lunedì 1 marzo 2010

Daybreakers (2009)

Daybreakers_poster_locandinaDAYBREAKERS
2009, Australia/USA, colore, 98 minuti

Regia: Michael e Peter Spierig

Soggetto/Sceneggiatura: Michael e Peter Spierig

Produzione: Lionsgate


La Terra del futuro è dominata dai non morti. A dieci anni dallo scoppio della prima epidemia di vampirismo i succhiasangue hanno ristrutturato società, città, fabbriche, media...
Si vive di notte ma esistono tunnel cittadini e automobili schermate nel caso qualche vampiro abbia compiti da svolgere anche durante il giorno.


Gruppi di soldati specializzati cacciano e perseguitano le poche sacche di resistenza e gli umani vengono condotti in giganteschi istituti di raccolta del sangue, dove vengono tenuti in vita il più a lungo possibile per fornire il prezioso liquido vitale.

Ma le scorte stanno finendo, il sangue viene venduto (persino diluito nel caffè) sempre meno puro e persino i vampiri più ricchi stentano a trovare adeguate scorte di cibo.
I vampiri che non si nutrono da qualche giorno/settimana diventano sempre più animaleschi, bestiali, folli e aggressivi.


L'unica possibile soluzione al drammatico problema è la preparazione di un plasma artificiale, ma gli scienziati non morti, capitanati da Edward Dalton, stentano a trovare la formula.
Quando Edward verrà contattato dalla resistenza umana che pare aver trovato il modo per guarire chiunque dal vampirismo, si originerà un asprissimo scontro politico, morale ed economico che porterà le due razze sull'orlo dell'estinzione...


I vampiri vestono firmato, girano in Chrysler (che a giudicare dal minutaggio di presenza deve aver prodotto da sola l'intero lungometraggio) e bevono emo-cappuccini.
Quando non ne bevono abbastanza, novelli Pinocchiosferatu, gli vengono le orecchie grandi e a sventola che devono poi coprire coi capelli.
La resistenza umana è capitanata da un inguardabile Willem Dafoe (sempre peggio, Goblin lo ha corrotto incurabilmente) che è il primo ex vampiro, si chiama Elvis (come Elvis Presley, o come me al liceo, non saprei dire quale delle due sia peggio. No, ok, lo so, lo so), ha un accento insopportabile e spara cazzate immani ogni volta che apre bocca, possibile effetto post-traumatico per quel che ha passato, non lo metto in dubbio, ma pur sempre cosa sgradevole da ascoltarsi.

Quando in un film la salvezza dell'umanità viene posta nelle mani di Ethan Hawke c'è già da mettersi a piangere in automatico, preventivamente: mono-espressivo e incapace, in grado di tirarsela come pochissimi altri attori della sua generazione (la sua ultima prova come regista, The Hottest State è pretenziosa, gonfia di retorica e affollata di stereotipi) e assolutamente non in grado di gestire ruoli d'azione, il buon Hawke viene eclissato ogni volta che nel quadro entra in scena anche solo l'ultima delle comparse.

Da quando abbiamo deciso che esteticamente il futuro, invece di Blade Runner, sarà un bastardo ibrido fra Matrix e Gattaca è andata ancora peggio e protagonisti e antagonisti hanno reagito al cambio di scenografia infighettandosi tutti e aumentando istericamente l'attitudine poseur, al punto che talvolta mi pare di sfogliare qualche rivista tipo Men Style, con macchine fighe e gente dal ruolo facilmente identificabile appiccicata su sfondi laccati a dovere, piegata in posizioni innaturali e inspiegabili.

Sam Neill ci regala un capitalista malvagio da operetta, nello spiraleggiare d'una carriera che avrebbe bisogno di minore indifferenza nell'accettare ogni tipo di ruolo, e la sottotrama della figlia ribelle e rediviva è uno dei più classici esempi di spreco di personaggio secondario, sarebbe da portare a Sceneggiatura 101.

Nulla si salva in quello che sulla carta mi pareva progetto interessante e degno di interesse, ma d'altronde mamma Lionsgate ha da tempo dimostrato tutto il suo viscerale odio per l'horror: quale migliore occasione che prendere due registi ancora acerbi come i fratelli Spierig e depersonalizzarli completamente sotto il peso di una produzione patinata e marchettara come questa?

Stile (mediocre) sopra sostanza (inesistente), sviluppi di trama prevedibili, effetti speciali altalenanti e recitazioni latitanti funestano un prodotto che arranca verso un finale obbligato. Cosa possiamo salvare in questo pasticcino dove la glassa predomina su tutto il resto?
Qualche splatteristante, qualche mostriciattolo e alcuni momenti così deficienti da risultare spassosi: se qualche secolo fa si facevano ribellare le masse per le brioche, qui, in adeguato completamento del ribellismo da colazione, la borghesia non morta è stanca e non ne può più e mette a ferro e fuoco la città al grido di "più sangue nel mio cappuccino", scena che mi pare fotografare in maniera impietosa lo stato della nazione vampirica.

Dove Daybreakers si trascina e avvilisce ancora di più, scene d'azione e svolte narrative a parte, è nella sua pedante ricerca del commentario sociale da denuncia, così sclerotico e cliché da rendere impossibile qualsiasi scelta di schieramento (ma è difetto comune a tanta fantascienza e horror di un certo budget di rilievo, da parecchi anni a questa parte); mentre dove il film si confonde e smarrisce spesso e volentieri è nella sua costante ricerca di mix fra scienza e soprannaturale, che provoca ovvie voragini logiche a livello di rifondazione dell'archetipo, poteri e debolezze compresi.

Peccato, perché partendo da tali presupposti e fregandosene una buona volta dei poveri umani, dei loro amori, delle loro indomite vite, dei loro valori che conquistano e (con)vincono persino i mostri, della loro continua fiducia in un miglioramento e della noiosa ricerca di libertà, saltando tutte queste banalità ci sarebbe stata l'occasione per proporre qualche altro tipo di discorso, a partire proprio da un mondo dominato dai vampiri.

In una società di immortali estremamente egoisti e avidi come i nosferatu gli strati sociali si cristallizzerebbero ancora di più, la proprietà privata diventerebbe ancora più importante, persino i rapporti con la propria prole muterebbero drasticamente a fronte di una esistenza eterna.
La gestione delle risorse diventerebbe ancora più conflittuale e sarebbe virtualmente impossibile spostarsi di casta anche nel corso dei millenni, se non attraverso aspri scontri.
Il tutto con ovvie ripercussioni sul sistema giuridico-legale e sul piano politico.

Tutto questo purtroppo non accade ma in cambio vi beccate le magnifiche sorti dell'amore e dell'umanità che tutto può e che tutto vince, il traditore che poi saprà farsi perdonare (ma che comunque schiatterà dopo aver ristabilito il karma, that's Hollywood...), l'arrivo della cavalleria all'ultimo minuto, la caduta del malvagio, rapporti tra padre e figlia e tra fratelli, un passato tribolato e un futuro radioso.
Buon cappuccino a tutti quanti, occhio a non schiumare...

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10 commenti:

  1. cazzo, peccato, l'antipasto in corsivo poteva promettere una storia veeeramente bella...

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  2. Va bene la teoria del caos, vabbé che le rivoluzioni possono nascere da eventi insignificanti, ma che tutto scoppi a causa di una barista dal braccino corto è squallore allo stato puro.
    Ma, al di là di quello, non c'è un singolo aspetto che salverei, in quel trionfo di ciarpame che è questo film.

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  3. Ma poi va bene tutto io credo in gommolo e nell'uomo ragno che aderisce nonostante i guanti e anche in Galactus, credo, ma porcazozza secondo me, da vampiro eh, il sangue messo dentro il cappuccino bollente si rovina...

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  4. ma il buon ethan hawke me lo demolisci così?

    (il film devo ancora vederlo, ma certo promette poco bene)

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  5. Bisogna smpre vedere cosa ci trova il vampiro nel sangue.
    Perché mica è detto che il sapore gli debba piacere.
    Pensa a quello che ci dicevano le nostre mamme su mangiare gli spinaci, o il fegato...

    E poi... il sangue è vita, diceva Abraham Van Helsing (o era Franco Pezzini?), e quindi, magari, ha solo un valore simbolico, e gli sceneggiatori di 'sta ciofeca non hanno capito un piffero.
    Ecco, il punto, io credo, è questo - dell'aver preso un personaggio che di già ha un valore metaforicoed averne voluto fare la metafora di qualcos'altro... o forse addirittura della stessa cosa!

    Il che, di fondo, è il risultato di cineasti che si confrontano con un genere che non conoscono, non capiscono e non amano.

    Per una vera e buona e santa metafora sul vampiro, signor Sciallis, si riguardi e mi recensisca "Hanno Cambiato Faccia", con Adolfo Celi!
    Diamo a questa gente qualcosa di buono, per una volta...

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  6. A quanto pare per i vampiri non c'è davvero requie. Ce li stanno torturando in tutti i modi possibili e immaginabili.
    Sigh :(
    Certo che la piattezza di alcune sceneggiature è imbarazzante. Quel che mi chiedo è se temono che la gente sia oramai così scema da non arrivare a quel mezzo gradino in più, o se volutamente vogliono farci stare al piano terra dell'umana intelligenza.
    Giusto per capire, eh.

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  7. Sono stato più buono di te con questo film, sebbene possa comprendere che lo stile algido e high tech che si respira lì, possa non esserti piaciuto, oltre a tutto il resto che segnali nella rece. Tuttavia personalmente non l'ho trovato affatto da buttare, anche perchè l'icona vampiresca, parliamoci chiaro, mostra le corde da tempo, aldilà degli Spierig Brothers.

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  8. visto..
    la prima mezzora promette discretamente bene, poi il film precipita inesorabilmente, fino a un finale gettato lì giusto per chiudere. mi chiedo come facciano ad hollywood a investire tanti soldi in pellicole così mediocri

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  9. Visto anch'io, in italiano. E' peggio di quel che pensassi. Non sono riuscito ad arrivare alla fine, tanta era la noia e il poco interesse per "come andasse a finire".
    Vampirofilo Criceto

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  10. Ho visto il film lo scorso week end e oltre a concordare con le critiche mosse, ho notato altre incongruenze:
    -La redenzione di Frank,il fratello di Edward, non solo non è minimamente credibile(quale stupratore stabilisce un rapporto con la sua vittima?),ma è quasi presentata con toni da illuminazione divina. Nel momento del suo pentimento la sua figura ci appare illuminata dalla nascente luce solare,come se fosse un novello Saulo.
    -In generale nel film si ripetono altre sequenze simili,il che mi porta a pensare che Daybreakers sia l'ennesimo film d'intrattenimento commerciale con sottotesti Neocon o Teocon. Oltre che per sciattezza e incapacità registica,tali sequenze possono essere state realizzate,proprio per ammantare certe scene di un aura pseudo-religiosa. (Nel terzetto di ribelli in fuga ci sono un uomo e una donna,due novelli Adamo ed Eva forse?)
    -Appurato che questi vampiri non hanno grosse facoltà rigenerative (Sam Neil dopo essere stato accoltellato dalla figlia si fa medicare),perchè i ribelli usano archi e frecce contro nemici ben equipeggiati con giubbe anti-proiettile e caschi? Non sarebbe stato più sensato usare delle armi da fuoco per disarticolare gli arti degli avversari? Sono forse afflitti dalla sindrome di Robin Hood (i ribelli)?
    -La patetica scenetta al caffè,non da avviò a nessuna rivoltà,solo ad un momento di disordine.
    -Ma da quando Elvis si è ritramutato in umano se li è cambiati i vestiti,oppure sono sempre gli stessi?Ecco perchè per tutto il film umani e vampiri gli stanno abbastanza alla larga.
    -Di norma se qualcuna brucia dovrebbero infiammarsi anche gli abiti e questo non capita nè ad Elvis,nè ad Edward.
    Questo è tutto,spero di non aver sparato troppo scemenze. Gabba Gabba Hey!
    Il vampirologo che ride

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