venerdì 20 agosto 2010

L'Esorcista: La Genesi (2004)

Esorcista_Genesi_film_poster_locandinaL’ESORCISTA: LA GENESI
2004, USA, colore, 114 minuti
Regia: Renny Harlin
Soggetto/Sceneggiatura: Alexi Harvey, William Wisher Jr e Caleb Carr
Produzione: Morgan Creek Productions, Dominion Productions

Padre Merrin, perseguitato dai ricordi delle sofferenze subite in Olanda dai suoi parrocchiani anche a causa del suo comportamento durante la Seconda Guerra Mondiale, abbandona il suo paese per ritrovare fede e senso.

Durante i suoi vagabondaggi gli viene offerto di partecipare a una spedizione archeologica in Kenya, nel Turkana.
Merrin deve ritrovare un'antica reliquia nascosta all'interno di una chiesa cristiana bizantina che è stata riportata alla luce, ma sotto l’edificio c'è qualcosa di molto più antico e maligno.

Il Vaticano invia Padre Francis, un giovane missionario idealista, a controllare che gli scavi rispettino la Chiesa e i suoi precetti e toccherà a lui cercare di riavvicinare alla fede Padre Merrin che si scontrerà con le forze del male, rappresentate dal demone Pazuzu che ha preso possesso di un ragazzo, e vedrà ancora una volta scorrere sangue innocente.

Basterebbe ricordare la sofferta lavorazione del film, con la decisione, esaminato il materiale girato da Paul Schrader, di chiamare Renny Harlin a filmare qualche scena aggiuntiva e rimontare poi il tutto (non c’era abbastanza azione, capite?) per chiudere questa pratica d’esorcismo e passare a qualche altra pellicola.

Harlin vanta in curriculum titoli quali Driven, Cliffhanger o Corsari: non certo lo stile e il talento più indicati per mettere in scena le inquietudini del giovane Merrin, vi pare?

Ne consegue un prodotto confuso a partire da una sceneggiatura incapace di identificare i punti nodali della narrazione, uno script che scivola in caratterizzazioni psicologiche grossolane (Merrin pronto a trasformarsi da ubriacone a Indiana Jones in tre secondi netti scrollandosi ingombranti fantasmi del passato con due incubi e un'alzata di spalle: altri due minuti e nuova scrollata di spalle e diventa un super guerriero della fede) o in grossolane macchiette da b movie (la dottoressa bona che si fa la doccia con tanto di tettina in esposizione, il comandante dell'esercito folle, il prete vecchio e saggio che avvisa sulla venuta del Mmmale) per non parlare del calderone di mitologie e religioni che si miscelano senza un apparente nesso (filo)logico.

Cucinare un buon minestrone non significa gettare in pentola qualche verdura e accendere il fuoco per poi andare in camera a vedere un quiz televisivo ma questo è quanto vi sorbirete durante questa Genesi, con l’aggravante che le verdure non sono nemmeno di prima qualità e spesso sono state lavate e tagliate ad apparato riproduttivo di canide maschio.

E' quasi inevitabile che a tale sciatteria in fase di script ne consegua una messa in scena altrettanto stereotipata e piatta: Harlin vaga nell'immaginario collettivo in cerca di simboli del Male e mischia in un allegro calderone tutto quello che riesce a trovare: iene, croci capovolte, angeli caduti, corvi, feti nati morti e divorati dai vermi, lingue biforcute e volti biancastri, con il risultato che il Male, spaventato da tanto colore e folklore, scappa via da questo circo.

Le trovate visive sono alle volte irritanti (la scena iniziale, le iene figlie di una CGI impacciata, il suicidio del prete in manicomio) quando non ridicole o goffe (lo scontro finale a tratti ricorda, senza volerlo, il miglior Ash ne L'armata delle tenebre: Merrin che si bagna la fronte con dell'acqua santa e poi tira testate contro la posseduta è epocale in modo sbagliato o, ancora, l'indemoniata che gli si scaglia contro e lui erige un mistico, invisibile scudo della fede contro il quale la sfortunata si spiaccica: sono scene da vedere per credere, preti ninja alla riscossa!).

E' in definitiva un film figlio di una certa ottica imperante a Hollywood da qualche tempo, una filosofia che mira a ridurre qualsiasi scontro (personale, di civiltà , di religione o sesso) al puro livello videogame eliminando qualsiasi possibile sovrastruttura o sottotesto

E' possibile salvare qualche squarcio di fotografia, d'altronde un Vittorio Storaro pur svogliato rimane sempre superiore a gran parte dei suoi colleghi e il gioco di alternanza fra alcuni interni cupi e freddi e gli esterni africani caldi e virati sul giallo/arancione/marrone è piacevole visione per l'occhio, ma anche in questo caso si tratta di meccanismi ovvi, tecnicismi carini che lasciano il tempo che trovano.

Quel che più stupisce, avendo la produzione preso Harlin proprio per le sue capacità come regista di film d'azione, è la legnosità delle scene corali e del confronto a due finale, che sembra girato da un esordiente in possesso di fondi sufficienti per baloccarsi con qualche effetto speciale.
Non interessa, in definitiva, l'improponibile confronto non solo con l'originale di Friedkin ma anche con gli altri due episodi; quel che lascia delusi è l'assoluta mancanza di atmosfera, di tensione, di attenzione nei confronti delle dinamiche fra Bene e Male e, cosa più importante, la deliberata trascuratezza nei confronti dei drammi interiori di padre Merrin ridotto a un Tomb Raider ex alcolista qualunque, armato di croce e bibbia.

Tralascio di elencarvi tutte le incongruenze perché si tratta un massacro, ma è impagabile il momento nel quale, nella spelonca che ospita il confronto finale, Merrin si gira verso un bambino africano (nel dopoguerra!) di sei-sette anni al massimo, gli pianta in mano una copia (in inglese invece che latino) dei rituali romani di esorcismo, gli intima di leggere le sue parti quando sarà il momento e il bambinetto, fiero e molto bronx/southside, alza il mento e legge bello spedito dimostrando ottima conoscenza dell'inglese.
That's Hollywood!

Altri film nell'Archivio Recensioni Cinema

Filmato:

7 commenti:

  1. Elvezio... gira voce di un premontaggio di quest'ignominia (ho visto questo film e mi sono rotolate le palle in terra) che invece è molto inquietante e ben fatto, prima che Harlin ci mettesse le zampe. E' vero o trattasi di leggenda metropolitana?

    RispondiElimina
  2. Forse si tratta della versione di Paul Schrader,il regista della prima versione de La Genesi.Tra parentesi chi ha potuto visionarlo come i redattori di NOCTURNO,che a suo tempo gli fecero una recensione molto positiva,la hanno considerata molto più vicina allo spirito del film di Friedkin.
    Se non ricordo male in quel girato vengono cambiati molto i ruoli di padre Francis,dell'infermiera e la stessa scena del'esorcismo finale risulta essere molto più classica.L'indemoniato poi in quella versione è un giovane poliomielitico che il maligno guarisce mano mano che la possessione avanza(come simbolo della "fascinazione" del male).
    Il film(che dovrebbe essere disponibile in home video) secondo i produttori risultò essere troppo lento e cervellotico per i gusti degli spettetori moderni(sic) quindi licenziarono Schrader e chiamarono Harlin(molto più famoso in America per essere stato il fidanzato di Geena Davis che per le sue reali capacità di regista)con il chiaro incarico di fare un film d'azione.
    Il risultato lo conosciamo tutti...purtroppo.
    tra parentesi William Peter Blatty ha stroncato senza pietà la versione di Harlin mentre ha riempito di complimenti Schrader e la sua versione(e vorrei anche vedere aggiungo io...)

    RispondiElimina
  3. (Breve intrusione prima di ripartire per ultimi giorni di vacanza, ciao a tutti e grazie per i commenti agostani!)

    Mi dicono in privato (ma io la giro in pubblico) che Harlin ha totalmente rigirato il film, non solo alcune scene, controllerò, per ora segnalo mio possibile errore.

    Mi dicono anche che la versione di Schrader, se possibile, è ancora più brutta ma a questo non voglio credere finché non la vedrò coi miei occhi eh...

    RispondiElimina
  4. Per quello che ne so io(quindi poco avendo visionato alcune scene della versione di Schrader)posso confermarti che Harlin avrebbe effettivamente rigirato quasi completamente il film,cambiando anche parte del cast.I personaggi di padre Francis e dell'infermiera sono stati riassegnati(l'infermiera nella versione di Schrader era per esempio interpretata di Isabelle Scorupzco).
    Tutte queste informazioni le ho ricavate da NOCTURNO 33 del 2005 in cui si trova anche un ntervista a Schrader.
    Per quello che ti posso dire io le scene che ho visto sono effettivamente molto lente quindi possono anche non piacere,però la Schrader version non mi sembra del tutto priva di fascino.
    Sempre parere personale per quello che ho visto,sia chiaro...
    Ciao imboscato di un Elvezio,buon prosieguo di ferie.

    RispondiElimina
  5. Il film di Schrader è stato poi rititolato Dominion, c e l'ho subbato su cd da qualche parte ma non ho mai avuto voglia di guardarlo (ho letto però in giro che è un zinzino palloso...). Comunque rileggere questa review mi ha spinto a ricercare info sull'argomento Schrader VS Harlin e guardate un pò cosa è saltato fuori: http://www.schradersx.com/

    RispondiElimina
  6. Quando accade questo genere di dispute siamo generalmente portati a tifare per il povero artista incompreso che si batte contro quei cattivoni delle major, tutto dollari e cinismo.
    Leggendo qua e là in rete ciò che si diceva del film di Schrader mi ero preparato a vivere un esperienza di profondità simile a quella dell'Esorcista.
    Dal momento che non ho alcun problema con la lentezza, purché vi sia sostanza, ero eccitato all'idea di affrontare il Capolavoro Perduto.
    Così l'ho visto e... beh, francamente l'unico aggettivo che mi viene in mente è "imbarazzante".
    Se fossi stato il produttore non solo avrei licenziato Schrader, ma avrei messo un avvocato per avere indietro tutti i soldi dell'investimento, perché qui siamo di fronte a un film girato con il piede sinistro, e non quello di Daniel Day Lewis.
    E' un film talmente brutto che fa sembrare quello di Harlin un capolavoro, e devo dire che in alcuni passaggi - nonostante sul sito che ha postato Deathrow venga reclamizzato come di profondità assoluta - tocca vertici di comico involontario.
    Non c'è un reparto tecnico che si salvi dal naufragio: la sceneggiatura è talmente improponibile che gli attori, privi di una caratterizzazione psicologica credibile, svogliati e mal diretti, non sanno come pronunciare le battute e vagano per il set senza meta.
    L'impressione che ho avuto è che fosse un progetto imposto, senza ispirazione, e nessuno volesse davvero realizzarlo.
    Un applauso per Harlin!

    RispondiElimina
  7. La Genesi è un onesto "horroretto", guardabile ma niente di più.

    Il film Dominion, ossia la versione di Schrader, invece a me è piaciuto molto.
    Non è però un horror, e più realistico parlare di un film drammatico/filosofico con qualche venatura horror. In questo senso capisco bene come possa aver fatto schifo a chi cercava qualcosa di inquietante (la possessione demoniaca nel finale è veramente breve e PER NULLA spaventosa), ma la forza del film sta in altro. Sta nelle scenografie africane, nello scontro tra civilità, nella crisi religiosa di padre Merrin (provato da una tragica esperienza durante la seconda guerra mondiale). E il diavolo stesso, alla fine, fa capire dai suoi discorsi che l'uomo è, di suo, molto più malvagio di diavoli e affini.
    Non è un caso che Peter Blatty ha definito Dominion magnifico e quello di Harlin una merda, visto che è molto più affine alle atmosfere dei suoi romanzi.
    Ti consiglio, Elvezio, di recuperarlo :)

    RispondiElimina