
Come detto, piccolo post personale prima di riprendere le consuete attività malpertugiane. Poche righe giusto per fare il punto sul mese trascorso, ricevere magari qualche consiglio e in genere, tramite il meccanismo della confessione in pubblico, rendere ancora più “vere” determinate esperienze e riflessioni.
Sono state le migliori vacanze della mia vita, per quanto io possa ricordare.
A Berlino, visitata per la terza volta, ho potuto accantonare musei, monumenti e tragitti turistici per vivere meglio alcuni quartieri e visitare posti (compresi alcuni di quelli che mi avevate consigliato) con un ritmo meno febbrile, esperienza che non ha fatto altro che confermare le precedenti impressioni, ne avevo già parlato due settimane fa.
La vera sorpresa è stata la montagna.
Mi sono ritrovato in un paesino di una novantina di abitanti a 1500 metri di quota, in uno splendido albergo che, contro certa tradizione, aveva una cucina formidabile.
Le mie ultime esperienze in montagna risalgono a molti, molti anni fa. Decenni.
Mi sono ritrovato a fare escursioni molto lunghe arrivando anche a toccare quota duemila senza nessun tipo di preparazione o attrezzatura.
Arrancavo per dirupi e boschi in jeans, maglietta e vecchie Puma ai piedi, superato a destra da ottuagenari sprint abbronzati, secchi e dotati di due strani bastoni da sci (senza però gli sci) che li facevano andare velocissimi, e a manca da bambini di sei anni che mi deridevano per poi lasciarmi indietro a maledire le divinità montane.
Insomma, no, arrivavo scoppiato alla meta per poi scoprire che sei ore di fatica e rischi mortali mi avevano portato a dei laghetti senza nessun tipo di vegetazione, tipo delle conche d’acqua in mezzo alle montagne, come pozze gelate che quindi non potevi farci il bagno ma, non essendoci alberi, non potevi ripararti dal sole e quindi la scelta era o carbonizzarti a novanta gradi o assiderarti a meno cinquanta, fate voi, belle le alpi eh.
E in più questa strana storia che in montagna, non so chi l’abbia deciso, devi salutare TUTTI, SEMPRE.
Quindi mentre morivo sui sentieri, sudato e affranto, passava non so una famiglia di boscaioli selvatici che mi salutava con voce tonante ed io (emotivo e timido di mio) sibilavo un ssssssalve che non riuscivo a udire nemmeno io, figurarsi loro.
In più, alla partenza mille fontane e, poco dopo, 6-7 ore senza nessun rifornimento di acqua: ditelo e comunque piantate dei distributori di bevande in giro per ste baite diroccate.
Le cose più belle erano i cartelli: percorso per bambini, invalidi e/o donne incinte, facilissimo, quarantacinque minuti ed io i fidavo, partivo e lo facevo nel quintuplo del tempo, perdendo anni di vita per le paure degli abissi che, vorrei far notare, ho sempre sofferto di vertigini già al secondo piano del palazzo nel quale abitavo da giovane.

Avevo previsto giornate di questo tipo: sveglia alle otto, colazione, tranquilla passeggiata di mezz’ora nel bosco della Legge dietro l’albergo, rientro a leggere e scrivere in terrazza, pranzo, leggere e scrivere fino alle boh diciassette, passeggiatina in paese, aperitivo, cena, lettura e scrittura.
Si è invece verificato questo: sveglia alle otto, colazione, partenza alle nove per il sentiero del Caos, smarrimento PRIMA di partire, vera partenza tre ore dopo, pranzo sulle pietre con panino confezionato dalla tipa del negozio che scoprivo poi essere pane di dieci giorni prima con mezza fetta di pancetta, ferite da tafani, ortiche e natura nemica in generale, rientro in paese verso le 17, stordimento nel bar a colpi di bianchini (anche in questo caso i giovani del luogo ti stracciano a colpi di Pastis che, Izzo non me ne voglia, è una delle bevande più schifose del Creato), albergo, doccia, letto con un libro ma dormivo fino a cena, cena della nuclearizzazione con cibi buonissimi, rientro in camera, coma fino alle 8 del mattino: lather, rinse, repeat ‘till death do us part.
Morale?
Contro ogni mia aspettativa la montagna mi è piaciuta tantissimo e penso proprio ci tornerò, posso reggere qualche giorno di natura una volta l’anno e anzi quasi mi piace. Viverci no, impazzirei in quindici giorni.
E…
Insomma, è stato il primo mese d’agosto, penso da venti anni a questa parte, durante il quale ho letto pochissimo (tre libri!!!) e scritto ancora meno, una ventina di cartelle svogliate.
Questo conferma quel che già sapevo da qualche tempo, e che solo qualche anno fa mi avrebbe distrutto, mentre ora accolgo come semplice dato di fatto.
Non sono uno scrittore.
Se ho tempo e altro da fare sto comunque bene anche senza scrittura e persino senza lettura.
Scrivere mi piace tantissimo, è un godimento mentale ma nello stesso tempo non sento qualche tipo di mancanza, non sto male se non scrivo.
Questo, unito alla lettura delle testimonianze di tantissimi scrittori, che parlano quasi sempre di “demone che ti divora”, di vacanze a Parigi chiusi in stanza a scrivere senza nemmeno vedere la città, di “bisogno fisico” di scrivere e tutto il resto mi porta a pensare, ancora di più dei miei miseri risultati sia a livello di qualità sia di pubblicazioni, di non essere uno scrittore.
Pazienza, ciò per fortuna non m’impedirà di continuare a scrivere per sempre e anzi, forse questa consapevolezza mi tornerà utile a non torturarmi e non fissare obiettivi impossibili da raggiungere.
Credo che si perfezionerà in me il pattern che sto seguendo già da molti anni a questa parte: avere mille idee, progettare senza concluderne la maggior parte, riuscire a sfornare qualche racconto, saggio o eventuale romanzo solo quando la tortura mentale di avere quella narrazione che mi gira da troppo tempo in testa avrà la meglio e dovrò renderla pubblica per liberarmene in privato, pena un solo, ronzante pensiero durante l’intera giornata.
Negli ultimi anni, fra racconti, blog, saggi, recensioni e post a pagamento ho sempre sfornato una media quotidiana fra le cinque e le dieci cartelle, senza faticare: per essere un non-scrittore non posso davvero lamentarmi, cosa che invece spesso faccio, tramutando ogni piacere (gioco, vacanza, amicizia, qualsiasi cosa…) in lavoro estenuante, attitudine che sta cambiando e che dovrà cambiare ancora di più.

Ultima cosa accaduta negli ultimi mesi e poi basta con il caro diario: ho qualche problema con il lavoro.
Premessa: a me non è mai fregato nulla dei soldi (infatti non ne ho), della carriera (infatti non ne ho), del prestigio e altro ancora, ho sempre svolto lavori umili che mi fornissero il minimo indispensabile per vivere (non volendo figli, non avendo automobile e in genere non comprando quasi nulla è abbastanza facile) ma che, più di ogni altra cosa, non mi rompessero le palle.
Pur odiando il concetto di lavoro sono (e lo considero un insulto) un ottimo lavoratore, affidabile, in grado di imparare e bla bla bla.
Mai licenziato da nessuno, me e sono sempre andato io con rimpianto del datore.
Il lavoro non deve stressarmi e non deve mai entrare nelle restanti sedici ore giornaliere, mai.
Quando sono tornato a Milano qualche anno fa pensavo di aver trovato il lavoro ideale da portare fino alla pensione, magazziniere in un negozio del centro, nulla di che, part time a trentadue ore settimanali, 900 e rotti euro, tredicesima e quattordicesima. Il tutto unito a qualche lavoretto in Rete mi basta e avanza.
Da magazziniere, nel corso degli anni, mi hanno fatto fare, in aggiunta: fatture, uso computer, commesso, uso lingua inglese sia con i clienti sia con i fornitori esteri, consegne.
Il tutto, manco a dirlo, senza nessun aumento.
E mi andava bene, non m’importava più di tanto.
Da qualche mese anche cassa, con conseguenti responsabilità, e ok.
Il meccanismo è sempre quello, ti fanno fare sempre di più senza mai riconoscerti nulla. Ma ok, a me non importa, basta che non ci siano stress per me è ok.
Se c’è una cosa che mi stressa sopra ogni altra è fare i pacchetti regalo.
Lo avevo specificato anni fa, all’assunzione a tempo indeterminato.
“Non guido e non faccio pacchetti regalo” e mi era stato detto che non c’era alcun tipo di problema.
Sono maldestro, ci metto dieci volte il tempo delle commesse (cui invece piace farli) e fin da piccolo non riuscivo a fare nodi, infilare il filo nell’ago e robe di questo tipo.
E nonostante tutto quello che faccio, mi è stato chiesto anche questo.
Lo so che per molti è roba da nulla ma per me questa è una cosa che non posso imparare e la considero la goccia che fa traboccare la diga visto che, appunto, mi sono sempre fatto carico di ogni mansione aggiuntiva senza mai dire nulla, lamentarmi o pretendere chissà che.
Se l’unica cosa che chiedo, in mezzo a mille, non mi è concessa, beh, diventa più difficile andare avanti.
Insomma, vedrò quel che accadrà nei prossimi mesi, ma sono deluso e temo che possa crearsi un clima diverso da quello che amo. Non credo di pretendere molto e non vorrei certo, a quaranta anni e in tempi di crisi, perdere un posto di lavoro a tempo indeterminato, ma la salute è più importante, così come è importante il rispetto dei reciproci bisogni.
Questo per dire che potrei cercarmi un lavoro e se avete roba da offrire o indicare se ne può parlare in privato, ok?
Non ho molte qualifiche ma imparo alla svelta e robe ne so fare e, avendo lavorato in cantiere alle volte per dieci ore il giorno o davanti al pc per dodici non credo di temere nessuna fatica.
Cioè, secondo me fare il portinaio è il top del top, come vedete non sono un tipo ambizioso.
Quindi, nel caso, tenetemi a mente per il futuro, ok?
E ora che sono tornato nella malpercasa, mi sono liberato delle scorie positive e di quelle negative, ho fato ordine e spazzato le stanze degli ospiti, sono pronto a riprendere a parlare di orrori, paure, terrori e perturbante per altri undici mesi, si comincia già questo venerdì con un tema promesso qualche mese fa, spero abbiate ripassato…
Ah, dimenticavo, i commenti a questo post servono anche a tutti voi per parlare delle vostre vacanze, nel caso ne abbiate voglia eh…




















Bentornato Elveziaccio.
RispondiEliminaIo sulle vacanze praticamente non ne ho fatte perchè l'azienda dove lavoro ha cominciato la cassa integrazione(il proprietario si è mangiato parecchio con la squadra di calcio),in più dopo anni di turni mi ero ritrovato giornaliero da un giorno all'altro.
Non è che mi piacesse fare i turni ma mi consentivano tempo libero e qualche soldino in più.Quindi economicamente è stato un disastro,ma non mi lamento tanto ne stiamo venendo fuori.
Voglio dire dopo aver sopportato certi colleghi di lavoro si ha veramente bisogno di tempo libero...e poi chi vuole far carriera:lasciatemi il mio tempo,i miei film,libri,dischi,passeggiate,sesso con mia moglie,la mia vita insomma!
Sul lavoro non ti stupire,ovunque cercano di farti fare sempre più cose senza pagare neanche un centesimo di più.
Se vai nelle grandi aziende vedi certi capi o dirigenti che se fosse per loro ti farebbero lavorare per tre persone,ti pagherebbero per mezza persona ed oltretutto dovresti anche ringraziarle che ti fanno lavorare ancora.
Il bello è che molte di queste persone potrebbero essere in pensione da anni ed invece continuano ad occupare i posti ed hanno anche il coraggio di andare a dire ai ventenni-trentenni-quarantenni che bisogna fare sacrifici.
Eh,si.
Non è un paese per giovani.
Scusa lo sfogo.
Ci mancherebbe, almeno qui ogni sfogo è permesso.Di solito la gente soffre (leggo) di stress da rientro sul lavoro, io ho sofferto stanotte di stress da rientro su Malpertuis!
RispondiEliminaHo sognato (giuro, è stato assurdo) che organizzavamo un incontro ma malissimo, tipo nel bar della stazione di un paesino, eravamo, boh, una quindicina, di sicuro Mana, Orlando (già visti quindi avevano un volto) poi te, Hanuman e altri (con aspetti che non ricordo, materiale per l'analista che bazzica da queste parti) e aspettavamo tutti Marco che tardava, era ormai notte e dovevamo andarcene via e Orlando è caduto tipo in una botola del pavimento di questo bar...
Insomma, ben ritrovati a tutti quanti!
Ciao! Oh, finalmente hai finito di fare vacanza, lazzarone...
RispondiEliminaHo letto con interesse...poi ne parliamo meglio.
Bentornato e buon lavoro!
G
Oh! Bentornato!
RispondiEliminaVista l'eperienza, la prossima volta che organizzo una passeggiata (eh! eh! eh!) sui monti ti chiamo!
Fantastico, Elvezio montanaro!
(Nomen Omen! :-))
..Un paesino della stazione?Marco che tarda?Orlando che cade da una botola?...che sogni perturbanti che fai...
RispondiEliminameglio che mi vada a fare un pastis più tardi.
Bentornato Elv!
RispondiEliminaLa montagna ospita le mie vacanze estive ormai da tre anni: come te, non avrei mai pensato che potesse essere un'esperienza così positiva. Mi rigenera. Mia moglie ama la montagna e il nostro cane sfoga tutta la voglia di correre repressa durante gli 11 mesi e mezzo di appartamento milanese.
Che bel quadretto familiare eh!
Contrariamente al solito quest'estate ho letto poco e male: mi sono nuovamente imbattuto in Brian Keene (con grande soddisfazione) e ho quasi finito i compiti per le vacanze (decisamente meno soddisfacenti... se ne parlerà a breve).
Ho visto qualche film, nessuno dei quali meritevole di lode (che delusione Shutter Island!). Se qualcuno avesse in programma di affrontare, tra gli altri, A Serbian Film, si armi di tanta pazienza per sopportare due ore di grottesche banalità (e scene ai limiti della tolleranza) travestite da feroce critica sociale. Ci siamo fin troppo abituati a queste pseudoprovocatori aborti cinematografici.
Io ho sempre detto che, avendo studiato geologia, detesto la montagna, ma il tuo post mi ha aiutato a vedere la verità - la verità è che, avendo studiato geologia, io detesto la gente che va in montagna.
RispondiEliminaManica di stambecchi anfetaminici e cordiali a oltranza, coi loro faccioni rubizzi ed i loro ragazzini che strillano!
Detto ciò - sono circa venticinque anni che non faccio delle vere vacanze.
L'ultimo viaggio (e poi, tre o quattro giorni) è di tre anni or sono.
Allo stato attuale, viste le mie finanze, non potrei permettermi neppure un weekend a Busto Arsizio.
Vero - ora vivo in campagna, dove la vita costa meno e la natura selvaggia (...) mi circonda.
Ho chiuso la partita IVA dicendo addio ad un carico fiscale che mi ha portato ad indebitarmi per pagare le tasse.
Ma è stato l'agosto più logorante degli ultimi anni.
Anch'io ho letto poco e scritto ancor meno.
E la cosa mi preoccupa.
Sul fronte del lavoro, terrò gli occhi aperti, ma coi tempi che corrono, non posso fare promesse o previsioni.
No giuro, bello tutto, interessante tutto... ma tu che mi dici che alla fine ti piace la montagna, dopo tutti gli insulti che le hai tirato... mi ha dato soddisfazione.
RispondiEliminaDai, il prossimo anno organizziamo qualche bella escursione assieme, magari da 'ste parti in Carnia dove è pure pieno di paesetti sperduti dove c'erano le indemoniate o la gente si ammazzava e si trovano teschi e bossoli, che dici?
Ah, il lavoro, temo sia così ovunque. Quando mi chiesero se volevo diventare "coordinatore di progetto" con un aumento (misero) di stipendio ero entusiasta. Poi ho scoperto che voleva dire semplicemente continuare a fare il lavoro di prima, fare quello di altri e beccarmi la merda di tutti.
Evviva la carriera! ;-)
La nota emo a questo post potrebbe essere che una delle cose che più apprezzo del tuo blog (e quindi di te, ma se te lo dico direttamente ti emozioni e pikki qualcuno pur di non dimostrarlo) è che il tuo metterti in gioco, in discussione, è continuo e abbraccia ogni briciola della tua persona. Non è facile vivere così, ma credo perché, semplicemente, sia l'unico modo di vivere.
Ben tornato!
Ciao Elvezio,
RispondiEliminabello sapere che la montagna ti sia piaciuta! Dai che organizziamo, io per l'anno prossimo punto al Monviso. Facciamo una bella cordata anche con lo Sciamano. :)
Spiace per le delusioni lavorative. Io sono all'incirca nella tua situazione. Nel senso che mi fanno fare cose che avevo espressamente chiesto di non fare e mi avevano detto ok, nessun problema. Sembra lo facciano apposta...
Apriamo una rosticceria?
Riguardo a letture, stimolato dal tuo articolo su Wallace, ho preso coraggio e attaccato Infinite Jest. Per ora mi piace. Ostico eh, ma mi piace.
Ah... bentornato!
Piuttosto che la rosticceria che mi sa che alla fine ci mangeremmo tutto noi,sarebbe preferibile una bella libreria-fumetteria-ludoteca.
RispondiEliminaM'immagino il nome:
"La libreria delle alpi"
Libreria-fumetteria-ludoteca=scarsi introiti, frustrazione, depressione
RispondiEliminaLibreria-fumetteria-ludoteca-rosticceria= successo economico, franchise, gancio con Slow Food
Vi siete accorti o no, che in questo paese in cui coi libri ci accendono la stufa, l'unica cultura che viene pompata è la "cultura del cibo" (alias "facce magnà")?
Bentornato Elvezio,
RispondiEliminaleggo con piacere che ti sei divertito in montagna, leggo con inquietudine che hai concluso di non essere uno scrittore perchè hai letto "solo" tre libri (!!!) e hai scritto "solo" venti cartelle (!!!!!!!!!!!!!!!!). Io 20 cartelle (incluse quelle che devo fare per lavoro) le scrivo in 6 mesi...
Ps: hai provato a chiarire nuiovamente a lavoro che i pacchetti non li vuoi fare? Se - come è probabile - ti ritengono utile per tutte le altre cose che fai, non dovrebbero farti problemi per delle cacchio di confezioni regalo. Sempre che, e non è così scontato, si tratti di persone con senno e ragionevolezza.
Saluti
Vortex Surfer
Ciao, Elvezio.
RispondiEliminaBentornato.
"parlano quasi sempre di “demone che ti divora”"
quello succede quando si mangia pesante alla sera... :D
Per il resto, quantità non fa quasi mai qualità... in my opinion
;)
Ciao Sciallis, era ora che tornassi.
RispondiElimina>Mi sono ritrovato in un paesino di una novantina di abitanti...
Ma alla fin fine si sono sciolti anche gli abitanti di questo paesino?
>Lo avevo specificato anni fa, all’assunzione a tempo indeterminato.
“Non guido e non faccio pacchetti regalo” e mi era stato detto che non c’era alcun tipo di problema.
Sono maldestro, ci metto dieci volte il tempo delle commesse (cui invece piace farli) e fin da piccolo non riuscivo a fare nodi, infilare il filo nell’ago e robe di questo tipo.
Ascolta me: punta una tua collega carina e le spiattelli questa cosa qui che hai detto. Lei sicuramente penserà che sei dolce e tenero (automatico, credimi) e, non solo si offrirà di fare i pacchetti per te, ma troverà il modo di coccolarti a dovere. Fidati.
Eh eh.
RispondiEliminaBentornato, Elvis.
(Ma quando te n'eri andato?) :)
Bentornato Elvezio!
RispondiEliminaBello il post personale, ogni tanto dovreste regalarcene di più. Lo so che non ti piace etc etc, ma ti rendono in un certo senso più... umano.
Non hai il demone della scrittura che ti divora? Amen! Io scrivo molto, ma non sono certo di quelli che si spara all'idea di non poter buttar giù due righe per una settimana di ferie. Infatti in questo agosto ho scritto pochissimo.
Se ho una dipendenza, semmai, è quella da Internet in generale. Mi piace tenere i contatti con quelli (te compreso), che considero miei amici anche se non li ho mai visti.
La concezione che tu hai del lavoro è uguale alla mia. Pensa che io non mi licenzio dal mio ufficio solo perché il pomeriggio sono qui da solo e posso navigare a sbafo... e non sto scherzando (purtroppo).
Quest'anno mi piacerebbe però guadagnare qualche soldino anche tra blog e scrittura. Diamine, ci spendo una marea di ore, sarebbe carino avere un riscontro. Basterebbero anche, che ne so, 100 euro al mese. Ma so che difficilissimo, quasi impossibile, anche se oramai ho più di mille visitatori al giorno (all'estero, immagino, mi avrebbero già cercato degli sponsor).
Infine chiudo con una cosa che non c'entra nulla. Vorrei che tu vedessi questo film: http://mcnab75.livejournal.com/331878.html ("Hotel").
Credo che ti piacerebbe.
Scusa se ho parlato dei cazzacci miei...
Bentornato, boy.
RispondiEliminaSolo una riflessione sul tuo discorso del DEMONE della scrittura.
Sono davvero coloro per i quali la scrittura è una sorta di patologia-psicosi gli scrittori "veri"?
Scrivere è un lavoro d'artigianato come tanti altri, non è una maledizione o una droga o una mania.
Può diventarlo, certo. C'è senz'altro chi ne è consumato, chi non può farne a meno, chi soffre fisicamente se non scrive, chi gode e si bagna tutto solo quando lo fa.
Io per esempio ho un bravissimo falegname che a casa mia ha svolto diversi ottimi lavori. Li ha svolti in cambio di euro miei. Io ne sono stato pienamente soddisfatto. Ti garantisco tuttavia che non è divorato dal demone della falegnameria; il suo lavoro gli piace, ma se può farsi qualche giorno senza dover falegnamare, ne è ben contento. Dunque non è un "vero falegname"?
Pazienza, io continuerò a commissionare lavori a lui.
Ri-bentornato :)
aspettavamo tutti Marco che tardava, era ormai notte e dovevamo andarcene via
RispondiEliminaMi scuso con tutti i convenuti. Di solito sono sempre fra i primi.
Spero non sia un sogno premonitore per la notte dell'Iguana vivente, visto che mi sa dovrò cambiare un paio di treni.
Marco che tardava, era ormai notte e dovevamo andarcene via e Orlando è caduto tipo in una botola
Il tuo sogno mi sa un pochettino di plagio. Comunque non so come sia Orlando nella parte di Pozzo, ma effettivamente Godot è uno dei ruoli che fanno più risaltare le mie qualità, assieme alla statua vivente e al babbo di Hansel e Gretel.
Bentornato!
Ma parli dei pacchetti regalo da confezionare sotto le festività natalizie?
RispondiEliminaImpacchettali male e mettici più tempo possibile. Vedrai che ti levano subito.
"... il primo mese d’agosto, penso da venti anni a questa parte, durante il quale ho letto pochissimo (tre libri!!!) e scritto ancora meno, una ventina di cartelle svogliate."
RispondiEliminaElvis, io non me ne intendo, ma una vacanza da qualcosa che ci piace ogni ventina d'anni somiglia più a un'eccezione alla regola che non a una conferma. Forse non hai il Giga-Arcidemone-Boss-Finale-Bulimico attivo 24/7, ma una Malvagia Presenza che si riposa le mascelle venti giorni dopo due decadi di spuntini mi pare pur sempre degna di un certo rispetto.
Sarà che anche a me l'idea della scrittura come abilità, professione o passione, garba più del fuoco sacro possessivo.
bentornato e complimenti per questo "spaccato" personale.
RispondiEliminaLa montagna è un posto anomalo, secondo me, dove uno si dovrebbe rilassare ma tra scarpinate ed ingozzate si sfonda. Comunque anch'io la preferiso al caos della città.
Sulla questione lavoro ti/vi capisco.....in Italia più sei bravo più tendono a inchiappettarti bene bene senza riconoscimento economico.
ti auguro di risolvere il problema sul lavoro o in alternativa di poterne trovare uno migliore.
suerte !
ah dimenticavo ho visto due anteprime di "filmetti"
RispondiElimina- Ravenous (AKA Burning Bright)
- Psychosis
secondo me se li fai vedere al tuo datore di lavoro ti lascia in pace ;)
Ma che davvero vi piacciono le cose personali ogni tanto?
RispondiElimina...
Vedrò di preparare un post-elenco su tutte le situazioni più assurde capitate in negozio.
Film e consigli annotati, devo ancora spulciare tutti i feed, linkatemi o mailatemi (language, you suffer!) eventuali dati per la Notte dell'Iguana!
Temevo che A Serbian Film fosse una mezza fetecchia, sigh, vedrò di sciropparmelo appena possibile...
Ben tornato:-)
RispondiEliminaBel post ma ho la sensazione che settembre metta un po' di amarezza nelle parole, sensazioni simili le ho provate anche leggendo altri post: Gelostellato e Alex Girola in primis.
Solidarizzo con i tuoi problemi di lavoro:-(
A me, per esempio, il lvaro ha scombinato le vacanze e nonostante lo svolga bene, ogni volta, a settembre mi mette la caccarella addosso. Per le carriere e i legami fissi ho un'idiosincrasia e quindi me la cavo, ma se ci fosse un albergo disperso tra le montagne e me lo chiedessero andrei subito a fare il guardiano:-)
Ti dirò, ti dirò... sul lavoro la penso uguale sputato a te. Una volta che ho quel che mi basta per campare e sostenere i miei modesti viziucci poi sto benissimo. Vacanze: inveterato tipo da spiaggia + città a randa, che la natura sì sarà bella ma spacca i coglioni oltre un giorno. O quantomeno senza una base profondamente civilizzata full optionals a cui fare ritorno, che il campeggio proprio no. E poi come si dice... bentornato!
RispondiEliminaUè camminatore, ben tornato.
RispondiEliminaAllora adesso sei pronto per una bella escursione con polenta e salsiccia e barbera finale, non vedo l'ora di reclutarti nel mio gruppo di montanari sbronzi... :-)
Ben tornato! ;)
RispondiEliminaBella questa cronaca estiva montanara. Diciamo così:non è che mi piace leggere dei fatti altrui, ma quando sono interessanti o scritti bene al punto di diventarlo - come nel tuo caso - mi garbano.
Ora torna a torturare la tastiera! Il mio lettore di feed ha sentito la tua mancanza.
Jakken ;-)
@Davide Mana.
RispondiEliminaUn idea del genere già esiste.
A Napoli hanno inventato una catena di abbigliamento dove c'è anche il forno che fornisce pizze margherite ai clienti.
LA FUMETTERIA-ROSTICCERIA
"L'angolo di Elvezio il montanaro" potrebbe essere una soluzione per tutti noi.
Bentornato Elvezio,la montagna è veramente come la descrivi tu,massacrante ma divertente.(Cavoli a fine escursione si è sempre sudati da far schifo,pieni di morsi di zanzare e con la voglia di farsi tre bagni eppure sei anche soddisfatto)
RispondiEliminaIn merito al famigerato demone della scrittura,beh è una famigerata balla pseudo-drammatica.Ognuno scrivo con i propri ritmi e vive lo scrivere in modo diverso.Per quel che mi riguarda anche chi scrive recensioni e saggi è uno scrittore al 100%,suvvia al diavolo certi stereotipi.(Purtroppo ancora forti qui in Italiastan)Ti auguro una nuova stagione stimolante e piena di spunti.
Il vampirologo che ride
Fanculo i demoni, io suono la batteria e lavoro con i video. Ho delle cose che devo buttare fuori dalla testa e dal corpo. Per quanto riguarda la batteria, suono un giorno a settimana, mi sfogo. Sto bene. Potrebbe anche non fregarmene nulla di andare in tour, suonare dal vivo registrare un album... se queste cose escono tanto meglio. Stessa cosa per i video, ho delle idee, o i miei tempi e la voglia di starci dietro, che spesso (fortunatamente!) la baratto con una sana birra, un concerto...
RispondiEliminaQuelli che dicono che devi _soffrire_ per creare.. perderci la vita, scrivere come un dannato se sei uno scrittore, suonare come un dannato se sei un musicista... sono tutte ste stronzate, e loro sono dei poveri fessi.
:)
Quella del demone della scrittura è una cazzata, o al limite può valere per qualche svitato. Un "comunicatore" (scrittore è un termine un po' stretto) è uno che elabora le proprie esperienze per comunicare qualcosa. Che poi ci stia 100 ore al giorno o 1 ora l'anno, parlano i risultati e non il tempo speso sull'oggetto della propria comunicazione.
RispondiEliminaPer il lavoro mi dispiace. Il fatto è che se non sei ambizioso finisci inculato, come in tutte le cose. Prova a spiegargli che non te la senti di fare quello che ti chiedono, poi al limite inizia a cercare altro ma lascia il lavoro vecchio solo DOPO che ne hai trovato uno nuovo... ovviamente.
Aggiungo che questo racconto personale è troppo più interessante di 100 altri post in cui parli di altro. E quando parlo di "scrittura" io intendo anche questo.
Simone
Il demone della scrittura sta bene e vi saluta tutti - l'ho visto a ferragosto, insieme col demone della velocità ed il demone dell'alcool.
RispondiEliminaErano giù al bowling a cercare di rimorchiare la musa, per poi andare tutti sulla spiaggia attorno al sacro fuoco a cantare vecchie canzoni di Baglioni.
Tre sfigati.
La storia del demone, o del sacro fuoco, o della musa appartiene a quell'armamentario romantico/ottocentesco al quale resta abbarbicata una certa elite pseudo-artistoideggiante, che vuole l'artista infelice, tormentato, inzuppato nell'assenzio e possibilmente tisico o sifilitico, posseduto da forze sovrannaturali e sovrumane.
Tutte balle.
Credi che c'abbia il demone, Harlan Ellison?
Credi che c'avesse il demone Edgar Rice Burroughs?
Stephen King, scherzi, lui sì che c'aveva il demone - ma poi si è disintossicato.
Scrivere è l'attività che svolgiamo per non impazzire.
Quando siamo felici, tranquilli, soddisfatti di noi e del mondo, non abbiamo nulla di cui scrivere e ci sta anche bene così.
Perché credi che Ike Asimov consigliasse a chi voleva vivere di scrittura, di abbassare le persiane e immaginare che fuori infuriasse la tormenta?
Perché era roso dal demone?
O perché se avesse visto che era una bella giornata, sarebbe andato a farsi un giro a Coney?
Non caschiamo in queste storielle da ricchi annoiati - o finirai per dirmi che hai perso l'ispirazione o, peggio, che soffri di blocco dello scrittore, o chissà quale altra frase vuota ma, oh, molto molto impressionante.
O, in breve, zitto e scrivi!
Dear Elv, ti ho immaginato per nano-secondo in mezzo a carta regalo, fiocchi e fiocchetti con gli occhi iniettati di sangue e uno strano sorrisetto mentre dici amabilmente a una signora bene della milano bene: "venga di là, signora, nel magazino ho altra carta molto più bella che le vorrei far vedere....."
RispondiEliminawillkommen zu hause, baby!
:) love, mod
p.s. delle mie vacanze ho scritto...e scritto....e scritto...quindi basta e poi il mio blog è quello di una vecchia esibizionista, si sa, è il posto giusto per voyeur con occhio da cineasta ;-)
"...e Orlando è caduto tipo in una botola del pavimento di questo bar..."
RispondiEliminaMa grazie neh! :-)))
Comunque: Bentornato!
Orlando
Però se gli fan fare i pacchi regalo a Elvis io una trasferta al suo paesello a natale a comprare 100 cose piccolissime e difficili da impacchettare tipo un (nyarlathotep scala 1:1000 con tentacoli) la faccio sicuro!
RispondiEliminaE se viene a servirmi qualcun altro lo indico e dico "io voglio lui!"
Hai ragione Matteo quasi quasi vengo a Milano e faccio la stessa cosa.
RispondiEliminaVisto Elvezio,i tuoi amici pensano a te.
A proposito preparati che devo fare un sacco di regali e tutti in confezione regalo!
" Io scrivo ogni giorno,senza aspettare il sacro fuoco dell'ispirazione.Cerco di buttare giù sempre almeno qualche centinaio di parole a giornata...Quand'è che m'accorgo d'aver fatto un buon lavoro?Quando non riesco a distinguere le pagine dei giorni normali da quelle scritte durante il cosiddetto 'Sacro fuoco dell' ispirazione',ecco quando!"
RispondiElimina(Famoso-Giallista-Americano-Di-Cui-Non-Ricordo-Il-Nome riguardo alla baggianata dell'ispirazione)
Quasi mi deludi,Elvis...una persona come te che ancora crede a questa roba da S.lle Brontë?!Ma via!Certo,quando c'è un mondo là fuori che ne fa di tutti i colori perché tu abbia solo voglia di buttarti sul divano a mò di gatto castrato è facile crederci,però credo che gli scrittori professionisti si distinguano dai dilettanti semplicemente perché sanno come farsi violenza in quei giorni abbastanza da buttare giù almeno tre o quattro cartelle !
Ed il pungolo del vil denaro,quando hai scelto la scrittura come modo di vivere,penso che abbia il suo ruolo,come puoi vedere con HP ed il suo circolo...a proposito,saputo di questo...?
http://www.cineblog.it/post/24224/tom-cruise-o-james-mcavoy-per-le-montagne-della-follia-di-guillermo-del-toro
Già il fatto che abbiano pensato ad un pesce lesso come 'Tommaso Crociera' per il ruolo di protagonista mi fa subdorare la ciofeca imminente...
Post ad alto gradimento? Secondo me si tratta della solita tara italiota di farsi sempre gli affari degli altri.
RispondiEliminaResisti quindi alla tentazione di inseguire la vox populi e non trasformare questo spazio in un "reality" come tanti.
Non che ogni tanto non ci possa stare bene anche un intervento come questo, sia chiaro.
Trovo il tuo commento sensato.
RispondiEliminaFacciamo così: non dovrei cascarci, ma nel caso tu bastona pure impietoso...
A me questi intermezzi piacciono. I post sui matrimoni dei parenti, delle pisciate ai concerti o questo sulle vacanze che ogni tanto appaiono qui mi fanno sganasciare. Perché non scrivi un bel libro simil Fabio Volo dove parli dei fattacci tuoi in modo divertente? Secondo me ne esce un best seller, 200.000 copie vendute e così col lavoro per un po' sei a posto e puoi dedicarti alle cose che interessano a noi: recensioni, consigli di letture, segnalazioni... (E' da un pezzo che non parli di fumetti, maledetto!)
RispondiEliminaOvviamente è un consiglio disinteressato, il mio.
Sono tornato ieri da Parigi, dove, per colpa di Fabio Montale, ho bevuto un pastis. Concordo con Elv, è immondo. Però Montale beveva anche Lagavulin, uno dei migliori single malt torbati esistenti, eh.
Paolo