martedì 24 agosto 2010

Caleb Carr anyone?

Atomino_Bip_Bop
Settimana di sospensione delle recensioni cinematografiche nella Malpercasa: nell'intervallo fra una vacanza e l'altra non ho avuto nemmeno il coraggio di aprire la casella mail o di leggere i vostri commenti per timore di rispondere con scarsa attenzione o in fretta.

Preferisco attendere il ritorno alla normalità verso i primi di settembre prima di tornare a rispondere e discutere con tutti voi e immagino che anche molti fra i malpertugers siano dispersi e in giro fra varie località vacanziere.
Credo che dedicherò lunedì 30 agosto alla lettura delle mail e commenti, per ora mi aspetta ancora una settimana in montagna.

Berlino è stata la consueta sberla e non penso ci tornerò molto presto perché ogni volta poi l'impatto con l'italico medioevo mi manda in depressione. Se avessi un minimo di palle in più imparerei il tedesco, mi licenzierei e andrei a vivere lassù e devo ammettere che l'idea mi ronza dentro il cervello in modo più insistente rispetto ai viaggi precedenti.

Il prossimo anno andrò in vacanza in qualche Paese dilaniato da guerre civili peggiori della nostra e tiranneggiato da qualche dittatore cannibale, magari il ritorno in Italia mi sembrerà meno avvilente e, vi assicuro, sono un tipo che si adatta e che non ama criticare il posto in cui vive. Ma ne riparleremo...

Piuttosto, rileggendo la recensione al filmaccio esorcistico di cui ho parlato qualche giorno fa, mi ha colpito scorgere Caleb Carr fra gli sceneggiatori di quel pasticcio. Mi ha colpito perché c'è stato un periodo, direi quasi un annetto, che il suo L'alienista era romanzo onnipresente, lo scorgevo in ogni libreria e ricordo ancora la copertina. Non so se anche a voi è capitato di scorgerlo allora, credo di sì, impossibile non notare i cumuli di copie.

A differenza di altri autori molto famosi e presenti che magari non amo ma dei quali ho letto almeno un romanzo devo ammettere di non aver mai nemmeno sfogliato un'opera di Carr e rivedere ora il nome ha risvegliato una certa curiosità. Chiedo quindi, come faccio spesso, se qualcuno lo ha letto e cosa ne pensa e, più in generale e per curiosità, che fine abbia fatto Caleb Carr dopo L'Alienista.

Ci risentiamo venerdì per parlare di copioni e plagiari.

Ah, al ritorno ho trovato le piante in terrazzo (sì, amo piante e fiori, sfw?) trasformate in giungla di rampicanti e liane con conseguente innesco di competizione con i vicini che però sembrano avere il pollice grigio.

E ho la barba 20 giorni, simile alla giungla del terrazzo...

6 commenti:

  1. Fatto qualche giretto di quelli che ti avevo consigliato a berlino? :)

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  2. Misi le mani su The Alienist quando uscì in inglese, accompagnato da colossali strombazzamenti pubblicitari e da recensioni infuocate.
    Un buon thrillerello, con una buona premessa ma - per me ed all'epoca (parliamo del '95 o '96), abbastanza noioso e troppo legato al modello di Sherlock Holmes.
    Mi domando come lo prenderei oggi, a quindici anni di distanza.
    Il sequel face altrettanto baccano, poi Carr scomparve dai miei radar.

    Scopro ora che ha scritto altri romanzi - incluso un pastiche sherlockiano - ma non mi pare abbia avuto gran fortuna.
    Strano, perché Carr sembrava destinato ad essere (nel bene e nel male) il Dan Brown degli anni '90.

    Io credo (ma si sa, sono un malvagio) che alla scomparsa di Carr dalle classifiche abbia contribuito il suo saggio del 2002, "The Lessons of Terror: A History of Warfare Against Civilians: Why It Has Always Failed and Why It Will Fail Again", che non è piaciuto affatto ad una America che gridava vendetta dopo il 9/11.

    Scopro da Wikipedia che vive in campagna (ed ha una casa fantastica), fa l'opinionista in TV e si è candidato per i Democratici nel suo distretto.
    È foderato di banconote grazie ai diritti sul primo libro.

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  3. Adoro leggere articoli su copioni e plagiatori :)
    Buon proseguimento di vacanze, caro Elvezio! ;-)

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  4. In realtà per la sceneggiatura de "L'esorcista: la genesi" Carr e Wisher penso siano accreditati soltanto come "Story by".
    Il che significa probabilmente che sono stati autori di una sceneggiatura precedente su cui si è basata la riscrittura dell' esordiente Alexi Hawley: quest' ultimo è il solo ad aver ricevuto il credito per la sceneggiatura del film. Non è detto che sia stata mantenuta una sola riga della sceneggiatura precedente.
    Nella versione di Schrader titolata Dominion Carr e Wisher sono invece accreditati come sceneggiatori, e non compare il nome di Hawley. Il nome di Carr compare per secondo, ed è separato da quello di Wisher tramite un "and" piuttosto che una "&". Questo probabilmente significa che Carr ha rivisto lo script di Wisher lavorandovi successivamente.
    Tutto questo ricordando che potrebbero esserci state revisioni non accreditate di entrambe le sceneggiature.
    Non ho intenzione di "difendere" Carr in nessun modo, volevo solo sottolineare come il sistema Hollywoodiano di attribuzione delle sceneggiature sia complicato, in primis per motivi legali, e da interpretare in ogni singolo caso.

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  5. "L'Alienista" l'ho letto molti, ma molti anni fa. All'epoca mi aveva fatto un buon effetto, ma allora ero giovane e assai più memeticamente suggestionabile di ora. Adesso non credo nemmeno che mi metterei a leggere un libro così. Il Tempo lascia i suoi molteplici segni.

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  6. io l'alienista l'ho letto diversi anni fa, e mi aveva fatto due balle incredibili... l'avevo trovato scritto con uno stile noioso e soprattutto non aggiungeva niente di nuovo al genere.
    Simone

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