venerdì 19 novembre 2010

Ah beh, se lo dice Houellebecq...



Michel Houellebecq ribadisce che della letteratura del Novecento si salveranno solo Tolkien e Lovecraft, tanto per confermare la sua abitudine a dover sparare continue battute di pessimo gusto (e senza motivare e documentare, non sia mai) per tenere alto l’interesse sulla sua persona e quindi sulla sua opera.

Opera che ho letto tutta, per cercare di capire cosa mai spingesse le moltitudini sinistrorse e, un po’ meno, destrorse a seguire come un profeta questo autore dallo stile sciatto, dalla prosa piattissima e poco evocativa, dalle idee rimasticate e che a me sono sempre parse già banali e sorpassate da tempo ma comunque, in qualche modo, ancora godibili (e infatti continuo a leggerlo, così come piacciono le pantofole comode e mezzo distrutte, ben sapendo che bisognerebbe cambiarle e presto lo si farà).
Amo Lovecraft mentre non sopporto granché Tolkien, non mi piacciono i romanzi dove principi e re hanno poteri salvifici per diritto di nascita, ma non è certo il valore indiscusso di questi due autori il punto. Sono le facili battute di un buon scrittore e (per quanto ho potuto leggere) pessimo uomo che vengono scambiate per gran belle cose importanti ad allarmarmi.

E pur trovando appunto discreti e leggibili le sue opere, mai ho sopportato le continue sbruffonate che spara di quando in quando.
Perché sono frasi a effetto che nulla significano e la cui “validità” non potrà mai essere verificata.
Nessuno, né noi né i nostri nipotini, andrà mai, fra cento anni, a controllare se Tolkien o Lovecraft saranno sul serio gli unici due autori del Novecento che "si sono salvati"; nessuno potrà già anche solo mettersi d’accordo su cosa possa significare “salvati” (vendite? numero di articoli su di loro? ristampe? ne conserveranno le opere in un bunker? boh...) e Houellebecq accumula l’ennesima insulsa castroneria, da mettere in bella mostra accanto a certe passate dichiarazioni su Islam e donne, le ricordate?

Quelle opinioni su Islam e donne, dette da altra persona, non sarebbero state sopportate da certa stampa e critica, ma si è preferito non parlarne e non ricordarle, al massimo liquidarle come simpatiche battute di un provocatore.
Sarebbe forse, proprio sulla base di molte passate dichiarazioni, opportuno cominciare a separare con estrema cura i romanzi dalle battute, dare massimo credito e attenzione ai primi ed evitare di crogiolarsi sulle seconde.

Anche perché non so voi, ma a me qui, sul momento, senza andare a consultare nulla di nulla, vengono in mente una cinquantina di autori (senza badare al genere, lo sapete che qui non si usano le distinzioni che fanno tanto comodo a chi cerca sempre gruppi e opposizioni) che meritano la “salvezza” (che brutto termine, vero?) ALMENO tanto quanto Tolkien e Lovecraft.

Odio questa retorica del "salvare", del "questi sono i migliori": ha sempre e solo portato a conseguenze disastrose.
Sono battute che non fanno bene né alla letteratura né, tantomeno, al fantastico...

36 commenti:

  1. Ma... ma... ma allora non sono solo! Guarda, ho scoperto Houllebecq anni fa quando trovai, per puro caso in libreria, il suo saggio su Lovecraft. Tempo dopo lessi Le Particelle Elementari e mi accorsi che l'autore era lo stesso. LPE, buon libro, ok. (Piccola parentesi: la mia distanza dal pensiero dell'autore, per quanto possa trasparire dalla lettura, non ha mai influito sulla mia valutazione dell'autore e del libro. Mi piace Tolkien, penso anche fosse un brava persona, ma le sue idee antimoderne filonautiste mi fanno cagare, per dire.) Trapelava un nichilismo molto à la page e fin de siecle (o come si scrive, non so, chissene) e va bene, la seriosità asinina invece mi piaceva molto meno. Poi mi leggo, varie volte, interviste a 'sto tipo: è un idiota integrale e un provocatore di infimo livello. Ho provato in seguito a leggere Le Possibilità di un'Isola, ma faceva venire due palle e l'ho mollato. Di sicuro credo che un qualsiasi grande bestsellerista all'ingrosso, da King a Tom Clancy a ChiSiVuole, valga molto di più di Houllebecq che però è "intellettuale", "francese", "anticonformista" e quindi è meglio. Mavvaffangulo.

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  2. "Opera che ho letto tutta, per cercare di capire cosa mai spingesse le moltitudini sinistrorse e, un po’ meno, destrorse a seguire come un profeta questo autore dallo stile sciatto, dalla prosa piattissima e poco evocativa, dalle idee rimasticate e che a me sono sempre parse già banali e sorpassate da tempo..."

    è bello quando ti poni le domande e ti dai le risposte da solo! :D

    e poi spiegategli a quella specie di brigatista butterato che tra una digitalizzazione di qua e un progetto Gutemberg di là sarà MOLTO difficile che di questo secolo vada perduto qualcosa.


    - Spostare "Holleplacche" nel cestino
    - Svuota cestino

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  3. Grazie Elvezio (& Idiotaignorante)
    Mi avete fatto uscire da quella che credevo essere una condizione di isolamento intellettuale assoluto.
    Mah, mi dicevo, sarò io che non lo capisco...

    Quanto agli autori che si salveranno e quelli che scompariranno - stando ad alcuni eminenti vittoriani, ed alla faccia del "sopravvalutato" Dickens, l'unico autore a sopravvivere per fama e gloria nei secoli a venire sarebbe stato Edward Bulwer-Lytton...

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  4. "La parte migliore di uno scrittore è quella che c'è sulla carta. Il resto di solito non ha importanza". Lo diceva Bukowski, e mi sa che aveva ragione.

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  5. Di Houllebecq ho avuto occasione di leggere solamente il saggio su Lovecraft. Sarà perché di HPL e su HPL ho letto molto, ma il testo di Houllebecq mi è parso piuttosto banale e privo di idee e considerazioni utili e/o originali. Ho quindi accantonato Houllebecq e oggi scopro che la cosa non mi dispiace affatto.

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  6. Di lui ho letto il saggio su Lovecraft e le Particelle elementari e: nel primo poteva informarsi meglio invece di creare la leggenda del nazista di Provvidence, buona per la maledetta razza dei giornalisti e per i brainless della setta del politicamente corretto, mentre il secondo libro l'ho trovato evanescente. Non buono scarso pessimo bello o così così ma, evanescente. Non credo di essere un suo ammiratore... comunque: Houllebecq è solo uno scrittore che può o non può piacere, che spara le sue opinioni e previsioni come tanti altri, poi se in tanti gli danno importanza la colpa non è tanto la sua ma, di tutti quelli che corrono a sentirlo mentre parla dall'alto di un'autorevole cassetta di pomodori.

    Lìberi_tutti

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  7. Sulla questione del salvare o meno un titolo piuttosto che un altro preferisco l'attitudine di chi ti mostra altro,illuminando a modo suo una parte del quadro rimasta in ombra e così via, di persona in persona.
    Ognuno con i suoi consigli o spunti da condividere.

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  8. Condivido questa posizione di Redman.

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  9. Houllembecq chi?
    Cos'è una marca di camembert?

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  10. pongo una domanda che è una domanda rimasticata ma mi vien lo stesso da porla ogni volta: ma non è che parlandone s'amplifica la boutade? cioè, ha senso pigliare per l'orecchiuzzo il cretino del giorno ed esporlo al pubblico ludibrio dicendo: "ha-aaah, ha detto una cazzata! e tutti a stargli dietro!"? (ed è evidente, elvezio, che ha detto una cazzata: tu lo sai, noi lo sappiamo e, soprattutto, tu sai che lo sappiamo, perché pur per persona digitale ci conosci).

    voglio dire: in questo angolo di buon gusto e interlocutori intelligenti, la reazione più intelligente non sarebbe stata ignorare l'ignorante?

    cercherò di tornare active, nei prossimi tempi. ad ora, vivo in uno di quei videogiochi senza boss di fine livello: tutto diventa lentamente e inesorabilemente più difficile ogni volta che aumenta il punteggio.
    maccheccazzo, vedo e rilancio.

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  11. Ciao Elvezio. Inviata e-mail all'indirizzo e.sciallis@gmail.com. Su Houellebecq non mi pronuncio perchè ho letto solo un romanzo, il primo. Non ne sento parlare granchè bene comunque...

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  12. Ldr, questa settimana il mio videogioco ha cinque scenari diversi in contemporanea...

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  13. @ molti: ma grazie a voi, temevo di essere il solo a non apprezzare granché le furbate di questo depresso/divorziato che quindi poi vomita odio e cerca attenzione!

    @ ldr: eh...
    Uff...
    Sì, forse sì.
    Ma tieni conto che l'ho fatto questa volta solo perchè c'è troppo coro a favore eh, fa piacere leggere qualche parere diverso. In genere sì, hai ragione tu, avviso raccolto...
    Se sei impallato sul livello senza boss prova a spegnere e ricaricare. altrimenti ho delle cheat................

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  14. Cortesemente inviterei Elvezio Sciallis a correggere il passaggio:"cosa mai spingesse le moltitudini sinistrorse" con decisamente destroidi. Houllebecq è ammiratissimo in ambienti " non conformi e identitari". Io lo trovo decisamente divertente nel suo nichilismo " svaccato meet depresso". Vero che quello che aveva da dire, lo ha ampiamente detto e ridetto. Il saggio su Lovecraft, a mio modesto parere non era affatto male. Se qualcuno ha avuto l'oppurtunità di seguirlo in un'intervista fatta da Ghezzi a fuori orario 4 o 5 anni fa ( con lui ubriaco e con la solita dose di benziodiazipine)poteva provocare due effetti /opzioni A) Cercare l'oblio assoluto et definitivo o B) "divertirsi" fino a rasentare la follia . La suo visione del mondo femminile è fin troppo buonista. Ammiro e seguo Elvezio..but no, la supposta maggior ( nè minore) sensibilità, complessità, profondità delle donne non mi trova minimamente d'accordo. Cordiali saluti e scusami/temi per la mia discutibilissima grammatica. Dimenticavo..Tolkien,.. nooo per pietà arghh Dan Simmons rules Massimo Malesani

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  15. :)
    Eh belin, ma credo che questo (come purtroppo/per fortuna tantissima altra roba) sia dovuto a diverse esperienze personali.
    Io, non so e non posso capire se per caso o per che altro, mi sono imbattuto spesso, in ogni momento della mia vita, in donne che davano punti ai maschi in ogni ambito e livello, è ovvio che poi ne ricavo tale lezione, non può/non deve essere universale.

    Dan Simmons rules madonna quanto sono d'accordo...

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  16. "Ti seguo da un bel pò, e ora è giunto il momento che tu senta una voce alle tue spalle Elvezio"
    Sono dell'idea che se dopo aver letto "Estensione del dominio della lotta" per conoscere l'autore, non ti sia arrivato un bel cazzotto sul muso,uno di quei sani pugni che conducono al risveglio dall'apatia che ci circonda, bè probabile che tu voglia dare senso all'immateriale, se non ti si rizzano i peli delle braccia dopo alcuni passaggi del libro, ripeto,se non....., allora evidentemente non riesci e non vuoi capire l'autore, perchè il francese ti assicuro è il miglior autore possibile nel suo genere, si "genere" perchè è un emanuense che con grande maestria rivela a chi è in grado di ascoltare l'abisso in cui è finita la società, io credo che la scrittura sia come musica in questo caso, o ti da delle emozioni o no.
    Se non sei in grado di ascoltare una melodia di non capirla allora almeno evita di giudicarla e incasellarla in quello che a te fà più comodo.
    Almeno io ho avuto questa impressione.
    Un tuo fedele ma non fan lettore.
    Nessuna anonimia: dark.planet@hotmail.it

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  17. Io ho letto "Le particelle elementari" ed "Estensione del dominio della lotta". Li ho trovati buoni, forse anche molto buoni. Anche se parecchio duri, a tratti disgustosi, anti-empatici. Devo dire che anche io fatico a catalogarlo come "sinistrorso". Però non so cosa dice al di fuori dei suoi libri, non so che tipo di personaggio sia. E la sparata su Lovecraft e Tolkien (per me, meglio il secondo) mi pare, appunto, una sparata :)

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  18. Questo scrittore non l'avevo mai sentito nominare fino a ieri pomeriggio, quando ne ho sentito una allucinante intervista in diretta su rai radio3.
    Per esempio ho capito perché io non avrei un futuro come intervistatore: al secondo silenzio dello scrittore gli avrei detto "Ohé bello, se non c'avevi voglia te ne stavi a casa tua, ok?".
    A parte la battuta tamarra, ho trovato questo signore di un'antipatia e supponenza veramente irritante.
    La lettura di questo post (non ho ancora letto i commenti) mi conferma che tanto simpatico il tipo non è.
    Voglia di leggere i suoi libri: meno di zero.
    Anche se, tengo a sottolineare, in genere non escludo letture, ascolti o visioni solo perché non ho simpatia personale per l'autore/trice.

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  19. @ dark.planet: è sufficiente inventarsi un nickname per comunicare, non c'è bisogno di mettere una mail, quando mi lamento dell'anonimato è solo perchè si fa una certa fatica a distinguere fra i vari anonimi, non perchè io voglia conoscere le identità, uno si inventa un nome e lo tiene per sempre così lo riconosciamo di intervento in intervento.

    Non credo di essere apatico ma è assai probabile che non abbia capito i romanzi dell'autore, così come non capisco tante cose. Per esempio non comprendo il concetto di "genere", fatico a distinguere fra narrativa e saggistica, figurati se afferro le distinzioni fra generi.
    E non l'ho definito sinistrorso, ho notato simpatie fra i sinistrorsi: è parecchio differente, ma di molto eh.
    E, infine, non stavo parlando dei suoi libri ma delle sue varie uscite (per me) infelici in sede di interviste, è questo l'oggetto del post, credo.
    Nei suoi romanzi non sono riuscito a trovare cazzotti o durezze o disgustosità varie: o ho il callo, o sono insensibile, o sto dormendo e non voglio risvegliarmi dall'apatia che è così calda, soffice e confortevole, gimme comfort...

    Ripeto, discrete letture eh, anche interessanti a tratt, ma nulla di che, furbe rimasticature, been there, done that, so what?

    Ovvio che però dipenda da esperienze. letture precedenti, studi precedenti e parametri personali, ci mancherebbe: siamo fallaci da far star male al solo pensiero...

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  20. "E non l'ho definito sinistrorso, ho notato simpatie fra i sinistrorsi: è parecchio differente, ma di molto eh."

    Credo succeda per lo stesso motivo per cui le stesse persone si entusiasmino per un troglodita come Massimo Fini. "E' uno fuori dal coro, che dice quel che pensa e non segue le logiche precostituite etc etc". Ok, basta questo? Essere fuori dal coro è una cosa, poi si dovrebbe analizzare questo contenuto fuori dal coro. E per il contenuto di Houllebecq e Massimo Fini è pessimo.

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  21. Condivido le perplessità. La mia posizione su questo autore è: leggo la sua roba solo a pagamento. Cominciate a mettere fogli da cento sul tavolo, vi dico io quanto basta.

    Se dovessi darne una definizione sintetica: inutile.

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  22. E' un fenomeno assai strano. Se in un blog un autore normalmente apprezzato ( un nome vale l'altro) , viene criticato o incensato dal proprietario del sudetto blog, i 4/5 dei commenti concordano con il patron .Ovvio che non discuto l'opinione di Sciallis..ghe mancaria! Personalmente ribadisco che Houllebecq, quel che aveva da dire lo ha detto..ma addirittura inutile, bah, io non rinnego il mio coinvolgimento positivo nei confronti di questo autore..anche se mò basta nè. Per curiosità, mi son beccato parecchie volte sia in rete, che nella realtà fisica, del fascista o in alternativa del reazionario, maschilista, ecc.. da amici e conoscienti di sinistra..ma sempre, sempre. Amen. p.s. mia e mail madhouse@tiscali.it tanto per evitare anonimato troll e promessa fine "pippotti" ulteriori sul francese..e per finire Thomas Ligotti rules! Massimo Malesani

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  23. Ligotti rules (ma per me non sempre, solo nei racconti più riusciti, hanno pubblicato troppa sua roba incompleta o che necessita di editing.
    Il fenomeno di cui parli non credo sia più di tanto strano: i lettori orbitano intorno ai luoghi che ritengono più vicini ai loro gusti, è anche ovvio concordare.
    Sarebbe invece strano se, per esempio, fra due mesi io sparassi un "madonna che idee brillanti e intelligenti che ha il francesino, specie su donne, letteratura e islam" e di nuovo i 4/5 dei lettori si trovassero d'accordo, quello sì che sarebbe allarmante! :)

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  24. Non ho letto Houllebecq, però

    "Ripeto, discrete letture eh, anche interessanti a tratti, ma nulla di che, furbe rimasticature, been there, done that, so what?"

    questo mi sa che lo riciclo quando farai "cosa ne pensate di Dan Simmons"

    che fra l'altro, non sta certo dietro a Mr. H quanto a dichiarazioni e simpatia, no?

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  25. I due fanno a gara quanto a simpatiche dichiarazioni, al punto che alcuni siti hanno invitato al boicottaggio di Dan Simmons per certe uscite di qualche tempo fa. Gli stessi siti non si sono però comportati in modo analogo con Mr H...

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  26. Caro Elvis,ti lovvo alla follia dopo questo post,perché vuol dire che non sono stato l'unico disgraziato che si è letto il suo meditabondo saggio su HP!
    La mia reazione?
    http://www.youtube.com/watch?v=GZIAs5NWzFk
    Scherzi a parte,era un saggio di sì e no 150 pagine,che l'autore però riesce a farti pesare come se fossero 450 pagine,con una prosa che...boh...avete presente il libri di Don Falzaga?
    Bé,se sì,sostituite <> con <> e <> con <>,ed avrete una seppur vaga idea dell'apocalittica prosa di Monsieur H. !
    Pagine,pagine ed ancora pagine di sbrodolamenti intellettuali alla pene di segugio,in cui si tenta d'infilare (con una cazzola da muratore,a giudicare dal risultato...) nella testa del lettore l'idea che Lovecraft fosse un poet maudit fatto e punito,che ogni atto della sua vita derivasse da un suo bushido personale,e bla-bla-bla...
    Meno male che subito dopo mi sono letto un onesto saggio delle Edizioni Il Castoro ; lì spiegavano,tanto per fare un esempio, che il rifiuto della sedia da direttore ad "Amazing History" fosse dovuto alla precarietà di quel posto,e non a chissà quale gesto totale!
    Se è scrivendo putttanate così che uno si guadagna i galloni da intellettuali,meglio che le mie quattro righe quotidiane me lo scriva come Monsieur,stonato da alcole e morfina...

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  27. Ehm,negli spazi bianchi sistemateci :
    1)Madonna
    2)Chtulu
    3)Lourdes
    4)Providence
    E 'fatto e punito' va letto come 'fatto e finito'.
    Gli svantaggi di scrivere coll'influenza...
    :-D

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  28. Chissà perché nei 4 - 4 blog che frequento, ogni "tot" arriva qualcuno a fare il predicozzo sul fatto che
    "Se in un blog un autore normalmente apprezzato ( un nome vale l'altro) , viene criticato o incensato dal proprietario del sudetto blog, i 4/5 dei commenti concordano con il patron"
    Oh, ma sempre eh!
    Beh, per quanto mi riguarda la spiegazione rispetto la frase quotata è semplice: io nei blog mi annullo il cervello, aspetto di sentire cosa ne pensano i vari "patron" e mi adeguo, così mi sento figo e parte di una microcomunità.
    Invece chi ogni volta arriva a strapazzare le palle con 'sto discorso che "i 4/5 degli interventi concordano col patron" chissà quale motivazione recondita avrà?...
    Saluti.
    Orlando

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  29. (era "nei 4 - 5 blog che frequento.... ecc. ecc.)
    Orlando

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  30. io nei blog mi annullo il cervello, aspetto di sentire cosa ne pensano i vari "patron" e mi adeguo, così mi sento figo e parte di una microcomunità

    È solo sul mio blog, che vieni a fare l'outsider, eh, Orlando? :-D

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  31. ...quest'assenza di "faccine" mi sta uccidendo...
    :-DDD

    Orlando

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  32. Di Houellebecq lessi "Le particelle elementari" molto tempo fa, quando il "fenomeno Houellebecq" non era ancora esploso in tutta la sua dissacrante (?) attualità.
    Più tardi ho letto anche "Estensione del dominio della lotta".
    Non ricordo granché del primo e ho completamente rimosso il secondo, ma è una cosa che purtroppo mi succede spesso, soprattutto quando leggo un libro in brevissimo tempo e per poi riporlo e non pensarci più. E' una cosa strana questa: quando, come si suol dire, "divoro" un libro, tendo poi a dimenticarmene, come se in un certo modo il grado di coinvolgimento immediato di quel romanzo sia inversamente proporzionale a ciò che mi lascia in profondità, a quanto mi fa riflettere sulle sue parole.
    Ma forse sono solo pazzo.

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  33. Orlando, tu pensi di essere ironico quando affermi :" io nei blog mi annullo il cervello, aspetto di sentire cosa ne pensano i vari "patron" e mi adeguo, così mi sento figo e parte di una microcomunità." ma in realtà,inconscamente, descrivi esattamente la tua condizione di essere gregario felicemente sottomesso. :-))

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  34. A me piacciono sempre tanto quelli che sanno come stanno le cose "in realtà" e che sanno con sicurezza quel che accade, inconsciamente o meno, dentro la testa di un individuo...

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  35. È un mondo di maledetti telepati.

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  36. Ma che ironico e ironico: ero iconico!
    Orlando

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