mercoledì 19 maggio 2010

Human Centipede (2009)

Human_Centipede_Poster_LocandinaTHE HUMAN CENTIPEDE (FIRST SEQUENCE)
2009, Olanda, colore, 90 minuti
Regia: Tom Six
Soggetto/Sceneggiatura: Tom Six
Produzione: Six Entertainment

Due ragazze statunitensi in viaggio attraverso l'Europa finiscono, durante la loro permanenza in Germania, con l'auto in panne nel mezzo di un bosco e riescono a raggiungere una villa isolata dalla quale poter chiamare aiuto.

Ma il proprietario della casa ha altri progetti per le sventurate e procede a drogarle per poi legare a dei lettini nello scantinato della casa.
Le due sono cadute nelle mani di un luminare della medicina, il Dr. Heiter, noto per la sua incredibile capacità nel separare i gemelli siamesi.
Ora Heiter, ritiratosi dalla professione, si dedica alla missione opposta: unire esseri viventi precedentemente divisi collegandoli fra loro via ano-bocca, con lo scopo di creare mostruosi "centipedi".

Dopo un insuccesso con i suoi adorati rottweiler, Heiter è intenzionato a sperimentare con gli umani e, catturato un ragazzo giapponese, è pronto per unire i suoi tre prigionieri...

Ci vuole parecchio coraggio, molto talento o assoluta incoscienza per rubare il posto in sala operatoria al primario Cronenberg o, mettendola in altri termini, per pasticciare con la stessa creta di Tsukamoto e pur allertando tutti i sensi non mi è riuscito di intravedere in Tom Six grandi quantitativi delle prime due qualità summenzionate...

Parte malissimo il regista olandese, piazzando due attrici dai mezzi inesistenti nella più ritrita delle situazioni (auto in panne nel bosco) che, proprio in quanto già vista centinaia di volte permette confronti infiniti che non lasciano nessun tipo di assoluzione per una delle messe in scena più disastrose e inette su cui abbia posato occhi negli ultimi anni.

Se già la sceneggiatura pare più che altro essere l'espansione di una singola ideuzza che non sarebbe stata sufficiente nemmeno per un cortometraggio, arrivano poi a peggiorare la situazione alcuni dei dialoghi peggio scritti di sempre, frutto di un guardare le persone, i loro comportamenti e modi di dire più attraverso una brutta collezione di film di serie B che girando per le strade, entrando nei bar, ascoltando, guardando e assimilando pezzi di vita.

Sentire il giapponese che, legato al lettino, minaccia qualcosa del tipo "quando i giapponesi vengono messi in corner sviluppano una forza tremenda!" (giuro) o sopportare una delle due tizie che miagola "i want my mom" (ri-giuro) mette alla prova la pazienza dello spettatore ben più che le famigerate e inconsistenti scenette con l'ormai arcinoto centipede umano.

Si innesta già qua uno dei tanti cortocircuiti di un centipede che di umano ha davvero poco: ci vengono impediti fin dall'inizio qualsiasi immedesimazione, simpatizzazione o coinvolgimento emotivo che dir si voglia con i vari protagonisti della vicenda.
Impossibilitato a fare il tifo e augurare il bene a ragazze così bovine, mi è parimenti arduo provare qualche tipo di interesse verso il cartavelinico scienziato pazzo del caso o il monocaricaturale giapponese d'accatto.
E a essere privato di qualsiasi appiglio, anche negativo, mi trovo con il portafoglio della spesa emotiva ancora pieno a fine shopping, non certo il massimo...

E così come sono assenti i personaggi, ridotti o a oggetti o a pessimi concentrati di una singola fissazione, ecco che non rispondono all'appello nemmeno il livello metaforico o quello di una qualsiasi verosimiglianza o, infine, ultima spiaggia possibile e accettabile, la mera eccellenza dell'esecuzione calligrafica.

In totale affanno ben prima della mezz'ora, Tom Six comincia a inventarsi dilatazioni esasperanti (il tentativo di fuga della ragazza e l'indagine dei poliziotti, entrambe ricche di comportamenti idioti da parte dei protagonisti) che gli permettano di intravedere l'agognata, sospiratissima soglia dei 90 minuti.
Ma sono 90 minuti di noia, terribile, califanica noia dettata da una fotografia sciatta, un ritmo inesistente, una recitazione compiaciuta quando va bene (Dieter Laser) e amatoriale in tutti gli altri casi, una assenza mortificante di idee sia per quanto riguarda possibili sottotesti (e sarebbe difetto secondario e perdonabile) sia per quel che concerne, fatto ben più grave, l'estetica.

Ma sono tanti, insieme all'indispensabile discorso estetico-etico, gli assenti in questo spot auto pubblicitario: manca infatti un qualsiasi tipo di progetto, di visione del mondo, di intento (vendita a parte) e, più di tutto, manca a Tom Six il coraggio.

Viviamo in un'epoca in cui persino mia nonna potrebbe aver visto 2 girls 1 cup e, con un sorriso e una scrollata di spalle, essersi complimentata con le due ragazze che, tanto, quel che non uccide ingrassa: pretendere di scandalizzare qualcuno piazzando il culo di una tipa in bocca a un'altra è operazione che suscita, al più, moderata tristezza.

Ci vuole ben altro a supporto dell'idea iniziale, servono a essa sia qualche tipo di motivazione sia la necessaria visionarietà per dipingere in modo efficace, "osceno e scandaloso" questo tanto discusso centipede umano che altrimenti, privo di riflessione, sarà (vecchia) carne morta ancor prima che finisca l'operazione.

E Tom Six, a parte l'idea di voler disperatamente far parlare di sé, non ha altro.
Non ha la capacità di provocare attraverso una messa in scena forte, non è in grado di riflettere su qualsiasi tipo di innervazione che una figura del genere può provocare, non riesce a osare in nessun punto (i pannoloni? really? really???) e una volta assemblato il suo tanto agognato trinkenstein si accorge di non sapere cosa farsene e rimane a guardarlo e rigirarselo per minuti interminabili.

Qualcuno potrebbe intravedere nell'operazione intenti satirici e toni da commedia nerissima, spero che ciò non fosse nelle intenzioni del regista in quanto dovrebbe allora sommare anche questo fallimento a tutto il resto.

Trovo molto significativo che l'unico elemento decente dell'intero progetto siano alla fine gli interni della villa di Heiter: in un'opera che vorrebbe guardare i corpi si finisce con il rimirare le pareti, potrebbe bastare già questo dettaglio a far capire la portata del fallimento.

Ma a Tom Six tutte queste considerazioni non interessano minimamente, teso com'è alla ricerca di un singolo esito critico: l'esaltazione della pellicola da gruppi elitari provenienti sia dal substrato dei fan delle "visioni estreme" (del tutto assenti in questa pellicola) sia da certa intellighenzia liberal che, estranea al genere, entra comunque in blood frenzy ogni volta che le si sventola davanti qualche pretesa artistica di rottura, meglio se proveniente dall'Europa.
E sono sicuro che questo film incontrerebbe accoglienza critica ben diversa se fosse stato girato da qualche regista statunitense, ahimè...

Accanto alla ricerca di certo tipo di lode (e ancora più necessaria) vi è l'inseguimento della stroncatura disgustata e scandalizzata, la voglia che del film se ne parli molto e molto male, malissimo, che chiunque venga a sapere che la gente sviene e vomita guardando due mucche e un pesce lesso in pannoloni, la speranza che qualsiasi critico di una certa importanza, indignato, non esiti a dire la sua, a dare zero stelle o 0/10 o pollice verso o zero teschietti alla sua opera, che entrerebbe così di filato nell'immortale club delle pellicole cult e maledette, delle visioni difficili di cui potersi vantare quando si scende nel cortile sottocasa.

Purtroppo per Six il suo film non arriva certo allo zero, servirebbe comunque ben altro coraggio e ben altra innocenza.
Si becca invece, boh, un banale quattro, nulla di che, rimandato in biologia e cinematografia con buona pace dei suscitatori di scandalo, del moige e di chi entra in estro per un po' di pus e due punti di sutura mal dati.

Aspettatevi però grandi lodi da parte di certe riviste e certo tipo di cultura: The Human Centipede prospererà proprio sulla base di questo tipo di feedback e di hype fino a quando, fra qualche anno, un nuovo regista eseguirà la stessa identica operazione di ricerca pubblicitaria dello scandalo, magari con toni più forti, magari, chessò, usando donne incinte, bambini con sindrome di down o qualsiasi elemento che sia in grado di colpire ancora di più chiunque ami essere colpito.

Gli unici elementi in grado di farmi provare scandalo e disgusto sono in definitiva la noia, la pornografia e l'inettitudine sbandierata con orgoglio naif. E allora sì, sono rimasto anch'io disgustato durante la visione.
Fino però al monologo finale del giapponese, che mi ha strappato un sorriso: gratuito, imprevisto, incollato con l'attak al corpo estraneo del film ed esibito quale coccarda filosofica fuori tempo massimo e così fuori contesto e tema da farmi domandare se Tom Six abbia compreso il suo stesso copione o se, fra una scena e l'altra, non abbia per caso abusato delle droghe che somministra alle sue povere attrici.

Film innocuo, disinnescato dall'autore stesso e nato con una trentina d'anni di ritardo, pellicola buona per quando, nel cuore della notte, disperati e affranti, aprirete l'armadietto dei medicinali e scoprirete di aver finito, birichini, l'ultima confezione di tavor.

Tutto il resto è noia
(Califano/Six)

Sì, d'accordo l'incontro,
un'emozione che ti scoppia dentro
l'invito in cantina dove c'è atmosfera,
il roipnol mischiato con estrema cura...
I bisturi a lavare ed era ora!
Hai voglia di far tripletta quella sera,
sì d'accordo ma poi...

Tutto il resto è noia, no,
non ho detto gioia, ma noia, noia,
noia... maledetta noia...

Sì, lo so il primo taglio,
il cuore ingenuo che ci casca ancora...
una lunga incisione e l'illusione dura
rifiuti di pensare a una setticemia
E dai ordini nazisti al tempo giusto,
e pensi che un bel calcio ed è tutto a posto...
Si, d'accordo ma poi...

Tutto il resto...

Poi la notte d'amore,
per sistemare il laboratorio fatica e dolore
sul lettino le lenzuola rubate all'ospedale,
funziona tutto un po' alla cazzo di cane...
La prima sera devi dimostrare,
che al mondo solo tu sai cementare...
sì, d'accordo ma poi....

Tutto il resto...

Sì, d'accordo il primo ano,
ma l'entusiasmo che ti è rimasto ancora,
è brutta copia di quello che era
cominciano i silenzi della sera...
inventi feste in giardino e inviti pulotti a casa
così non pensi, non che tu l'abbia mai fatto
si, d'accordo, ma poi...

Tutto il resto...

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Filmato:



Bonus (L'immortale Califfo):

22 commenti:

  1. Elvis, bella metrica!
    Oggi è morto Sanguineti (r.i.p.), ma noto con sollievo che l'Italia non è rimasta a secco di poeti.

    p.s.
    Sono assai più serio di quanto credi.

    IlMoralizzatore

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  2. Ci mancherebbe che un Moralizzatore non sia serio...
    Sanguineti secondo me aveva la fisionomia perfetta per ruoli da mad doctor, madò, me lo immagino, perfetto...

    :)

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  3. ah. Ora sono molto meno propenso nel vederlo. Ma se il collegamento è bocca/ano si mangiano la cacca uno con l'altro oppure il mad doctor chi ha fatto un lungo ano che passa nel tipo/tipa che sta in mezzo per poi far capolino nell'ultimo dei tre, che si da a triplici cacate liberatorie?

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  4. Trovo interessante questo tuo interesse.
    Fai qualche ricerca, ci sono foto e schemi in giro per la Rete...

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  5. p.s: a quando la recensione di Shadow?

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  6. Immagino che il seguito (la seconda sequenza) rilancerà con un ouroboro umano (per Mokujanji: negli schemi, alimentazione intravenosa e sacchetti colostomici).

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  7. I pannoloni!
    Probabilmente scegliere dei pornoattori (e attrici) per comporre il centipede avrebbe giovato alla verosimiglianza di alcune scene. :D Almeno credo. Visto che siamo nel reame delle assurdità...
    Non avevo letto ancora niente su questo film, ma credevo chissà che! Tristezza.

    :(

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  8. Usualmente concordo al 99% con le tue recensioni, e trovo affinità estetico-critica quasi sempre somma, quant'altre mai. Mi fa dunque piacere che incontriamo qui quell'1 % di differenza, però essenziale e vitale per il "conflitto delle interpretazioni". Personalmente non ho trovato affatto stupida l'idea di invertire la "separazione" gemellare in "unione", anzi, l'ho trovata quasi geniale (dal differenziato all'indifferenziato...). Aprirei poi un capitolo a parte sul chirurgo Cronenberg, la cui autoreferenzialità a volte, ti confesso, mi irrita. Six ne sta alla larga, invece, e giustamente, secondo me, rendendo molto meno selvatica (anche se più fredda e "vuota") la sua sceneggiatura, rispetto a certe cose del "primario". Comunque ci tornerò su, nei prossimi giorni, tempo permettendo.

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  9. Io semplicemente mi rifiuto a priori di vedere un film basato su un'idea così imbecille come questa. Mi stupisco come abbia tovato i soldi per mettere in piedi questa porcata. Samuel M

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  10. Dai Elvis, dicci dello Zampaglione versione Allucinazione Perversa che ne pensi!!!!

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  11. No comment.
    Il film di Zampaglione sarà il mio vero, definitivo banco di prova per vedere se riuscirò davvero a non parlare più di faccende italiane per un bel po' di tempo a venire.
    Se cado su questo, cadrò sempre e comunque.
    Se resisto ora, ci sono buone probabilità che resista molto a lungo.
    Le prossime due settimane sono cruciali, superate quelle è fatta.

    Ci sono molti grandi portali che ne parlano, ritengo che un mio parere sia del tutto irrilevante.
    Ci sono anche i dati di incasso, penso su mymovies o posti simili e insieme a quelli una vasta panoramica della ricezione critica ricevuta.

    Se però ne volete parlare voi all'interno dei miei commenti, sentitevi liberi di farlo, sapete che qua non c'è mai OT...

    @ Angelo: differenza vitale e parere contrastante necessario, fallo sempre!

    @elgraeco: eh, anche io mi aspettavo qualcosa, non tantissimo ma qualcosa.
    I pannoloni (e le bende in generale, tenute fino all'ultimo) sono un guasto ben più grave di quel che si possa pensare eh, è un problema di immaginazione...

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  12. Dopo 10 minuti arriva la maledetta frase con il telefonino in mano:
    We're in middle of nowhere, there's non signal!
    E così, come in almeno 7 degli ultimi 10 film che ho visto, si giustifica tutto quel che segue. Ovvio che di questi 7 almeno 6 erano made in Usa...
    Che p(i)attume!
    Dopo un quarto d'ora vorrei già recuperare il tempo perduto chessò, facendomi frustare... o masticando dei gessetti.

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  13. Elvezio, c'hanno fatto pure un gioco.
    http://www.newgrounds.com/portal/view/537029

    Ok, è un gioco idiota, ma è sempre un gioco... :D

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  14. Mi permetto di segnalare questo video che a mio parere può benissimo sostituire la visione del film (io, per inciso, l'ho visto questo H.Centipede provando il vostro stesso disgusto davanti a tanti noiosi minuti)
    http://www.youtube.com/watch?v=5Wo4JfmVz-8

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  15. !!!
    Grazie per il filmato, dice più cose in 2 minuti di quante ne dica Human Centipede in 90, molto bello!

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  16. Mah, non concordo con la recensione.

    Dunque, sono passati 40 anni da "Night of the living dead", 30 da "Dawn of the Dead"; abbiamo un mercato del cinema horror che sforna un "Saw" e due epigoni l'anno più un altro centinaio di film dei vari sottogeneri.
    Come si fa in questo contesto a pensare onestamente che un qualcuno giri nel modo in cui è girato questo (a livello tecnico, espressivo, contenutistico, formale) per "inettitudine" e "mancanza di coraggio"?
    Cosa ci voleva, precisamente, a riempire il film di panoramiche a schiaffo, steady-cam isteriche, gore e scene splatter?
    Poi, però, sarebbe stato liquidato come "l'ennesimo torture-porn sulla scia di Saw e di Hostel" e, direi, a ragione.
    A me è parso che il regista abbia scelto un certo modo di approcciare i personaggi, un certo registro stilistico, appositamente. Non mi sembra che gliene freghi molto di creare empatia con i personaggi, nè di avere uno stile attento all'estetica moderna.
    Piuttosto, mi sembra che abbia "fatto un punto", per rubare un'espressione anglosassone. Questa è l'idea, la sviluppo così e col cavolo che qualcun altro rifarà un film uguale.
    The Human Centipede è, in effetti, un brutto film. Un film che non si offre allo spettatore, non da facili spiegazioni, non cerca pretese di originalità laddove l'originalità non è possibile ma, intanto, riesce a raccontare una storia che nessuno ha mai raccontato prima, pur con un uso smodato, fastidioso, del clichè e dello stereotipo.
    É "prendere o lasciare" che, secondo me, è comunque meglio di certo cinema industriale di genere di cui non puoi dire "è un buon film" perchè non è mai vero, ma non puoi nemmeno dire "fa schifo" perchè, tecnicamente, è probabilmente la fotocopia (di una fotocopia, di una fotocopia) di qualcosa che invece -era- "un buon film".

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  17. vedo che qua l'ignoranza bigotta regna sovrana... complimenti

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  18. Grazie.
    Hai l'indirizzo del blog, sai come evitarlo.

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  19. Concordo sulla recensione, ma salvatemi Dieter vi prego! Non ho visto nient'altro con lui attore ma secondo me nonostante qui sia diretto malissimo, ci vedo un grande potenziale!

    Tornando al film, secondo me Six ha sprecato una idea potenzialmente buona. Bastava concentrarsi sulla psicologia del dottore (la sua storia, da dove nasce l'idea di unire i corpi) e curando la parte medicale con dettagli più accurati, magari bastava sentire un chirurgo per capire come una cosa simile potrebbe essere fatta davvero. E poi un minimo di sceneggiatura...almeno rendere coerente la sala operatoria...sembrava la stanza del mio medico di base.

    Concludendo concordo con l'idea che sembra l'unica che rimane dopo aver visto il film: l'obiettivo era far parlare di Six, male ma che se ne parli. Noioso come pochi.

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  20. *scenografia, non sceneggiatura

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