giovedì 4 novembre 2010

Ricessare il fuoco...


Anticipo di un due mesi alcune righe che avrei voluto scrivere a fine anno e lo faccio perché durante la scorsa settimana alcuni post molto interessanti e per buona parte condivisibili che ho letto presso blog che visito spesso, oltre ad alcuni commenti pubblici e mail private, hanno agito da primo catalizzatore.

E il secondo catalizzatore è stato Re Ratto che, in un commento a una recente recensione, ha scritto una cosa del tipo “oh, finalmente sono tornate le recensioni”.
Ha ragione: servono più recensioni e articoli su romanzi e film e meno fuffa.
In realtà speravo di tirare per le lunghe e fare il pigro fino a fine dicembre (sul lavoro questi due mesi saranno un Inferno e un inferno) ma mi rimboccherò le maniche e vedrò di tornare a sfornare prima, facciamo da venerdì prossimo, cioè domani, che dite?
Quindi mi serve un post di chiusura che sancisca il distacco definitivo da certe cose, è una esigenza ossessiva e scaramantica, lo so, tipo iniziare la dieta il lunedì e quelle cose lì. Io lo faccio di giovedì.

Sono andato a controllare quante volte io abbia parlato di letteratura e cinema italiani da Orvieto (aprile scorso) in poi: nonostante i buoni propositi so bene di non essere la persona più ferma e decisa del mondo e temevo (no, meglio, ero sicuro) di incappare in qualche brutta sorpresa.
La risposta è: appena quattro post da allora.
Il 2,8%!!!
Oltre ogni ottimistica previsione e a questo punto posso davvero sperare, a prescindere dai buoni propositi che possono essere come quelli del fumatore incallito, di riuscire a non parlarne del tutto dal prossimo anno in poi. Da domani in poi. I numeri non mentono e danno fiducia.

Il Festival di Orvieto è stato l'anno zero, quel che ha provocato in me una reale rottura, epifania e agnizione tutte insieme, come quelle buste sorpresa che compravamo tanto tempo fa e ci trovavi il giornalino de I Difensori, un ragno di gomma e i fumetti di guerra.
Devo essere contento e grato a Orvieto, alle tante magagne dubbie e a come si sono comportati alcuni grossi siti, grato al silenzio che si è spalmato per la blogosfera italica durante quei giorni perché altrimenti mi sarei, conoscendomi, trascinato per polemiche e scontri sterili per ancora anni e anni..

Passati alcuni mesi dalla triste vicenda, posso azzardare uno sguardo distaccato.
A conclusione di Orvieto mi sono sentito saturo, sfinito, disgustato e sfruttato.

Saturo di tutta questa merda che imperversa nei ristrettissimi ambienti della narrativa di genere italiana (l'horror è messo più o meno come il fantasy, per fortuna ha meno baby scrittori ma anche un giro d'affari assai minore).

Sfinito dai mulini a vento, dall'inutilità del denunciare marciume e inettitudine dei vari Interminelli che la popolano a una moltitudine di fruitori (i cosiddetti “scena” e “pubblico”) che fanno spallucce e ai quali in fondo (e anche su su, in superficie) questo sistema di cose va più che bene e ci sguazzano al caldo (che, come Dante insegna, la merda è bella calda: un lato positivo c'è!).

Disgustato dal fatto che in pochissimi fra quelli che contano se la sono sentita di uscire allo scoperto ed esporsi, giusto Nocturno e qualche blogger.

Sfruttato da quelli che hanno ghignato e goduto a vedermi lanciato a testa bassa, quelli che in queste come in tante altre situazioni tutto sanno ma niente fanno, e dire che potrebbero fare ben più di me.
“Sai, la penso come te ma non posso espormi...”
“Ehi, fai bene a dire le cose come stanno, ma capisci, devo pubblicare per X e...”
“Sono troppo coinvolto in quella Y roba e non posso dire certo io queste cose, ma se vuoi ti fornisco delle dritte-bomba su Caio e del gossip su Sempronio che vedrai che effettone...”
A raccogliere tutte le mail private (che conservo) esce fuori il quadro di una scena dove il 90% degli addetti ai lavori la pensa come me ma, dovendo campare, si tura il naso e s'immerge ancora di più. Complimenti.

Non volete “esporvi”?
Bravi, state dentro al guscio, al caldo e al sicuro. Ho parlato poche righe fa di un'altra cosa calda e sicura...
Fate bene, non si sa mai che poi si possa passare all'incasso, è meglio stare puliti e amici di tutti, lo stronzo rancoroso e invidioso è sempre Elvezio.
Madonna, già non lo capirei se ci fossero in ballo dei milioni, ma voi non volete esporvi perché magari poi riuscite a pubblicare un libraccio e vendere un cosa?
Cinquemila copie?
Ma che, davvero?
Vi capisco.
Vi capisco ma non vi voglio dalla mia parte, fate bene o boh, non so davvero cosa dirvi, non avete le palle e in certe situazioni non avere le palle e calcolare con furbizia è un pregio, fate benissimo.
Lo dico con il cuore eh, fate benissimo, se vi sta rendendo (soldi, fama o prestigio) bella per voi, è una strada come tante altre.
Vi auguro buona fortuna ma stiamo percorrendo sentieri diverse, non gradisco più la vostra compagnia, è una situazione on-off, niente piede in due scarpe, vi auguro tanta buona fortuna.

Dicevo, post Orvieto la decisione di non parlare più di fatterelli italiani si è trasformata da vago proposito che disattendevo spesso e volentieri a intenzione più ferma, con ben poche trasgressioni e, dato ancora più importante (e questa con zero trasgressioni) ho smesso di leggere questi fogliacci.

E ora dopo, come vi dicevo, le letture di alcuni post nel corso della settimana appena passata hanno catalizzato tutto quel che mi girava in testa da mesi, è stato uno di quei rari momenti di estrema lucidità (rari per me, intendo) che vi brancano la cervice fino a farvi urlare “ma cazzo, scemo io!”.
E ora posso dirlo.

Se potessi tornare indietro NON denuncerei più tutta la merda accaduta a Orvieto.
NON criticherei più, virgola per virgola, fatto documentato dopo evidenza mostrata, ignobili antologie di autoruncoli semianalfabeti come La Sete o alcune orribili cazzate cui ho partecipato anche io, con racconti miei che ritengo ben sotto la soglia della decenza e dei quali mi vergogno e che chi doveva rifiutare bastonandomi ha invece accettato elogiandomi.
NON oserei mai più dire in pubblico che Horror.it è sito che fa schifo, a partire dalla pessima impostazione grafica (e da quella povera estetica discende infatti un'etica raffazzonata e compromessa, tumorale) fino ai poveri contenuti, o che Fantasy Magazine è scritto coi piedi e attua una precisa politica di disinformazione e lecchinaggio.
NON parlerei nemmeno più male di Urania.

NON farei nulla di tutto questo.
Se solo potessi tornare indietro.
Non sono tipo da avere molti rimpianti ma questo, pur piccolo, mi spinazza il didietro.
Ma non potendo tornare indietro devo accontentarmi di non farlo più d'ora in poi.

Ma non perché non siano fatti veri o perché mi sia presa la paura che poi questi cattivoni mi escludono dal circuito e non mi fanno giocare a palla con loro.
Nemmeno per timore che poi rompano le ossa a nonna e quindi a me.
O perché tremi al pensiero di una querela.
O perché poi dicono a papi di non pubblicarmi mai per tutta la vita, specchio riflesso.

I motivi sono altri.

Non riscriverei più nessuno di quegli articoli perché nel tempo che ho passato a documentarmi sulle tantissime zone d'ombra di Orvieto avrei potuto scrivere tre recensioni come questa o uno speciale come questo.
E voi cosa preferite leggere: di quattro furberie che avvengono nei circoletti italiani o l'altro tipo di articoli???
Vero?
Anche io.
Non parlerei più male di Horror.it o Fantasy Magazine perché significa spostare il mio fronte critico su livelli che non portano a nessuna crescita.
Il mio fronte critico DEVE essere, al minimo, discutere del mediocre esito qualitativo di Fangoria nel corso degli ultimi anni o parlare di come sia cambiata Rue Morgue in seguito al passaggio di gestione dalla Vuckovic ad Alexander, non certo la limitatezza di mezzi e scopi di questi obbrobri di portali italiani.
Specie tenendo conto che in Italia, piaccia o non piaccia ai loschi figuri, il miglior sito di cinema del perturbante è scritto e curato da una femminuccia che straccia a occhi chiusi questi grossi e ingombranti dinosauri, deal with it.
Idem dicasi per certa letteratura del fantastico, e bisognerebbe anche cominciare a riflettere sul fatto che le più brave fra gli operatori del settore sono entrambe donne ed entrambi giovani (almeno, credo, magari fanno finta entrambe e sono vecchie carampane).

Non parlerei più male di Urania che taglia fino a un settimo delle opere tradotte o di Epix che è stato gestito in modo così incompetente da sconfinare nel tragico, perché ai lettori di Urania va benissimo così, va bene essere trattati da minus habens e farsi pesciare in faccia da un troglodita della Rete come Lippi.
Anzi, ne difendono l'operato perché in fondo è l'unico che fornisce loro della fantascienza!
Ho già detto: è come se gli operai della Fiat, di fronte a continui tagli e maltrattamenti, si schierassero dalla parte di Agnelli. Bella lì, il mondo al rovescio.

Non parlerei più degli evidenti plagi fatti da Ferrario perché mi fa vomitare sentir i suoi colleghi parlare di “pratica comune, e allora?” o, quando vogliono condannarlo, di “errore umano comprensibile e scusabile”.
Errore mia sorella.
Quando ricalco non sto commettendo "un errore", ma come cazzo state?

In sostanza...
Il tempo è l'unica moneta in mio possesso, ne ho poco e non posso sprecarlo più su queste cazzate.
Parlare di questi incompetenti e ladri significa scegliere a occhi aperti e cervello vigile di farsi definire da incompetenti e ladri, far scegliere alle loro azioni quel che scriverai il giorno dopo, farsi dettare le proprie mosse dalle pochezze di altri.
Significa reazione invece di azione e se “re-agisci” sei già un passo indietro, è come scegliere di giocare con il nero contro Kasparov: parti male e non credo che lui abbia bisogno di vantaggio.

Siamo ormai, anzi, lo siamo sempre stati, su due livelli diversi.
Operiamo in due vasi incomunicanti, quindi io non posso modificare in nessun modo il loro livello ma, per qualche negromanzia di quelle bastarde, loro fino a poco tempo fa riuscivano ad abbassare il mio. 'Mmobbasta.

E c'è di più, molto di più.
Parlando con molte persone sia dal vivo che in Rete mi accorgo che alcuni fatti vengono ormai dati per scontati. Sento dire sempre più spesso:
Dario Argento? Beh ma si è fottuto il cervello venti anni fa!
Zampaglione ci salverà? Mahhhhh, non credo proprio!
Fantasy Magazine fa schifo? E vabbè ma scusa dov'è la novità? Ma perché, ancora lo leggi?
Orvieto è stata organizzata in modo losco? Maddai! Manco ci sono andato, figurati, appena ho visto i nomi coinvolti sono scappato.
Ferrario ha plagiato? Minchia sì lo vedrebbe anche Mr Magoo!
Urania taglia e pubblica immondizia? E dove hai vissuto negli ultimi trenta anni, Elvezio?
E così via.
Capite?
Sono fatti ormai dati per scontati ed è davvero ora che diamo per scontate alcune cose fra noi per poter procedere verso lidi più interessanti. Altrimenti ogni volta che si comincia a parlare bisognerebbe rideterminare elementi dati per assodati e non esiste proprio.

Questi siti, situazioni, riviste, festival, antologie sono, non so, come Il Giornale o un film dei Vanzina o un libro di barzellette di Totti: come possiamo ancora stare a parlarne?
Se scrivessi una recensione di Vacanze sul Nilo dicendo che però insomma fa un po' schifo, come reagireste?
Non me lo meriterei un bel “e grazie al cazzo, Ervè!”
Dobbiamo davvero ancora dimostrare quanto facciano pena?
Dobbiamo portar loro ulteriori visite?
Eh sì eh, perché parlandone, non c'è un cavolo da fare, li si rafforza e si portano loro visite.
Fossero anche solo quelle di qualcuno che vuole ghignare per qualche flame, sono comunque visite che si portano a questi ignoranti.
Vogliamo davvero?

Non si tratta di non voler denunciare, di aver paura e di non voler più sbattersi, si tratta di considerare che ormai certe cose sono così manifeste che denunciarle ancora diventa pleonastico.
Andiamo, ma chi cazzo volete che vada su Fantasy Magazine per informarsi in modo serio sul fantastico???
Il livello dei loro fruitori potete immaginarlo, così come io mi figuro il livello medio dei frequentatori di altri siti che credono di occuparsi di orrore e zone limitrofe.
E si tratta di persone che io NON voglio convincere, evangelizzare o che altro.
Si tratta di persone che si meritano siti come quelli.
Si tratta di persone che io non voglio proprio come lettori e trovo che non sia più giusto confrontarsi con simili realtà: stiamo operando con modi e scopi ben diversi, non possiamo più operare paragoni, non è mai nemmeno esistito il meglio o il peggio tanto sono diversi partenze, modalità e fini.

Non si tratta di abbandonare la pugna, si tratta di smettere con le pugnette e uscire fuori dalla gabbia.

Se ti credi nella stessa gabbia (Cinema, Letteratura, Fumetto, quel che vuoi) imprigionato con dei gorilla ritardati, è anche ovvio che finisci con lo scornarti per la piccola banana che ogni tanto ti gettano dentro.
Ma NON siamo nella stessa gabbia!!!
Non condividiamo NULLA, ben pochi interessi, nessuno scopo e nessuna modalità!
Basta davvero un piccolo quantum leap watzlawickiano e non solo saremo fuori dalla gabbia ma scopriremo che essa non è mai esistita, ma al contempo riusciremo ancora a scorgere gli altri prigionieri ancora lì a cavarsi le pulci a vicenda e farsi i complimentucci -ucci -ucci e ad allontanarcene in fretta. In fretta!
Purtroppo non c'è reale ricetta per questi salti e rimane il rammarico per il tempo sprecato.

Non c'è lotta, perché i piani sono differenti, sfalsati, incomunicanti.
E c'è anche dell'altro.
Affermiamo senza mezzi termini che questi siti sono spazzatura, vero?
E poi li leggiamo???
Ergo leggiamo della spazzatura, no?
E consci di leggere spazzatura.
Questo è un cortocircuito o almeno una attività dannosa, non è più ecosostenibile, sono titoli tossici e dobbiamo sbolognarli a chi è ben contento di comprarli.

Io non leggo Il Giornale e non vedo un film di Vanzina da boh, vent'anni.
Perché dovrei farlo?
Queste robe sono come la Cronaca Vera del fantastico e le persone che le leggono e ci scrivono possono appartenere a pochi tipi, tutti comunque sfruttati dai vertici e fatti lavorare gratis...
Ci può essere il giovane di buone intenzioni e discreti mezzi, pieno d'entusiasmo, pronto a farsi sfruttare: mi spiace molto per lui ma se è in gamba prima o poi se ne andrà e finirà tutto bene.
Ci può essere quello più vecchiotto che ancora non si è reso conto del livello: per lui non ci sono più speranze.
Ci può essere lo squaletto che sa bene quanto la situazione sia penosa ma è intenzionato a ricavare tutto il possibile da essa: anche in questo caso non è possibile farci niente ma almeno è un tizio consapevole.

Sarebbe come leggere Wired per capire qualcosa di Internet, cristo. O Rolling Stone per la musica, andiamo, ma che scarso rispetto abbiamo per noi stessi?
Lo sappiamo no, che Wired o Rolling Stone fanno schifo al cazzo?
Tempo di abbandonare le crociate e proporre un vero volume di fuoco propositivo.
Tempo di smettere di pensare di “svegliare” i loro lettori e spettatori.
NON sono gli stessi miei lettori e spettatori, non si può svegliarli e non significa nulla svegliarli: per i loro standard Fantasy Magazine o Horror.it o altro ancora sono centinaia di volte migliori del mio sito e di parecchi altri blog e ci sta tutta, è cosa lecitissima e sono fatti loro.

Ma che arroganza pensare di “svegliarli” e “far capire loro la verità”, madonna che arroganza che ho avuto, ma che schifo che faccio certe volte.
Ma come posso aver dimenticato certe lezioni e ricascare in fantasmi e illusioni, nella fantasia di un lavoro culturale che possa cambiare la macchina dal di dentro?
Ma come posso aver dimenticato così a fondo la lezione dell'amatissimo Bianciardi?
Chi crede si possa cambiare il sistema dal di dentro (e chi, variazione 2.0, afferma che non esiste "fuori") o è un grande ingenuo o, e propendo per questa ipotesi, un grande ipocrita. Propendo per questa seconda ipotesi in quanto vedo che c'è troppo guadagno a stare dentro e far finta di lottare con noi. La botte piena e la moglie ubriaca, no?
A Bianciardi bisognerebbe tornare sempre, quando si hanno dubbi basta rileggerlo tanto è ancora attuale. 
Per fortuna la mia è amnesia momentanea e posso tornare a lui con facilità e felicità in un secondo, altri invece paiono sordi a un livello che ti fa sospettare che facciano finta di esserlo da troppo tempo.
Quindi usciamo fuori dalla gabbia e lasciamoli lì dentro a tirarsi escrementi e mangiarne pure, scimmie pazze.

Lo vedo dai dati di ingresso, ai miei lettori interessano molto di più i post costruttivi più di quelli distruttivi e a me negli ultimi mesi interessa scrivere sempre più i secondi che i primi.

Io, in pubblica piazza, mi vergogno ora per tutto il tempo che ho sprecato su queste cose.
Chi s'incula La Sete?
Chi si caga Sfrangiaminchia.it e PiccioneMannaro.com?
Chi se ne fotte di Orvieto?
Risposta: nessuno nel mio universo di riferimento e io ho sbagliato a non guardare al mio universo di riferimento.
Quando rifaranno un concorso di racconti in un festival simile pensate davvero che ci saranno MENO iscritti solo perché ho denunciato come è andata?
No, ce ne saranno di più e tutti contenti a mirare ai quindici minuti di fama nel fandom del cazzo. Vedrete: se rifaranno Orvieto avrà ancora più successo della prima edizione e se non la rifaranno organizzeranno qualcosa di simile e andranno avanti così perché sanno andare avanti solo così.

Perché, spiace dirlo, bisogna rendersi conto che il grosso della scena è composto da persone di gusti e cultura limitata, che affrontano le passioni come affrontano la scelta dei gusti di gelato durante lo struscio del sabato.
E queste persone non possono interessarvi, non devono interessarvi: sono volatili e vanesie e inconsistenti.
Oggi sono hovvov, domani tiferanno per il Milan, fra tre anni stileranno le classifiche dei migliori puttan tour o chissà che altro.
Nulla di male eh, bisogna anche togliersi da questa disastrosa visione dicotomica male/bene, ognuno gestisce i suoi interessi con il livello di profondità e impegno che gli pare consono e infatti esistono nicchie molto diverse.
E le nicchie dei siti, autori, scrittori, registi e quanto altro discussi in precedenza NON sono le mie e pace.

Molti di questa “scena” non sanno cosa voglia dire scrivere lettere in Australia per ricevere qualche oscura fanzine cartacea.
Non sanno cosa voglia dire rovinarsi gli occhi su un brutto CAM o una vhs copiata venti volte, con l'orecchio attaccato all'altoparlante di un televisore d'anteguerra.
Non si informano al di là del mero fatto epidermico, del vissuto superficiale del momento.
Non sanno magari nemmeno leggere in inglese (Orlando tu non c'entri, non partire in quarta!).
Non sanno distinguere.
Non sanno distinguere.
Non sanno distinguere.
Non hanno (perché non vogliono o non sanno come fare per averla) consapevolezza.
E questo è micidiale ed è alla base di tutto, non possiamo sperare di conquistarli o controinformarli e non so nemmeno perché dovrebbe interessarci.

E c'è un'ultima considerazione, non meno valida di tante altre.
Smettere di leggere questi siti significa stare meglio.
Sia a livello di inquinamento mentale sia a livello di ondate di odio riversate da alcuni dei loro picchiatori da forum.
Smettere di leggere le cose che dicono di voi questi goikoetxea della dialettica significa stare meglio.
Significa avere più tempo a disposizione durante la giornata per fare meglio le cose che ci interessano.
Preferite leggere, chessò, Locus o ScopriamoOraSteampunkEMettiamociA SfornareLibriFinoAllaProssimaModa.it, perdio?
Rue Morgue o TortorellaInsanguinata.it?
Andiamo...

Se pensate che La Sete sia una buona o discreta antologia;
se credete che Fantasy Magazine od Horror.it siano buoni o discreti portali d'informazione;
se per voi Zampaglione salverà il cinema italiano o Evangelisti è un grande del fantastico e quel truogolo di Carmilla un sito di quelli che spaccano e non la mandano a dire;
se ancora credete che una  latimeria come De Turris abbia qualcosa da dire sul fantastico o che Lippi il Limulo abbia diritto a campare ancora vent'anni su gli scarsi meriti di vent'anni fa;
Se per voi Tolkien è di sinistra e Lovecraft di destra (o viceversa, sedetevi, la tavola è imbandita da decenni);
se  per voi "come il Re di Bangor nessuno mai";
se vi bevete il cerchiobottismo del cercare di “dare dignità fantastico italiano” salvo poi offrire un sacco di spazio alla Strazzullo sul maggiore quotidiano del Paese...

Beh, non credo ci possa essere un terreno comune per anche solo cominciare qualche tipo di confronto e più che altro (e dato di fatto ancora più importante), sono sicuro che i miei articoli non possano interessarvi in alcun modo: perché mai dovrebbero?

Erano anni che non passavo da quei siti: ci sono entrato durante la settimana scorsa dopo aver letto quei due post di cui vi parlavo e non si può volersi così male da leggere settimana dopo settimana pagine del genere.
Secondo me a parlarne, anche se male, stiamo facendo il loro gioco.
Quindi basta.
Come avvisato tempo fa, cancello ora i post apparsi in precedenza che parlavano di questi aborti assortiti e poi si chiude, è anche un rito, no?
Come mettere un sigillo su un portale malebolgico che vogliamo chiuso per i prossimi eoni, strani o non strani che siano.
Quindi l'obbiettivo dichiarato, visto che quello precedente è andato a buon fine, è di passare da 4 post su 140 a 0 post su 250 nel prossimo anno.
Mi sembra possibile e auspicabile.
Faremo la conta fra un anno esatto, dai...
Commenti chiusi, non è argomento in discussione ma solo un annuncio di manutenzione sito.
A domani con una recensione!

E ricordate sempre:

"Qua giù m'hanno sommerso le lusinghe / ond'io non ebbi mai la lingua stucca"