L'ho conosciuto di persona, a Torino.In mezzo a una marmaglia assurda di ipocriti e palloni gonfiati che appena pubblicavano un racconto se la tiravano da grandi autori o poeti dannati, lui sorrideva e continuava a scrivere e dipingere, parlando con tutti, scherzando con tutti, ridendo con tutti.
Ricordo quella sera, a tavola, ero come al solito già un po' alticcio.
"Quello è Buzi", mi dicono, e io penso "minchia quello mi straccia a destra e manca con le immagini di sesso e orrore, meglio che me ne stia zitto e buono" e tengo il profilo basso, ero anche più giovane, più saggio e meno fanfarone.
A un certo punto a Buzi cade la forchetta e scende sotto la tavola a raccoglierla, proprio vicino a me e io mi allarmo tutto a vederlo con una forchetta in mano sotto il tavolo. Lui mi guarda da sotto, sorride e "Tranquillo, mica ti mangio".
Poi abbiamo parlato e riso tutta la sera.
Umano, simpaticissimo, disponibile. Un grande, piacciano o meno le sue opere.
Giò Buzi è morto, a 49 anni, di quella che i nostri nonni e zie chiamano "un brutto male".
Come dice Simone su Midian, a 49 anni non si può.
Ma Giò Buzi ha la fortuna di essere un artista, quindi non può morire sul serio.
Rispetto.




















Le mie più sentite condoglianze. Poi comunque è molto vero questo: a 49 anni non si può.
RispondiEliminaSo che sto per dire una cosa brutta, violenta, ingiusta, illogica, assurda e tutto quel che volete, ma con tutti gli stronzi, con tutte le persone negative e dannose e nocive che ho conosciuto e in generale che campano e prosperano al mondo, che vada a morire invece una persona "buona", madonna, davvero umana e simpatica come Buzi io non ci sto dentro.
RispondiEliminaSettimana di merda nata con la morte del padre di un caro amico, proseguita con lo scavare negli omicidi di un serial killer e che ora passa attraverso questo.
Poi si ride e si scherza lo stesso, perché sì, perché è giusto, doveroso, perché fa bene e perché anche lui faceva sempre così.
Cercherò di essere più leggero nella settimana prossima, a questo giro è andata male, pazienza.
Mi ricordo Buzi, sia in quell'occasione a Torino sia sul forum della Tela Nera.
RispondiEliminaEra veramente in gamba, sia online che di persona.
Si distingueva nella massa degli "esordienti" perché sembrava sapere esattamente cosa e perché scrivere. Aveva una sua poetica, non aveva bisogno di sbandierarla ai quattro venti ma ce l'aveva, ben definita.
E infatti al contrario dei posers, degli sfigati wannabe maledetti, dei patologicamente timidi, dei patologicamente esibizionisti, ai patologicamente stronzi, era un tranquillone: gentile, allegro, sereno - umano.
Io non l'ho conosciuto, non ne ho avuto la fortuna, anche se poi, altro che Elvezio, io sarei stato dall'altra parte della stanza sperando che non incrociasse per sbaglio il mio sguardo che sennò cosa gli potevo mai balbettare?
RispondiEliminaResta il fatto che quando ho cominciato a girovagare nel mondo degli scribacchini senza speranze, e si parla di boh, 6-7 anni fa, lui era già un grande, lui era GiòBuzi, quello dei racconti horror erotici (avrei scoperto solo poi il suo lato pittorico), quello che metteva sempre in premio ai concorsi le proprie opere, quello che aveva già pubblicato mille cose eppure forumeggiava su Scheletri e La Tela Nera, come un esordiente qualsiasi.
Ci mancherà.
Cavolo, non so cosa dire...Non ho mai avuto la fortuna di conoscerlo ma l'ho incrociato sul forum di HM e l'ho sempre ammirato. Personaggio libero, cosa che si capisce anche dal veloce ricordo di Elvezio... Purtroppo non ci sono distinzioni e quando se ne vanno persone buone, la cosa fa più rumore e tocca gli animi di tutti. Un saluto, Giò.
RispondiEliminaNon lo conoscevo di persona, ma capisco la frustrazione alla scomparsa, a 49 anni, di una persona degna.
RispondiEliminaIl 2010 comincia male.
Offro le mie condoglianze, per ciò che possono valere, e la mia rabbia e paura all'idea che si possa morire così giovani.
Anni fa ho vinto dei suoi libri a un concorso.
RispondiEliminaNon l'ho mai conosciuto di persona ma venire a sapere della sua morte mi ha scosso.
Mi dava davvero l'impressione di essere una persona libera, e quindi più degna e meritevole di stima rispetto alla media...
Una gran perdita.
Accidenti.
RispondiEliminaAnche io l'ho incrociato solo sui forum, dove dimostrava gentilezza, competenza e voglia comunque di confrontarsi...
Davvero un dispiacere
Alberto Priora
L'ho conosciuto anche io nel giro della Tela Nera e poi per qualche sporadico scambio di mail. Mi ha colpito questa triste notizia, da un anno non lo seguivo più e ne avevo perso le tracce. RIP.
RispondiEliminaDi "Giobuzi" non sapevo nulla ( nemmeno che fosse pittore ; e lo credevo molto più giovane, laddove aveva qualche mese più di me ). Ma ne ricordo bene il volto, l'espressione sempre sorridente, che ogni tanto faceva capolino da pagine sfogliate in maniera spesso un po' distratta.
RispondiEliminaMi spiace davvero per lui e per chi gli voleva bene, è tutto quel che posso dire.
Girovagando per vedere un po' che combina Elv sul blog, ho trovato questo. Dicevo con un amico che trovavo "strano" che la morte di Gio mi avesse stranita a tal punto, in fondo gli ho stretto la mano una volta, ormai quattro anni fa (a Torino, che ce l'avevo seduto dietro e ho fatto una contorsione degna dell'Esorcista pur di conoscerlo) e poi ci si parlava tramite lo schermo di un pc, e basta. Però quando ho letto, è stato come perdere una persona cara, con dispiacere sincero. Poi mi sono fatta un'idea del perché, vedendo quante persone provassero la stessa cosa. Era una bella persona, umana, disponibile, umil seppur talentuosa come pochi, passionale. E poi quel sorriso, bello, solare. Me lo ricorderò così, che sorrideva a Torino, lui piccolino, tra il Kick e l'Elvezio.
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