martedì 17 agosto 2010

Le colline hanno gli occhi (2006)

Colline_Occhi_Aja_2006_poster_locandinaLE COLLINE HANNO GLI OCCHI
(THE HILLS HAVE EYES)
2006, USA, colore, 107 minuti
Regia: Alexandre Aja
Soggetto/Sceneggiatura: Alexandre Aja, Grégory Levasseur da uno script di Wes Craven.
Produzione: Craven-Maddalena Films, Dune Entertainment, Major Studio Partners.

Una famiglia in vacanza, nel tentativo di raggiungere prima la meta, preferisce una scorciatoia attraverso il deserto.
Quel che gli sventurati non sanno è che l’intera zona è stata teatro di alcuni esperimenti atomici da parte del governo durante gli anni cinquanta, esperimenti che hanno provocato pericolose mutazioni nei pochi, cocciuti abitanti che si sono rifiutati di evacuare la zona, nascondendosi alle autorità.

Ora quegli stessi mutanti amano cibarsi di carne umana e l’allegra famigliola si troverà ben presto a vestire i panni della preda…

Alexandre Aja prende il (mediocre) classico di Wes Craven e lo rivisita con alcuni intenti e riferimenti ben precisi: in più di un’intervista il regista francese aveva dichiarato di voler usare Un tranquillo week end di paura e Cane di paglia come filtri per inquadrare la vicenda di questa famiglia americana sperduta e massacrata nel deserto.
Se del primo risulta infine latitante o fin troppo diluita la dialettica uomo/natura-ostile, del secondo il percorso di bestializzazione e vendetta del pavido individuo razionale è gestito in maniera didascalica e sbrigativa.

Meglio allora spostare l’attenzione, come in (ri-)uso da qualche tempo a questa parte, sul versante del disgusto e del sadismo, giocando una gara nei confronti del predecessore che, perlomeno sul piano del make up, della gestione delle location (sia dal punto di vista fotografico che scenografico) e del tasso di emoglobina e violenza viene senz’altro vinta a mani basse, vittoria che è comunque limitata a questo solo campo.

Aja e Grégory Levasseur, insieme a Maxime Alexandre, filmano interni luridi e morbosi e la “falsa” città usata durante i test nucleari, con i suoi manichini e i mostruosi abitanti è un setting straniante e notevole.
Così come notevole, seppur fin troppo colorita, è la galleria di personaggi da freak show che Berger e Nicotero mettono in gioco durante i 107 minuti finendo con il caratterizzare i vari mostri più per il loro aspetto che per il loro comportamento e natura.
I fan dell’effettaccio, della mostruosità esibita, della deformazione ostentata, delle trippe a monti e del sangue a fiumi avranno pane per i loro denti grazie all’abilità tecnica e il talento narrativo di Aja (seppur in tragica involuzione rispetto al brillante esordio).
Si distingue anche il cast, comunque lontano dagli urletti monotoni dei teen actors e in grado di sorprendere con alcuni caratteristi che forniscono ottime prestazioni.

Permane purtroppo l’impressione di trovarsi di fronte a un giocattolino bello quanto si vuole ma che non riesce a oltrepassare il mero dato grafico e tecnico. Il sottotesto delle malformazioni causate dagli esperimenti nucleari è insieme urlato (fin troppe volte e a più riprese durante il film, come se lo spettatore medio non fosse in grado MDI capire fin dalle prime immagini di apertura) e banalizzato mentre scompaiono tutti gli elementi sociali e politici che erano così forti in Craven, da quel contrasto famiglia contro famiglia (gestito in modo diverso nell’originale, dall’incidente iniziale e dalle sue cause) fino al netto scontro civiltà/wilderness.

Nel remake di Aja da un lato non riusciamo a comprendere dinamiche e ruoli all’interno del gruppo dei mostri e dall’altro canto la scelta di farli vivere dentro una città vera e propria (nel film del ‘77 stavano dentro le caverne) induce una sensazione di scimmiottamento più che di reale alternativa o contrapposizione.

Occasione mancata e segno ulteriore dei tempi che corrono. Rimango in attesa della fine di quest’ondata di new new horror, sperando in una forte crisi d’incassi che possa operare un minimo di selezione e rinforzare i talenti nascenti.

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Filmato:

6 commenti:

  1. Personalmente alcuni passaggi che erano stati strombazzati come sconvolgenti,mi avevano abbastanza deluso.(L'entrata in scena del capo dei freaks e il finale,descritto come più shoccante dell'originale)Aja mi aveva fatto ben sperare con "Alta tensione" ma a dispetto delle sue dichiarazioni sembra essere diventato uno yes-man specializzato in fiacchi remake.
    Il vampirologo che ride

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  2. A me è piaciuto un sacco, forse perché 1)non ho visto l'originale e 2)sono notoriamente di bocca buona; in ogni caso, dopo aver visto il "colline hanno gli occhi 2", una cosa ributtante oltre ogni dire, nel mio ricordo questa pellicola rifulge come un diamante.

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  3. E' vero, un pò mediocre... ma insomma, a mio modesto parere, molto meglio di certa altra porcheria. Concordo con Lea che il 2 è una schifezza.

    Eddy

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  4. Aja,come Marshall per altri versi,è uno di quei registi che ci ha fregato con un esordio fulminante.Il suo HAUTE TENSION è veramente un gran bel filmetto duro al punto giusto,debitore per certi versi al nostro Fernando DeLeo,poi si sa Hollywood è una vera trinciatrice di talenti.
    Quasi quasi comincio ad aver paura anche per Fede Alvarez e Neil Blomkamp.

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  5. Concordo con quanto detto da Nick: quando un artista (regista/attore/sceneggiatore) esordisce molto bene quasi sempre "cade" nelle prove successive.

    PEccato perchè secondo me poteva essere un buon remake(reboot??) ma ormai dopo tante fregature ho perso la speranza.

    Il secondo episodio credo di averlo "cancellato " da quanto era brutto....

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  6. Io però l'originale l'avevo apprezzato e non poco se non altro proprio per l'impianto socio-politico sul quale si reggeva. Questo, anche, devo dire, non mi è del tutto dispiaciuto, pur risentendo dei difetti da te citati.

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