martedì 10 agosto 2010

Slither (2006)

Slither_Poster_LocandinaSLITHER
2006, USA/Canada, colore, 95 minuti
Regia: James Gunn
Soggetto/Sceneggiatura: James Gunn
Produzione: Brightlight Pictures, Strike Entertainment, Gold Circle Films

Wheelsy è la classica Sleepytown, Anywhere USA, dove la vita procede a ritmo ridotto e senza scossoni e gli eventi più importanti sono le partite della squadra locale o la fiera annuale con gara per la miglior torta di mele.

Questo finché un meteorite non impatta nelle vicinanze della cittadina. Grant, un uomo ricco, influente e misogino, viene a contatto con la creatura ospitata dal pezzo di roccia alieno che infetta e invade il malcapitato.

I giorni seguenti sono un calvario per Grant, il cui corpo muta in modo orribile e la cui mente è altrettanto corrotta dalla potenza aliena di questa razza di lumaconi/sanguisughe pronta a conquistare il pianeta. Ben presto la piaga aliena infetterà gran parte della città fra orribili mutazioni e atroci violenze.

Solo un manipolo di eroi o improvvisati tali (la moglie dello stesso Grant, Starla, il poliziotto Bill e pochi altri) potrà bloccare i malvagi piani di dominio degli infami lumaconi interstellari!

James Gunn mostra buone capacità nel costruire un crescendo di orrore e ironia partendo da un primo atto nel quale, messi in scena alcuni personaggi, la mutazione comincia a serpeggiare per la città mietendo le prime vittime, seconda parte ricca di azione e orrore ormai esposto e ultimo segmento in cui, prima della naturale risoluzione, vi è una vera e propria teratosplosione di mostri, zombi e situazioni paradossali.

Figlio di Tremors e Shaun of the dead ma incapace (o non interessato) di giocare ai loro stessi livelli d’ironia e comicità, Slither preferisce una tr(o)aumatica sovraesposizione di disgustorama che non traspira mai accademia o exploitation.
Gunn controlla con mano felice l’uso degli effetti speciali, prediligendo il meccanico al digitale per questioni di qualità e resa on screen, ed è ripagato dalla nascita di alcuni dei mostri (l’uomo-seppia, la donna-cisterna, l’amorfa creatura della fusione/orgia finale…) più efficaci e memorabili degli ultimi dieci pixelosi anni.

I dialoghi, già di per sé oltre il livello medio, sono ottimizzati dalle performance di un cast sorprendente (l’ineffabile Michael Rooker è affiancato da alcune genuine sorprese, quali per esempio Nathan Fillion, abile nell’osservare con certo distacco la trasformazione di molti cittadini, o Elizabeth Banks) in grado di affrontare situazioni disgustose con discreto piglio e sicurezza.

Slither è lavoro di amorevole archeologia che recupera stilemi e tematiche da film di serie B del passato, riuscendo nel difficile compito di metabolizzare e ricontestualizzare laddove troppo spesso ci si limita a citare, omaggiare e plagiare. In questo aiuta molto lo stile di regia di Gunn, sobrio e invisibile, in grado di evitare ulteriori sovraccarichi in una pellicola già densa e sempre a rischio d’indigestione.
E aiuta ancora di più la passione che l’autore mostra per certo tipo di cinema, passione che gli impedisce sempre di ridicolizzarne i cliché, riuscendo quindi a superare con agilità ogni tipo d’intoppo meta- e post-.

Non bisogna, a furia di parlare del lato grottesco e/o ironico, dimenticare che Slither riesce a offrire anche parecchi istanti di ottima tensione (certe apparizioni, l’assedio delle lumacone), due o tre momenti drammatici (con gli evidenti richiami a La mosca contenuti nell’angoscia della trasformazione definitiva di Grant Grant) e persino un possibile sottotesto per chi è sempre in cerca di motivazioni “alte”.
L’urlo di (divertita) accusa verso certi golosi eccessi della società statunitense è evidente anche per lo spettatore più svogliato: dopotutto questi buzzurri sono infettati e cominciano a mangiare folli quantità di carne fino alla trasformazione in qualcosa di non più umano, difficile sbagliare interpretazione…

Slither è un raro caso di pellicola della quale aspetto con curiosità l’eventuale sequel; se si dovesse riassumerlo in una sola frase a beneficio dei lettori più pigri, non avrei esitazioni a usare il giudizio che Bill Pardy emana guardando il mostro: “That is some fucked-up shit”.

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Filmato:

9 commenti:

  1. Diciamocelo: Nathan Fillion è un grande.

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  2. Bellissimo film,anni fa la defunta rivista HORRORMANIA distribuì il DVD di SLITHER,ogni volta lo rivedo con gran godimento.Magari se ne facessero di più di film di questo tipo,serie B intesa nel suo significato migliore.
    Gli interpreti sono tutti indovinati(mi dispiace solo che abbiano tagliato il cameo di Loyd Kauffman).
    Le parti speciali nel Dvd da sole varrebbero la visione(fantastiche le parti in cui quella sagoma di Fillion viene sfottuto dai colleghi,segno di un clima rilassato ed amichevole respirato sul set).
    Se facessero un sequel,io che di solito non li amo,stavolta lo vedrei volentieri.
    I'M BILL PURDY.

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  3. Nathan "Captain fancypants" Fillion è un attore sottovalutato, e un giocatore di ruolo.
    Noi lo veneriamo - non quanto Bruce Campbell, ma quasi...

    Bello scoprire un B-movie vecchia maniera.
    Grazie della segnalazione.

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  4. :..In più è anche un sincero appassionato di comics,il che non solo non guasta ma lo fa avvicinare di molto a Bruce Campbell come cult actor nella considerazioni di noi eterni peter pan.

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  5. Purtroppo non sono ancora riuscito a vederlo. Mi dovrò rifare. Ma Elvezio, non sei ancora partito per Berlino?

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  6. Angelo,ti consiglio di vedere SLITHER.Sicuramente non sarà un capolavoro e ci sono alcune scene ch riecheggiano la Troma.Quindi può non piacere a tutti(a me piace e poi gli attori sono tutti azzeccati).
    Ma se sei uno che ha apprezzato i film horror vecchio genere allora adorerai questo film.
    Consigliato vivamente.
    Ciao.

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  7. Grazie Nick, coglierò senz'altro il suggerimento. Poi una recensione di Elvezio e' sempre un buon viatico. Appena riesco a vederlo, mi esprimo:)

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  8. oh si, ricordo d' averlo visto molto tempo fa...
    non ricordo più cosa, ma c' era un qualcosa che non m' era piaciuto granchè...

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