lunedì 28 giugno 2010

Pulse (2006)

Pulse_poster_locandinaPULSE
2006, USA, Colore, 90 minuti
Regia: Jim Sonzero
Soggetto/Sceneggiatura: Ray Wright, Wes Craven e Stephen Fusco sulla base dello script originale di Kiyoshi Kurosawa
Produzione: The Weinstein Company, Distant Horizons, Neo Art and Logic; distribuzione Dimension Films

In seguito al suicidio del suo amico Josh, la giovane studentessa Mattie è decisa a capire le cause di quanto accaduto.
Insieme con alcuni altri studenti scopre che Josh aveva piratato, senza quasi rendersene conto, una strana frequenza wireless aprendo così un “portale” a un’entità malvagia, che si propaga come un virus telematico a grandissima velocità e con effetti mortali su chiunque ne venga toccato.

L’unica cosa che sembra tenere lontano questo intangibile e impalpabile male è del nastro adesivo rosso.
Presto nel campus s’incominciano a vedere sempre più porte e finestre bloccate dal nastro rosso e per Mattie e i suoi amici incomincia una corsa contro il tempo per trovare un modo di porre fine alla letale minaccia soprannaturale...

Alla notizia che l’ennesimo yes man era stato messo a far finta di dirigere il rifacimento pg-13 a stelle e strisce di Kairo, il primo impulso è stato quello di ignorare l’intera vicenda: originale di partenza già debole; regista del rifacimento che imdb liquida con due spietate righe; abituale, pessima ingerenza da parte dei produttori (ma, visti i nomi coinvolti, come stupirsi?); cast indistinguibile da quello di una qualsiasi teen comedy da trasmettere di pomeriggio fra un tronista e un video musicale, tanto è uguale…

Ma, mi son detto, si tratta di pulsioni distruttive, negative.
Sia il mio analista freudiano che il mio psicoconsigliere post junghiano mi spingono a cercare il lato buono anche in frangenti assai difficili e allora, impavido e incurante del (benigno, ho poi scoperto) 4,4 che gli rifila imdb e del semidisastro al botteghino, ho fatto cinque ore di training autogeno (altri lo chiamano “andare per bar”) e mi sono immerso nella visione.

Inutile dire che l’agitazione e la rabbia di vedere tale scempio mi hanno subito portato le pulsazioni ben oltre la media (già alta) ma, per fortuna, è stata cosa passeggera: ben presto s’instaura una rassicurante routine di colpi di sonno guastati da qualche strano rumore improvviso o visione flash che, lungi dal risultare terrificante, riesce solo a guastare il giusto riposo dello spettatore stremato.

La trama (alla quale, ricordiamolo, hanno lavorato in ben TRE persone sulla base di uno script pre-esistente e uno dei tre è Wes “bluff” Craven) è quanto di più abusato e stravisto possiate immaginare: i mostri cattivi emergono da qualche parte con qualche sistema – un gruppo di validi giovinastri viene a conoscenza/impatta con il pericolo – i migliori reggono fino alla fine e forse vincono o comunque non perdono.

In una città che non riesce mai ad apparire tale (il regista balza da un campus bruttino a un altrettanto anonimo e grigiastro caseggiato, non si vede altro tranne qualche interno) alcuni personaggi fra l’insopportabile, il razzista e lo stupido si aggirano come scimmie inconsapevoli, aspettando da bravi il loro turno per soccombere al virus.
Il tutto girato con mano maldestra che cerca di imitare alcuni dei maggiori registi di videoclip (Chris Cunningham, Adam Jones, Wiz e altri artisti di magnitudo assai distante da quella del planetoide Sonzero) e che si accompagna a una fotografia ora metallica, ora cinerea ora anodina ora trovatevoiaggettivofico ma sempre superficiale e di routine.

Non pulsa nulla nelle anemiche, eteree vene di quest’ammasso di celluloide e ben presto le potenzialità di una trama (che, per quanto abusata, poteva portare a ben altre apocalissi) si disperdono in un mare di stereotipi che ci spingono a tifare senza mezzi termini per il virus.
Basta con ricchi studenti bianchi che vivono in porcilai.
Basta con lei che si rilassa mentre fa il bagno e arriva il mostro ma poi è solo un sogno.
Basta con i negri che parlano e ballano e si muovono in quei modi.
Basta con la pseudoscienza da oranghi (il nastro rosso che blocca i fantasmi elettronici? Ma perché?).
Basta con i neon che non funzionano MAI.
Basta con psicologia for dummies e l’orrore for dummies, NON siamo dummies!
Basta con i condomini in sfacelo e sozzi, lasciateli a Se7en e compagnia varia, andate ad abitare in posti decenti, lo credo che poi volete suicidarvi.
Basta con le visioni laterali, improvvise, flash, subliminali.
Basta con il Male che prima segue delle regole e poi quando gira agli sceneggiatori non le segue più.
Basta con l’eroina fragile che poi scopre la vena dura e tira avanti.
Vogliamo donne vere, magari intelligenti e paurose o procaci e sagge, o, wow, senza particolari caratteri distintivi, che non hanno bisogno di sfruttare lati e caratteristiche maschili per diventare protagoniste ed eroine.

Per far pulsare e vibrare l’armageddon, per dipingere una catastrofe che convinca almeno un minimo non bastano, mi dispiace, non bastano quattro cartacce per strada e due deficienti che scappano verso la campagna.
Servono occhi, mani, cervelli abituati al caos e all’entropia e Jim Sonzero non è in possesso di queste doti mentre Wes Craven, che un minimo le conosceva, ha perso tutto per strada da ormai troppo tempo e si è giocato, negli ultimi anni, ogni residuo possibile di credibilità.

Già è difficile arrivare fino alla fine degli agonizzanti e canonici novanta minuti, ma quando si sentono dialoghi tipo “dobbiamo bloccare il sistema – No! LORO sono il sistema!” viene davvero voglia di schiacciare il pulsante dell’OFF e mettere termine a tale agonia.
E tutto questo è ancora quasi sopportabile solo nell’ottica e nella speranza che si tratti di un progetto scherzoso e che regista e sceneggiatori non lo intendano piuttosto come serio monito e metafora della tecnologia che ci separa e disumanizza, perché altrimenti il tutto è da arresto immediato…

Inguardabile e indifendibile.
Ricordate di fare un back up del vostro cervello prima di affrontare il re-boot di questo film, e deframmentate ogni settimana, mi raccomando.

Loro sono il sistema!
Il sistema si combatte da dentro e solo da dentro!
Non esiste un fuori dal sistema!
E tante altre comodi slogan che nessun nastro rosso riuscirà mai a bloccare…

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Filmato (con frasi incoerenti):

24 commenti:

  1. Questo è uno di quei film che uso per dormire. Non riesco mai ad arrivare oltre il minuto venti o giù di lì, in un tripudio di cazzate [già in quei pochi minuti]...
    E non riesco a fare a meno di chiedermi come sarebbe vivere in una realtà così grigia e male illuminata?
    Fino a che punto è giusto far partecipare la scenografia alle atmosfere pseudo-lugubri che si pretende di inscenare?

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  2. Non è giusto, infatti, è l'equivalente del problema show don't tell in narrativa.
    COn questa manipolazione eccessiva si tenta di forzarti negli occhi una sensazione che dovrebbe scaturire da ben altre costruzioni...

    Teribile, teribile davero...

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  3. una vera porcata
    l'ho visto giusto perché c'è kristen "veronica mars" bell, che comunque non basta a far pulsare il film

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  4. Sgommata di merda, concordone. Non ho visto l'originale, ma in media tutti i remake merdosi di film giappi riprendevano film già merdosi di loro (v. i vari The Grudge, The Eye, The The). Unica eccezione: il capostipite The Ring che spazza via il culo alla versione vietcong. A proposito: visto che, piaccia o meno, è stato il capostitpite di una tendenza (ormai morta, per fortuna) dell'ultimo decennio, potresti parlarne...

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  5. Sì, è in lista di re-visione quindi prima o poi ci scappa una parlata...
    Sei proprio sboccato comunque, lo sai, nevvero?
    Non ti posso invitare al tea party di questo pomeriggio, tsk tsk...
    Disdicevole anzichenò.

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  6. Quando gli americani iniziarono a darsi al remake selvaggio con i film orientali,ignoravano un piccolo particolare anzi due:
    -Il modello di film come "The Ring" e "The eye" dopo aver dato vita a centinaia di copie era scoppiato,tramutandosi in qualcosa di poco convincente ed efficace.
    -Certe figure sono legate ad un tipo di immaginario e di codici visivi che spogliati del loro contesto culturale smettono di funzionare.Il fantasma stile-Sadako si rifà ad un preciso apparato iconografico ed a un bacino di storie funzionali per l'oriente,ma non per l'occidente.
    Quindi gli americani da un lato hanno ancora sottovalutato l'importanza dei fattori culturali,mentre dall'altra hanno cercato di rinverdire i fasti del loro cinema attingendo ad una vena già esaurita.Ma che bravi!
    Il vampirologo che ride

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  7. Vampirologo: infatti ritengo che The Ring sia riuscito perché riesce a ricontestualizzare per noialtri occidentali tutto un insieme di vietcongherie di cui normalmente non ci si capisce un cazzo e ci annoiano mortalmente. Un esempio di "traduzione" andata a buon fine, ecco.

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  8. Non so bene cosa di sussurrino alle orecchie il tuo analista freudiano e lo psicoconsigliere post junghiano, ma il tuo amico psicoanalista certamente freudiano ti sconsiglia di buttare via il tempo in facili buonismi nel rivedere robaccia come questa. Credo sia miglior cosa, allora (come faccio io di questi tempi, peraltro) buttarsi sull'indie statunitense, almeno per vedere cosa cova la più profonda pancia americana, visto che la superficie hollywoodiana produce solo schifezze (vedi ad esempio Raimi, Craven et al.). Buon pomeriggio e Buona Estate (con angurie e film decenti) :)

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  9. Ricordo che all'epoca contemporaneamente in sala uscì anche l'originale,al multiplex del mio paesello ne esponevano la locandina. Andai a vederlo ma, ironia (molto pesante)della sorte in sala proiettavano il remake.Uno de ipeggiori supplizzi cinematigrafici che io ricordi.

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  10. Proprio il genere di film che non riesco più a vedere.
    Una volta andavo in full automatic e mi sorbivo questa e altre porcate inenarrabili. Adesso non più. Ho pochissimo tempo libero e quel poco non lo voglio dedicare a roba girata da dementi e destinata ai dementi.
    So che non sarai d'accordo, ma piuttosto preferisco guardarmi un film dichiaratamente stupido (vedi Transformers), che non delle porcate come il qui presente "Pulse".

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  11. il mio tentativo (epic fail, tra l'altro) di vedere la versione nipporiginale di cotanta porcata mi portò alle decisione di chiudere immediatamente il mio personale capitolo sul J-horror moderno tagliando fuori anche gli eyei e i ringhi che non ho mai visto. e ne sono fierissimo.
    per fortuna i "buoni", tra cui i vari tsukamoto, miike e compagnia, avevano già passato il setaccio.

    sfiga volle che vedetti (o vidi, anzi, viditti) casulamente ben 4 minuti (!!! 4 !!!) del sovracitato remake a casa di un amico; precisamente la scena in cui uno spirito a forma di loffa mastodontica che lurkava nei grigi (grigisssssimi) pisciatoi faceva le facce alla Gnocca di veronica mars.

    ecco, da qui ci ricolleghiamo alla tematica head-in-toilet...

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  12. Credo che il fraintendimento più grande che si possa fare con l'originale (il remake non l'ho visto) sia di considerarlo un horror
    vedo Kairo più come un confuso e pretenziosissimo apologo sull'incomunicabilità della società e delle nuove tecnologie nel quale il soprannaturale e l'orrore non sono mai fine o oggetto della narrazione ma solo mezzo per cercare di narrare qualcosa di più "alto".
    sì, insomma, una bella merdona

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  13. Vi invidio veramente.No sul serio.
    Io non riesco più neanche ad avvicinarmi a film del genere.Wes Craven poi è uno dei registi più discontinui della storia dell'Horror.
    Non dico che vorrei vederlo tornare ai fasti del SERPENTE E L'ARCOBALENO ma almeno che non si faccia più coinvolgere in Operazioni come queste.Invece sono decenni che rifà lo stesso film,che rigira Nightmare in tutte le salse e varianti possibili.
    Con SCREAM gli era anche andata bene ma qualcuno gli dovrebbe spiegare che gli anni 80-90 sono passati da un pezzo.

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  14. Io però non sono d'accordo sulla debolezza di Kairo.

    E' un film imperfetto, troppo ambizioso, a tratti confuso, contiene riferimenti, simbolismi e accenni che Kurosawa non sempre padroneggia bene, e poi vive di dialoghi bruttini e recitazioni così così, non si può certo dimenticare.

    Credo però che abbia una potenza mica da ridere, nella gestione drammatica della vicenda, nel progressivo isolamento dei protagonisti, nei silenzi angoscianti, nel pessimismo catastrofico.

    Un j-horror tosto.

    E su Pulse... ehm, be', ehm... Mi chiedo più che altro quale sia il motivo che ha spinto i produttori a scegliere proprio Kairo per un remake USA, visto che non ha niente, niente, niente di quell'anima pop-horror che si poteva estrarre dai vari Ringu e Ju-On...

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  15. il Kairo originale a me è piaciuto e il suo remake (qui recensito) non è di certo il peggior film che ho visto, lungi dall'essere bello è comunque capace di un paio di soluzioni che non sono male, come il suicidio dall'acquedotto... rimane comunque un film da pantofole e tanta voglia di buttar via tempo della propria vita.
    Detto questo penso che i film horror orientali siano molto interessanti, nonostante il post-ringu dove tutto è diventato per un lungo tempo un "bimbamortamaledettafantasmina", vorrei comunque consigliare a tutti un film che sinceramente mi ha incantato: Uzumaki

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  16. Maledizione, m'ero scordato il finale apocalittico appiccicato ad minchiam, peggio mi sento...

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  17. August DerlethJun 29, 2010 03:54 PM

    Una 'merdaviglia' del genere e ce la tieni nascosta per così tanto tempo?Cattivo!Corro subito a noleggiarla,perché film in cui ti danno insegnamenti inutili su come bloccare i fantasmi col nastro rosso(WTF?!?) ed in cui i negri sono rappresentati in puro stile 'melon 'n' fried chicken',solo vestiti da rappers,sono di sicuro perle inegugliabili...
    ;-D
    P.S. Elvezio,t'è mai capitato sott'occhio un film intitolato 'Dead Snow'?Io l'ho visto tempo fa : una roba assolutamente kitsch,ma meriterebbe almeno due righe,se non altro per scene del genere...
    http://www.youtube.com/watch?v=BnlwHTPBP_4

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  18. L'ho visto, mi ha anche fatto divertire perché almeno propone meccanismi leggermente diversi da quelli statunitensi, nulla di stratosferico però... Tenterò di scriverne prima o poi, anche se è passato un po' troppo tempo dalla visione...

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  19. Ringu è giapponese, non vietnamita.

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  20. Kairo è interessante in linea puramente teorica, ma vederlo è un supplizio, la palpebra cala già dopo 3 minuti (e ne mancano ancora 120!).
    Il remake è bislacco, cerca di """"spiegare"""" di più, col risultato di rendere idiota quello che nell'originale almeno godeva del beneficio del dubbio.
    Vortex Surfer

    Ps @ Elvezio: non è che in questo periodo recuperi titoli del passato per evitare di affrontare l'annosa questione di The Hole 3D di Dante? :)

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  21. @ Vortex "maligno" Surfer...

    :)

    Eh, colpito e affondato.
    Io non ce la faccio più.
    Io coi prodotti per ragazzini, per quanto ben girati (e sono sicuro che questo sia il caso di Dante, di cui amo alcuni film) non ce la faccio più, limite mio.
    Cartoni animati della Pixar, allievi maghi in accademie, storielle degli indigeni spaziali, amori di vampiri e tanti altri prodotti simili...
    Non ne sto mettendo in dubbio la qualità, è che non riesco davvero più, a 39 anni, a spendermi su questi moduli narrativi, mi sento un po' cretino negli abiti di Peter Pan, cerco storie più adulte, anche solo di poco.
    Dante è un ottimo professionista, sono sicuro che abbia realizzato un prodotto di gran qualità...

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  22. Dai Elv se vuoi rifarti gli occhi cerca su internet il corto Ataque de panico di Fede Alvarez.Girato con pochi soldi ma tanta passione
    Fammi sapere cosa ne pensi.

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  23. @Elvezio
    Ti capisco benissimo. Io ho più o meno lo stesso problema con i neo-fantasy-horror giovanilistici che citi anche tu, con le sit-com e (visto che in questi giorni siamo in argomento) con i porno: alla mia età mi annoiano i primi, non mi fanno ridere le seconde, non mi eccitano i terzi.
    Mentre da cazzone patentato continuano a piacermi gli horror "edulcorati", come Drag me to hell e (molto probabilmente, visto che ancora non sono riuscito a vederlo) questo The hole 3D.
    Vortex Surfer

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  24. C'è da dire che con il deserto in sala, l'aria condizionata e le scarse uscite di film potrei comunque farmi vincere e andarlo a vedere.
    Ma è 3-D, io mi sento un idiota (cioè, scusate, mi sento più idiota) con quegli occhiali e dopo un po' impazzisco, mi danno fastidio.

    Se non esce nulla in settimana, andrò a vederlo...

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