Tre appuntamenti settimanali con Luciano Bianciardi e alcuni estratti da sue opere: la scelta degli pezzi è dettata da discussioni e avvenimenti di questi ultimi mesi che paiono “nuovi” e “urgenti” e che invece erano già vecchi cinquanta e più anni fa, come si potrà notare leggendo quello che, insieme a Mastronardi, ritengo uno dei più grandi autori italiani del secolo passato, capace fra l'altro di vivere con coerenza e pagare sulla pelle (l'impossibilità di abituarsi al lavoro presso Feltrinelli, il rifiuto alle proposte di Montanelli) certe sue idee.
Questo giovedì tocca a libri e scrittori...
da Il lavoro culturale (1957):
Dal meridione venne Simonetta, un salernitano grasso, con i baffi: aveva sposato una ragazza della nostra città, e gli avevano trovato quella sistemazione, come responsabile del lavoro culturale. Per prima cosa si fece compilare un elenco degli intellettuali cittadini, degli avvocati, dei medici, degli insegnanti, dei professionisti, e andò a presentarsi a tutti. A Marcello strinse la mano con calore, ed entrò subito in argomento: “Come forse lei sa,” gli disse, “c'è oggi in Italia la crisi del libro.”
(… segue breve excursus storico su libro e invenzione stampa, ometto...)
Con l'invenzione della stampa, con l'uso della carta come materia scrittoria, con il successivo enorme progresso dell'arte e dell'industria grafica, è cominciata e si è andata aggravando la crisi del libro.
Infatti, se al tempo degli amanuensi la scrittura di un libro dipendeva direttamente dalla richiesta dei lettori, più tardi, crescendo enormemente la tiratura, grazie alla stampa meccanica, è diventato molto più difficile trovare un numero di lettori pari al numero crescente delle copie stampate. Nell'antichità era il lettore che cercava il libro mentre oggi il rapporto si è invertito: il libro cerca il lettore.
In Italia la crisi è complicata dal fatto che moltissimi scrivono e pochissimi leggono. Ogni anno in Italia diecimila persone danno alle stampe le loro opere, e se si tiene presente che un solo libro viene stampato, su cento che arrivano manoscritti sul tavolo di un editore, ne risulterà che abbiamo in Italia un numero altissimo di scrittori, fra editi e inediti: circa un milione, o anche di più. Forse il numero degli scrittori è pari a quello degli analfabeti, e fors'anche il problema dell'analfabetismo si potrebbe risolvere imponendo a ciascun autore d'insegnare a leggere a un analfabeta, servendosi del suo libro inedito come di un sillabario.
Ripeto: scriveva queste cose nel 1957...





















Ho appena letto in sequenza "Il lavoro culturale" e "L'integrazione", dopo la folgorazione de "La vita agra". Fra l'altro parte del merito è anche tuo, che "La vita agra" mi ero deciso a leggerlo dopo un tuo post di qualche mese fa, quindi grazie, davvero. L'autore più importante che ho scoperto negli ultimi anni, senza dubbio. Per le mie inclinazioni vale come 10 House of the devil. Cinque, dai, che non vorrei farti innervosire...
RispondiEliminaTra le citazioni aggiungerei anche questa, che si inserisce nella sconvolgente attualità di cui parli. E' simbolo di quanto siamo immobili come paese:
"Anche nella nostra città, come in tutta Italia, gli insegnanti di scuola media erano, per il settanta per cento, avventizi, cioè non avevano un posto stabile [....] E così, ogni anno, appena finita la scuola, dovevano presentare domanda per l'anno successivo..."
E questa, che nella chiusa ottimistica sembra invece lontana anni luce dai nostri strani giorni:
"Ci sono altri giovani al posto loro, scamiciati e scarruffati, che non sempre mangiano. E' una trafila che tocca a tutti. Tra un paio d'anni si saranno sistemati anche loro."
Tu hai letto anche i romanzi di argomento risorgimentale? Vista la caratura dell'autore mi tentano, pur avendo una scarsa passione per il romanzo storico.
Ahahah la citazione che hai proposto è la 2 di 3 e la posto prox settimana!!!!
RispondiEliminaMi hanno regalato il suo antimeridiano e pian piano sto leggendo tutto, saggi e articoli compresi, anche se i romanzi risorgimentali mi spaventano un po'...
Ha ha ha, scusa, vale come spoiler?
RispondiEliminaHo il primo antimeridiano anch'io, prima o poi anche Garibaldi avrà il mio scalpo, mi sa...
Anche i romanzi storici valgono, consiglio vivamente!
RispondiElimina(grande Elv, Bianciardi è da tenere sul comodino ogni giorno, lieto che anche tu contribuisca al grande lavoro di sua rivalutazione che da più parti sta alimentandosi nel nostro paese)
ma è chiaro che la più forte tendenza socio-culturale dagli anni '80 ad oggi è quella di scoprire l'acqua calda... e distriburila a suon di strilli nei bar e nelle tv prima, e su facebook oggi, of course.
RispondiEliminaqualcuno sa se per caso il Bianciardi, che non si capisce come mai non venga citato ed incensato a dovere dai media (sai, prima c'è sempre Pasolini...), ha scritto anche delle condizioni delle università italiane? qualcuno lo sa?
grazie Elv per avermi riportato alla memoria quelle letture intelligenti del liceo che il tempo e la memoria hanno inspiegabilmente insabbiato.
Sai...
RispondiEliminaAccade anche a me, credo accada un po' a tutti che le letture intelligenti (come le visioni intelligenti, gli ascolti e tutto) vengano "insabbiate".
"Inspiegabilmente" non saprei, credo ci siano fortissime "pressioni" (e non intendo nel modo più assoluto ipotizzare congiure di think tank piduisti eh, anzi) che con il tempo (e sempre più spesso nelle ultime decadi) ci spingono alla facilità e alla comodità, al godersi l'ammiccamento, la rimasticatura in salsa pop e l'omaggio facilone piuttosto che risalire alle fonti, magari leggermente più impegnative (anche fisicamente, maledizione, l'antimeridiano a tenerlo in mano mentre si è in piedi sul tram pesa una svarzella!).
E questo è un peccato. Un tempo per me leggere in modo intelligente era scontato e unica via, ora lo vivo, da qualche anno, come una "lotta", un mio incaponirmi e incapronirmi a resistere all'attrazione di sirene istant food che hanno (è giusto e ovvio) molta forza di attrazione e indubbi meriti, ma che poi, appunto, lasciano in bocca questo gusto un po' fast food che, 'nsomma.
Bianciardi invece resta, spinge a riflettere ed emoziona sempre e con lui molti altri. Ripeto, provate a leggere anche Mastronardi, altro grande sepolto della nostra letteratura...
@ Greg: beato te che hai avuto modo di leggerlo al liceo...
RispondiEliminaLa mia professoressa evidentemente riteneva più interessante qualche autore meno incazzato, e a Bianciardi non dedicò neppure una parola.
Nell'antimeridiano ci sono anche i diari universitari 1939-1942 in cui penso che ci siano passaggi sulle condizioni dell'università.
@ Elvezio: dopo Bianciardi sei pusher di fiducia, quindi: cosa consiglieresti di Mastronardi? Avrei messo gli occhi su "A casa tutti ridono", che però non fa parte della trilogia di Vigevano...
Ok,ok catapulto Il Maestro di Vigevano in cima alla pila - e poi magari rileggo la Vita Agra, che son parecchi anni, e son curioso anche dell'effetto che fanno uno di seguito all'altro...
RispondiElimina@ abo: direi la trilogia, anche solo, per iniziare, Il Maestro di Vigevano.
RispondiEliminaA seconda se sei un tipo che ama (e sopporta) leggere "tutto" di un solo autore in blocco o no, io per esempio anche quando leggo roba davvero buona amo variare e quindi leggo un romanzo, poi passo ad altro, poi torno a quell'autore...
fra l'altro, come quella di Bianciardi, è interessante (per altri versi però, perché sono personaggi piuttosto distanti) la vita e certi episodi di Mastronardi uomo e autore, Calvino che scriveva lettere a sua madre e robe così...
Prima ancora di leggere l'articolo sono corso subito qui a ringraziarti! Amo moltissimo Bianciardi. Ora vado a leggere l'articolo. Grazie Elvè!
RispondiEliminaOrlando
Elv nel mio caso l'ho proprio dimenticato per i cazzi miei (il fast foodismo non c'entra, anzi, ho fin ragione di credere che il mio organismo ne sia immune). Cioè ad ogni tanto mi torna in mente che bello era stato leggere Salinger, la Woolf e Verga, per dire tre autori che mi son piaciuti ma che, insomma, è morta lì, mentre per riscoprire Bianciardi e Matheson la memoria non è stata sufficiente e ci sono voluti, nell'ordine:
RispondiElimina- un blog dove si recensiscono film dell'orrore (!!!)
- il donwloading spietato dei capolavori di Corman, di cui Matheson era sceneggiatore
sì insomma, il cinema horror mi sta salvando la vita :D
Figurarsi che, se non per per Elvis, io Banciardi non l'avevo mai sentito nominare (se non nella forma di uno scoppiatone che era con me all'università, ma questa è un'altra storia).
RispondiEliminaGrazie per questa segnalazione Elv, anch'io non conoscevo Bianciardi.
RispondiEliminaRecupero i suoi libri e anche il film con Tognazzi per farmi un'idea del personaggio.
@ idiotaignorante: eh ma in qualche modo devo ricambiare tutti i musicisti (e i complotti rettiliani) che mi hai fatto conoscere, no?
RispondiEliminaPiccola premessa: se siete quel tipo di persona che si ritiene offesa da commenti come quello seguente il mio consiglio è di passare direttamente a quello successivo.
RispondiEliminaMi ero ripromesso di non commentare per un bel po’ ma c’è un limite anche a quello che posso sopportare io.
E in questo modo rispondo complessivamente a questo e a molti dei post precedenti in qualche maniera collegati.
Voi (noi?) siete tutti pazzi.
Ma non vi rendete conto che ve la cantate e suonate da soli?
Si continua con ostinazione, in maniera più o meno velata, ad esaltare la lettura come se fosse la panacea di tutti i mali.
Ma la cultura, come ogni altra forma di elevazione personale, si può conquistare anche in mille altri modi.
E invece continuo a ritrovarmi tra gente che si straccia le vesti per la crisi dell’editoria, cosa che, in tutta sincerità, non vedo perché debba essere necessariamente un male.
Penso sia ormai condiviso da tutti che per essere un buono scrittore sia indispensabile essere un ottimo (e abbondante) lettore (condizione necessaria e ovviamente non sufficiente).
Va di per sé che se tanta (troppa) gente scrive e poca legge, la qualità di ciò che viene scritto oggi è in gran parte materia organica molto poco nobile.
E quindi dov’è il problema se l’editoria è in crisi? Che venga pubblicato sempre meno? E questo sarebbe davvero un problema?
C’è già così tanta ottima letteratura a disposizione (gratis), che aspetta solo di essere recuperata, da sfamare anche gli appetiti più voraci per il resto della vita.
Se poi si vuole far passare il sillogismo secondo cui la gente è sempre più stupida solo perché non legge, si perde tristemente il quadro complessivo.
Oltre al fatto che anche leggere male (porcate scritte coi piedi e/o dai contenuti insulsi) nuoce gravemente alla salute, il problema è semmai una ben più generalizzata rinuncia alla vita, vuoi per inseguire altro o per illudersi di riuscire a vivere le vite di altri.
Questo sì che avvilisce davvero la persona.
Se invece si appartiene alla “minoranza lettrice”, ciò che proprio bisogna evitare è di rifugiarsi in compiaciute sindromi da accerchiamento, il sentirsi in lotta contro un mondo ingiusto e cattivo che non capisce i nostri bisogni.
Appartenere a una minoranza deve essere un incentivo al confronto e al dialogo altrimenti si finisce per essere disprezzati e temuti, ve lo dice uno che calza giusto giusto in due o tre delle storicamente più perseguitate.
Meglio sarebbe quindi apprezzare la propria diversità e viverla con serenità e non come piedistallo da cui ergersi a severi giudici del prossimo.
Basta quindi discorsi rabbiosi, rancorosi, diffidenti verso quella maggioranza che presumiamo limiti la nostra libertà solo per il fatto di esistere.
Oltre a non servire a nulla è il primo passo verso quell’onanismo contro il quale, a ondate, si riempie la bocca anche Elvezio, salvo poi, umanamente, cascarci spesso anche lui,.
E’ proprio questo parlarsi addosso, insito in chi è accecato dalla propria passione per qualcosa, che porta a dare del mentecatto a qualcuno che non abbia condiviso certe letture o semplicemente non ne condivide l’entusiasmo.
Lo ammetto, non ho mai letto Lovecraft.
Ma non mi ritengo un minorato.
Non ancora.
O almeno così pare a me.
@Martin:
RispondiEliminapremetto che della crisi dell'editoria non me ne frega nulla. io cosa mi piace leggere (e se non lo so, lo scopro) e sono abilissimo nel procuramelo.
parlo per me: la storia del "sei cerebroleso se non leggi poe o lovecraft" è stata chiaramente una battutaccia da onanista (prendo in prestito) e come tale ti prego di assimilarla. anche se, lo sappiamo, questo tipo di espressioni pendono sempre da un sottile filo di verità... :D
@ Martin: a titolo personale posso dire che sono preoccupato della crisi del sistema culturale globale del paese, di cui l'editoria è solo una fetta.
RispondiEliminaSe uno odia leggere secondo me si perde qualcosa, ma fa benissimo a non leggere, ci mancherebbe.
Se a questo però somma un totale disinteresse per qualsiasi forma di cultura, ritenendo futile ciò che non riempie la panza ("Fatevi un panino con la Divina Commedia" dice quello, "Pompei? Quattro sassi" continua l'altro") allora la cosa è grave.
Ah, per non rischiare accuse di faziosità, il fatto che le due perle di saggezza citate siano di appartenenti alla stessa ala politica non significa che l'altra mi faccia stare tranquillo, tutt'altro.
Caro Martin, i tuoi commenti sono sempre estremamente stimolanti e intelligenti. Mi piaci molto e spesso concordo in pieno con quel che dici. Così anche con questo tuo commento, tranne nel punto in cui parli del cantarsele da soli: io credo che ci voglia, proprio a livello di sopravvivenza individuale, un posto/un momento in cui ci si possa ritrovare per interessi affini e credo che questo posto, così come pochi altri (per me i soliti: Mastro Mana, McNab, Gamberetta, il Duca e pochi altri) sia ottimo non solo per cantarsele e suonarsele, ma anche per stare un momento bene tra amici (virtuali, ok). Qui mi sento libero di dire proprio tutto quel che mi passa per la testa, così come mi sento libero di non dire assolutamente niente senza temere di essere giudicato "vacuo".
RispondiEliminaSul fatto che la lettura non sia la panacea di tutti i mali siamo daccordo... ma è un'attività così bella, per me, che mi piace molto far parte di questa (come di altre, mi sa che anche questo ce l'abbiamo in comune) minoranze.
Comunque, volevo dirti che anche quando non sono daccordo con te trovo i tuoi commenti sempre interessanti e pieni di stimoli.
Orlando
(p.s. anche a me della crisi dell'editoria frega un cazzo, anzi si pubblicassero tante cazzate in meno!)
Martin, io credo che questa volta il fraintedimento sia profondo o meglio, posso solo parlare per me e per quello che mi è sembrato di capire da quanto letto di Bianciardi.
RispondiEliminaSono anni (dovrei spulciare i commenti sul blog e non saprei davvero come fare, ma ci sono) che vado dicendo che un bicchiere di Teroldego è preferibile a un libro mediocre. o, per citare, anche "we learned more from a three minutes record babe then we ever learn at school"...
E sono anni che non mi lamento della crisi dell'editoria. Anzi, a dirla tutta, se le uscite calassero del 95% io non farei una piega.
Così come sono anni che rido (e anche di persona, non solo in Rete, c'è gente che può testimoniare come mi comporto quando vado a "incontri di scrittori") degli scrittori, specie se esordienti.
Proprio per questo ho pubblicato lo scritto di Bianciardi, proprio per evidenziare quanto vittimismi, grida d'allarme patetiche e senso dell'accerchiamento erano già messi alla berlina così tanti anni fa, mentre a me pare che tu abbia inteso quasi il contrario.
Né, in nessun punto dell'opera di Bianciardi ( o delle mie parole, se per questo) riesco a vedere un senso di "chi legge è meglio di chi non legge", anzi, se fossi costretto direi che se ne evince quasi il contrario, c'è una esaltazione della vita e delle gesta che ruba parecchio spazio a quella eventuale della lettura.
A me pare che nel pezzo citato non ci sia un grammo del parlarsi addosso che tu invece individui, semmai ci ritrovo una presa in giro di questa come di altre tendenze, e per sicurezza l'ho riletto parecchie volte.
Non so se tu abbia mai letto questo autore, credo che per poterne parlare con cognizione di causa si debba farlo e capiresti subito, dalle sue primissime righe, che è la persona più distante dal vittimismo e da certi meccanismi editoriali o da circoletti di privilegiati lettori di stocazzo. E, come si evince in ogni sua pagina, è fiero critico proprio dei meccanismi che anche tu denunci e lo fa principalmente attraverso l'arma dell'ironia e dell'autoironia, di cui mi pare intriso anche il pezzo in questione.
Né riesco a individuare, nelle mie parole, qualsiasi altra delle accuse che tu muovi in questo commento e anche in questo caso sono andato a rileggere i mie interventi in questo post.
A me pare che tu, contrariamente alla tua media di intervento, questa volta abbia preso un abbaglio, ma è comunque abbaglio utile perchè a permesso (non che ci fosse bisogno, certe posizioni già le intuivo ma fa piacere vederle esplicitate) ha permesso dicevo a certi commentatori di meglio spiegare e di farti capire come sostanzialmente si trovino d'accordo con te (e con Bianciardi, e con me).
Il Bianciardi captò le dissonanze del Bel Paese in pieno boom economico.
RispondiEliminaCome scrissi tempo fa,dipinse perfettamente lo smarrimento estetico ed etico di fronte a quell'Italia di ex contadini imboniti e imbottiti di Carosello.
Il Luciano fu geniale non solo nei libri più celebri("La vita agra","Aprire il fuoco"),ma anche nei pezzi che vergò per il Guerin Sportivo...
Altri autori da (ri)scoprire...
Confermo il Mastronardi de "Il maestro di Vigevano" e propongo Salvatore Satta:"Il giorno del giudizio" è un capolavoro visionario e crudele.
"Il mio libro è pronto. Ma a chi darlo ora? Come accoglierebbe Bontempelli una proposta di pubblicarlo? Tentare ancora con "Solaria"? Come mi consigli?
Tutto è diventato difficile nella nostra patria.
Quattro coglioni hanno il monopolio culturale,da loro non c'è da aspettarsi che altri Fraccaroli valorizzati."
(Salvatore Quasimodo,1936)
Il fraintendimento è dovuto al fatto che le mie considerazioni non erano specificatamente rivolte al Bianciardi, che diceva cose giuste al momento giusto.
RispondiEliminaInfatti avevo premesso che la mia era una sorta di risposta cumulativa ai tanti interventi degli ultimi tempi, post e relativi commenti.
Ho messo insieme una serie di considerazioni per sottolineare certi eccessi in cui rischiamo di cadere tutti, evidentemente nessuno escluso.
Per questo posso tranquillamente rassicurare Orlando (grazie delle belle parole) che certi spazi di dibattito sono sempre i benvenuti ma che allo stesso tempo occorre sempre stare tremendamente attenti per non cadere nella più sciatta autoreferenzialità.
Avendo ben chiaro in mente questo concetto non ho voluto lanciare invettive specifiche ma ho più semplicimente sottolineato certe derive che regolarmente, purtroppo, saltano fuori.
Fa eccezione l’unica citazione puntuale che ho riportato alla fine e che Greg è riuscito a riprendere con intelligente ironia.
Se poi Elvezio finisce che in realtà da sempre condividi, del tutto o in parte, quello che ho scritto, sarà stata un'ottima occasione per mettere chiarezza e dissipare qualche incomprensione.
Prendere abbagli non mi preoccupa, almeno fino a quando sarò in grado di esprimere con onestà il mio pensiero, e anche all'ennesima rilettura rimango convinto di averlo fatto quasi per intero.
Allo stesso modo però vengo spesso fastidiosamente colpito da certi eccessi d'enfasi che la troppa passione, se così la vogliamo chiamare, finisce per trasformare l'espressione di un opinione in una volgare esibizione di sè.
E di casi ne trovo a bizzeffe nei fiumi di discorsi delle ultime settimane, parole di molti commentatori che non necessariamente sono espressioni di cattivi pensieri ma piuttosto la conseguenza di un certo squilibrio prospettico.
Non generalizzo e non lancio strali a chicchessia ma almeno permittimi Elvezio di far suonare un campanellino d’allarme nel boato dei consensi unanimi che spesso vengono generati dai tuoi spunti di riflessione.
O credi davvero i miei discorsi siano così distanti dai toni e dalle espressioni che mi hanno costretto al silenzio (autoimposto proprio per evitare di cadere negli eccessi contro cui protesto) negli ultimi tempi?
@Martin
RispondiEliminaPotrei iniziare con le stesse parole di Orlando: anche a me i tuoi interventi piacciono, e spesso ho l'impressione di essere in sintonia con te quando si toccano argomenti "seri".
Certo, io qui faccio spesso anche interventi off-topic e di cazzeggio, che magari dal tuo punto di vista sono parte del problema: hai detto più volte, se non sbaglio, che non vorresti veder diventare questo luogo un forum, o magari un reality show in cui Elvezio mette in piazza i fatti suoi e la claque gli urla la sua approvazione. Credo ci fosse questo all'origine della tua decisione di non commentare più dopo il secondo post sulle canzoni.
Questo tuo commento mi ha lasciato perplesso: sulle prime ho proprio capito da dove uscisse. In pratica tu hai preso il post sull'editoria (in cui sono intervenuti, diciamo, x e y) il post su Lovecraft (in cui sono intervenuti w,z,k, e in cui gli appassionati di Lovecraft si sono dimostrati... appassionati) e il post di oggi (z,k,j,h) hai forzato un interpretazione comune soggiacente a questi tre post ("rispondo a questo e ad altri in qualche modo collegati") e ti sei rivolto a tutti indiscriminatamente con un "voi" totalizzante, annullando ogni differenza come se parlassi ad una mente alveare. Scusa ma come esempio di "confronto e dialogo" e di rispetto per gli interlocutori lascia alquanto a desiderare.
Dando per assodato che hai frainteso il senso della citazione di Bianciardi che è, incidentalmente, lettura interessante anche al di là di valore letterario o gusto personale - vorrei dire la mia sulle questioni che sollevi. Musica e letteratura sono sempre stati (coll'esclusione di alcuni periodi al liceo e all'università) piaceri onanistici per me. Quasi nessuno dei miei amici condivide i miei interessi in questi campi.
RispondiEliminaIl mio migliore amico ascolta solo jazz e classica e legge quasi solo saggistica - roba bella, politico sociale che interessa anche a me, ma letteratura quasi nulla. Altri non hanno interesse per la musica o leggono solo i giornali, un altro ha la passione del cinema mentre io di film se ne vedo sei in un anno è tanto, etc. E' ovvio che l'amicizia poggia su altre basi, che non mi sento superiore ai miei amici per avere interessi diversi, e che penso che ognuno di loro abbia comunque trovato una strada soddisfacente per la propria realizzazione personale.
Post un po' vittimisti ne ho letti (non tanto qui) e non convincono neppure me. Ciò non toglie che, come dice bene Orlando, ho scoperto di sentire il bisogno di spazi in cui discutere con persone che hanno interessi affini.
Il discorso sulla crisi dell'editoria è complesso. Il problema per me non è la percentuale di "merda" ma il fatto che essa toglie spazio vitale ed esposizione a cose magari più interessanti. Anche la tanta ottima roba che aspetta di essere recuperata (p.e. io conoscevo Bianciardi, ma non Mastronardi) rischia di perdersi nel calderone.
Sulla lettura posso essere in parte d'accordo: come passione, non è certo superiore a quella per la musica, il cinema, lo sport o quant'altro. Però, proprio guardando il quadro complessivo, secondo me il problema è l' incapacità di leggere, in senso Milaniano : saper interpretare con confidenza i giornali, i libri, la realtà. Chi non sa "leggere" non ha voce.
Ps l'ho scritto prima di vedere il tuo ultimo post.
@ Martin: proprio perché ho (quasi) sempre recepito critiche in modo che mi pare aperto, ammesso vacillamenti e sconfinamenti, rilassamenti e derive, proprio perché cerco di tenere il livello di autocritica molto alto (anzi, in tanti mi dicono che lo tengo troppo alto, è uno dei motivi per esempio per cui non ho mai inviato miei lavori in giro), proprio per questo in questa particolare occasione mi pare giusto impuntarmi e dirti che sì, ascolto anche questo campanello d'allarme che fai suonare, come spesso ben fai, ma a questo giro stranamente non mi preoccupo, la situazione mi sembra sotto controllo e chiunque mi conosca un attimo sa che non è affermazione consueta per il sottoscritto.
RispondiEliminaE non credo nemmeno che ci sia un "boato di consenso", perlomeno non sempre e non ai livelli che noto in molti altri blog (che giungono a moderare i commenti per togliere le voci sgradite), credo che questo boato avvenga più che altro in situazioni nelle quali, non per merito mio, sia difficile non trovarsi d'accordo (la qualità di certe canzoni, film o libri e la forza emotiva che essi suscitano, per esempio), ma, appunto, non è tanto consenso nei miei confronti quanto nei confronti dell'oggetto in discussione...
E, appunto, parlare di mente alveare unanime e consenziente non mi sembra giusto. Rispetto, chessò (vado a spanne eh) ad anni fa (durante i quali c'era sì molto più consenso e quindi, di conseguenza, un calo drammatico di spunti di discussione) ora ho collezionato (e me li sono cercati e coltivati eh, c'è, ti assicuro, una volontà e una azione dietro tutto ciò, non avviene per caso) utenti come Mana, te, marco, Greg e tanti altri che non esitano mai a bacchettare e dissentire, se ci rifletti un attimo.
Non ce li vedo, questi tizi, te compreso (e molti altri che non ho nominato, da Gelostellato, idiotaignorante, Orlando, McNab, madò, la lista è lunga, più ci penso più è lunga) spargere "yeah sei un grande" così, tanto perchè siamo vicini di blog, proprio no...
Ma...
Ma...
Siccome io sono appunto paranoico e fortemente autocritico, anche in questo momento nel quale ritengo che tu stia esagerando, il tuo intervento, non ci posso far nulla, mi colpisce lo stesso e mi impone di stare ancora più attento, che è cosa pericolosa dall'altro versante in quanto magari può bloccare miei futuri interventi...
Insomma, generi sempre un bel cortocircuito e mi dai da fare, spetta a me filtrare e non farmi troppo condizionare da nessuno. Mentre credo di riuscirci benissimo con gli elogi, che mi fanno poco, temo di essere ancora troppo sensibile alle critiche, insicuro, appena uno dice qualcosa (bene però, ovvio, altrimenti non lo noterei nemmeno) subito mi preoccupo...
Detto questo, visto che scorsa settimana non siamo riusciti a vederci, cerchiamo di incontrarci prox settimana, con o senza scusa del cinema (esce però Devil, quindi lo si potrebbe comunque andare a vedere, ora vado a dormire un 5-6 ore poi scrivo piccolo post per coordinare l'incontro e visione del film).
Stavolta mi sento un pesce fuor d'acqua nella discussione...non ho letto nè Bianciardi,nè Mastronardi(SHAME ON ME,ovviamente,ma recupererò) e non sono nemmeno uno di quei commentatori che Elvezio cita sempre-ed infatti non mi cita mai,quell'Elvezziaccio- :).
RispondiEliminaBah, vado a vedermi Devil da solo.Così imparo.:)
Non farmi sentire in colpa... (A proposito, bentornato, spero tutto bene)
RispondiEliminaAltrimenti ti ricordo che sei tu che hai dato buca all'incontro a Nizza Monferrato eh, non certo io, muahahahahah...
Intanto ho perso l'incontro di Nizza Monferrato,non certo per colpa mia.Tanto per chiarire.
RispondiEliminaPoi grazie,diciamo che le cose sul lavoro vanno sempre peggio(e per peggio intendo peggio) però è tornata la combattività e credimi ce ne sarà bisogno.
Nick non preoccuparti: io non ho letto (né visto) il 90% delle cose di cui parlate.
RispondiEliminaPerò annaspo mica male, eh.
Sperando in un prossimo incontro, un caro saluto.
Orlando
Nick
RispondiEliminaè ovvio che non ti metta fra i commentatori che non esitano a bacchettare e dissentire : TU gli dai SEMPRE ragione!
;)
Spero presto anch'io.
Cacchio Marco è vero:
RispondiEliminaAvevo sottovalutato la ben nota tendenza al masochismo del siur Sciallis.
Porca miseria,ho sbagliato tutto anche in questo:)
Spero presto anch'io ragazzacci.A te a Orlando al siur Sciallis e gli altri.
Credetemi ne avrei voglia e bisogno.