mercoledì 24 febbraio 2010

The Wolfman (2010)

Wolfman_locandina_posterTHE WOLFMAN
2010, USA, colore, 102 minuti
Regia: Joe Johnston
Soggetto/Sceneggiatura: Andrew Kevin Walker e David Self (dalla sceneggiatura originale di Curt Siodmak)
Produzione: Universal Pictures e varie

Lawrence Talbot, attore di successo in USA riceve una lettera dalla fidanzata di suo fratello, recentemente scomparso dal villaggio natale di Blacksmoor.

Lawrence torna in Inghilterra solo per scoprire che suo fratello è morto, il corpo straziato da qualche bestia feroce. Egli rimarrà quindi nella casa del padre, che lo tratta in maniera ambigua, per dare la caccia alla belva.

Ma durante una notte di luna piena il gigantesco lupo morderà proprio Lawrence, che, una volta guarito, scoprirà di aver contratto la maledizione della licantropia...

The Wolfman è il classico caso di film che potrebbe essere compreso e giudicato anche solo guardando i nomi coinvolti e la travagliata storia produttiva, poi ci si reca ugualmente in sala perché si spera in qualche miracolo di sorta, perché ogni volta che ci si siede al buio si ha sete e fame d'orrore...

Ma sarebbe bastato, come detto, guardare alla storia produttiva.

Che ci parla di un Mark Romanek (quello di One Hour Photo e di alcuni splendidi video musicali) sostituito in corsa da Joe Johnston (quello di, uhm, Jumanji. Avete presente Jumanji?).
Di Benicio Del Toro scelto per interpretare un lupo mannaro portoricano a Londra.
Di una ansiosa ricerca di fedeltà all'originale che scade in agiografia di cartapesta e di un make up d'antan che non è più in grado di turbare nemmeno i bimbi in età prescolare.

Ecco così che ci ritroviamo dalle parti del ricalco, come se scimmiottare il classico di riferimento, allungando però il brodino di parecchi minuti, potesse essere già di per sé sinonimo di alta qualità.
Purtroppo la lezione, fin troppo evidente, è che non si torna indietro dopo Landis e Dante, che non si può far finta che non siano mai esistititi Ginger Snaps e Dog Soldiers e che persino gli insensati e rappezzati sbuffi di pixel tatopoulosiani non sono passati invano.
Il licantropo, come tutti gli archetipi o arcani dei tarocchi che dir si voglia, si è evoluto e pretendere che per qualche tipo di magia si possa, nello spazio di un centinaio di minuti, ridiscendere la scala evolutiva di sessantanove anni è davvero chiedere la luna.

Che, si sa, è cattiva maestra e non offre certo sponda favorevole a chi la guata riversandoci addosso banalissime citazioni shakespeariane. Johnston non ha un'oncia dell'onesto mestiere di George Waggner, Andrew Kevin Walker ha ormai dimostrato ripetutamente che alcune intuizioni se7eniane erano solo un caso e Del Toro, con tutta la simpatia che mi ispira non può davvero pretendere di aggirarsi per vecchie magioni a vestire (e stracciare) i panni dell'uomo e della bestia.

Pesantissimo e didascalico il sottotesto del rapporto cronico-saturnino fra un sempre più bolso e scadente Anthony Hopkins e Benicio "dopo il Che qualsiasi cosa" Del Toro; bovino e immotivato l'innamoramento d'occasione con una melensa Emily Blunt ridotta a poco più che marionetta monofunzionale; incoerente e di scarso spessore l'irruzione dell'hobbesiano Hugo Weaving (comunque una spanna sugli altri) che schifa tutto e tutti anche sotto cinque chili di redingote posticce e favoriti da fumetto; offensivo (ma Hollywood l'ha sempre fatto, non che valga come scusa) il trattamento riservato agli zingarelli di turno; noioso e monocorde il viaggio nel solito manicomio d'epoca governato dal solito cretino d'epoca.

Cosa rimane di un remake che da un lato non tenta nemmeno la carta dell'aggiornamento 2.0 e dall'altro lato non ha né know how né passione per giocare a far da carta carbone colorata?
Il ridicolo combattimento finale fra il Ezechiele Lupo (col pelame argenteo!) e il Lupetto prodigo?
Un montaggio fra i più brutti visti di recente su grande e piccolo schermo?
Le fanfaronate musicali assordanti di Danny Elfman che fanno rimpiangere il suo periodo Oingo Boingo?
Un Rick Baker che non riesce a superare o anche solo eguagliare il suo passato make up?
Una luna di cartapesta inquadrata in una finestra di cartone in una villa di finta pietra poco fuori un villaggio di plastica con tanto di mini-Stonehenge (oh, so useful!) di polistirolo lì vicino?

Siamo dalle parti di Van Helsing, The Haunting, From Hell e tutto il resto del fintissimo baraccone hollygothic che avremmo ormai dovuto imparare a gestire e digerire e che invece ancora rimane sullo stomaco per poi tornare su e su e su come una peperonata gommosa e indigesta.

Peperonata o forse polpettone, con fin troppi ingredienti di scarto e riporto (La Bestia, Attori Americani e Uomini Inglesi, Shakespeare, Edipo, Madri Morte, Nuova Scotland Yard, Vecchia Psichiatria, Zingari Itineranti e Lupi Stanziali...) cucinato da fin troppi cuochi (in due a rimaneggiare una sceneggiatura già scritta decenni fa, in tre a montare e rimontare quanto filmato da due registi...) e servito in un ristorante horror che al momento offre fin troppi prelibati piatti europei per poter concedere più di tanto spazio a questa indigesta portata a stelle e strisce.

Difficile salvare qualcosa, di tutto questo confuso e caciaronesco carrozzone, si può però condividere in pieno lo sdegno di Hugo Weaving che pone il ferreo rispetto di rigide regole come unico baluardo contro la bestialità.
Rispetto, per le regole e per lo spettatore, che in The Wolfman latita dal primo all'ultimo minuto.

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Filmato:

25 commenti:

  1. cazzo, però, elvezio, la luna è una severa maestra, non cattiva... (uh, be', a meno che tu non stia facendo riferimento a qualcun altro)(ps: se ho scritto cazzate è perché dovrei tenere a freno la tastiera, quando faccio altro).

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  2. che severità... mamma mia, io non sono rimasto così "offeso" da questo film..

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  3. Alladr... Hai ragione, perdo colpi.
    Lascio l'errore, scuse ce ne sarebbero ma non ce ne sono, che scazzo...
    Oh, rimane comunque film brutterrimo...

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  4. Il riferimento all'infanzia, attraverso la metafora fumettistica di Ezechiele Lupo, mi è piaciuta molto. Per il resto condivido una recensione che trovo in sintonia con la mia di qualche giorno fa. Aggiungerei (se ci fosse poi da aggiungere altro a quanto già scritto) che la tematica paterno-filiale è gestita qui in modo rovinosamente pacchiano. Hopkins si presta a vestire i panni di un Hannibal per procura attraverso il figlio. Il tema del "licantropo" ha inoltre risvolti psicoanalitici "pesanti" poichè rimanda alla pubertà e ai suoi profondi conflitti(i peli che crescono, la trasformazione fisico-sessuale, l'aggressività verso i padri, l'amore incestuoso per la madre-luna appunto, eccetera eccetra). Tutte cose che naturalmente vengono triturate via da Johnston e company e non vengono nemmeno pensate, oltre che alfabetizzate nell'allestimento complessivo. Questo film è una "metafora morta", aihmè.

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  5. "tatopoulosiani"?????!?
    che cavolo vuol dire?! guarda che gli altri che leggeono fingono di capire sta parolona!!! :)

    usi i bisturi e vivisezioni.
    ma fai benissimo, perché se no, una come, si faceva di antiansiolitico per poter sopportare 2 ore al buio con gente estranea che non sempre ha un odore decente o quanto meno fa quello che si fa al cinema: cioè, stare zitti.

    non lo andrò a vedere.

    love, mod

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  6. :)
    Tatopoulos è un effettista speciale responsabile di alcuni dei peggiori lupi mannari pixelati degli ultimi anni (Underworld), alterna ottime prove a sconcerie inguardabili...

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  7. Un giorno o l'altro scriverò un post per dichiarare che a me Van Helsing è piaciuto e mi diverte un casino quando lo riguardo. Detto questo, Wolfman mi puzza di merda fin dal trailer.

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  8. Lettore di serie B24 febbraio 2010 13:49

    "... fintissimo baraccone hollygothic che avremmo ormai dovuto imparare a gestire e digerire e che invece ancora rimane sullo stomaco per poi tornare su e su e su come una peperonata gommosa e indigesta."
    L'importante è essere consapevoli di cosa si va a vedere. Già dalla locandina è palese ciò che ci aspetta. Non c'è nessun problema in fondo. Vogliamo vedere creature più o meno strane all'interno di una trama innocua, tanto per svagarci con poco impegno? Eccoci serviti.
    Se invece vogliamo un film horror è necessario guardare in tutt'altra direzione.
    Ciao

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  9. "Tatopoulos è un effettista speciale responsabile di alcuni dei peggiori lupi mannari pixelati degli ultimi anni (Underworld)"

    Francamente eviterei di confondere il giudizio generale sul film con quello sulle sue singole parti perchè, come in questo caso, si rischia l'errore: i lycan di "Underworld", infatti, non sono pixellati, ma è tutto prostetico, si cercò appositamente l'effetto realtà. Basta confrontarli con l'uomo lupo digitale (quello sì) dell'abominevole "Van Helsing" per notare immediatamente la differenza. Inoltre a mio parere i Lycan di "Underworld" sono fra le migliori creature mannare di sempre, imponenti e minacciose, ma qui si entra nel soggettivo (non sono comunque necessariamente un difensore del film).

    Il film non l'ho visto, ma Joe Johnston è un regista che ha la mia stima (per fortuna non ha fatto soltanto "Jumanji" :-) quindi aspetto di uscire dalla sala per esprimermi. Meno male però che c'è qualcuno che ha il coraggio di definire bolso Anthony Hopkins, pensavo di essere il solo a pensarlo :-)

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  10. Se hai voglia e possibilità, spenderesti due parole, anche qui nei commenti, sul Wolfman originale, quello del '41?
    Per quei tempi - ed essendo un prodotto Universal - era molto diverso dagli standard in voga.
    Ho come l'impressione, non avendo visto questo remake, che il buon Lon Chaney sia ancora in netto vantaggio su Benicio.

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  11. @ lettore di serie b (madonna hai sto nick che ogni volta mi piglia male scriverlo): non sono convinto che il film riesca a svolgere anche solo il ruolo onesto da te assegnatogli...

    @ Davide: grazie per la puntualizzazione (anche nei sequel? O dopo usa i pixel?), soggettivamente per me rimane un lavoro poco convincente ma il distinguo che fai è importante.
    In generale questa continua attenzione e correzione (tua, di alladr, di altri) mi conforta, specie in un momento un po' appannato come questo (nulla di che ma non avevo mai sperimentato un raffreddore/influenza lungo un mese senza poter stare a casa in malattia).
    Anche quando queste cose mi vengono fatte notare in privato di solito esco e sottolineo in pubblico gli errori, ritengo sia l'unico atteggiamento che possa portare a maggiore attenzione e cura.
    Hopkins è bolso da qualche tempo, ahimè.
    C'è questa convinzione di poter diventare intoccabili per virtù di carriera: tali lo si può diventare se scegli di non recitare più...
    Bolso bolso e bolso e anche basta con Shakespeare ad cazzum ovunque!
    Attendo tua rece (hai un'invidiabile attitudine alla calma e all'equilibrio quando scrivi le recensioni...)

    @ Niccolò: quindi stai diventando ghei, ottimo, cambierai anche le foto che posti, molto bene...

    @ Alex: non posso risponderti. Non ho DAVVERO memoria, dovrei rivedere il film. Rammento buone impressioni, ma è generico. In più sei tu l'esperto di lupi, il film lo devi comunque vedere, dai, anche se sul blog dici no grazie ma devi andare e dirci la tua...

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  12. >Attendo tua rece (hai un'invidiabile attitudine alla calma e all'equilibrio quando scrivi le recensioni...)

    Beh, questa è facile, recensisco solo i film che mi piacciono o che in qualche modo mi stimolano e lascio perdere il resto :-)

    Mi spiace per la malattia, per il resto lottiamo insieme a te e lo scambio di impressioni, chiarimenti e informazioni è continuo, è un confronto molto produttivo!

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  13. ADDENDA:
    Non due registi bensì 3. Leggo solo ora che Johnston, dopo aver rimaneggiato il materiale di Romanek e vedendo che la produzione non era ancora contenta, ha dovuto rigirare per altre 5 settimane e ha chiamato Vic Armstrong per aiutarlo con le scene d'azione finali.
    Quindi il responsabile della caciara finale fra papà e figliolupo è Armstrong...
    3 sceneggiatori, 3 registi, 3 montatori e nemmeno mezzo film, ottimo...

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  14. Visto ieri sera. Un film che non si regge su niente. La sensazione è stata pure di sbrigatività, di compito fatto male. Conoscevo la travagliata storia produttiva, ma non mi aspettavo una cosa così indecente. Purtroppo non c'è nemmeno il gusto di un bel mostrono che azzanna a destra e manca, che viene rovinato appena mostrano il licantropo (ho davvero preferito i primi minuti, in cui solo s'intravedeva). Ci si posson trovare quanti difetti si vuole, ma ridicolo, veramente ridicolo, il combattimento finale padre-figlio, con hopkins trasformato che davvero sembrava una caricatura.

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  15. Visto anch'io...mi ha davvero annoiato, con tutti quegli stereotipi del lupo mannaro e su altre cose, con quella paura cercata solo attraverso gli urletti, un lupo dal pelo arruffato e poco famelico che salta fuori da dietro l'angolo...poca psicologia sul dramma dell'uomo che si trasforma, solo sul rapporto fra padre e figlio. Dio mio, davvero inutile, concordo con il tuo pensiero.

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  16. @Elv: il massimo che posso concedermi è guardarlo in streaming, e infatti lo farò. Certo, la tua recensione ha ucciso in me ogni entusiasmo, peggio di una colata d'argento fuso addosso.
    Comunque rivedrò anche l'originale della Universal, così da poter fare un paragone...

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  17. Uh, vedo un collega tra i commentatori. Molto piacere. Vedo che Malpertuis sta diventando un'agorà di psicologi horrorofili :)

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  18. Devo dire che, seppur con toni forse più "dimessi" rispetto ai tuoi, ho epresso gli stessi pareri riguardo a questo film che in effetti ha come caratteristica principale (e forse unica?) quella di sfiorare il ridicolo involontario.

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  19. sottoscrivo ogni parola della tua recensione. aggiungendo che spesso ci si dimentica che il tema uomo/bestia, mai scontato e con un millenario bacino di ispirazioni, poteva avere sbocchi interessantissimi. della serie: ormai il Mostruoso è ridotto a saga commerciale di inciucetti e combattimenti/macellaio (vedi il nuovo Vampiresimo). Io non capisco perché Benicio & Anthony Hopkins si siano prestati a questa mascherata dichiarata. va bene fare gruzzolo, ma qui ci rimettono la reputazione. Buonanotte a tutti!

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  20. Suppongo avessero firmato il contratto quando ancora come regista c'era Romanek, che avrebbe sfornato ben altro film...

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  21. Il punto che mi ha veramente deluso è stato il rapporto padre e figlio,ridotto a una scazzottata tra mostri.Sarebbe stato interessante mantenere umano il padre e farlo confrontare con il figlio in un gioco di specchi e rimandi in cui l'uno diventa il riflesso dell'altro:la mostruosità esteriore del figlio che riflette quella interiore del padre.Oppure fare che le colpe del padre avessero provocato la mutazione in lupo del figlio,senza bisogno di morso o contagio,ma come se l'abbiezione stessa fosse un contagio o invocasse una sorta di punizione divina.
    Il vampirologo che ride

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  22. voglio il link per scaricarlo !!!

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  23. :)
    Ora, capisco che siamo ormai abituati al tutto e subito e per giunta a domicilio, ma non riuscire a fare nemmeno quei 5-6 facili passi per arrivare a determinati risultati, suvvia...

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  24. un film noioso e scontato. Gli effetti speciali sono imbarazzanti, sebra un film di 15 anni fa. Mi ha colpito particolarmente l'orso nel villaggio degli zingari. Mi capita raramente di interrompere la visione a metà...ma questa volta l'ho fatto,per poi continuare il giorno dopo,per il solo gusto di vedere fino a che punto arrivava la ridicolaggine di sto film. Pessimo in tutto, non ci sono parole!

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