lunedì 20 dicembre 2010
Cosa pensate Ramsey Campbell?
Le ultime due settimane di lavoro pesano più dei sei anni precedenti, conto ogni secondo che manca ad arrivare alle 17.00 del 31 dicembre e ogni ora è un macigno, passerà...
Dopo una settimana di assenza torna l'appuntamento ormai fisso con questa serie di domande a voi ospiti della malpermagione.
Questa volta tocca a Ramsey Campbell e come fatto con Laymon anche in questo caso taccio del tutto, pur prudendomi la lingua.
Campbell ha avuto un periodo di relativa fortuna in Italia per poi, insieme a tanti altri autori, scomparire dagli scaffali delle librerie per far posto a Re vari e vampiri di tutti i tipi ma credo che alcuni suoi lavori abbiano lasciato qualche traccia nei vostri ricordi, a voi la parola...
Vi ricordo le precedenti occasioni di confronto:
Cosa pensate di Stephen King?
Cosa pensate di Fritz Leiber?
Cosa pensate di Howard Phillips Lovecraft?
Cosa pensate di Ray Bradbury?
Cosa pensate di Richard Matheson?
Cosa pensate di Richard Laymon?
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Uno dei maestri moderni, senza dubbio. Autore di capolavori indimenticabili, tra i quali citerei almeno The Doll Who Ate His Mother, The Nameless, The Influence e The House on Nazareth Hill. L’ultimo suo romanzo che ho letto è The Darkest Part of the Woods, un’altra perla, e grazie a questo libro quando vado a funghi nei boschi non mi sento mai completamente a mio agio. :)
RispondiEliminaSplendidi anche i racconti brevi, l’antologia Alone with the Horrors è definitiva, con quelle illustrazioni di Jeffrey K. Potter che mettono i brividi! E sono sempre alla ricerca della sua prima antologia edita dall'Arkham House...
La sua scomparsa dagli scaffali delle librerie italiche la dice lunga sull’importanza che viene data al genere nel nostro paese… qui stiamo parlando di un autore fondamentale, che nella lista dei "Cosa ne pensate?" metterei dietro solo a Lovecraft e forse Leiber.
Detto questo: tieni duro, il 2011 è dietro l’angolo! ;)
:) Sì, sì.
RispondiEliminaNon vedo l'ora di avere più tempo per scrivere. Credo sia la prima volta in vita mia che sento questa esigenza in modo pressante, prima ne avevo soltanto sentito parlare.
Comunque ho scelto la foto non a caso, vista la fissazione (splendida) di questo scrittore per le luci giallastro-arancioni che affollano i suoi scritti...
Ah, Campbell.
RispondiEliminaOttimo utore, sia sulla forma lunga che nel racconto breve.
Molto abile (a mio parere) nello sfruttare i paesaggi urbani e le periferie per suscitare ansia e tensione.
Gli esordi sono all'ombra di lovecraft (The Tugging, racconto-simbolo, è fin troppo lovecraftiano), poi la dissociazione (c'è un suo articolo giovanile in cui dice molto male del Gentiluomo), poi finalmente la capacità e la disciplina per prendere la poetica lovecraftiana e trovare un proprio linguaggio.
In questo senso, Campbell non è solo un gran bel leggere, ma è anche un ottimo esempio di come affrontare l'orrore cosmico lovecraftiano dopo Lovecraft - non attrverso l'imitazione, ma attraverso la rielaborazione.
Il fatto che sia scomparso dalle librerie è criminale - e la dice lunga sulla deriva sia degli editori che dei lettori.
D'altra parte, come pubblicarlo?
Con la fascetta di King che dice "Ho visto il futuro dell'orrore..."?
Buttandolo allo sbaraglio in una collana di yog-sothotheries indifferenziate (L'Anno di Cthulhu, l'Inno di Cthulhu, l'Unno di Cthulhu, il Nonno di Cthulhu...) con copertine a capocchia?
O metterci una bella tipa emo, o una Barbie gotica su sfondo nero e ristampare La Bambola che Divorò sua Madre come metadone letterario per i drogati di Twilight?
O spaccando una dele sue collezioni di racconti in due volumetti di Urania, sperando chei fantascientisti duri e puri non comincino ad uggiolare?
"La Bambolona che divorò il Secchione", secondo me numero uno!
RispondiEliminaOrrido... ci si potrebbe scrivere un racconto...
RispondiEliminaMa in fondo, L'Angelo Azzurro, con la Dietrich, già aveva una trama del genere...
Di Campbell ho letto solo una manciata di racconti e questo mi impedisce di crearmi una vera opinione.Quel poco che ho letto però mi ha molto impressionato positivamente e alcuni suoi romanzi sono da tempo nella mia personale lista dei desideri.
RispondiEliminaIl vampirologo che ride
Proprio su indicazione della recensione presente qui su Malpertuis ho letto il mese scorso la bambola che divorò sua madre, che dire anche secondo me è un capolavoro...
RispondiEliminaot per Elvezio
Scusa la mia ignoranza ma il nome Malpertuis l'hai preso dal racconto di Jean Ray? No perchè ancora non l'ho letto, lo consigli?
Nomak
Non ho mai letto Campbell, però nella foto sembra il tizio della famiglia Bradford!
RispondiElimina(Detto questo, mi metto l'elmetto e fuggo il più velocemente possibile!)
Tieni botta Elv, che manca poco!
Per me la sua importanza nel fantastico moderno è enorme. Insomma, molto più significativa di un King o un Barker o simili, per dire.
RispondiEliminaIan
Daje, Elv, stringi i denti...
RispondiEliminaMi ti vedo a cancellare i giorni dal calendario con sguardo febbrile.
(su Ramsey Campbell, invece, sto con l'Iguana)
Da un po' di tempo su qualsiasi blog io vada trovo un commento di Abo che dice di non conoscere un autore ;)
RispondiEliminaNon ho letto molto - un paio di romanzi e un paio di collezioni, ma quel che ho letto mi piace abbastanza.
Per la prosa, le atmosfere, l'importanza dei luoghi mi sembra più simile a Machen o Blackwood, o anche ad alcune cose di autori come Graham Joyce e M John Harrison quando si avvicinano ad atmosfere horror, che a Lovecraft. Grazie al cielo (o a Chtulu).
Ha ha ha, c'hai ragione Marco!
RispondiEliminaE sono tutti autori per cui rischio le scudisciate...
@marco
RispondiEliminaDa Lovecraft, il Campbell maturo prende l'impostazione mentale, la filosofia, ma non la forma - ed è proprio così che riesce a proseguire l'opera lovecraftiana senza deragliare nel pastiche o nella parodia inconsapevole/involontaria.
Riesce quindi ad essere un autore originale, spesso con delle idee molto interessanti, e tuttavia chiaramente innestato sul filone dell'orrore cosmico lovecraftiano.
Aggiungo anche che, probabilmente, per un lettore moderno è più facile arrivare a Lovecraft passando per Campbell che non viceversa.
Di Campbell ho letto solo "LA setta" ( "The Nameless" ), un romanzo davvero potente e terrificante, è un peccato che non sia stato più ristampato.Non ho però visto il film che ne è stato tratto.I pochi racconti che ho letto mi sono sembrati ottimi.
RispondiEliminaLetto ahimè pochissimo, giusto La bambola che divorò sua madre e una manciata di racconti. Troppo, troppo poco, si deve rimediare.
RispondiEliminaElvis, resisti!
Di Campbell ho letto solo i due racconti compresi nella vecchia antologia mondadoriana 'Racconti senza respiro'(mi sembra dell'81), e cioè 'Il Compagno' e 'Catacombe', e mi è rimasta ancora la sensazione di una buona atmosfera macabra. Volevo leggere 'La bambola che divorò sua madre' ma poi mi hanno detto che il titolo è molto più raccapricciante del romanzo stesso, e quindi ho lasciato perdere. Spero di non essermi perso niente.
RispondiEliminaRamsey Campbell dà il meglio di sé nell'evocazione di grandi spazi deserti dove i protagonisti si trovano a vagare in compagnia delle loro paure, evocate con mano leggera, gradualmente ( e questo è molto più jamesiano - nel senso di M.R.James - che non lovecraftiano, direi ). Brani come quello che descrive il ritorno verso casa della piccola Rowan all'interno di una dimensione 'altra' in Influssi Maligni, racconti come Rifiuti o Il Compagno non hanno rivali in questo senso.
RispondiEliminaSe questa desolazione e questa solitudine abbiano un valore metaforico non saprei dire, e neppure mi interessa molto. Quel che è certo è che da un punto di visto narrativo sono di un'efficacia straordinaria.
Cerebrale senza essere cervellotico, freddo di una freddezza non scostante ma che è solo misura estrema, limpidezza, assenza totale di melodramma.
Insomma, uno degli autori, se non "l"autore, che preferisco.
E sono d'accordo con altri qui ; davvero un crimine tenerlo lontano dagli scaffali delle nostre librerie.
non ce' nessun bisogno di paragonare questo autore a un'altro . ogni autore ha un suo marchio particolare che lo distingue . posso solo dire che in italia non si trovano piu' romanzi di questo autore perche' chi li ha non se li rivende . indovinate il perche'. se andate sul sito fantastic fiction potete ammirare la bravura e prolificita' di questo straordinario scrittore .
RispondiEliminasolo la vigliaccheria degli editori nostrani non permette di pubblicare i suoi lavori che parlano da soli. vedere per credere. in italia a parte stephen king ( niente da obbiettare) si pubblicano solo improbabili storie
di vampiri teen -ager e stronzate varie