THE COLLECTOR
2009, USA, colore, 90 minuti
Regia: Marcus Dunstan
Soggetto/Sceneggiatura: Patrick Melton e Marcus Dunstan
Produzione: Liddell Entertainment
Arkin è un ex ladro che ora sta cercando di sopravvivere lavorando in modo onesto, installando inferriate e facendo ogni tipo di piccola riparazione.
Al momento lavora per i Chase, una ricca famiglia (coniugi, figlia sotto i dieci anni e altra figlia adolescente) che si è trasferita in una splendida villa fuori Detroit.
Ma Arkin ha debiti che nessun uomo onesto potrebbe ripagare o meglio, li ha la sua ex moglie e lui attaccatissimo alla figlia, intende aiutarla a ogni costo.
Progetta così di riprendere il vecchio mestiere per un solo colpo: i Chase sono fuori per il fine settimana e lui può svuotare la cassaforte in pochi minuti.
Quando però Arkin penetrerà, nottetempo, nella villa, avrà una brutta sorpresa: un misterioso assassino è entrato prima di lui, catturando l’intera famiglia Chase e riempiendo la casa di mortali trappole artigianali per giocare al ragno con le sue prede.
Il ladro dovrà decidere se fuggire dalla ragnatela o aiutare chi è rimasto intrappolato nella casa mortale…
Posso giudicare in modo positivo un film solo per il carico emotivo che mi ha dato (per probabile puro caso) e per avermi fatto schierare e tifare come non mi accadeva da parecchi mesi?
E intendo addirittura tifare per l'eroe eh, per il "buono"...
No, per quanto possa rimanere di fronte alla tastiera a cercare di trovare buone parole per questo ennesimo pasticciaccio della famigerata ditta Melton and Dunstan non riesco a trovare valide giustificazioni e scusanti.
Nonostante mi sia emozionato e abbia tenuto per il ladro contro il ragnaccio.
I due sceneggiatori hanno da qualche tempo esaurito ogni tipo di credito accumulato in occasione dei primi due Feast e continuano a rimasticare film dopo film il consueto impasto di trappoloni alla Saw, pensando che per costruire un film sia sufficiente mettere insieme qualche scena slegata ad alto tasso di violenza, mandando a fottere coerenza, motivazioni, psicologia, logica e plausibilità.
Versione artigianale di tanti altri loro copioni, si potrebbe dire che The Collector sta ai vari Saw come un geometra ruspante può stare a qualche ingegnere raccomandato.
Ci si stanca ben presto delle varie trappole disseminate dal mostro e all’ennesimo richiamo alla figura del ragno, imboccati a forza di metafore e simboli pacchiani da una sceneggiatura grezza e supponente, finiamo con il dolorare quando il cucchiaio simbolista ci sbatte per la centesima volta contro contro i denti, ci tappiamo la bocca e anzi, magari sputiamo fuori pure un po’ della sbobba che ci avevano cacciato in gola fino a quel punto.
Ed è un peccato, perché la pellicola ha qualche spunto interessante e un trattamento della materia superiore al parente nobile, a partire dall’assenza del frusto e pretestuoso sottotesto morale e alla positiva mancanza delle brutte e noiose complicazioni di plot occorse alla franchise sawiana nel corso della sua carriera su grande schermo.
Discreti anche alcuni istanti truci, filmati e montati con discreta lena e, sopra ogni altro elemento, azzeccata la figura dell’eroe per caso, un Josh Stewart dallo sguardo perso e tristissimo per tutto il film al quale mai avrei pensato in fase di cast per un personaggio di questo tipo.
Ma gli elementi azzeccati rimangono comunque accettabili solo a livello superficiale e persino la buona maschera di Stewart crolla quando si guarda alla sua psicologia.
Il resto è una sbadigliosa tiritera di torture compiaciutissime, di fotografia manipolata all’eccesso che manco nei peggio momenti di Mtv e una continua atmosfera artificiosa che, associata a certo uso criminale di musiche troppo conosciute e piacione (Depeche Mode, wow! Bauhaus, strawow! Korn, ultrawow all'originalità!) lascia un retrogusto di plastica e gomma, di tortura narcisistica e verdastroclip di Marilyn Manson che, da qualche anno a questa parte, non può e non deve bastare nemmeno ai fruitori di bocca buona.
Brandon Cox sparge sopra a ogni fotogramma una patina colorata di malaticcio che spesso vi farà sfregare gli occhi e temere di aver contratto qualche glaucoma e ben tre persone riunite a cercare di montare il film dimostrano che il totale alle volte può essere di gran lunga inferiore alla somma delle parti.
Evito anche di andare a ficcare il naso nei buchi logici di un copione made in/of Emmenthal (il cane lupo? Le trappole che valgono solo per le vittime? Il mostro che in tre ore riesce a montare tutto quel circo? L’assurdo finale?) perché non è necessario stravincere e, anche senza criticarne troppo lo script, The Collector ha parecchie gatte da pelare (una però se la sbriga veloce con quello strano acido colloso nella stanza al piano di sopra, wtf) e vorrebbe dire infierire su un titolo che, insieme al prossimo Saw, mi auguro chiuda una volta per tutte la sterile parentesi dei film di trappoloni, geni del male e torture assortite.
Solo per collezionisti…
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Filmato:
martedì 2 novembre 2010
The Collector (2009)
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Ma davvero c'è qualcuno che pensa che scrivere "dagli autori di SAW IV, V e VI" possa avere una ricaduta positiva sul successo di una pellicola?
RispondiEliminaE Poi cosa?
"Dal regista di 'Filmino Parrocchiale 4 - La Gita a Gubbio'..."
Secondo me ci sono più rischi e trappoloni in una gita a Gubbio che in tutta la franchise di Saw eh...
RispondiEliminaOT!
RispondiEliminaElvezio... ho appena visto Paranormal Activity 2. Come ricorderai, il primo non mi era dispiaciuto, anche se riconoscevo fondate buona parte delle critiche che muovevi.
Il seguito credo che mi abbia... mi abbia... beh, "fatto scendere i coglioni a terra per poi calpestarmeli da solo", la trovo una definizione adeguata, sissì.
Ma quasi quasi nonostante l'aria di cazzatone che si respira quasi quasi un giro me lo faccio con questa pellicola.In fondo un pelettino di voglia di divertirmi con qualche filmetto di serie z come quando avevo 18 anni senza retropensieri c'è l'ho.
RispondiEliminaNonostante sia stato scritto dalle scimmie ammaestrate di SAW.
OT.
Gubbio è troppo bella per associarla alle scimmie ammaestrate che scrivono SAW.
Hanuman ti dico solo che c'è una scena del buono che il cattivo gli lancia contro i coltelli dell'apocalisse e lui li evita manco fosse in Matrix con le slo-mo-contorsioni, fantastico...
RispondiEliminaAllora Paranormal 2 non lo vedo, se tu mi dici così mi fido, che già di quegli organi di cui hai parlato non ne ho tanti, se li perdo in fondo alle scale non li trovo mai più...
Nick, mah, sì dai, guardalo, così poi torni a bestemmiarmi che dovevo avvisarti di più! :)
I suoi momenti ce li ha, peccato che sono annegati in un mare di pupù...
Ok, questo film farà pena e tutto quanto ma... bentornate horrorecensioni, qui tra musica, concorsi e sfoghi vari si era perso un po' di vista il caro, vecchio sangue! E sai che a noi bloggher piace il sangue, oh sì!
RispondiEliminaAnche se, dopo un periodo di grazia assoluta, mi sembra che la qualità media degli horror stia pericolosamente precipitando. È solo una mia impressione? Qual è l'ultimo film horror di qualità che avete visto?
Eh... Lo so, tornerò a pieno regime solo dopo Natale, mi aspettano i due mesi più di cacca ever sul lavoro, in negozio fra novembre e dicembre facciamo boh, fra un quarto e un terzo dell'incasso annuo...
RispondiEliminaUltimo di reale qualità House of the Devil ma dopo di quello parecchi lavori accettabili...
ma dai ragazzi è bello sto film... almeno mi ha tenuto inchiodato al divano fino alla fine! L'unico momento del cxxx è il finale quando lo investe la polizia...li mi sono messo a ridere! ma per il resto... non mi è dispiaciuto affatto!
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