giovedì 6 gennaio 2011

Classifica Amazon Best Seller Horror


Riprendo le trasmissioni con due post che fanno riferimento a classifiche e diagrammi tanto per iniziare in alleggerimento il nuovo anno.
Nella settimana prossima arriveranno le recensioni (gli altri due racconti dell'ultimo King e altra roba ancora, non ho certo dimenticato).
Odio dover usare nel titolo la parola “Horror” ma quella è l'etichetta che usano su Amazon.it e non vedo per quale motivo dovrei alterarla.
Queste sono le prime cento posizioni di Amazon.it per quanto riguarda il loro venduto, prese alle 17.00 di mercoledì 5 gennaio 2011.

Credo che, pur non avendo valore enorme, una classifica come questa rifletta in maniera adeguata come vengono trattate certe narrazioni nel nostro Paese. E purtroppo il problema non è tanto nei pochissimi italiani presenti su 100 posizioni (Vergnani, Cortini-Moretti e Melodia, mi pare, correggetemi se ce ne sono altri, ho scorso la lista in fretta) quanto, spero sia evidente, quello della qualità.

Vampiri, qualche classico e King a fiotti e fiumi, a partire dalla prima posizione occupata dal suo ultimo aborto.

Immaginate di essere islandesi e amanti del buon vino, con la vostra nazione che si ostina a importare dall'Italia e dalla Francia un po' di Tavernello e altri liquami simili.
Cosa fare?

Lamentarsi perché ci sono pochissime serre sul territorio nazionale che producono pochi ettolitri di vino, spesso di qualità dubbia?
Lamentarsi che gli importatori di vino sono dei cerebrolesi che pensano a spacciare (quasi) solo enormi quantità di metanolo perché tanto a che serve sbattersi se comunque agli islandesi piace pure la benzina ad alti ottani?
Oppure farsi furbi e contattare (con mille metodi: amici che viaggiano, pacchi internazionali, ordini sui siti, gruppi d'acquisto e bla bla bla) direttamente Italia e Francia per reperire casse e casse di buon vino?

Lo so, le prime due vie sono le più facili e creano anche cassa di risonanza e ci fai pure la figura del figo, un po' come firmare appelli in giro per le più varie cause, mentre la terza via è un po' più uno sbattimento, ma credo che sia la migliore.

Oltretutto facendo arrivare più vino buono dall'Italia i pochissimi viticoltori islandesi potrebbero imparare qualche trucco in più e procedere a sfornare loro stessi del vino migliore: ok, magari sempre poco e con fatica, ma migliore.

Domani parliamo di una brutta malattia, la sequelite emorragica, nel frattempo eccovi la carta dei vini: buone bevute a tutti quanti.

1) Notte buia, niente stelle
Stephen King (Autore), Wu Ming I (Traduttore)

Tutti i romanzi e i racconti. Ediz. integrale (Grandi tascabili economici.I mammut)
Howard P. Lovecraft (Autore), G. Pilo (Redattore), S. Fusco (Redattore)

Il bacio perduto (Narrativa)
Lara Adrian (Autore), G. Giorgi (Traduttore)

Apocalisse Z (Narrativa Nord)
Manel Loureiro (Autore), C. Marinelli (Traduttore)

Twilight (Lain)
Stephenie Meyer (Autore), L. Fusari (Traduttore)

Torment
Lauren Kate (Autore), S. Daniele (Traduttore)

L'estate della paura
Dan Simmons (Autore), A. Guarnieri (Traduttore)

The dome (Serial)
Stephen King (Autore), T. Dobner (Traduttore)

Senso. La confraternita del pugnale nero:
J. R. Ward (Autore)

Eclipse (Lain)
Stephenie Meyer (Autore), L. Fusari (Traduttore), F. D'Alessio (Traduttore), C. Marmugi (Traduttore)

New moon (Lain)
Stephenie Meyer (Autore), L. Fusari (Traduttore)

La chiamata dei tre. La torre nera: 2 (Paperback)
Stephen King (Autore), T. Dobner (Traduttore)

La sfera nel buio. La torre nera: 4 (Paperback)
Stephen King (Autore), T. Dobner (Traduttore)

I diari delle streghe (Grandi tascabili contemporanei)
Lisa J. Smith (Autore), P. Falcone (Traduttore), A. Bibbò (Traduttore)

Io voglio. Angeli caduti: 1 (HD)
J. R. Ward (Autore), I. Katerinov (Traduttore)

Fallen
Lauren Kate (Autore), S. Daniele (Traduttore)

Il risveglio. Il diario del vampiro (Nuova narrativa Newton)
Lisa J. Smith (Autore), V. Gorla (Traduttore)

L'ultimo cavaliere. La torre nera: 1 (Paperback)
Stephen King (Autore), M. Whelan (Illustratore), T. Dobner (Traduttore)

Terre desolate. La torre nera: 3 (Paperback)
Stephen King (Autore), T. Dobner (Traduttore)

I lupi del Calla. La torre nera: 5 (Paperback)
Stephen King (Autore), B. Wrightson (Illustratore), T. Dobner (Traduttore)

La torre nera. La torre nera: 7 (Paperback)
Stephen King (Autore), M. Whelan (Illustratore), T. Dobner (Traduttore)

La canzone di Susannah. La torre nera: 6 (Paperback)
Stephen King (Autore), D. Anderson (Illustratore), T. Dobner (Traduttore)

Dark pleasure (Narrativa)
Kresley Cole (Autore), L. Canu (Traduttore)

La nascita del pistolero. La torre nera
Stephen King (Autore), J. Lee (Illustratore), R. Isanove (Illustratore), P. P. Ronchetti (Traduttore)

Dracula in love (Narratori stranieri Bompiani)
Karen Essex (Autore), A. Cristofori (Traduttore)

Il gioco proibito. L'inseguimento (Vertigo)
Lisa J. Smith (Autore), M. Faccia (Traduttore)

I vendicatori (Super bestseller)
Stephen King (Autore)

La scomparsa dell'Erebus (Omnibus)
Dan Simmons (Autore), G. L. Staffilano (Traduttore)

La lotta. Il diario del vampiro (Nuova narrativa Newton)
Lisa J. Smith (Autore), D. Di Falco (Traduttore)

Il bizzarro museo degli orrori (Vertigo)
Dan Rhodes (Autore), D. Restani (Traduttore)

World war Z. La guerra mondiale degli zombi (Cooper storie)
Max Brooks (Autore), N. Giugliano (Traduttore)

Il bacio cremisi (Narrativa)
Lara Adrian (Autore), G. Giorgi (Traduttore)

Il risveglio. La confraternita del pugnale nero: 1 (HD)
J. R. Ward (Autore), P. Pianalto (Traduttore)

Il risveglio. Il diario del vampiro (Newton Pocket)
Lisa J. Smith (Autore), V. Gorla (Traduttore)

Shining (Tascabili. Best Seller)
Stephen King (Autore), A. Dell'Orto (Traduttore)

L'angelo della finestra d'Occidente (Gli Adelphi)
Gustav Meyrink (Autore), D. Sassi (Traduttore), G. Drago (Traduttore)

Il trentaseiesimo giusto (Nuovi incubi)
Claudio Vergnani (Autore)

Il bacio del vampiro (Nuova narrativa Newton)
Colleen Gleason (Autore), R. Lanzi (Traduttore)

Strani luoghi. Hellboy: 6 (B&W)
Mike Mignola (Autore), Cary Grazzini (Autore), Dave Stewart (Autore), A. Danesi (Redattore), M. Rizzo (Traduttore)

Torno a prenderti (Super bestseller)
Stephen King (Autore)

Il club dei morti (Lain)
Charlaine Harris (Autore), A. Guarnieri (Traduttore)

Breaking dawn (Lain)
Stephenie Meyer (Autore), L. Fusari (Traduttore)

La battaglia di Jericho Hill. La torre nera
Stephen King (Autore), P. P. Ronchetti (Traduttore)

Vex e Kalix. La maledizione delle ragazze lupo (Lain)
Martin Millar (Autore), M. Astolfi (Traduttore), L. Olivieri (Traduttore)

Orgoglio e pregiudizio e zombie (Narrativa Nord)
Seth Grahame-Smith (Autore), Jane Austen (Autore), I. Maranesi (Traduttore), R. Zuppet (Traduttore)

La furia. II diario del vampiro (Nuova narrativa Newton)
Lisa J. Smith (Autore), D. Di Falco (Traduttore)

L'ombra del male. Il diario del vampiro (Nuova narrativa Newton)
Lisa J. Smith (Autore), M. Amodio (Traduttore)

L'anima nera. Il diario del vampiro (Nuova narrativa Newton)
Lisa J. Smith (Autore), M. Amodio (Traduttore)

Il ritorno. Il diario del vampiro (Nuova narrativa Newton)
Lisa J. Smith (Autore), R. Prencipe (Traduttore)

L'ombra dello scorpione. Captain Trips (Illustrati)
Stephen King (Autore), Mike Perkins (Autore), C. Prosperi (Traduttore)

La casa d'inferno (Gli aceri)
Richard Matheson (Autore)

Il circo dei dannati (Teadue)
Laurell K. Hamilton (Autore), A. Zabini (Traduttore)

La messa nera. Il diario del vampiro (Nuova narrativa Newton)
Lisa J. Smith (Autore), D. Di Falco (Traduttore)

Shadowland. Gli immortali (Teens)
Alyson Noël (Autore), S. Quadrelli (Traduttore)

Cerulean sins (Narrativa Nord)
Laurell K. Hamilton (Autore), A. Zabini (Traduttore)

Porpora. La confraternita del pugnale nero: 3 (HD)
J. R. Ward (Autore)

Scende la notte. Il diario del vampiro (Nuova narrativa Newton)
Lisa J. Smith (Autore), R. Prencipe (Traduttore)

Hunted. La casa della notte (Narrativa Nord)
P. C. Cast (Autore), Kristin Cast (Autore), E. Villa (Traduttore)

Pet Sematary (Super bestseller)
Stephen King (Autore)

Lasciami entrare (Tascabili Maxi)
John A. Lindqvist (Autore), G. Puleo (Traduttore)

Prohibited book. Ediz. integrale
Luis Royo (Autore), F. Satta (Traduttore)

Tempted (Narrativa Nord)
P. C. Cast (Autore), Kristin Cast (Autore)

Deeper (24/7)
Maggie Stiefvater (Autore), M. Martucci (Traduttore)

Un mondo migliore. Buffy. The vampire slayer: 4
Joss Whedon (Autore), Karl Moline (Autore), Jeph Loeb (Autore), M. Cedric Farinelli (Traduttore)

Lupi alle porte. Buffy. The vampire slayer: 3
Drew Goddard (Autore), Georges Jeanty (Autore), Joss Whedon (Autore), M. Cedric Farinelli (Traduttore)

Io sono leggenda (Collezione ventesima)
Richard Matheson (Autore), S. Fefè (Traduttore)

La metà oscura (Super bestseller)
Stephen King (Autore)

L'estate dei morti viventi (Farfalle)
John A. Lindqvist (Autore), G. Puleo (Traduttore)

Luna nera (Teadue)
Laurell K. Hamilton (Autore), A. Zabini (Traduttore)

Sunshine (Tif extra)
Robin McKinley (Autore), A. Ricci (Traduttore)

Resti mortali (Teadue)
Laurell K. Hamilton (Autore), A. Zabini (Traduttore)

La regina della notte (Tif extra)
Jeaniene Frost (Autore)

Giorni perduti. The walking dead: 1 (Z.La coll. dedicata al mondo degli zombie)
Robert Kirkman (Autore), Tony Moore (Autore), Cliff Rathburn (Autore), A. Toscani (Redattore, Traduttore), A. Ciccarelli (Redattore)

Racconti di fantasmi (Einaudi tascabili. Classici)
Henry James (Autore)

Alan Wake
Rick Burroughs (Autore), A. Cardinali (Redattore), B. Noberasco (Traduttore), C. La Via Colli (Traduttore)

La caduta di Gilead. La torre nera: 4 (Narrativa)
Stephen King (Autore), R. Isanove (Illustratore), P. P. Ronchetti (Traduttore)

Il ritorno. Marvel zombies (Collezione 100% Marvel)
Fred Van Lente (Autore), G. Lavagna (Traduttore)

New moon (Tascabili)
Stephenie Meyer (Autore), L. Fusari (Traduttore)

Untamed. La casa della notte (Narrativa Nord)
P. C. Cast (Autore), Kristin Cast (Autore), E. Villa (Traduttore)

Ragazze lupo (Lain)
Martin Millar (Autore), L. Olivieri (Traduttore)

La calma che precede. The walking dead: 7 (Z.La coll. dedicata al mondo degli zombie)
Robert Kirkman (Autore), Charlie Adlard (Autore), Cliff Rathburn (Autore), A. G. Ciccarelli (Redattore), S. Menchetti (Traduttore)

Tutto è fatidico (Super bestseller)
Stephen King (Autore)

Morto e spacciato (Odissea. Vampiri)
Charlaine Harris (Autore), A. Guarnieri (Traduttore)

La forza del desiderio. The walking dead: 4
Robert Kirkman (Autore), Charlie Adlard (Autore), Cliff Rathburn (Autore)

Quasi tenebra. La confraternita del pugnale nero: 2 (HD)
J. R. Ward (Autore), P. Pianalto (Traduttore)

Quattro dopo mezzanotte: 1 (Super bestseller)
Stephen King (Autore)

Questa vita dolorosa. The walking dead: 6 (Z.La coll. dedicata al mondo degli zombie)
Robert Kirkman (Autore), Charlie Adlard (Autore), Cliff Rathburn (Autore)

La breve seconda vita di Bree Tanner (Lain)
Stephenie Meyer (Autore), L. Fusari (Traduttore), S. Adami (Traduttore), C. Marmugi (Traduttore)

La miglior difesa. The walking dead: 5 (Z.La coll. dedicata al mondo degli zombie)
Robert Kirkman (Autore), Charlie Adlard (Autore), Cliff Rathburn (Autore), A. Toscani (Redattore), A. Ciccarelli (Redattore)

Polvere alla polvere (Teadue)
Laurell K. Hamilton (Autore), A. Zabini (Traduttore)

Tomba a sorpresa (Odissea. Streghe)
Charlaine Harris (Autore), A. Guarnieri (Traduttore)

Sopravvissuti (Elfheim)
Matteo Cortini (Autore), Leonardo Moretti (Autore)


Buio. My land (Lain)
Elena P. Melodia (Autore)

Toccata dalle tenebre (Tif extra)
Karen Chance (Autore), M. Diari (Traduttore)

Dracula (Collezione 100% Cult comics)
Colton Worley (Autore), F. Gamberini (Traduttore)

La seduzione del vampiro (Odissea. Vampiri)
Raven Hart (Autore)

Il ballo della morte (Teadue)
Laurell K. Hamilton (Autore), A. Zabini (Traduttore)

I segreti dei Sangue blu
Melissa de la Cruz (Autore), A. Ricci (Traduttore)

Resident Evil: The Umbrella Conspiracy
S. D. Perry (Autore), A. Cardinali (Redattore), A. Rubbini (Traduttore)

Il bacio di mezzanotte
Lara Adrian (Autore), G. Giorgi (Traduttore)

20 commenti:

  1. e quanti cazzi di vampiri ci sono?
    vabbè, io aspetto solo le tue opinioni sul 36° giusto di vergnani e su la casa d'inferno di matheson.
    del resto posso farne cordialmente a meno, ma mi sa che leggerò lo stesso ciò che scriverai, elv.
    ah, buon anno eh.
    mi devi una visione di Devil più un pacco per The last exorcism, fa un po' te...

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  2. Beh, Vergnani è un autore che farebbe mangiare la polvere a tanti yankee, e anche il libro di Cortini-Moretti non è affatto male. Su Melodia non commento, perché sono un signore.

    Comunque non credo che la qualità autoriale sia una determinante genetica. Semmai qui da noi i veri incapaci sono gli editori, che della narrativa di genere non capiscono una mazza. O che, quando va bene, sono fermi a tematiche e a trend vecchi di 25-30 anni (come succede per Urania, tanto per capirci).

    Io da tempo mi sono buttato sulle autoproduzioni in lingua inglese acquistabili su Amazon a pochi spiccioli, e devo dire che a volte si pescano cose dal potenziale enorme.

    Se poi vogliamo farne una questione di avverbi, "show don't tell", saggi di scrittura etc, beh, allora non ne veniamo a casa più.
    Le storie, cazzarola, a me date le storie e tenetevi i tecnicismi.

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  3. Degli italiani non parlo.

    Sì, anche a me interessano le storie che, appunto, ho paragonato al vino.
    Puoi avere una vigna bella florida ma se poi non sai fertilizzare, spargere i giusti insetticidi e robe, vendemmiare al momento giusto, trattare il raccolto e tante altre finezze, temo che da quella vigna buona possa uscire al più un vino discreto, quando invece potrebbe essere ottimo.
    Che poi ok eh, alle volte, se non ho soldi o voglia, prendo anche io una bottiglia a muzzo e per il pranzo è ok o al massimo la uso per cucinare.

    E non addosserei la colpa solo ai cattivi editor, per me è da distribuire equamente a molti settori della catena-vigna: ci sono persino pessimi bevitori del prodotto finale, se per questo, così come ci sono insetticidi e fertilizzanti sgamuffi, terreni male esposti al sole e piante di vite asfittiche...

    Non addossare la colpa solo agli editor non vuol dire però che essi non ne siano esenti, beninteso, anzi...

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  4. I bevitori (i lettori) li devi anche abituare ai gusti buoni.
    Un americano mangia cacca per tutta la vita, poi viene in Italia e scopre che esistono piatti sopraffini. Magari poi torna a casa e riprende a mangiare cacca, ma può anche darsi che si abitui ai nuovi sapori, cercandoli anche là dove vive.

    Non sto giustificando i lettori, ma cerco di razionalizzare il discorso.
    Molti ragazzi che seguono il mio blog si lamentano perché, non conoscendo l'inglese, non possono leggere i romanzi in lingua originale che di tanto in tanto recensisco.
    Quindi azzarderei a dire che la voglia - seppur marginale - di scoprire roba nuova c'è. Solo che non è quasi mai possibile soddisfarla, e alla fine molti si rituffano su McDonald e Tavernello.

    Quindi per me la colpa rimane all'80% degli editori, e a tutti i circoletti mafiosi che li portano a pubblicare amici-degli-amici o, alternativa non certo migliore, ciarpame vendibile al pubblico più immaturo (adolescenti sfigate, fan di Twilight e via elencando).
    Insomma, hanno abbandonato una grande fetta di pubblico per favorire solo quella che monopolizza il mercato in questo periodo storico.
    Auguri a loro!

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  5. Io credo però che più di "potere" si tratti di "volere".

    Se non imparano l'inglese (e non ci vuole poi molto, in più ormai è indispensabile) è segno che non gli interessa più di tanto leggere roba buona, pur avendola assaggiata.

    Credo che si debba essere più pragmatici: se è assodato e ormai certo il meccanismo di cui parli, credo sia più realistico e razionale imparare l'inglese piuttosto che strepitare su quanto sia cattivo Tizio o Caio.

    Così come gli editori non hanno voglia di sbattersi anche i lettori mi pare che questa voglia non l'abbiano tanto, altrimenti bypasserebbero il circuito e andrebbero direttamente alla fonte, fra l'altro l'inglese non è certo arabo o cinese...

    Certo, ovvio, meglio la pappa pronta e lo capisco anche.
    Fra l'altro converrebbe leggere in inglese anche eventuali autori bravi che giungono qui tradotti un po' alla cazzo, figurarsi quindi quando non giungono.

    Quel che voglio dire è che penso siano passati i tempi del puntare il dito (che è servito eh, ne sono stato contento, visto che nessuno si lamentava abbiamo evidenziato determinate falle), che è ormai pratica infruttuosa e irrazionale.

    Se la situazione è questa, la si cambia attrezzandosi e andando alla fonte, non sopportando e mangiando merda urlando ai quattro venti quanto quella merda fa schifo per colpa del cattivo cuoco. Io quando mangio male segno la taverna e non ci torno più.

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  6. Post interessante, per molti versi diversi.

    La prima cosa che mi colpisce è che in testa alla lista di Amazon.it ci siano dei titoli che francamente trovo anche al supermercato.
    Sarà che io ho sempre usato Amazon, e più in generale la rete (e prima, quando la rete non c'era, i cataloghi postali di Andromeda Bookstore) per procurarmi quello che qui non si trovava, però fare un ordine da Amazon per ordinare l'ultimo King mi pare come andare al Ritz e ordinare un toast.

    La seconda considerazione, ben sintetizzata da hellvampyr, è "quanti cazzi di vampiri ci sono?"
    Sorvolando sul valore ideolgico e culturale di tutta la faccenda di Twilight (che già ne abbiamo parlato, e poi i bimbi emo mi dicono che sono perfido), il mio dubbio è semplicemente narrativo - quante storie diverse, quante diverse permutazioni puoi costruire sullo chassis del vampirello innamorato o della vampira fetish strafiga?

    Da qui l'amara considerazione che il genere che si vorrebbe "perturbante" (come dicono quelli fighi) viene ormai percepito da una fetta del pubblico come genere sostanzialmente rassicurante - ripetizioni dello stesso modello, una morale un po' delle balle ma reiterata in maniera ipnotica (non è una larva succhiasangue che ci tratta come bestiame, è un povero immortale infelice perché incompreso), un "messaggio" avvilente ma normalizzante...
    Orribile.

    Il che mi porta a parlare del pubblico - che è palesemente spaccato.
    Il lettore di Twilight o dei vampirelli emo non è il pubblico ipotetico di un Campbell, un Matheson, un Lovecraft.
    Il pubblico dell'orrore sovrannaturale è palesemente un pubblico minoritario sul nostro mercato - o percepito come tale da editoria e distribuzione.

    E da qui, arriviamo al leggere in inglese.
    Io leggo relativamente poco orrore sovrannaturale.
    Come Mcnab batto le piccole case editrici per titoli che mi paiono interessanti per originalità nelle premesse o nell'esecuzione.
    Non è difficile - ho una buona lista di siti (in inglese) che recensiscono i generi che mi interessano, ho amici (perloppiù non italiani) che mi suggeriscono nuovi titoli, ho un budget che cerco di bilanciare.
    Mi rendo tuttavia conto di non rappresentare la norma.

    L'impressione è che, anche nell'ambito della letteratura come in tanti altri, l'elevata accessibilità delle informazioni (attraverso il web) non corrisponda ad un elevato accesso alle informazioni.
    I più si accontentano di quel che c'è, e non cercano altro.
    E quindi sì, per lo meno una certa fascia di lettori palesemente non ha voglia di sbattersi.

    Sul perché, ne possiamo parlare a lungo.
    E qui per ora chiudo, che l'ho già tenuta troppo lunga (ma c'è altro da dire - ripasso dopo)

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  7. Pensavo potesse esserci un po' più di varietà tra i titoli ordinati online, ma in fondo online spesso ci sono gli sconti e la consegna è praticamente gratis, naturale non discostarsi tanto da vampiri e compagni emo.

    L'anno prossimo lassù in cima ci saranno i Vermazzi conquistatori, altroché.

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  8. mah...
    mi accodo ai cazzo di vampiri di emme
    uff
    e pensare che da piccolo mi piacevano. :(
    è proprio un mondo di buffi amazonvampiri :(

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  9. Di vampiri non se ne può in effetti proprio più. Però secondo me la lista di Amazon è antropologicamente significativa. Segnala una lenta e inesorabile mutazione antropologica umana resa più solida dal marketing globalizzato. Vedrei appunto tale lista in quest'ottica e nulla più. La !qualità", poi, è come sanno tutti un'altra cosa, che occorre cercare negli interstizi delle cose.

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  10. Post interessante.Purtroppo ora devo prepararmi per andare al lavoro.Domani posterò il mio pensiero.
    Però è vero: ma quanti cazzo di vampiri.

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  11. Comunque credo sia sbagliato parlare di "libri sui vampiri". Quello di Vergnani è un romanzo vampiresco, ok. Altri titoli simil-Twilight costituiscono oramai un genere a parte. Provate a dare alle sfigate che si innamorano di Edward Cullen un libro come "Vampires" e poi vediamo se lo apprezzano.

    Detto ciò è interessante il ragionamento di Mana, che qui ripropongo: "La prima cosa che mi colpisce è che in testa alla lista di Amazon.it ci siano dei titoli che francamente trovo anche al supermercato."
    Vero, verissimo. Infatti anch'io ho sempre inteso Amazon come un sito dove cercare chicche e romanzi "piccoli", praticamente sconosciuti in ItaGlia. Non mi sognerei mai di comprare King, Simmons e Lovecraft online. Buon Dio! Sono gli unici autori decenti ancora reperibili in libreria. Se voglio leggerli li compro lì, o li prendo in prestito dalla biblioteca.

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  12. Come dicevo più su, online ci sono gli sconti. Su Amazon.it l'ultimo di King costa 14 euro invece di 21, su ibs 14,6. Prendi due libri, hai la spedizione gratis, ti conviene. :)

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  13. Il problema si pone in egual modo per il cinema italiano. Perchè investire in un genere diverso, sulla qualità se: http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/01/07/news/zalone_record-10943957/?ref=HRERO-1

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  14. Infatti.
    Non credo che ci sia sia mai lamentati, in Italia, per il fatto che non sappiamo far molto bene, chessò, i tappeti persiani, no?
    Li andiamo a prendere altrove dando loro in cambio, boh, buoni formaggi, belle scarpe e ottimi vestiti.
    Poi sono sicuro che esiste una manciata di ottimi artigiani che fanno bei tappeti persiani (anche se mai, mai belli come i loro migliori, e questo è molto importante) anche qui da noi e trovano poco mercato, sfw?

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  15. Ecco, questo dei tappeti mi pare, se mi passi il francesismo, un po' un discorso del cazzo - fatto questo che naturalmente non diminuisce la mia stima nei tuoi confronti, eh, vecchio mio.

    Credo sia un discorso del cazzo in parte perché, il mercato si fotta, un libro o un film non sono tappeti, caciotte o bottiglie di vino.
    Sono opere dell'ingegno umano e non hanno un mercato a cui adeguarsi, casomai hanno un pubblico - che è una cosa diversa, anche se fanno tutto il possibile per farcelo dimenticare.
    In parte perché se il genere umano si fosse sempre e solo limitato a fare ciò che conveniva, saremmo ancora tutti abbarbicati su pochi alberi nella savana, e ci sarebbe qualche spirito illuminato che osserverebbe come, tutto considerato, se non fossimo mai usciti dai mari del permiano sarebbe solo stato meglio, che a nuotare ce la cavavamo certo di più che ad abbarbicarci...
    E in parte perché comunque, anche a voler tenere il discorso a livello caciotte, il miglior pizzaiolo napoletano del mondo da cinque anni a questa parte è giapponese, quindi qualcosa nel ragionamento non funziona.
    O, se vuoi alzare il livello (con tutti i rischi che comporta), i migliori western degli ultimi cinquant'anni li ha fatti un italiano.

    Buttiamo lì una brutta parola - passione.
    Possibile che abbia qualcosa a che fare con tutto questo?

    Il problema è che è molto semplice appellarsi al minimo comun denominatore, far leva sulla pigrizia ed offrire il minimo, facile facile, "by the numbers", costruito a taviolino su una formula collaudata, ad un pubblico al quale si ripete ossessivamente che sperare in qualcosa di meglio è sciocco, elitista e pretenzioso, gli appassionati che si incazzano sono geek ridioli e cronicamente vergini, e lamentarsi è da snob, e in fondo si stava meglio quando si stava peggio, non ci sono più le mezze stagioni e dopotutto, ammettiamolo, quei cazo di treni erano in orario, giusto?

    Ma la conseguenza di scegliere sempre e comunque la strada più facile - per chi scrive, per chi pubblica, per chi legge o guarda il film - comporta una inevitabile decadenza.
    Perché a forza di semoplifiazione si perde la sostanza, si perde lo stile, si perde ciò che ci rende umani.
    Ci si riduce a numeri.

    Il discorso quindi non è sapere o non sapere fare i tappeti.
    Il discorso è aver costruito un sistema per cui chiunque produca, venda o desideri un tappeto anziché un pacchetto di kleenex, è un pirla.
    E fare un sospiro ed ammettere che, eh, cosa vuoi farci, le cose stanno così e ti ci devi adeguare, è una bella scapatoia, ma non porta a nulla se non al peggio.

    Oppure, vuoi buttarla sul mistico?
    Poiché l'anima non è commerciabile, è stata eliminata dal processo produttivo.
    Con le belle conseguenze che vediamo.

    Ma non è questione di saper fare i tappeti o no.
    È questione di avere la scintila per farli.

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  16. E mi scuso per gli errori di battutura.
    Capita, quando vado di corsa.
    Ma per lo meno quando uno scrive "cazzo" dovrebbe metterci due zeta.

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  17. Credo che tu abbia frainteso.
    Per me si tratta di un discorso di artigianato e ci sono artigiani di determinate aree che sanno fare meglio e altri che non sanno fare: che problema c'è se per trovare un buon mobile devo ordinarlo a Imperia invece che a Sanremo? E se quelli di Imperia che non sanno realizzare oggetti artistici in oro vanno a Valenza?

    E chi, scusa, si è limitato a "fare ciò che conveniva"?
    Dei gruppi locali?
    Pazienza, per fortuna molti altri, moltissimi, all'estero non si sono limitati "a fare quel che conveniva" e possiamo quindi leggere i loro libri con un minimo di sforzo, non vedo perchè dovrei lamentarmi che qui in Italia non c'è "qualcosa" quando mi basta allargare un minimo, imparare un po' di inglese e quella cosa che pensavo mancasse la trovo a fiumi.
    Da altre parti non ci sarà qualcosa di diverso, nel mondo considerato come unica piazza c'è tutto e questa diversità che composta crea un quadro globale di questo tipo la trovo una figata.

    E credo che "sperare in qualcosa di meglio è sciocco" sia molto vero nel caso, come è ora, quel qualcosa di meglio lo si abbia a facilissima portata di mano con pochissimo sforzo richiesto e si preferisca invece continuare a piangere sui cattivi editori che, appunto perché è vero, ci sono, vanno aggirati e combattuti.

    In più, come al solito, subentrano i gusti: a me Leone per esempio non dice molto e preferisco di gran lunga western come The Unforgiven o il Mucchio Selvaggio e un singolo artigiano non basta certo da solo a far vincere la corsa al western, che rimane genere prettamente statunitense: non vedo una ventina di autori a livello di Leone in Italia, né vedo una continuità in quel genere in Italia prima o dopo di lui a parte una passata, breve stagione, cose che invece vedo in USA e agli USA mi rivolgo, principalmente, quando devo gustarmi dei western. Con ovvie, piacevoli, magistrali eccezioni di tantissime altre nazioni che però tali rimangono.

    Credo che lo stesso si possa dire, mutando le mutande, di molti altri campi...

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  18. No, ok, scusami, ho frainteso.
    Ovviamente andiamo a cercare il meglio dove il meglio lo si trova.
    Ma non vorrei che diventasse una scusa per giustificare che il meglio, qui, non lo si trovi e non sia ragionevole aspetarsi di trovarlo.
    Sai com'è....
    Si comincia così, e si finisce col segare quelli che il meglio cercano di darlo, perché sono dei pazzoidi che non hanno capito che qui non si può fare.

    È a questo che io penso quando parlo di limitarsi a fare (o usare) ciò che ci conviene.
    Mi ricordo bene i miei amici trekkies (eh, dev'essere il Trekkie Tribute Day), che mi dicevano "È vero, TNG fa schifo, ma è tutto quello che abbiamo e allora dobbiamo farcelo piacere, che se lo critichiamo non ci danno più neanche quello".

    È la vecchia battuta di Woody Allen, ancora una volta e sempre: "Mio dio, qui il cibo fa schifo, e oltretutto le porzioni sono così piccole!"

    Con la scusa che dobbiamo accontentarci, perché a far di meglio non siamo capaci, guarda dove stiamo andando a finire (sì, in mutande, ed in molti altri campi, proprio come dici tu).

    Per cui io del discorso sui tappeti ancora non sono convinto.
    Perché non c'è una ragione logica per cui l'Italia non debba poter esprimere un autore del livello di un Ligotti, di un Egan, di un Newman, di un Gaborit, di un Asamatsu, di un Pang, e non c'è un motivo per cui il pubblico non dovrebbe decretarne il successo come nei rispettivi paesi decreta il successo di quei signori.
    Ma non succede.

    Così come non ci sono venti registi come Leone - ma on c'è una buona ragione per cui non debbano esserci, se non il fatto che si è praticata, a tutti i livelli, una progressiva e consensuale riduzione delle opzioni, privilegiando sempre il prodotto più facilmente vendibile/fruibile a scapito di ogni alternativa troppo "rischiosa".

    E sottolineo il fattore consensuale.
    Smplicemente, quando si è innestato il meccanismo di contrazione degli utili, tutti (o la maggior parte) hanno trovato più facile adeguarsi anziché opporsi.
    Si tratta semplicemente dell'elemento più primitivo del nostro cervellino da scimpanzé: ci piace ciò che è buono, ma ci piace anche ciò che non costa fatica.
    E delle due, se ci offrono la scelta...

    Mike Moorcock descrisse il fantasy inglese come storie di conigli scritte da conigli per un pubblico di conigli.
    Molto di ciò che si produce nel nostro paese - che siano libri, fumetti, film o musica - è la scelta di editori pigri, che pubblicano i lavori di autori pigri per un pubblico di fruitori pigri.
    È orribile.

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  19. Sì, quello sì (ma infatti mi pareva che non mi fossi spiegato bene o fossi stato capito male), però c'è sempre, boh, la possibilità (odio chiamarla "speranza") che cambi e poi cambi ancora.

    Ricordo, quando ero piccolo, che Sanremo spaccava nel campo dei fiori, superstar.
    Poi gli olandesi hanno cominciato (cioè, no, non hanno mai smesso in realtà) a studiare idroponica come belve e nel nord africa si sono accorti che con un po' di sbatti facevano crescere le rose anche sul marmo del deserto della fucina del sole e via, Sanremo no more superstar anche perché non hanno mai mandato i figli all'estero a capire cosa si potesse imparare, né li hanno mandati all'interno a studiare botanicologismologia che "tanto che ci vorrà mai a far andare avanti una serra, no"?
    Stessa cosa con il turismo.

    Quindi possibilità che le cose cambino (in meglio o in peggio) c'è sempre e sto periodo brutto brutto sta durando da un po' troppo tempo, primi anni Novanta, direi...

    Ognuno può tentare qualcosa: piccole/medie case editrici che propongono autori dignitosi sia italiani che stranieri (Ligotti è comparso sul mercato italiano, Ketchum pure, Keene dovrebbe spuntare); blog che segnalano la roba buona all'estero invece di sbrodolare ogni due per tre "OMG, New King out! OMG! So cool!"; passaparola e, ahimè, sbattimento a fondo perduto, perché lo sbattimento iniziale è quasi sempre a fondo perduto, bisogna metterlo in conto...
    Perciò, anche se pubblica delle cagate immani, ammiro molto la Gargoyle che tenta un lavoro ibrido in questa direzione, così come Gruppo XII... Però non mi piace (o non mi piace più?) il gioco del dar contro ai grossi editori, trovo sia un lavoro a perdere, maglio sbattersi a perdere in altre direzioni...

    Ma siamo in pochi, perfino fra quelli che non si accontentano, a farlo.
    Da questo punto di vista il cinema è messo meglio, pensa anche solo ai bellissimi gruppi di subbers che quando vedono che determinati film qui non arrivano nemmeno in dvd si sbattono senza guadagno per subbare e diffondere titoli oscuri: è lavoro encomiabile che, temo, in letteratura non trova tanti "specchi" (non intendo dire che ci si debba tutti mettere a tradurre a sbafo eh, intendo qualche invenzione, qualche diffusione, qualchecosa...).

    In tal senso, oltre a cercare di diffondere titoli e parlare di roba varia di cui si parla poco, vorrei, durante questo anno in cui avrò un po' più di tempo, muovermi anche in due altre direzioni per vedere come butta, vi farò sapere non appena ho accumulato un minimo di certezze.

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  20. Sì, per i libri è diverso.
    Maggiore mole di lavoro, diversa fruizione.
    Oltretutto, lì andiamo a cozzare contro la solita storia che si legge poco, nel nostro paese - e un mercato ridotto e in contrazione non può permettersi investimenti o rischi.
    E sulla lettura non ci sono santi, la colpa non è degli editori, è della scuola (ed ora, che il meccanismo è saldamente avviato, delle famiglie).
    Idem per la lettura in lingua originale.
    E lo stesso si può dire in un sacco di altri campi.

    Sul criticare negativamente i grossi editori, l'utilità è relativa - con le major non esiste un dialogo, il rapporto è unidirezionale.
    Colpa loro che son rimasti indietro e non capiscono che il lettore è un elemento fondamentale della loro macchina? Probabile.
    Farglielo capire? Quasi impossibile.

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