzo da pagare per avere delle atmosfere straordinarie come quelle ripugnanti della Calcutta de Il canto di Kali o quelle glaciali e disperate de La scomparsa dell'Erebus...

    Precisione chirurgica, personaggi estremamente realistici (il Dickens di "Drood" lascia senza parole), una capacità di creare l'orrore ora dosandolo a piccole gocce ora facendolo esplodere...

    E' il migliore, dài. :)

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  3. ho trovato il primo volume del ciclo di hyperion potentissimo, mitopoietico, tecnicamente solido (sì, sto usando parole a cazzo). il seguito (bo'... la caduta di hiperion?) più debole.
    non ho letto altro.

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  4. Ho letto anni addietro il ciclo di Hyperion e basta. Ma essendo un amante della sf di grande respiro (Asimov ed Herbert per fare qualche esempio) non ho potuto non apprezzare Simmons.

    @ldr: "mitopoietico" non l'avevo mai sentito... complimenti ;-).

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  5. Penso sia un grande, anche se ho letto solo Hyperion e il Canto di Kali (ancora grazie a te!) e quindi mi manca molto.

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  6. Trovo che Simmons sia una delle voci più potenti e originali del panorama fantastico degli ultimi venti anni.Paragonarlo o includerlo nel gruppo di best selleristi di King e co. come hanno fatto alcuni in passato non è solo sbagliato,ma anche riduttivo.Simmons ha una propria originalità che lo fa spiccare molte spanne sopra King,basti guardare la caratterizzazione dei personaggi in "L'estate della paura" meno stereotipata e più libera rispetto a quella dei Perdenti di "It".
    Il vampirologo che ride

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  7. Esco dal mio stato di lurker, e dopo aver salutato gli avventori del blog, esprimo la mia adorazione per Dan Simmons, un autore che continua a darmi l'idea di essere in grado di scrivere, benissimo, qualsiasi genere: ho amato la fantascienza di Hyperion come l'horror dell'Estate della paura, ma devo dire che mi è rimasto particolarmente impresso La scomparsa dell'Erebus (acquistato dopo aver letto la recensione dell'ottimo Elvezio), che prevedo di rileggere presto.
    Lo stesso godimento me lo sta dando Drood, letto in inglese in modo da prolungare la durata della lettura.
    Concordo nel giudicarlo il migliore.

    Lbrt

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  8. C'è un post su Hyperion/Endymion in preparazione per il mio piano bar del fantastico (me l'hanno chiesto una settimana fa), ma nel frattempo...

    Io direi che Simmons ha due capacità notevoli
    . da una parte, ha chiaramente una solida frequentazione dei generi che scrive, e quindi se non ha idee originali, spesso non ne ha neanche bisogno - usa quelle degli altri.
    . dall'altra, ha (spesso) una evidente facilità di scrittura, per cui riesce a mettere giù delle trame complesse, con un sacco di personagi, senza perdere il lettore per strada, per quanto i suoi finali siano deboli.

    (per fare un esempio, in campo fantascientifico Walter Jon Williams è di tre tacche abbondanti superiore a Simmons - che però con le idee prese da Williams sforna bestseller che arrivano anche al pubblico del mainstream)

    Al suo meglio (Il Canto di Kali, The Crook factory), Simmons è un autore di primissimo livello; quando è in buona (Hyperion/Endymion) riesce a reggere anche se un po' batte in testa.
    Quando non gira (Children of the Night), si schianta sui finali, perché i finali non sono il suo forte.

    Credo che Il canto di kali sia uno dei grandi romanzi del genere orrifico. Il Perturbante, se vogliamo usare questo termine, in maniera quasi definitiva.

    Hyperion/La Caduta di Hyperion è un eccellente bignamino di tutta la fantascienza pubblicata fin lì - Simons usa tutte le idee di tutti i sottogeneri della fantascienza e li incastra in un unico universo.
    Restano un sacco di problemi irrisolti, e allora ci piazza l'inferiore (a mio parere) Endymion/L'Ascesa di Endymion.

    La recente puntata verso il mercato dei bestseller a prescindere potrebbe avere in qualche modo accentuato i difetti di Simmons (finali deboli, personaggi talvolta bidimensionali, troppa carne al fuoco).

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  9. Punto primo: Simmons sa scrivere. Ha studiato, ha fatto tutti i compiti giusti e si è dimostrato un discreto secchione.

    Punto secondo: Dan Simmons deve avere un ego smisurato. Basta veder come si accosta alla letteratura di genere, proponendone una (ri)scrittura che urla ad ogni frase, a ogni situazione, a ogni curva del plot "guarda, senza mani!".
    E spesso funziona: ti giri e lo guardi ammirato.
    Poi però, per fortuna, torni a cose più serie.

    Punto terzo: io devo a Dan Simmons la riscoperta della fantascienza. È grazie a Hyperion che ho ricominciato a leggerla dopo una decina d'anni d'astinenza.

    Punto quarto: visto quanto m'era piaciuto Hyperion ho pensato bene di leggere qualche altro libro. Nessuno mi ha fatto lo stesso effetto. Man mano che proseguivo nei tentativi di lettura mi sì è confermata sempre più solida la convinzione che Dan Simmons sia un furbastro. Uno bravissimo a riciclare cliché e stilemi classici. Uno che scrive bene, con i tempi giusti, i personaggi giusti, gli ambienti giusti. Uno che guai ad approfondire, meglio spalmare. Uno che col vuoto spinto e superficiale e tecnicamente perfetto ci riempie volumi e volumi.
    Quello che si dice un serio professionista.

    Punto quinto: Per me, in breve, Dan Simmons è l'ibrido letterario di Walt Disney e James Cameron.
    Un mostro, insomma.

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  10. Qualche mese fa sul Blog dell'Iguana ho lasciato perplesso il Mana e gli altri per mia dichiarazione sul fatto che considerassi HYPERION l'ultimo grande capolavoro della Science fiction (ed in parte lo considero ancora tale).Se non altro per la sua capacità di toccare tutte le corde del genere ed anche per l'essere riuscito ad arrivare anche al pubblico del mainstream ,senza gli eccessi ed i difetti di King.
    I suoi difetti li riconosco tutti ovviamente : incapacità di chiudere tutte le trame, finali spesso tirati via sopratutto nelle ultime opere .
    Però quando l'autore è al suo meglio come in HYPERION , SONG OF KHALI o L 'ESTATE DELLA PAURA ( che sì a me è piaciuto ) riesce a tenerti incollato alla pagina come pochi altri.

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  11. Ringrazio tutti.
    Il canto di Kali è una delle mie narrazioni preferite di sempre.

    Ovvio, lo sapete tutti o perlomeno i commentatori più affezionati, stiamo aspettando l'intervento di Marco, vero?

    :)

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  12. Ancora non ho letto nulla, ci ho messo un anno a recuperare i quattro volumi di Hyperion/Endymion...

    Per adesso sono alle prese col buon vecchio Frank Herbert

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  13. Se fosse un calciatore non sarebbe un fantasista da venticinque gol a campionato, piuttosto uno di quei centrocampisti che padroneggia benissimo i fondamentali - destro, sinistro, copertura, impostazione, attacco - con qualche colpo magistrale nelle partite che non ti aspetti...
    Una gioia per qualunque allenatore.

    Credo si trovi più a suo agio e risulti più incisivo in ambito fantascientifico.
    E, come detto da Mana, a volte si perde e sfrutta spunti di altri.
    "L'estate della paura" (impostazione kinghiana, vedi IT), per esempio, è notevole in molte parti; ma quella che spiega la questione "campana" è scritta "ad minchiam".
    Possibile che abbia chiarito ne "L'inverno della paura"?
    Comunque Simmons è stabile nella mia libreria; anzi, essendo una delle colonne contribuisce a renderla solida.

    Saluti,
    Jakken ;)

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  14. Purtroppo sono intervenuto per cancellare due commenti, fra l'altro di due frequentatori assidui di questo posto ceh mi sono molto simpatici, in quanto parlavano del Simmons privato e delle sue idee politiche.

    Spero che non ci siate rimasti male, era l'unica regola che avevo inserito a inizio post. La politica ha da sempre rovinato il fantastico italiano, qui non accadrà, qualsiasi siano le vostre convinzioni e supposte superiorità morali.

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  15. Butto lì un'idea scema - in particolare, in risposta a Nick (del quale ricordo il commento sul blog dell'Iguana) - che mi tenevo in serbo per il mio posts Hyperion.

    Io credo che tutti gli appassionati di fantascienza, da qualche parte tra il 1985 ed il 1990, abbiano immaginato di voler scrivere qualcosa come Hyperion - che mescolasse il planetary romance di Vance al cyberpunk di Gibson, all'hi-tech di W.J. Wiliams, al nascente postumanesimo, buttandoci dentro anche le intelligenze artificiali e magari con un paio di idee rubate all'animazione giapponese (le navi-albero, ad esempio).
    Io so di averlo fatto - penso di avere addirittura ancora un po' di pagine dattiloscritte in fondo ad una scatola.
    Con questo non intendo sminuire Simmons (o dire che io sono in gamba quanto lui!), ma piuttosto sottolineare come Hyperion sia un libro inevitabile, in quel particolare momento della storia del genere.
    Hyperion (e sequel) sono il prodotto inevitabile del raggiungimento di una certa massa critica della narrativa fantascientifica.
    Simmons è stato abile nel cogliere una certa zeitgeist, e metterla su carta.

    Mettiamola così - Simmons è un autore molto abile.
    Ci sono autori infinitamente più abili di lui che hanno avuto molto meno successo.

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  16. Davide: vero, anche se in realtà questa sensazione me l'ha data, più che Simmons, Vernor Vinge con lo stupendo Universo Incostante. Forse perché l'ho letto prima...

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  17. Simmons? Il più grande, IMHO. Più tardi, quando ho un po' di tempo, motivo questo mio parere.

    @Piscu e a chi non ha letto Ilios/Olympos
    Mollate tutto e procurateveli. IMHO (ovviamente) uno stacco meglio anche del ciclo di Hyperion, meno barocchi, anche se a me il barocco non dispiace affatto.

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  18. Ho letto solo Il canto di Kali e quello sui vampiri rumeni post-ceausescu, del quale non rammento il titolo.
    Il canto di Kali l'ho letto due volte. Quasi ovvio, visto il mio rapporto con l'India e tutto ciò che con Essa c'entra.
    L'ultima volta quest'estate e a un certo punto ho dovuto interromperne la (ri)lettura per il senso di angoscia e depressione che la narrazione mi comunicava.
    Come se mi stesse raccontando cose vere, accadute realmente a lui...
    Cercherò di leggere altri libri suoi.
    Orlando

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  19. Ops, chiedo venia, Elv. Colpa mia. Ho letto il titolo ed essendo un post ricorrente sono "corso" a scrivere non pensando che ci fossero "avvertenze" e dunque non leggendo l'inizio del post. Dunque ripeto più o meno quanto ho detto, restando sul letterario.

    Di Simmons ho letto molto, sebbene non tutto. E posso dire che la maggioranza delle cose sue che mi sono passate sotto gli occhi mi sono sembrate decisamente notevoli.

    Su "Hyperion" penso che non ci siano molti dubbi. E' uno dei massimi romanzi di fantascienza di sempre. E sebbene lo abbia letto ormai molti anni fa, quando penso al crucimorfo mi vengono ancora i brividi. E anche "La caduta di Hyperion" riesce a restare su livelli notevoli.

    Restando nella fantascienza, la saga di "Ilium" è notevole quanto meno per l'assoluta stravaganza della visione che rappresenta.

    Mentre "The Terror" è semplicemente un ca-po-la-vo-ro.

    L'unico suo romanzo che non ho apprezzato granché è stato "L'estate della paura", più che altro per un fastidioso sapore di deja vu e poca di quell'indiscussa originalità che contraddistingue il Simmons che piace a me.

    "Il Canto di Kali" mi manca, anche fisicamente. Nel senso che purtroppo non ho il libro. Mentre "Drood" non l'ho ancora letto.

    Se è vero che scrittori perfetti, almeno sul lungo periodo, non esistono, penso che il rapporto qualità/quantità in Simmons sia decisamente molto, molto sopra la media.

    @Davide: sul fatto che esistano autori più abili di lui, è molto probabile, anzi è certo. Però ci andrei cauto con gli avverbi. ;-)

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  20. Nessun problema, marziano enorme, apprezzo tantissimo il fatto che tu sia intervenuto di nuovo, confermi quel che già di buono pensavo, grazie.

    Oh, mi spingo più in là...
    Il Canto di Kali è nella mia top 10 di sempre di qualsiasi tipo di narrazione, proprio per quel che dice Orlando.

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  21. E ora cerco, dovrei averne due copie, se è così ne regalo una a chi non ce l'ha.

    Si trova comunque con una certa facilità fra remainders e bancarelle, solo a Genova ne avevo visti due nella stessa piazza, quella dei fasci con tutte le bancarelle dei libri...

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  22. @marziano
    A ciascuno il suo.
    C'è chi cucina benissimo i prodotti del proprio orto, e chi cucina benissimo i prodotti degli orti altrui.
    Simmons ricade in questa seconda categoria - io preferisco (in linea di massima) quelli che cascano nella prima.
    Ma non è una gara di corsa - è solo una questione di gusti.

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  23. @Elv: grazie a te. A questo punto scatta la ricerca al Canto di Kali.

    @Davide: naturalmente. Solo che, a mio avviso, la creatività è come un agriturismo. Per forza di cose c'è sempre una percentuale di prodotti che vengono da fuori.

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  24. stiamo aspettando l'intervento di Marco, vero?

    Stasera quando ho tempo dico due parole sia qui che sull'altro post. Aspettati bastonate :)

    Ovviamente su Simmons sono d'accordo con Mana, e ancor più con Iguana.

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  25. Ho stragoduto con Il Canto di Kalì (vabbè, si fa per dire, mi ha lasiato un'angoscia rara) e con Hyperion. E per quanto canonico e derivativo mi piace pure Joe Kurtz.

    Non ho invece mai letto i suoi racconti. Qualche consiglio?

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  26. mmm mi avete fatto venire voglia di leggere Hyperion, ma guardando sul sito de La Feltrinelli, è fuori catalogo (come quasi tutto di Simmons). Mi dovrò dar da fare.

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  27. Sono rimasto folgorato dal ciclo di Hyperion, a mio avviso il lavoro migliore di questo autore.
    I due libri horror l'estate e l'inverno della paura sotto le aspettative.
    Forse se li avessi letti prima di Hyperion, chissà, forse non gli avrei schifati.

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  28. L'intervento di Iguana lo sottoscrivo parola per parola.

    Ora, se qualcuno ritiene Hyperion o Harry Potter o qualsiasi cosa il suo libro della vita, non c'è nulla da dire. E' come innamorarsi - quello che troviamo di speciale è spesso un mistero per gli altri.

    Anche se mi si dice che Simmons ha una buona scrittura, è un serio professionista, fa tutto abbastanza bene, il compitino in ordine, ci posso stare. Se però si inizia a parlare di originalità, capolavoro, uno dei più importanti autori di fantascienza/fantastico degli ultimi anni, assolutamente no.

    Ah, per prevenire obiezioni: bancarelle dell'usato e il bargain bin dell' English Bookshop. Quando il prezzo scende sotto determinate soglie mi porto a casa di tutto, anche i gialli coi gatti siamesi.

    L' "originalità indiscussa". Per cominciare, i cruciformi li ho trovati in un racconto di Del Rey, lo Shrike ricorda il Generale D'Acciaio (anch' esso capace di fuga temporale) di Creatures of Light and Darkness di Zelazny (e Simmons cita Zelazny come modello/ispirazione, per cui l'ha sicuramente letto).
    Come dice Davide,Hyperion è un "bignamino". Sarò malvagio, ma non credo ci sia una singola idea o spunto in tutta l'opera di Simmons che non abbia antecedenti nella letteratura di genere, in quella "seria" o in libri di divulgazione scientifica.
    Ma questo non sarebbe in fondo un male - come dice Davide per quello che fa non ha bisogno di idee originali. Ed è vero che Simmons ha una discreta capacità di giostrare trame e personaggi - aspetti che comunque sono lungi dall'essere perfetti, perché se presti attenzione quasi mai torna tutto al 100%.
    Il problema è che non va mai in profondità, non aggiunge nulla di nuovo a nessuna delle idee che presenta (o meglio, che "cita") intelligenza artificiale, Omega Point, quant'altro. E' uno bravo a riciclare, anche a rimescolare, ma dal rimescolamento non scatta mai la scintilla, la reazione chimica fra i vari elementi che li trasforma in qualcosa di memorabile.

    Ha il successo dell'autore di bestseller, come King e altri, scrive meglio della maggioranza di loro, ma è quello l'ambito in cui deve essere giudicato.

    Ma (diceva Iguana, Ego smisurato) lui crede davvero di dire qualcosa di significativo, di essere sullo stesso livello degli autori che omaggia, da Keats a Shakespeare a Eliot.

    E qui inizia davvero a scendermi la schiuma dalla bocca. Perché se uno passa da Asimov a Hyperion a vent'anni o giù di lì, come Iguana o me a suo tempo, può anche credere che la Grande Letteratura abbia improvvisamente visitato la fantascienza. Il fatto che uno che abbia le letture di Davide, di me o Iguana oggi, o di Elvezio pensi la stessa cosa è più difficile da giustificare.

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  29. Mettiamola così - Simmons è un autore molto abile.Ci sono autori infinitamente più abili di lui che hanno avuto molto meno successo.

    Samuel Delany s'è letto tomi e tomi di storia, filosofia del linguaggio, semiotica, fisica, matematica, mitologia, letterature francese russa in lingua originale, psicologia, filosofia politica e scienze comportamentali.
    I suoi romanzi non ti strizzano l'occhio "ehi guarda che cultura, anvedi quanto ho letto" ma esplorano idee complesse in maniera brillante e originale, e continuano a rivelare nuovi significati ogni volta che li rileggi, o ci ripensi, a distanza di anni. Non c'è bisogno di pensare a Dhalgren, opera continuamente paragonata a Joyce o Pynchon: bastano Nova, Babel 17 e Empire Star, Triton, i racconti di Neveryon.

    M John Harrison può risultare ostico, anche irritante, specialmente se si parte dal paio di romanzi tradotti (non benissimo) in Italia. L'Omnibus di Viriconium racchiude romanzi e racconti su una città del lontanissimo futuro, il primo ancora una narrazione convenzionale, dal secondo in poi una serie di variazioni sul tema sempre più strane e impressionistiche.
    E' una narrazione del disordine, del degrado, dell'entropia, e ci sono rimandi (immagini, simboli, nulla di urlato) alla Waste Land di Eliot, che è tematicamente affine.
    Io (che ho fatto lingue, e tutti gli autori che Simmons cita li ho letti in originale) posso passare dalla Waste Land a Viriconium senza sentire lo scarto. E non solo io, che sono un fanboy - al livello di eleganza e precisione delle frasi per me Harrison è uno dei massimi scrittori contemporanei in lingua inglese - qualunque critico, genere o mainstream, di fronte alla sua prosa si toglie il cappello con reverenza.
    Simmons fa un ciclo di romanzi su Keats, spiega fino alla nausea quanto sia importante, popola l'universo con personaggi dalla sua vita e le sue poesie, ma riesce a comunicare attraverso la sua scrittura qualcosa di quello che rende grande Keats?
    Non ho niente contro il suo stile - buono, passaggi interessanti e quando taglia gli infodump (che ci sono eccome) anche molto efficace, e comunque funzionale al tipo di storie che scrive.
    Ma non è nulla di speciale in senso assoluto, o paragonato ai grandi stilisti che sono fioriti all'interno del genere, da Vance a Leiber a Harrison a Crowley a Disch.
    Quindi se invoca continuamente il confronto con Keats, Eliot, Dante, Nabokov, Gerard Manley Hopkins, non deve lamentarsi se le prende talmente secche da ingoiare la dentiera.

    Thomas Disch si è suicidato un paio di anni fa.
    Stava per essere sfrattato di casa, aveva avuto problemi di salute e disgrazie varie. Di uno dei suoi capolavori si dice che le rese siano state pari al 90%. Per me le sue cose migliori - On Wings of Song, 334, moltissimi racconti - sono tranquillamente al livello del meglio di Kafka, Cèline, Ballard. Grande intelligenza, ironia abrasiva, gusto del paradosso, satira a 360 gradi (anche su sè stesso, o comunque i personaggi più "vicini" all'autore), una visione nerissima e senza sconti eppure anche improvvisi flash di empatia.
    Ora, Simmons ha dedicato Olympos a Harold Bloom, alleato nella lotta contro mediocrità e risentimento.
    Al contrario di Elvezio, non sono un grande fan di Bloom, ma considerato quello che ha scritto di Stephen King o di Doris Lessing (una che ha vinto il Nobel) pagherei per leggere le sue opinioni su Simmons; mi sa che mi divertirei molto.
    In altri casi non ho bisogno di immaginazione: On Wings of Song può aver venduto dieci copie ed essere stato tradotto ultratagliato in Urania , ma è nel Canone Occidentale. Assieme, fra gli altri, a Little, Big di Crowley o Riddley Walker di Hoban. E non c'è proprio nulla da dire, perché, venti o ventimila copie, genere o meno, lontanissimi dal grande successo "mainstream" di Simmons (o King) questi sono capolavori assoluti, e non è raro trovare autori anche lontani da fantascienza o fantastico che li citano fra i loro preferiti.

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  30. Non ho ancora letto il Canto di Kali.
    Ho cercato fra le recensioni in giro, molte si sprecano in superlativi, ma sono di persone che li impiegano per tutte le sue opere.
    Le note discordanti si trovano:
    http://buonipresagi.wordpress.com/2010/12/30/i-libri-di-dicembre-2/
    Da cui sembrerebbe il solito Simmons, con pregi e difetti classici, più o meno quello che mi aspetto di trovare. Poi per carità, magari lo leggo e mi mangio il cappello.

    Però sentire Elvezio metterlo fra le sue 10 migliori narrazioni di tutti i tempi fa davvero effetto, perché - e mi conforta, lo ripeto, che Davide e Iguana dicano le stesse cose, sennò penserei davvero di essere pazzo - la profondità in Simmons io non l'ho mai trovata. Uno che col vuoto spinto e superficiale e tecnicamente perfetto ci riempie volumi e volumi : detto benissimo.


    Torno su Thomas Disch, per aggiungere due cosine. E' un autore a cui sono molto affezionato, per vari motivi. Però ad un certo punto avevo smesso di seguire il suo Livejournal, non ce la facevo più, per i discorsi che faceva su islam e immigrazione. E se il suo ultimo romanzo non fosse uscito postumo, non l'avrei comprato. Non so se Carmilla abbia presentato obiettivamente il caso di Simmons, ricordo che quando ho letto delle prime polemiche su siti in lingua inglese ero andato a vedere e mi sembra si comportasse da arrogante testa di cazzo nei confronti di chi lo criticava. Però di Simmons - al contrario di Disch - non me ne è mai importato granché e non ho investigato oltre. Una cosa è dire in questo contesto manteniamo la discussione sul piano letterario e non parliamo di politica. Altra cosa è dire che Simmons ha subito un attacco vergognoso per le sue idee politiche o aver espresso delle opinioni. Non è un prigioniero di coscienza in carcere a Cuba o in Birmania: è uno che è salito su un pulpito ed ha detto cose pesanti e indiscriminate su intere categorie di persone. Tutti hanno il diritto di saperlo e decidere di conseguenza, e da me soldi non gli arrivano. Punto.

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  31. Che bella serie di interventi, marco (lascio l'ultimo anche se a rigore dovrei cancellarlo, ma sarebbe un peccato).

    Secondo me stiamo comuqnue un po' tutti dimenticando che si parla (quasi sempre, a parte alcuni autori rarissimi nella storia) di produzioni pop.

    Questo mi piace di Simmons, che all'interno del pop suona bene il pop. A me delle idee originali non importa una sega o quasi, anche perché a risalire la catena dell'originalità i meriti, boh, chissà dove stanno.

    Avevo fatto questo esempio tempo fa, è come, chessò, ascoltare un disco di Bob Dylan e apprezzarlo, sapendo però in ogni istante che è roba pop e via lì, non puoi aspettarti più di tanto.

    Poi, figurati, io mi sono giocato libri gratis e disponibilità di interviste da una casa editrice stroncando senza se e senza ma un romanzo di Simmons, hai voglia a identificarmi come suo fan.

    Mi piace molto Kali proprio perchè esprime alla perfezione come mi sento ogni giorno, perlomeno in parte in quanto gli manca il timore di Pan che io invece ho, ma non potrei mai metterlo accanto anche solo a, boh, Sam Shepard, per dirti e per non citare i primini della classe che è troppo sbanfo...

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  32. Oh se ti mangi il cappello dimmelo che ti porto il sale, sbaraquack!

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  33. "Avevo fatto questo esempio tempo fa, è come, chessò, ascoltare un disco di Bob Dylan e apprezzarlo, sapendo però in ogni istante che è roba pop e via lì, non puoi aspettarti più di tanto."

    Elvezio, scusa, ma questo non è esattamente contro quello che sostieni di solito? Che scatole, scatoline e scatolette sono tassonomia commerciale e non contano, conta solo la qualità (o meno) del libro/disco/gorilla imbalsamato? Forse ho capito male, ma allora a quel punto quando prendi le giuste distanze sia dal fandom horror sia dai criticahorror paludati... beh, alla luce di questo ultimo commento, non ci capisco più un cazzo.

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  34. Non ho letto molto di Simmons, ma l'unico romanzo davvero da "vuoto spinto" che mi viene in mente è Gli uomini vuoti - noioso, inconsistente e pure saccente. Ho letto poi Il Canto di Kali, Hyperion, La Caduta di Hyperion e La scomparsa dell'Erebus. Ora, io con questi libri ho provato dei sentimenti molto intensi: paura, meraviglia, commozione, angoscia, e pacchi di preoccupazione/stima/compassione/amicizia per i personaggi delle vicende. Ora voi mi dite che è tutto stile (hai ragione Iguana, ogni tanto lo si sente dire "ehi, senza mani!" lol) e "vuoto spinto e superficiale", e la cosa mi stupisce davvero moltissimo. Ma mi rallegra, perché immagino che significhi che esistono molti autori, in giro, capaci di far provare emozioni ancora più intense, e ciò è bellissimo, no?

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  35. (a proposito Marco, è un periodo in cui ho bisogno di letture poco impegnative e sono totalmente presa dall'adorazione per la mia gatta: mi consiglieresti un giallo coi gatti siamesi?)

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  36. Cercherò di spiegarmi meglio. Si tratta esattamente di quello che dici tu, devi valutare il singolo, la singola opera o il singolo autore e porlo in un'agone unica osservandone capacità e qualità.

    Dan Simmons è ottimo secondo me nel fare quello che fa, ovvero, per dirla come altri che hanno commentato, a compendiare e bignaminizzare, nel consolare, appunto, che è la caratteristica del pop, ma non bisogna mai dimenticare che, appunto, oltre quello non fa.
    Ma in quello è un grande, no?
    Ci sono altri che in quello non sono bravi come lui.

    Il che mi pare sia più efficace rispetto a qualcuno che pretende di fare di più e fallisce, spero di essermi spiegato meglio.

    Marco però sostiene che Simmons si ritenga al livello degli autori che omaggia, che sono tutto fuorché consolanti e bignamizzanti.

    Ecco, questo non so dirlo (e non so come si possa dirlo, esistono interviste? suoi pezzi in cui lo afferma?)e se devo dire qualcosa allora no, non lo avverto, ma se così fosse beh allora fallirebbe e di molto, perché gli mancherebbe la consapevolezza.

    Così come sbaglieremmo noi a pretendere chissà cosa di più, conoscendo il suo modo di giocare e pescare. Il che, bada, è be diverso dal parlare di generi sì o no eh, si tratta di consapevolezza dei propri mezzi e limiti.

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  37. E per chiarire ancora meglio con un esempio "assurdo": se Keats fosse vivo e provasse a fare il gioco di Simmons potrebbe anche fallire miseramente.
    King tenta lo stesso gioco di Simmons e non ce la fa quasi mai rispetto a lui.
    Quando uno però riesce a fare benissimo il suo gioco, lo reputo alto tanto quanto i massimi.
    In questo ahimè ci sono molti che non la pensano così, per Bloom per esempio l'originalità e un valore importantissimo, principale.
    Per me no, non sempre, non comunque, non a ogni costo.

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  38. Ecco perchè ritengo Dylan un grandissimo in quello che fa.
    E io invece un disastro a spiegarmi, uff.

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  39. Per prima cosa volevo dire che io da grande voglio saperne e scriverne come Marco. Ecco.

    Poi volevo aggiungere che volevo anch'io un consiglio da Marco su un giallo coi gatti siamesi. Oh… se non sono siamesi va bene uguale, eh!

    Detto questo volevo dire al padrone di casa che valutare un testo dalle dichiarazioni d'intenti o dalle spiegazioni dell'autore mi pare sia un approccio metodologicamente sbagliato, almeno per quanto riguarda la comprensione e l'effetto della tal opera sul tal lettore. (poi certo, se si fa un discorso di storia della letteratura o di studio del singolo autore magari è anche valido).

    Voglio dire che la qualità e il valore del dato romanzo dovrebbe essere valutata tenendo come riferimento unicamente il testo letto, che dovrebbe poter vivere di vita propria a prescindere dall'opinione dell'omino o dalla donnina che l'ha composto.

    Per tornare a Simmons, il suo fallimento sta proprio nel suo presunto omaggio a grandi autori. Come scrive Marco, in Hyperion c'è un gran sfoggio di riferimento Keatsiani, ma è l'anima di Keats che manca. Quello che invece si avverte è l'ambizione di scrivere a certe altezze (o meglio, di raggiungere certe profondità) quando invece quello che ci ritrovi è solo un'ottima costruzione narrativa, che giunto in fondo ti lascia esattamente come ti ha trovato.
    È questo che personalmente trovo irritante (e ribadisco, a me Hyperion è piaciuto!) in Simmons.

    (Ah… non ho letto Il canto di Kali, mi son fermato ai due Hyperion, a I figli della paura, a Vulcano, a Il grande amante (Lovedeath))

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  40. L'ho già raccontato altre volte.
    Per l'esame di maturità, all'orale, quel vecchio idiota dell'esaminatore di inglese mi fece tradurre tutta l'Ode on a Grecian Urn, di John Keats, a secco, senza vocabolario.
    E poi si incazzò perché gliela avevo tradotta conservando la metrica.
    Voleva segarmi, il porco.
    Io John Keats l'ho sempre trovato un gran rompiballe (preferisco John Donne, fatemi causa).
    Che non ci sia l'animaccia sua, in Simmons, non è che me ne freghi poi granché.
    Il fatto è che non c'è l'anima di Simmons, in Hyperion - o in nessuna altro suo lavoro che io abbia letto, salvo forse Kali.

    Sulla questione della valutazione dell'opera di chicchessia, io sottoscrivo la scuola di Roger Ebert - se valuto Spiderman, il film, lo valuto rispetto a Batman, non a La Sottile Linea Rossa.
    Poi, tutti e tre i film possono avere una buona o una cattiva fotografia, una buona o una cattiva colonna sonora.
    E ciascun elemento lo posso, se voglio, valutare singolarmente.
    Ma se considero l'opera in toto, devo considerarla nel contesto del suo "genere" (usando questo termine nella sua accezione più lata), non nel contesto della cinematografia universale.
    Stessa cosa per i libri.
    Non ha senso chiedere se va più veloce il treno o è più buono il cioccolato.

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  41. Sono io che invidio Iguana, perché per dire quello che lui dice in poche frasi devo fare il giro del mondo tre volte.

    L'importanza dell'originalità dipende da caso a caso. Se un romanzo di fantascienza gioca anche la carta sense of wonder, il sapere che idee o immagini sono state già sfruttate da altri, magari meno capaci nella scrittura o nel tratteggiare personaggi credibili, ma che quelle cose le sviluppavano più a fondo, incide sul giudizio.

    Anche a me è piaciuto Hyperion, e probabilmente rimane la cosa migliore di lui che ho letto. Però quando sul blog di Iguana s'è discusso dei migliori romanzi di fantascienza degli ultimi 20 anni nè io nè lui l'abbiamo incluso, senza rimpianti. E' difficile fare paragoni fra autori con interessi e punti di forza diversi, però ad esempio Jon Courtenay Grimwood e Ian McDonald non sono molto distanti da lui.
    La fantascienza è un po' più vicina a noi, ma ci sono grandi scenari, molteplicità di personaggi, buona scrittura e gestione delle storie. Sono due autori a cui presto attenzione; Simmons lo posso anche leggere con piacere se lo trovo usato, ma lascia il tempo che trova. In campo horror/perturbante non saprei chi gli assomiglia, non è genere di cui sia così esperto.

    Poi come ho detto le sensazioni sono anche questione dell'alchimia fra libro e lettore.

    I gialli di cui parlavo sono quelli di Lilian Jackson Braun. I primi sono ancora... si lasciano leggere, via. Devo avvertirvi però che sono sessisti: il gatto maschio punta ripetutamente la zampina verso gli indizi fino a quando lo stupido investigatore non capisce, la femmina pensa solo a leccarsi, strusciarsi e tirare strilli quando ha fame.

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  42. Ah, Lilian Jackson Braun...Come si chiama il protagonista? Quillian?

    Credo che tralasciate (azz...i congiuntivi strani) un punto da non trascurare, invece: Simmons è un insegnante e lo è stato prima di fare lo scrittore a tempo pieno.
    Ecco qua, credo, l'origine di tante citazioni ed il gusto non di rado sforzato di strizzare l'occhio alla cultura del lettore.
    Visto che ho avuto la fortuna di avere una famiglia che mi ha fatto studiare, magari mi ci diverto pure io, però non credo che siano dei pregi, soprattutto in uno scrittore pop, come dice Eivezio.
    Il canto di Kali (che però ho letto tanti anni fa) questi difetti non ce li ha, e tocca direttamente le corde dell'emozione. Ricordo che è uno dei pochi libri che mi ha veramente fatto venire la pelle d'oca.
    Ilios/Olympos sono due romanzi meno ambiziosi di Hyperion, venati da una piacevole ironia e con personaggi delineati a puntino (come si a dimenticare Elena, o Pentesilea?).
    Questo è il Simmons che preferisco. Hyperion è un affresco grandioso e lo apprezzato, con altre cose come Darwin's Law ho passato ore piacevoli.
    Le grazie al cielo poche cose di Joe Kurz le trovo al limite della leggibilità.
    D'altra parte non si può essere sempre all'altezza, per fare un altro esempio di scrittore fortunato, Frank Wilson ha saputo produrre cose che a me sembrano eccellenti, come il primo Repairman Jack e Midnight Mass, ma anche minestroni melensi come Legacies.

    Ah...Keats non lo sopporto proprio.

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  43. Qwilleran. Colla w. Trovava qualcuno a cui ripeterlo ogni volta, così un paio di righe di dialogo erano già pronte. Quando ha ereditato tutti quei miliardi ed ha iniziato a scrivere articoletti per il giornale locale e ogni singola persona gli diceva che leggeva solo quelli e gli faceva i complimenti la qualità ha iniziato ad andare a picco.
    Ci sono due categorie di persone in quei romanzi: quelli che amano i gatti e gli assassini.

    Keats non è il mio preferito, ma non mi dispiace. Mi piacciono molto T.S. Eliot e Gerard Manley Hopkins che Simmons ha omaggiato (!) con The Hollow Man (Gli uomini vuoti) e Carrion Comfort (Danza Macabra).

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  44. ... Marco, io pensavo che scherzassi. Sui gialli coi gatti siamesi, intendo. Mi si apre un mondo che era opportuno rimanesse chiuso.

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  45. Scusa, Elvezio, non so quando leggerai questo commento, ma anche il tuo discorso sul pop e il paragone con Bob Dylan mi è rimasto un po' qui. Simmons non è il tipo che ti arriva al cuore con voce e chitarra: caso mai è un gruppo arena rock, ottimo tecnicamente, fa tutto abbastanza bene senza che nessun aspetto si stagli nettamente, riempie gli stadi e se sei uno di quelli a cui piace farai ondeggiare l'accendino durante i ritornelli.
    Tipo la Dave Matthews Band. Non Bob Dylan o i Clash o i Beatles o Frank Zappa o i King Crimson o gli Steely Dan. Poi non c'è nulla di male se la DMB è il tuo gruppo preferito, o se i pregi di ognuno degli altri uno li vede come difetti : qui fra tutti abbiamo detto, no, che Dylan è una lagna, i Beatles sono melensi, Zappa fa due palle così, gli Steely Dan sono insopportabili.
    Ma la Dave Matthews Band rimane la Dave Matthews Band.

    Irene
    Se vuoi gialli leggeri ma ben fatti e divertenti, prova a vedere se trovi sulle bancarelle quelli di Edmund Crispin, tipo La Morte nel Villaggio o il Negozio Fantasma.

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  46. @ marcoi: per te.
    A me Simmons in molte pagine mi è arrivato dritto al cuore, non vedo come tu possa negare questo accadimento mio personale.

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  47. Se mi dici che il paragone si basa sul fatto che Dan Simmons ti è arrivato dritto al cuore e Bob Dylan ti è arrivato dritto al cuore non ho nulla da dire, ovviamente. Ho detto tre volte che c'è un aspetto del tutto personale e irriducibile, come l'innamoramento.
    Se si paragonano i rispettivi approcci/strategie messi in atto nei due diversi campi non lo vedo molto.
    - sì, sono un rompiballe che vuole sempre avere l'ultima parola. Adesso vai a scrivere ;-)

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  48. Ecco, grazie Marco di avermi ricordato Carrion Comfort, altro gran bel novel e, se non sbaglio, uno dei primi scritti da Simmons.
    Se si fa il confronto con Mind Parasites di Colin Wilson si vede, credo, come un tema in fondo simile possa essere trattato da un narratore in gamba o da un decente professionista.
    Non ci sono denti a punta o mantelli svolazzanti, ma dopo aver letto Carrion non si può pensare ai vampiri allo stesso modo di prima.

    E' più o meno la stessa esperienza che ho provato dopo il Renfield della Hambly (grande scrittrice, per me, da rimpiangere), che mi piace mettere a confronto con uno qualsiasi degli ignobili polpettoni della Rice.

    A proposito di intervista col vampiro, ma vi ricordate come i truccatori, per far fare la faccia feroce a Cruise, che di faccia ne ha una sola per tutte le situazioni e le stagioni, gli misero un "ferretto" tra labbra e gengive? Quando lo vidi sono caduto letteralmente dalla poltrona dal ridere, dico sul serio.
    Chi lo avrebbe detto che dopo twilight avremmo quasi quasi rimpianto QUEI vampiri...

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  49. "Chi lo avrebbe detto che dopo twilight avremmo quasi quasi rimpianto QUEI vampiri... "

    Mai parole più sacrosante. Davvero.

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  50. E tanto per rimanere in qualche modo in tema, qualche tempo fa mi sono fatto una ricercuccia su chi scrive di vampiri negli States.
    Madonnasanta! Non so se avete presente quello che ho trovato.
    Per sintetizzare:
    90% sono donne che pubblicano con buon successo commerciale su collane tipo Harlequin (quello che da noi è Harmony, per chi non lo sapesse), insomma roba da edicola, più o meno.
    Il sesso è un tema d'obbligo, più stracciato e trasgressivo è, tanto meglio. Il limite del porno è superato non di rado.
    C'è un filone, un po' secondario ma non poi tanto, di scrittori omosex (e ovviamente scrivono di vampiri omofili).
    Le autrici sono in stragrande maggioranza floride quaranta-cinquantenni, coniugate, con prole e gatti (ricca messse di foto sui siti).
    Il livello medio della scrittura è, neanche a dirlo, infimo; ho esaminato, senza mai arrivare a completare la lettura di un testo, oltre 250 autrici/autori.
    Almeno una ha, o aveva, un sito osè, con foto di lei stessa softcore. Anche lei comunque pubblicata, recensita e probabilmente vendente copie.
    Il genere, con questi proviso, gode di straordinaria buona salute da quelle parti.
    Se vi fa piacere ne riparliamo, ma credo sia meglio dedicarsi ad altre cose.

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  51. Esco anche io dalla lurker zone.
    Saluto l'autore del blog e i lettori.
    Complimenti per la trasmissione.

    I've got a man-crush for Dan Simmons.
    Mi piace come scrive, mi piacciono le trovate.

    Il ciclo di Hyperion/Endimion tocca vette altissime, anche se non sempre è "perfetto".

    Ilium/Olympos è stupendissimo.

    Ne ho letto un altro sulla banalità dell'orrore, una reinterpretazione del mito di Dracula, piacevole ma niente di straordinario.

    Ho letto da poco The Terror che è ammirevole nella sua maniacalità e approfondimento di ricerca.

    Sicuramente un grande.

    Per le idee politiche... onestamente non so, e non mi interessa.

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  52. @NW:Sono gli stessi grotteschi esiti in cui mi sono imbattuto l'anno scorso facendo ricerche.
    L'attuale vampiro se non è un clone di Twilight è una specie di decadente sessualmente ambiguo.L'elemento perturbante è andato a farsi benedire tranne poche eccezioni.In lingua originale ti consiglio "Descendant" di Graham Masterton che mischia abilmente spionaggio, Seconda guerra mondiale e vampirismo. (in particolare lo strigoi,il non-morto del folclore rumeno) Il vampirologo che ride

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  53. Letti tre : I figli della paura, L’ estate della paura e l’ Erebus. In pratica un crescendo. Del primo ricordo l’ intelligenza della rivisitazione “scientifica” dei vampiri e la meticolosa descrizione della Romania post Ceausescu (e del suo squallore). Ho pensato che l’ autore doveva esserci stato. Il secondo ha dei momenti formidabili e anche se il mondo dei ragazzi non ha il fascino di Derry e dei Barren (It), la figura di Duane ( sempre con la felpa addosso anche a trenta gradi ..) è indimenticabile. L’ Erebus è misterioso e bellissimo. Anche qui la ricostruzione storica è incredibile. Simmons sembra poi provare un segreto piacere nell’ enumerare nomi e oggetti quasi diventassero più realistici e tangibili per il lettore. Si compiace in pieno del mondo che ha creato. Ma è bravo in maniera impressionante. Poi al realismo aggiunge il tocco horror (la Creatura) sempre in agguato a dare il colpo di grazia ai malcapitati. Non sai bene cosa stai leggendo ma ti affascina. E la fine è un tripudio onirico. Chapeau.

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  54. Io devo recuperare Ilium/Olympos, mi sa che li sposterò in alto nelle priorità di lettura viste le lodi...

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  55. @ Elvezio
    Fallo, fallo, non sarai deluso, è come leggere un altro Hyperion senza alcune lungaggini che a volte spiacciono (tipo l'insistere sulla presunta dabbenaggine del predestinato Endymion). A mio parere però non tocca le vette di Kali e Carrion, che giudico le cose migliori che ha scritto, almeno tra quelle che conosco.

    @vampirologo che ride
    grazie, Masterton coglie nel segno quasi sempre (è un cognome felice, mi piace anche Andrew, btw).
    I figli della paura è un'ottima cosa, purtroppo ai miei occhi viziata dal fatto che lo lessi per la prima volta in un'insipida traduzione proposta da Urania, un bel po' di annetti fa. L'originale però è notevole, come ho scoperto dopo.
    Le copertine di questi "nuovi vampiri" meriterebbero un posto a parte... nella spazzatura.

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  56. Se raggiunge le vette di Kali allora lo sposto in cima.

    Comunque devo ammettere che nei confronti dei nuovi vampiri provo un certo disagio che riflette un discorso molto più generale che sto cercando di affrontare in un difficile post che sto scrivendo per una testata e che riguarda in genere il declino di certa cultura pop-geek-nerd-otaku e le differenti modalità di consumo dettate da Internet e penso che un po' i vmapiri c'entrino, seppur in periferia (ma come si fa a centrare in periferia, apostrofo o meno???).

    Magari linko questo sabato.

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  57. con prole e gatti

    scusate, ma è qui il problema, no? quando mai un amante dei gatti ha scritto qualcosa di decente ? Appena uno prende un gatto lo vedi subito che rimbambisce e bigibigi e siediti sulle ginocchia, e te la dò la grattatina al pancino si che te la do la grattatina al pancino, e la scrittura va a farsi benedire :)

    Tornando in tema, invece, Jon Courtenay Grimwood, che ho citato sopra come ottimo (imho) autore "pop" : questa è la copertina del libro appena uscito
    Warning : Vampiro Gnokko
    Giuro che quando l'ha annunciato gli ho scritto sul blog che si era venduto per la pagnotta (lui dice che non è come sembra, ma io continuo a non fidarmi)

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  58. Beh ma ovvio, se uno dice "non è come sembra" allora è come sembra.
    Come quando si iniziano i discorsi con "sinceramente" o "a dire il vero", ma perchè, di solito quindi conti balle?

    Sul fatto dei gatti è TROPPO vero infatti io la mia preferisco odiarla e disprezzarla con una guerra quotidiano che comunque vince lei sempre.

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  59. Eeeh, e questa sarebbe una copertina con vampiro gnocco, non hai ancora visto tutto...
    Qual è quel film dove il tenente di polizia dice al suo amico e sottoposto:
    "...basta, ti presento mia cognata, tette grosse, niente figli, niente gatti"
    ok ok, non sponsorizzo la battuta maschilista, ma vorrei che voi pozzi di sapere mi aiutaste a ricordare il titolo del film (forse 48mo distretto?).

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  60. Certo che prima di giudicare toccherebbe leggerlo, ma:
    efebo in copertina + ambientazione veneziana + serie "Assassini"
    eh, insomma, gli indizi di colpevolezza si accumulano.

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  61. Mi spiace, ma per i film devi aspettare Elvezio o Davide. Io mi fermo a letteratura e musica.

    efebo in copertina + ambientazione veneziana + serie "Assassini"

    E' quello che gli ho detto io :)
    Una delle cose in cui lui è davvero bravo è l'ambientazione, Medio Oriente, Tokyo o San Francisco che sia, per cui sicuramente non sarà una Venezia da cartolina.
    Non credo sia la catastrofe che sembra a prima vista, e questa intervista è interessante, comunque aspetterò un po' prima di fare la prova.


    Ma ripeto, lui merita, qui ci sono brevi recensioni di Iguana alla trilogia arabesca, dall'ultimo al primo scorrendo la pagina verso il basso, guarda un po' se ti stuzzicano l'appetito.

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  62. Sai che hai proprio ragione, marco. L'intervista ribalta la prima impressione. D'altra parte conosco il mondo degli illustratori (da giovane ho fatto il "negro" per qualche tempo), e non ci sono vie di mezzo, o sono grandi o sono nefasti. Magari è responsabilità piena di chi ha usato i pennelli e di un editore becero. Vedremo...
    O bè, e poi sono curioso, ho vissuto alcuni anni a Venezia e la conosco bene, e i suoi accenni descrittivi sono appropriati.

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  63. Sì, però, in tema di citazioni Shakeasperiane, quel "Lady Giulietta" lì, nell'intervista, sarà proprio un caso? :)
    Penso il concept sia quello della tragedia fantasy - con intrighi, accoltellamenti, avvelenamenti, un pò di magia ma nulla di spettacolare perché il mondo deve rimanere sostanzialmente "storico" - ma un accenno di storia d'amore col vampiro c'è di sicuro (anche se spero non verrà svolto esattamente come in un romanzo rosa) che se glielo comprano anche le fan di Twilight al suo conto in banca non dispiacerà

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  64. @Marco

    quando mai un amante dei gatti ha scritto qualcosa di decente ?

    Fritz Leiber - Space-time for Springers.

    Un paio d'anni or sono ho pubblicato un dotto saggio, negli USA, sulle storie di gatti di Fritz Leiber, intitolato "Thank God They’re on Our Side (I Think): The Cat as Alien in Fritz Leiber’s Fiction".

    Ma posso citare una mezza dozzina di altri autori aleurofili - da H.P. Lovecraft a Bob Heinlein, a Walter Jon Williams (che è meglio di Simmons) a Liz Williams (che è pure neopagana)...

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  65. Quindi ai Williams piacciono i gatti... Walter l'avevo perso di vista, me lo ricordo nel periodo cyberpunk, e mi piaceva. Liz non la conoscevo, my fault.
    Se non sbaglio uno dei personaggi di Leiber è il Gray Mouser, che è abbastanza umano, ma si comporta gattescamente. Simpatica miniserie del grande Fritz.

    OT Davide, la soddisfi la mia curiosità di due-tre commenti fa?

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  66. Strano, la mia risposta non è apparsa, riprovo

    Davide, mi meraviglio di te. Era un tentativo di subdola guerriglia psicologica nei confronti di Elvezio, lo sai che gatti percolano spesso anche nei romanzi del mio autore preferito, anzi ha pure scritto storie gattesche dietro pseudonimo...

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  67. @nw
    Non riesco a individuare il film, anche se la citazione mi suona familiare.

    Riguardo ai Williams...
    Di W.J. suggerisco Aristoi (che uscì anche in Italiano) e il recente Implied Spaces.

    Liz Williams è una giovane ma agguerritissima autrice inglese di SF e horror con un gran bel catalogo.
    È anche la donna che causò la caduta del governo del Kazakistan nel 2000.
    Consigliatissima.
    http://en.wikipedia.org/wiki/Liz_Williams

    @Marco
    Niente provocazioni, giochetti o guerriglie.
    Noi amanti dei gatti certe cose le prendiamo sul serio.

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  68. Pensate che io gioco a Warcraft con la mia gatta sulla spalla sinistra...
    E ci cucino pure, scende giù solo quando faccio i soffritti.

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  69. @Davide
    Sai che ho paura che sia uno dei Callaghan, forse il secondo?

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  70. @nw
    Saltando da un post all'altro - non sono abbastanza geek da ricordare a memoria i dialoghi dei vari Dirty Harry.
    Ma sono geek-snob abbastanza da dire Dirty Harry e non Callaghan :-P

    Ma... e se fosse L'Uomo nel Mirino?

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  71. Mi spiace, non riesco a parlare "per gli iniziati", e mi hanno detto di tutto, ma snob mai...

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  72. Per me il massimo è il suo Danza Macabra (Carrion Comfort)

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