lunedì 29 marzo 2010

Survival of the Dead (2009)

Survival_of_the_Dead_Romero_posterSURVIVAL OF THE DEAD
2009, USA/CANADA, colore, 90 minuti
Regia: George A. Romero
Soggetto/Sceneggiatura: George A. Romero
Produzione: Blank of the Dead Productions e varie

Sei giorni dopo lo scoppio dell'epidemia zombie, sull'isola di Plum, al largo delle coste del Delaware assistiamo a uno scontro fra due fazioni con posizioni ben differenti in materia di morti viventi.

O'Flynn è convinto che i non morti vadano eliminati in qualsiasi modo possibile e a ogni costo, mentre Muldoon è intenzionato a risparmiare gli zombie, per tenerli incatenati fino a quando non verrà trovata una cura per la loro condizione.

Muldoon vince, con la forza, lo scontro di idee e O'Flynn, insieme ad alcuni suoi uomini, è costretto all'esilio sulla terraferma, lasciando sua figlia, in disaccordo con lui, sull'isola.
Da un porto abbandonato O'Flynn comincia però a mandare messaggi su you tube promettendo, a chiunque sia interessato, un passaggio via nave sull'isola, vero e proprio paradiso difficile da raggiungere per i non morti.

Nel frattempo il gruppo di soldati rinnegati già incontrato in Diary of the dead si imbatte in un ragazzo che illustra loro il messaggio di O'Flynn.
Il vecchio prima tenta di derubare i soldati poi, vedendo la sua banda battuta in uno scontro a fuoco, si unisce a loro per tornare sull'isola.

Nel frattempo Muldoon ha ridotto in schiavitù gli zombie, incatenandoli e obbligandoli a ripetere in loop alcuni semplici compiti.
Cosa accadrà nel momento del confronto finale?


Se il nuovo film di Romero vi sembra già confuso e farraginoso a partire dalla trama non avete certo tutti i torti in quanto ci troviamo di fronte all'episodio peggiore, e di gran lunga, di tutti e sei i capitoli della saga dei morti viventi.

Essere un appassionato di horror non equivale a essere un fan del genere e i primi non sono disposti a tollerare molte delle cose che i secondi riescono a perdonare e sopportare, pur di vedere nuovamente in azione un ex Maestro ormai privo della lucidità necessaria a portare avanti qualsiasi tipo di discorso inerente la figura dello zombie.

Esauriti tutti i possibili sottotesti portati avanti a un discreto livello nella trilogia di partenza (consumismo, condizione dei lavoratori, razzismo), Romero dimentica anche quanto innestato con scarsa convinzione e riflessione nei precedenti segmenti (critica alle comunità chiuse, possibile evoluzione dello zombie, nuovi media e ruolo della tecnologia), per pasticciare in lungo e in largo con una serie di personaggi che mutano psicologia a ogni inquadratura, contraddicendo nella seconda parte quanto debolmente lasciato intuire nella prima.

Quella di Romero, come in alcuni grandi vecchi del cinema horror, è una caduta qualitativa che è in atto da tempo e sarebbe necessaria, come in qualche altro caso, una attenta riflessione su tutta la sua filmografia, che da parecchio tempo non brilla e non lascia forti impressioni nella storia del genere.
Incapace di veicolare con forza le idee, Romero si ritrova ora a urlarci didascalicamente un commentario sociale che sarebbe meglio lasciare alla pura forza delle immagini.

Siamo di fronte a un regista che pare in evidente debito di ossigeno da troppo, troppo tempo: negli anni Novanta ha girato un segmento di Due occhi diabolici e La metà oscura (1993), ultimi suoi titoli degni di rilievo ma privi della forza dei suoi lavori migliori, per poi sprofondare in un periodo di letargia interrotta da incertezze ed episodi fra l'insulso e il noioso: Bruiser (2000), Land of the Dead (2005), Diary of the Dead (2007) e ora questo Survival of the Dead.

Film che parrebbe, a prima vista, un episodio volutamente ironico e grottesco, peccato che le risate siano latitanti così come la tensione e l'orrore, sebbene abbondino nuovi e fantasiosi modi di trattare e massacrare gli zombie.

O'Flynn e Muldoon sembrano le due attuali facce della confusa medaglia Romero: il primo inizialmente vorrebbe sterminare tutti gli zombie, poi organizza un piano con l'ausilio di you tube per derubare e mandare al massacro un sacco di umani innocenti e inondare l'isola di problemi e zombie per il suo rivale, mentre il secondo inizialmente si pone come paladino dei non morti per poi procedere senza un minimo sussulto di coscienza a schiavizzarli e usarli in ogni modo possibile, uccidendoli ogni volta che lo contrariano o non comprovano la sua tesi.

Presi in mezzo a questi due poli, gli altri personaggi finiscono ovviamente con il diventare macchiette inconsistenti caratterizzate dal colore della pelle, dalle sbandierate preferenze sessuali o da esilissimi tratti psico-comportamentali (alle volte parecchio schizofrenici, come nel caso del leader dei soldati).
In mezzo a questo mare di azioni confuse e personaggi-pupazzi latita, come detto, qualsiasi occasione di terrore, claustrofobia, minaccia o che altro, sebbene gli addetti al trucco ed effetti speciali si diano un gran da fare per inforcare, bruciare, far esplodere (aggiungete x altre azioni) il povero zombie di turno.

Non ci si spaventa, non si riflette, men che mai si ride per tutto il film e al quinto cadavere si assopisce anche la gore-allerta.
La radice dei problemi è ovviamente da cercarsi in una sceneggiatura spenta, che rimane più nei territori di un soggetto malpensato che in quelli di uno script opportunamente sviluppato a partire da una idea solida, e i personaggi, con i loro dialoghi concorrono inevitabilmente alla rovina finale, specie si pensa a una certa solida tradizione romeriana fatta, fino a un certo punto, di figure mai stereotipate o prevedibili.

Se la sceneggiatura è pessimo blocco di partenza, il ritmo della corsa non migliora man mano ce si aggiungono i vari componenti, da uno stile di regia in continua involuzione a un uso maldestro della cgi al posto dei più efficaci effetti speciali artigianali; da un budget ridotto che comporta professionisti di minore caratura all'ormai abusatissimmo trend arancio-bluastro per quanto riguarda la manipolazione della fotografia.

Uno dei difetti più gravi del film è la tendenza dei personaggi umani a comportarsi come se niente fosse accaduto.
Una epidemia zombie si è in pratica divorata il pianeta, cadono i governi, non esiste più il campionato di calcio e questi tizi continuano a pensare ad accumulare soldi o a come fregare quell'odioso vicino che non sopportiamo da tanti anni.
Se voleva essere una metafora della cecità e cupidigia umane ho paura che si tratti di qualcosa riuscito davvero male, ovviamente per il sottoscritto.

Così come posticcio e artificioso risulta il tentativo di miscelare horror e western (con tanto di duello fra due vecchi irlandesi) e l'intero processo decisionale della banda di militari, per non parlare di un mondo in preda a orde di non morti che però conserva ancora intatta la sua struttura di persone che postano video in Rete, altri che questi video trovano il tempo di vederli e magari anche motivi a sufficienza per seguirne gli assurdi consigli.
Sorvolando infine sul tentativo di ricondurre il tutto a una lezione sulla follia insita nell'idea di schierarsi aprioristicamente dalla parte di una bandiera o un clan, sacrificando a esso ogni altra istanza.
Davvero troppo poco per un autore che, intenzionalmente o meno, ci aveva abituato a ben altri sottotesti e metafore di spessore assai maggiore.

Tutto il settore tecnico è deficitario, con particolare menzione per le insipide musiche di Robert Carli e la deprimente fotografia di Adam Swica. Sottotono o fuori parte tutto il cast per un film in cui la bassa qualità affligge praticamente ogni reparto e aspetto.

Romero che scimmiotta Romero (o che lo cannibalizza fuori tempo massimo, fate voi) in un tentativo di spremere la ritrovata gallina dalle uova d'oro prima che gli spettatori comincino a diventare insofferenti.
Dispiace sempre vedere un grande regista del passato collezionare prove opache una via l'altra, ma c'è e ci sarà poco da fare finché continueremo tutti quanti a comportarci da fan invece che da appassionati del genere, continuando a dar credito a chi da tempo ha esaurito ogni possibile proroga.

Con questo Survival of the Dead ora il mio gradimento della saga romeriana è perfettamente bilanciato: tre episodi interessanti, a tratti notevoli e tre detestabili. Romero ne ha annunciati almeno altri due, vedremo in futuro come cambierà la valutazione globale...

Altri film nell'Archivio Recensioni Cinema

Filmato:

46 commenti:

  1. Eh sì, siamo concordi. Leggere per credere. Anche a me ha dato l'impressione di una parodia di Romero stesso o del genere. Non so se voluta o meno, ma credo fortemente fosse involontaria. Davvero deludente.
    Romero ne ha annunciati altri due, ma uno già dal titolo, "Diamond Dead", promette "bene"...

    ;)

    RispondiElimina
  2. Bene, altro round, altro film evitato.

    RispondiElimina
  3. Oh, anche se da un lato potresti vederlo per certe scene assurde, tipo questi che se ne vanno in giro con tonnellate di soldi in cassaforte che chissà che se ne faranno.
    O you tube che nonostante l'apocalisse funziona benissimo col filmato di sto Nostromo (cit. el graeco) irlandese che chissà quanti commenti e lettori sarà il filmato più visto del mese e ne scriveranno qualcosa anche su Repubblica, oppure gli zombie che ovviamente continuano a fare quel che facevano in vita allora il postino consegna la lettera e una che andava a cavalo minchia continua ad andare a cavallo come una pazza e il cavallo dice ok va bene.
    Cose così, ah, dimenticavo, ovviamente l'unica femmina rimasta o quasi, un soldato, è lesbica chiaro e ti giuro, ti giuro, la fanno vedere che ehm, si tocca tutta di notte mentre parla con gli altri eh...

    Ma sai, sono tutti simboli, sottotesti e metafore, chennesappiamo noi del suo genio.
    Di solito i vecchi li sbatti in panchina a dar da mangiare ai piccioni invece qui gli si fa scrivere e girare roba evvabbè...

    Ah, vero, dimenticavo, arrivano i soldati sull'isola e passa tipo la zombie la donna zombie tutta incavata e marcia a bordo del cavallo e loro: "Ohhhhhh, che bellaaaaa!", giuro...
    Viva Nonnetto Romero!
    Diobono...

    RispondiElimina
  4. L'impressione è che la pellicola soffra del problema di molti prodotti hollywoodiani recenti - le metafore sono troppo scoperte e il sottotesto ti viene cacciato ingola a forza.
    Un po' come se il pubblico fosse composto da ragazzini idioti... oops! Già.

    Ma, anche, pare che il meccanismo dello zombie sia arrivato al capolinea.
    Dopo Shaun of the Dead, è tutta discesa...

    RispondiElimina
  5. In una vecchi intervista rilasciata dopo Diary of the Dead Romero si lamentava di essere ritornato agli zombi non per interesse ( e si vede),ma perchè se avesse girato film di altro genere come le commedie,nessuno lo avrebbe preso sul serio. Questo spiegherebbe l'incapacità di rinnovarsi o prendersi sul serio.
    A giudicare dai vostri commenti il film sembra un incredibile trashone,quindi non lo guardero per non rovinarmi il ricordo dei Romero più riusciti.
    Il vampirologo che ride

    RispondiElimina
  6. Recuperato a Sitges, è veramente imbarazzante e patetico. Io adoro Romero e mi ero fatta piacere anche Diary of the Dead, ma non pensavo arrivasse a tanto... comunque a Sitges la gente era entusiasta e si sbellicava dalle risate... o tempora o mores!
    Daniela

    RispondiElimina
  7. Temo dipenda da certo fanatismo che, in un certo senso, Romero illustra anche nel film eh: tutti a seguire fedelmente il vecchietto, qualsiasi cosa combini, a ogni costo...
    Da noi accade con Argento, con le opportune proporzioni...

    RispondiElimina
  8. Elvis ti odio!
    Ti odio perchè tutto quello che hai scritto è dolorosamente vero e io, da fan -lo so, lo so, ma che ci devo fare, ognuno ha i suoi difetti- mai e poi mai sarei riuscito a valutare questo scempio in modo tanto neutro.
    Premetto che a me Diary of the dead era piaciuto molto; assai più di Land, ad essere sincero. Ero quindi parecchio fiducioso per quest'ultimo capitolo.
    Il fatto è che proprio non si salva niente. NIENTE!
    Avrei meno problemi a spararmi nei coglioni, ma è davvero impossibile parlarne bene.
    Aldilà dello humor involontario permeante la pellicola nella sua totalità -e che comunque, più che far ridere, lascia basiti per l'intrinseca idiozia delle situazioni-, non c'è un solo segmento in cui il vecchio zio George sia chiaramente riconoscibile.
    La cgi è usata in maniera pedestre, la recitazione -quando non apertamente comica- è assolutamente sottotono da parte dell'intero cast, e la sceneggiatura potrebbe averla scritta Uwe Boll, semmai imparasse a scrivere..
    E poi la storia, signori miei, sarebbe stato più scorrevole e plausibile ambientarla su Saturno.
    Quante lacrime che m'ha fatto versare 'sto filmaccio... Alla scena dello zombie ucciso con la forchetta volevo annegarmi.
    Però Argento è peggio, tanto ma taaaaaaaaaaaaaaaaaanto peggio.

    Nimo Ano

    RispondiElimina
  9. Per me la prima trilogia romeriana sugli zombie rimane qualcosa di impareggiabile. E quando dico "impareggiabile", prendimi alla lettera.
    Se non vogliamo per forza considerare le metafore dei tre film che sto prendendo in considerazione, non si può comunque che godere della "poetica horror" elevata all'ennesima potenza.
    Tutto ciò è venuto meno con "La terra dei morti viventi".
    Leggendo la tua recensione mi pare di capire che Romero sia scivolato più in basso ancora. Non contento di avere resuscitato i suoi zombie (sic) solo grazie al buon remake de "L'alba dei morti viventi", si è fatto trascinare in questa nuova trilogia talmente stantia da risultare insipida perfino a un suo genuino ammiratore, come il sottoscritto.

    Peccato perché secondo me gli zombie avrebbero ancora molto da dire, sia a livello di metafora sia come puro divertimento.
    Romero è - probabilmente - legato alla sua carta d'identità. Non ha saputo modernizzarsi, ha gongolato un po' sugli allori e poi è tornato, cercando di modernizzare il suo vecchio cavallo da battaglia.
    Dapprima con i protagonisti truzzissimi di "Land" e poi con Youtube di "Diary" (che, da quel che dici, ha ripreso pure qui...).
    Forse con "Survival" ha addirittura inteso riderci su, sulla scia di Zombieland e delle zombie-com. Se fosse così (dimmelo tu), sarebbe il suo peccato più grave.

    RispondiElimina
  10. caro Elvezio,

    senza nessun intento polemico, ma siamo proprio sicuri che la notte dei morti viventi sia un film interessante a tratti notevole? Sinceramente non me la sento di dire molto... insomma, non è il film che ha cambiato per sempre l'horror americano (e per effetto quello mondiale)? Com'è che mentre ero al cesso è diventato allo stesso livello di Non aprite quella porta 2 o le pornocasellanti al servizio di frontiera?
    Non voglio dire che il mondo si deve conformare alla mia visione della realtà ma mi pare un film un tantino più importante di quello che ne dici tu. Dopo quella ciofeca immonda di blood creek un'altra cantonata, questa però di dimensioni colossali.

    Saluti,

    Ste

    RispondiElimina
  11. Ciao Ste,
    ritengo che il problema sia esclusivamente a livello di lingua e termini. Leggendo il tuo commento si evince che per te "notevole" voglia significare "allo stesso livello delle pornocasellanti al servizio di frontiera".

    Ora, io mi sforzo di non usare parole a caso.

    Sul
    primo dizionario aperto in questo momento "Notevole" significa "degno di essere notato, soprattutto per l'eccellenza raggiunta" e tale è il mio giudizio nei confronti de La notte dei morti viventi, film degno di nota per il livello di eccellenza raggiunto da Romero.

    Spero di essermi chiarito, altrimenti chiedi ancora tranquillamente, non ho visto intenti polemici nel tuo commento!

    RispondiElimina
  12. no, no, Elvezio, hai preso un abbaglio: questo film è una rappresentazione in scala di quel che sta avvenendo in Italia... ...gli zombi... ...gli zombi che vengono fatti lavorare da un vecchio... un altro vecchio che per danneggiare il primo mette nei casini tutta l'isola... ...la gnocca inaccessibile... è il racconto della nostra vita quotidiana. cazzo, romero è un genio.

    comunque, le pornocasellanti al servizio di frontiera mi manca ma mi dà l'idea di qualcosa di assolutamente notevole.
    e stronzo chi la pensa diverso.
    ma senza offesa, però.

    RispondiElimina
  13. Alladr in questa modalità riempie di paura il mio cuoricino puccioso eh...

    Alladr, molto, molto OT (ignorateci, sono il padrone di casa e apro OT dove mi pare): oggi ho letto un articolo di Massimo Fini su Il Fatto Quotidiano, sezione società, che azzera decenni di dibattiti e tentativi di discussione sulla donna, suo ruolo ecc. ecc.
    Una cosa terribile, ingiustificabile, se puoi vai a leggere, almeno "mal comune ecc ecc" e non bestemmio da solo, ecco...

    RispondiElimina
  14. ammazza, mi dai lezioni di italiano e hai pure ragione tu! mi ritiro in silenzio e me ne sto cheto a questo punto! (però Blood creek resta lo stesso una boiatona pazzesca) A proposito, hai mai scritto una rece di The descent? Se sì, non riesco a trovarla, sarei curioso di avere un parere tuo su quel film.

    A presto,

    Ste

    RispondiElimina
  15. Eh ma quali lezioni qui niente lezioni mai, si parla e basta e se si parla e ci si confroonta prima o poi ci si capisce, anzi, mi hai offerto l'occasione per ribadire il mio amore per alcuni film di Romero.
    Penso che proprio questo meccanismo, amare alla follia certi autori MA riuscire ad ammettere quando ci sembra che stiano sparando delle opere, ehm, minori, sia l'imprescindibile punto di partenza per una scena horror migliore, che non sbavi fanaticamente a prescindere ma rifletta e si ponga domande ogni minuto.

    E non provarti a ritirarti (madò che incubo di -ti) che i tuoi commenti servono sempre...

    The Descent mi è piaciuto, devo ripescare nei meandri del pc la vecchia recensione o scriverne una nuova anche se, come detto, prima mi divertirò a prendere per il c... The Deescent 2...

    RispondiElimina
  16. E mi spiego meglio, perché ovviamente c'è anche dell'egoismo da parte mia eh.
    Mi serve avere persone come te a commentare perché un conto è avere il solito gruppo di fan, tipico di molti blog, che applaudono qua do scrivi qualcosa, altro conto è scrivere sapendo che se si dicono cazzate (o anche solo se ci si distrae e si usano termini men che precisi) Mana, te, alladr e quasi tutti i maledetti frequentatori piombano come falchiavvoltoi a farmi nero, uno se scrive con questo a mente puoi star tranquillo che ci pensa due volte, quindi c'è ovviamente anche un discorso di guadagno oltre al piacere del confrontarsi in pubblico.

    Su Blood Creek comunque te ne pentirai, belin non ti è andata giù eh... :)

    RispondiElimina
  17. minchia, grazie, eh, elvezio. adesso siamo in due a bestemmiare (cazzo, e ci ho pure cota in regione... mi sento come con un paletto di frassino infilato nel culo. ma non per il buco, magari!)

    RispondiElimina
  18. August Derleth02 aprile 2010 11:47

    Oddìo,forse la scena del video postato su Youtube,al di là dell'ignobile marchettone di turno,non è poi tanto arrampicata sugli specchi come sembra ! Internet,infatti,deriva dalla rete ARPANET,costruita per resistere ad una guerra atomica.Può anche darsi,quindi,che riesca a resistere ad un evento catastrofico che non porti impulsi elettromagnetici distruttivi,anche se non vedo,comunque,come caspio facciano a funzionare i computer in case di sicuro senza più energia elettrica,visto che la rete energetica ha bisogno d'una manutenzione costante,un pò difficile da dare in un'apocalisse-zombi...

    RispondiElimina
  19. August Derleth02 aprile 2010 11:53

    In ogni caso,seghe mentali a parte sul cybermondo postapocalittico,mna secondo te gli zombi romeriani hanno ancora un loro perché ? Oppure sono ormai dei ferrovecchi dell'horror,un pò come gli spettri con catene e lenzuola di Walpole?E se sì,la loro alternativa quale sarebbe?Sarebbe interessante farci un "dibbattito"in puro stile Corazzata Poteemkin...
    ;-)

    RispondiElimina
  20. @ August: poni una domanda troppo difficile. Mi sbilancio e ti dico che per ora non mi è capitato di vedere zombi "romeriani" che conservino ancora intatti potenza e capacità di veicolare idee e riflessioni interessanti.
    A me pare che tali compiti si stiano spostando sui loro cugini e fratelli, più o meno bastardi: i vari runners visti in giro per qualche film (28 giorni dopo e sequel, altri su vari contagi)o anche quelli visti in opere come Signal e Pontypool.
    Ma è troppo presto per parlarne, temo...

    RispondiElimina
  21. August Derleth03 aprile 2010 17:47

    @ Elvezio:
    Lo credo anch'io,non foss'altro perché se chiedi ad uno non del ramo "speculative fiction" cosa sia uno zombi te lo descriverà come un cadavere più o meno putrescente,non molto sveglio né tantomeno agile,risorto dalle tombe in cerca di carne umana.Insomma,un identikit romeriano 100%,visto che è questo lo zombi veicolato dai mass-media tradizionali(vd. la serie 'The Walking Dead'ora in preparazione negli U.S.A.)...Solo nei videogiochi si stanno scrollando di dosso questo archetipo :a.e.,in 'Left for Dead'gli zombi sono velocissimi,così come in 'Resident Evil' lo sono i Crimsom Head,anche se,per ossequio verso Romero(quello dei tempi che furono,più che altro... :D )non sono chiamati per quel che sono molto chiaramente.Su questa terza vita (non-vita...XD)degli zombi,dopo quelli del vudù e quelli di Romero,ci sarebbe da scrivere ben più di un commento,e torno ad invitarti,Elvezio,a scriverne uno dei tuoi dossier,indipendente da 'Produci,consuma,non crepare...',o,più in piccolo,a farci un pò di reboot...

    RispondiElimina
  22. Un'altra variante zombesca oltre ai "runners", sono gli zombi senzienti (e spesso sadici) di opere come Deadworld,Garrett,Marvel Zombi e il dittico zombesco di Brian Keene.(Non li paragono a quelli visti in Il ritorno dei morti viventi,perchè gli zombi di quel film sono privi di sadismo e non parlano molto fluentemente, inoltre sono anche tonti.)
    Se posso dire la mia trovo che la variante sadico/senziente offra più possibilità rispetto ai runners e invece è la meno sfruttata. Il vampirologo che ride

    RispondiElimina
  23. Che aggiungere a quello già scritto da te & gli altri ?

    Il nonno Romero è da un pò che ha perso la vena artistica, ed invece di lasciar perdere continua a propinarci opere molto brutte.

    Qualcuno ha utilizzato il termine "thrashone"...personalmente dico :MAGARI LO FOSSE ! Almeno ci sarebbe una ragione per vederlo.

    Mi sono piaciuti i primi tre (soprattutto DAWN) ma questi ultimi tre se non fosse per il suo nome non sarebbero nemmeno degni di nota, alla stregua di tanti film indipendenti sul non-genere che periodicamente saltano fuori.

    Tra le altre cose penso la stessa cosa sul tuo accostamento con Dario Argento....ma perchè non si godono i nipotini e le partite a bocce ????

    RispondiElimina
  24. August Derleth05 aprile 2010 20:34

    Il nonnetto colpisce ancora,tornando sui luoghi del delitto!
    www.cineblog.it/post/21708/esclusiva-ecco-i-primi-due-poster-italiani-de-la-citta-verra-distrutta-allalba
    Pare che abbia trovato la vena:citando dal sito,'72% di commenti positivi su RottenTomatoes'.
    Se fosse vero,il difetto di 'Survival of the Dead' è nel manico,non nelle comunque povere prove di regia,sceneggiatura,etc.Tradotto,il classico zombi romeriano ha ormai perso davanti ai runners ed agli zombie senzienti,e s'avvia tristemente verso tombe da cui non potra più uscire...
    Quelle dell'oblio.

    RispondiElimina
  25. Lo spero per lui, ma quello che manca a questo (come agli altri due) sono le IDEE e la REGIA.

    Se non fosse suo, nessuno ne parlerebbe vista lo pochezza. So che guardiamo i suoi film con troppe aspettative, me ne rendo conto, ma secondo me o non ha ppiù voglia oppure sono talmente pochi i soldi a disposizione che tira via.

    Poi sono d'accordo con te che gli Zombi oldschool ormai sono (quasi) anacronistici.....poi usati così figuriamoci !!

    Qua l'unico horror che si vede è sapendo che ne vuol fare altri due !!!!

    RispondiElimina
  26. Ho controllato su IMdb: la regia & sceneggiatura non sono di G.Romero quindi non capisco come si possa imputare a lui il merito del successo del film...un pò come i remake di Dawn & Day.

    RispondiElimina
  27. August Derleth13 aprile 2010 20:09

    @ Tukulka:
    S'è limitato,allora,solo a metterci la firma,pronto a cavarla se il film veniva fuori una porcata come i SUOI ultimi film?Non c'è che dire,l'alzeihmer avanza,ma non abbastanza da sopprimere i neuroni della paraculaggine...
    P.S. Fossi in te,caverei anche quel 'quasi' da davanti ad 'anacronistici'.Ormai,secondo il mio modesto parere,lo zombi oldskool va bene giusto per le storie tipo la casa nella palude,il mago cattivo,l'oscura maledizione...Roba da 'L'Isola degli Zombies',insomma!

    RispondiElimina
  28. Mi spiace ma non concordo. Assolutamente.

    Però non potendo scrivere quello che vorrei (perchè sono in ufficio e rischio la vita) faccio - se nessuno s'incazza- il copia/incolla da ciò che ho scritto su FB come commento ad un mio amico:


    Secondo me è assolutamente il linea con il film più politico della saga di Romero, ovvero "Day of the Dead", il punto che fa sorgere i dubbi è che Romero pur avendo portato avanti la sua sagacia e la sua critica iniziale ha voluto rinnovare il "cinema" per esprimerla seguendone le evoluzioni (o le mode?). Per questo abbiamo Land (stile blokbuster con tanto di "Universal" riceato appositamente), Diary che è in stile documentaristico e questo survival che pernde ispirazione dagli ultimi film si zombie che Romero ha apprezzato; uno su tutti Shaun di cui non ha mai fatto mistero di essere un fan.
    Romero utilizza il media cinema per creare una nuova triologia, cambiando i nomi dei film (non più nomi correlati al TEMPO ma all'attesa di un possibile futuro) e rinnova la figura da lui re-inventata circa 40 anni fa creandone un essere in grado di evolversi.
    Penso che survival sia la NATURALE e azzeccata continuazione di quella che è sempre stata la parabola romeriana, e che il regita nel dirigerlo e scriverlo ha tenuto le costanti per accontentare i fan - minoranze etniche tra i protagonisti, i rimandi alle scene e ai poster originali dei film, la divisione di un protagonista per mano degli zombie etc..- ed invece ha variato ciò che serviva per mantenere il suo messaggio di satira politica sempre attuale.

    p.s.: aspetto sempre un consiglio su qualche bel libro horror!

    p.p.s.: a quando il nuovo dossier, magari come quello dell'esorismo che mi è piaciuto un sacco!?

    pace e bene.

    RispondiElimina
  29. Eh, è solo questione di tempo, ogni volta che avrò qualche ora liberà cercherò di metter mano a un dossier, ma è un anno impegnativo, purtroppo...

    Riguardo i libri, consiglio solo quelli in inglese, puoi dare un'occhiata alla sezione "libri" qui a destra, c'è rimasto ancora qualcosa in italiano, altrimenti continua a seguire queste pagine e prima poi altri libri verranno nominati!

    RispondiElimina
  30. eh, anche perchè già con l'italiano ci litigo, con l'inglese poi lasciamo stare.

    RispondiElimina
  31. Non devi litigare, prova a parlarci, sembra una brutta bestia l'italiano, ma poi se ci discuti vedrai che non è così cattivo come lo dipingono...

    RispondiElimina
  32. No no, io preferisco parlare come quelli del grande fratello così poi mi danno tanti soldi e divento un vero esempio di vita per i giovincelli.
    O come Corona, così la gente sta ad aspettare che lancio le mutande dalla finestra.

    RispondiElimina
  33. OH, STAVO SCERZANDO EH!

    Mokujanji

    RispondiElimina
  34. Vista questa schifezza, è giunta l'ora di una tristissima riflessione.
    Come fa Romero a pensare, dirigere e defecare un film del genere ed essere stato anche il padre de La Notte dei Morti viventi?!?!

    Dopo questo ulteriore passo indietro comincio a chiedermi quale sia il vero Romero.
    Lo so, si invecchia e se si vuole far fronte a spese come la piscina pulita, l'autista bionda e formosa e il bourbon migliore bisogna pur guardare agli estratti conto, ma qui siamo all'auto castrazione della memoria artistica.
    Qualcuno lo fermi... o lo aiuti a smettere.

    Michele - tarta11

    RispondiElimina
  35. @Michele - tarta11:

    Non conosco la vita privata e/o economica di Nonno Romero, però sicuramente potrebbe "pensarle" meglio le sue scelte artistiche, onde evitare di infangare il suo passato.

    Concordo con quello che dici, come sottolineato anche da altri utenti.

    E' la stessa sindrome che ha colpito anche Dario Argento.....speriamo esca un vaccino!

    RispondiElimina
  36. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  37. Continuo a dire che Romero rispetta l'evoluzione dei suoi film seguendo un arco narrativo che è sempre stato del regista.
    Certo che se di Romero si è visto mezzo film è difficile da comprendere.
    La bionda che lo spompina mentre si sollazza nella piscina Romero l'ha già, senza sudare per far nuovi film.
    Ha i soldi a chili per vivere perchè Romero cede e produce blockbuster come "L'alba dei morti viventi" e "La città verrà distrutta all'alba", che sono suoi film di cui possiede gran parte dei diritti.

    Provate a guardare tutti i film sugli zombie di Romero e a leggere qualcosa su di lui, poi - forse- capirete le sue scelte.

    RispondiElimina
  38. Se una cosa è brutta è brutta. Punto, senza dover fare gli intellettualoidi e trovare significati nascosti o nobiltà dove non ce n'è.

    Se per capire un film uno si deve leggere dei libri per decodificarlo, il film evidentemete ha qualche problema. Ma giusto qualche problemino, eh...

    RispondiElimina
  39. Ma spero che tu stia scherzando! Allora Kubrik è un coglione, Picasso un pezzo d'idiota e i film sono solo immagini messe una dietro l'altra.
    Ma sei fuori?
    François Truffaut allora era un cunno con tutti i suoi studi su Welles e Hitchcock?
    Il punto non è fare gli intellettualoidi o meno, il punto è conoscere il mezzo e il suo autore.
    Se poi i film sono una figata solo perchè rispettano i canoni comuni di bellezza guai al prossimo che dice che Twilight è una merda!
    Sarebbe un paradosso!
    Vuoi un film di Romero che sia solo horror? Mi spiace ma non ce ne sono.
    Se vuoi solo godere con la forma guardati Avatar che tutti dicono che è tanto bello, oppure vai in giro a dire che Tarantino è un genio... non so.
    Fai tu.
    Ma se pensi che un film sia brutto solo perchè non è piaciuto a te o perchè "se devi leggere i libri per decodificarlo ha qualche problema", allora sputiamo su tutta la filmografia di Lynch.
    E guardiamoci Neri Parenti.

    Ma per piacere.

    RispondiElimina
  40. @mokijanji: non ne farei una questione generale. il discorso si può facilmente relativizzare considerando l'intenzione dell'autore.
    picasso voleva rivoluzionare il figurativismo, non mantenerne la tradizione. questo discrimine ci permette di distinguere mirò dagli sgorbi di un bambino di tre anni.
    lynch propone una forma di narrativa de-sequenzializzata, ma lo fa con cognizione di causa, non per incapacità.
    non tirerei in ballo kubrik, che trovo piacevole anche senza essere un esperto di cinema, e non intendo entrare nel merito della questione romero, perché l'orrore non mi piace, ma mi pare inutile alzare i toni della questione. in fondo qualsiasi valutazione deve tener conto di due domande: cosa voleva fare? ci è riuscito?

    RispondiElimina
  41. hai ragione, non volevo essere molesto.
    Io penso che per un certo genere di personaggi "la questione" è generale.
    Romero voleva un seguito naturale (ovvero che seguiva i suoi canoni di utilizzo del media cinema) per la saga dei morti viventi, ci è riuscito? Si. Tocca temi che aveva già dichiarato a lui cari e lo fa con uno stile che smorza i toni, seguendo appunto lo stile "mutaforma" della sua nuova tirlogia.

    Perchè tirare in ballo i grandi nomi? Effettivamente non era il caso - anche se per me Romero è un grande nome, e la notte dei morti viventi va parecchio oltre al sollazzare le nostre fantasie di horrorfans, sino a divenire un fenomeno sociale... e i fatti lo provano, mica io che sono un sig. nessuno-, ma volevo unicamente creare esempi lampanti.

    esempi:
    La posizione degli attori in Lolita non la puoi comprendere se non conosci Kubrik.

    non cogli la reale portata di Citizen Kane e il putiferio che ha creato quel film se non conosci un pò della biografia di Orson.

    ... erano esempi grossi, ma mirate a far capire il mio discorso.

    RispondiElimina
  42. Boni, state boni...

    E ringrazio alladr (sempre più multitasking, dannato lui) per aver gettato acqua sul fuoco mentre io servivo in negozio ricche dame dell'alta borghesia mediolanum...

    Mokujanji... Qualche libro e saggio su Romero li ho letti, non posso sindacare sulle sue attuali intenzioni, ci mancherebbe, ma quel che penso dei risultati, cercando di dilungarmi nei dettagli l'ho scritto in sede di recensione, che vale ovviamente anche come risposta.
    A me pare film fallimentare, come fallimentare mi pare tutta la nuova trilogia, ma è sacrosanto che tu abbia spazio per dire la tua.

    Non hai dettagliato molto, ti sei limitato a qualche affermazione, vediamo di scendere nel particolare anche solo di una tua frase.

    Mi dici che Romero ammira Shaun e quindi lo ha voluto omaggiare.
    E io qui mi perdo, nel senso che mentre Shaun mi ha fatto ridere, gli omaggi di Romero a Shaun, se ci sono, non mi provocano nemmeno l'ombra di un sorriso, tanto sono goffi e slegati.
    Ovvio, può essere questione di sensibilità diversa all'umorismo.
    Tu hai riso durante gli omaggi di Romero anche solo la metà di quanto hai riso con Shaun?
    Perché se è successo allora sì, l'operazione con te ha avuto successo e mi pare lecito che tu la consideri cosa egregia.
    E da qui si può andare avanti scena per scena, situazione per situazione...

    RispondiElimina
  43. Hai ragione, non ho riso come in Shaun. Non ho riso perchè Romero non è un regista comico, eppure ci sono dei riferimenti allo zombie movie un pò comico e "cafone" degli ultimi tempi, ti basti pensare alla scena finale con i due idioti che si spareranno per tutta la loro non-vita... cos'è se non un triste accenno di satira?
    Non dimentichiamo il cowboy ex detenuto che mentre viene smembrato insulta il suo "datore di lavoro". Grottesco.
    La storia con le due sorelle, che non si sarebbero mai fatte del male l'un l'altra che finisce con un "brutta troia" e dei colpi di pistola?
    La sparatoria finale è poi condita con delle gag che magari possono non farci ridere ma sicuramente sono un segno che il film non è poi così e non serio come i precedenti - anche se ogni gag finisce fatalmente con l'uccisione del suo protagonista-.
    E non dimentichiamoci il pescatore sulla baracca, eh!
    I personaggi stessi sono delle macchiette, delle parodie: il militare che non è in grado di comandare ed essere libero ma solo di servire -volontariamente o meno- la figura più carismatica che gli si pone innanzi, il padre padrone di nulla se non di sè stesso e che può trovarsi come riprova solamente l'ammazzare la propria amata figlia...

    Fare un omaggio non è copiare alla Tarantino, ma è rielaborare qualcosa secondo i propri canoni.
    Questo è ciò che penso, se poi tutti si aspettavano il solito film di zombie non so che dire, stranamente ogni film che conclude la trilogia è additato.
    E' successo al Giorno dei Morti Viventi (apice della filosofia Romeriana e considerato un flop da molti "fan dell'ultima ora") e sta succedendo anche con survival.
    Di film con zombie che non significano nulla ce ne sono tanti in giro e sono addirittura migliori (come intrattenimento horror) di quasi tutti quelli di Romero, questo compreso.
    E' che qui non si parla solo di zombie, ma di stile.

    RispondiElimina
  44. con "fan dell'ultima ora" intendevo quelli che volevano vedere un film fotocopia dell'alba dei morti viventi oppure qualcosa di soli zombie, zombie e ancora zombie.
    Non volevo accusare nessuno.

    Mokujanji

    RispondiElimina
  45. Purtroppo questo film lo abbiamo visto in pochi e la discussione rischia di diventare una sterile partita di ping pong, dovremmo aspettare sua diffusione, credo, prima di riprendere, altrimenti, riassumendo all'osso, non possiamo far altro che ribatterci "per me è in linea con l'evoluzione della poetica romeriana ed è assai efficace" contro ""per me è carente sotto ogni profilo tecnico e inutile dal punto di vista dell'arricchimento dell'archetipo zombie" che, ammetterai, è ormai evidente a tutti.

    MA

    Grazie, avercene di lettori come te (cioè, ne ho, ma avercene ancora di più), cerca di essere presente e vigile su ogni recensione, mi farebbe piacere.

    RispondiElimina