mercoledì 17 febbraio 2010

Garth Ennis - Nessuna pietà agli eroi

Edizioni XII ha dato l'annuncio della futura pubblicazione, nel mese di maggio 2010, di un volume di critica sull'opera di Garth Ennis.
Inserito nella loro collana China e Grafite e curato da Valentino Sergi, il volume si avvale degli interventi di parecchie figure di spicco della critica fumettistica italiana e delle illustrazioni di un sacco di autori di prim'ordine.

Correte a leggere presentazioni e dati tecnici sul rinnovato sito delle Edizioni XII.

Fatto?
Bene.

Se anche recensissi ancora materiale italiano non potrei ovviamente parlare di questo volume: è presente all'interno un mio scritto, ho mangiato e bevuto a casa di Daniele Bonfanti, il patron delle Edizioni XII, ho incontrato alcune delle persone coinvolte, scambio mail quotidiane con Valentino Sergi che è colonna portante di Splattergramma, insomma, non sarei sicuro di poter controllare la mia parzialità.
In più fra i saggisti compare anche Simone Corà e non bisognerebbe mai parlare di Simone Corà.

Detto questo, essere nello stesso volume insieme a Luca Enoch, tanto per nominare solo uno dei tanti autori (critici e disegnatori), per me significa davvero molto.

Ho accettato volentieri la richiesta di partecipazione fattami a suo tempo da Valentino, vuoi perché ero lusingato dal fatto che mi ritenesse all'altezza dell'incarico, vuoi perché, pur non amando più di tanto Garth Ennis, mi interessa molto la sua run di Hellblazer e il poter scrivere di qualcosa che mi piace mi offre sempre la possibilità di ripensare meglio a certi dati e sensazioni, fissando quindi il tutto in forma scritta prima che scompaia nuovamente nei meandri della mia evanescente memoria.
In più ho pensato che proprio il mio non essere fan di Ennis mi potesse permettere uno sguardo più equilibrato nei confronti della sua opera.

Hellblazer è uno dei pochissimi fumetti seriali che abbia seguito in maniera continuativa nella mia vita oltre la soglia dei cinquanta episodi ed è a lui che penso quando sento o leggo in giro "Indagatore dell'Incubo".
Ho cercato di fare un buon lavoro, spetterà poi a voi dire se ci sia riuscito o meno.
Ho impiegato parecchie ore e parecchia energia per rileggere tutti i volumi, per conteggiare alcuni dati (distribuzione dei dialoghi, numero di vignette e didascalie rispetto a diversi disegnatori) e per cercare e leggere ogni brandello di informazione possibile al riguardo.

Il piacere, ogni volta che collaboro con Edizioni XII, è immenso e sarà ovviamente a loro che penserò in primis dovesse mai capitarmi di concludere qualche raccolta di racconti o romanzo: il livello di editing, correzione bozze e cura editoriale è superiore di gran lunga alla media di case editrici molto più grandi e lo scambio che avviene durante la stesura di qualsiasi tipo di testo arricchisce in modo incredibile.

Oltre a questa grande fortuna, come se non bastasse, ho avuto la ciliegina sulla torta come ho già avuto modo di dire nel corso dell'intervista: Edizioni XII in occasione della pubblicazione cartacea lancerà anche un e-book gratuito contenente un capitolo del volume, e indovinate di chi sarà quel capitolo?

Esatto, il mio.
Chiunque vorrà quindi leggere quanto ho avuto da dire sull'Hellblazer di Garth Ennis potrà farlo in modo assolutamente gratuito, che è poi, lo sapete, la conditio sine qua non di tutto il mio scrivere.

Altrettanto ovviamente, sebbene ne riceverò copia gratuita, comprerò almeno una copia del volume quando uscirà.
Aiutare una piccola casa editrice che mostra coraggio e ricerca di nuove vie mi sembra moralmente doveroso.
Stessa cosa farò con alcuni volumi della ISBN: Omar Di Monopoli mi ha regalato i suoi due splendidi (un livello di scrittura che ha pochi pari nell'Italia thriller/noir/etichettachevipare) romanzi e l'unica risposta valida a questo gesto mi pare sia quella di seguire i suoi consigli e acquistare alcuni suoi colleghi di scuderia.

E dove troverò i soldi per comprare questa roba e aiutare case editrici di questo tipo?

Semplice.

Negli ultimi tempi, giusto per fare un esempio, The Dome di Stephen King è facilmente rintracciabile in biblioteca e si risparmiano quindi 23,90 euro.
Applicate lo stesso metodo a X volumi editi da grandi case editrici (Mondadori e la conquistata Einaudi, tanto per fare un nome, ma il ragionamento è valido per un sacco di autori e case editrici) e vi ritroverete a risparmiare un pacco incredibile (ma davvero tanti, provate a fare una lista dei vostri acquisti major degli ultimi tempi...) di euro dirottabili verso altri lidi, a mio modo di vedere più meritevoli.
In più li risparmierete senza sentirvi dare dei pirati, ladri o altre spiacevoli definizioni di questo tipo, ed è una bella soddisfazione riuscire a non versare un soldo nelle casse Mondadori/Einaudi pur non rinunciando alla lettura, no?

Bastano una decina di volumi come The Dome letti in biblioteca e potrete comprarvi "gratuitamente" un lettore e-book.
O aiutare in modo sensibile il bilancio di piccole case editrici che offrono servizi spesso assenti presso le loro sorelle maggiori.
Fate voi...

Non appena uscirà il mio capitolo in versione gratuita vi segnalerò il tutto, ok?

A domani, per un post di servizio che riassumerà, spero una volta per tutte, i motivi per cui metterò sempre a disposizione in modo gratuito ogni mio scritto, compresi quelli comparsi o che compariranno in forma cartacea a pagamento, e le precise modalità con cui lo farò.
Ormai è un argomento che non vorrei più toccare, ma ho dovuto, in questi giorni, rispondere in maniera più o meno simile e ripetitiva ad alcune mail che mi ponevano domande ben precise al riguardo e trovo più semplice riorganizzare i miei pensieri in un solo post cui poi rinviare, tramite link, i vari tipi che mi contattano.
Per questo parlo di post di servizio e chi legge abitualmente la Malpermagione è meglio che lo salti del tutto, pena il tedio e lo sfinimento di leggere per l'ennesima volta (ma, come per altri argomenti, sono anche sicuro che sarà l'ultima) certi ragionamenti.

Ci si rivede...


14 commenti:

  1. ecco si bravo
    non parlare di quello là
    mai

    :)

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  2. Infatti.
    Appena ne ho scritto il nome sono calate le visite.
    Ma a picco eh.
    Silenziate Silente...

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  3. Per me è un piacere lavorare con te, Elvis. Sei attento e scrupoloso e sono sicuro che il tuo saggio sulla gnoc... ehm Donna nel cinema horror, sarà una delle letture obbligate dell'anno prossimo.

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  4. In realtà non è vero che le visite sono calate perché io ho cliccato tantissimo e fortissimo per far volare il Malpertugio sulle vette di gugl.
    Poi vedrete, quando diventerete famosi, lì, voialtri fumettari nerd, chi dovrete ringraziare... :)

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  5. Da ennisiano (sic. aboliamo tutti i sostantivi che finiscono con -ano?) non me lo farò certo mancare, viste certe prestigiose firme in calce. Ammetto però l'incapacità di utilizzo degli e-book. Limite mio e incapacità intesa come disaffezione immediata nei confronti dei venti righi che riesco a leggere prima di venire a noia. Mi manca lo sfogliare fisico, l'odore della carta stampata di fresco o ancora meglio di quella vissuta e un po' ingiallita. Il riporre sullo scaffale e vedere, passandoci davanti, la costina più o meno colorata. Leggere attraverso un display pone uno specchio di intangibilità che fa apparire distante un'esperienza intima e privata. Prima o poi mi adeguerò all'innovazione ma per ora preferisco contribuire alla fine del mondo spendendo in cellulosa. E chi non ha letto Hitman si giri dall'altra parte.

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  6. Sorry ma per quanto mi riguarda, l'unico Costantine degno è quello di Delano... quello di Ennis la reputo una copia mal riuscita.

    John, in Delano, è un uomo che ha delle idee, che ha volte sbaglia, che alla fine sa di non poter giudicare nessuno perché l'inferno è dappertutto e, prima ancora, nelle sue stesse azioni. Quello di Ennis pontifica di continuo, è circondato da persone che non la pensano come lui (mentecatti) o che ne sono il ricalco ideologico (gli amici). Perfino Kit, che lo lascia, è uguale a lui. Lo lascia solo per i casin in cui John la sta cacciando.
    Un esempio emblematico di come vengono trattate le comparse è Papa Midnite: contraltare coi suoi pro e contro, complesso, in Delano; cattivo voodoo da operetta in Ennis.
    Inoltre, il John di Ennis è banale da far paura. "Io posso vedere l'alba, almeno! Visto che bella?"... il dialogo col re dei vampiri è davvero degno di Moccia.
    E vogliamo parlare della critica sociale? Delano se la prendeva con chi davvero era al potere, in quel momento, con la Thatcher, inquadrata e nominata perfettamente, e con la sua politica. Ennis al massimo mi attacca una Lady D morta e inoffensiva, un Kennedy altrettanto inoffensivo, e un principe Carlo inoffensivo come gli altri due e pure in ombra. Bel coraggio, complimenti.
    Per finire... certo, gran bella pensata quella di vendere l'anima a tre diavoli differenti. Io però, fossi stato il Primo, lo avrei lasciato vivo come un vegetale, senza braccia o gambe. In fondo il patto riguardava la guarigione dal cancro, no? altro che indignarsi per un dito medio...

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  7. I motivi, seppur già chiari, li leggerò un'altra volta ben volentieri.
    Li condivido in gran parte.
    Io non compro più volumi oltre i 14-15 euro. E' una questione di principio (sebbene sia una frase stereotipata e insopportabile).
    Quelli che recensisco me li faccio mandare, oppure li leggo direttamente in Feltrinelli nel tempo libero. Anzi, mi sa che qualche volta ci si becca da quelle parti :)

    Per quanto possa interessarti, io credo che continuerò a regalare - più o meno come te - i miei ebook in formato gratuito.
    Devo dire che negli ultimi mesi ci sono segnali incoraggianti che mi confermano la bontà della mia scelta. Così come ci sono segnali preoccupanti con tutte (o quasi) le case editrici con cui ho collaborato finora in tema di antologie etc etc.

    Chiudendo l'immenso OT, complimenti a te per la parecipazione a questo volume.
    Non mancherò.

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  8. Sì, la storiella riempitivo dei vampiri era insopportabile, ma la retorica di Delano, con i demoni-yuppies e i ragazzi obnubilati dal calcio, era ridicola.
    Ennis ha molti difetti, in cima a tutti quello di adorare le proprie storie nel momento stesso in cui gli vengono in mente, e di farle spesso virare al macchiettistico fine a se stesso. Ma il suo Hellblazer è secondo me molto equilibrato nell'unire l'Orrore e il Male allo scazzo quotidiano; nel dipingere un'umanità che veramente, veramente fa schifo, e non per colpa della Thatcher o delle multinazionali che affamano i poveri bimbi africani, ma per colpa di ogni singolo patetico individuo, che è marcio di suo, ma è anche buono di suo, sempre - purtroppo è un casino, anche a distinguere i buoni dai cattivi...
    Con Ennis, Constantine non è un eroe buono, né romantico, né dannato; è uno che ha pena e schifo dell'umanità, che sa che non cambieremo mai, ma che continua a salvarla così, perché è più interessante farlo che non farlo. Lo preferisco immensamente a ogni altro atteggiamento! E l'unico antidoto alla retorica qualunquista dylandoghiana.

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  9. Però Irene, conta anche che la retorica coi demoni yuppies è ridicola adesso, ma all'epoca aveva un suo perché. E in Delano (che è retorico e verboso e su questo concordo) c'è molto di più il discorso del singolo marcio, proprio perché non c'è una scissione così manichea tra chi ha capito tutto dalla vita e chi non ha capito nulla. Ti faccio un esempio: prendi il club di Papa Midnite in Delano e il Caligula's di Ennis. Sono tremendi ed esecrabili entrambi... ma Midnite è uno che sa anche essere migliore di Costantine, volendo. Non è buono o cattivo, segue il suo interesse... e il succo di Delano è questo, principalmente: le persone seguono il proprio interesse, grandi o piccole che siano e il più delle volte si dannano. Il Caligula's, al contrario è gestito dallo stereotipo del ricco cattivo, che ti rassicura subito facendoti capire quanto è malvagio e insensibile in ogni minima battuta. Se da una parte avevamo individui mediocri che possiamo essere noi in ogni momento (e che Costantine stesso può essere), dall'altra abbiamo al solito un eroe sbruffone che combatte in modo emo con gente che possiamo chiamare "stronzi" o anche solo "coglioni" senza il minimo turbamento.

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  10. Non intendo entrare granché nel merito, fra l'altro, appunto, come detto Ennis più di tanto non mi convince. Però spesso mi fa ridere di gusto.

    Reputo però molto più interessante attaccare Kennedy che la Tatcher, tenendo sempre presente quanto sia comunque banale questo tipo di "attacco al potere" (qualsiasi cosa voglia dire) in entrambi, come gridare ora "abberlusconi abberlusconi".
    L'attacco a Kennedy è rivolto verso una figura da molti considerata positiva (non ricordo se Ellroy è arrivato prima o dopo e non ho voglia di controllare le date) ancora adesso, la Tatcher (a parte un ristretto gruppo) è stata da sempre considerata negativa da tutti, anche mentre governava.
    L'attacco a Kennedy di Ennis diventa facilmente universale, quello alla Tatcher di Delano rimane localizzato nel tempospazio e ha data i scadenza.
    Kit stessa mi piace proprio per i motivi per cui non piace ad Hanuman.

    Con questo non intendo attaccare Delano più di tanto, aveva svolte pagano-mistiche che lo slegavano dalla religione monoteistica che diventa perno in Ennis...

    Ma facciamo che aspettiamo maggio e ne riparliamo con il testo a disposizione, sarà molto interessante avendo commentatori d'eccezione come voi.

    Ed è un altro motivo, per me, per preferire l'elettronico. Avrò il mio testo e, come insieme di note, i vostri e ne uscirà fuori un lavoro collettivo molto più completo e interessante, superiore al testo cartaceo.

    A maggio!

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  11. @Hanuman: poi ti rispondo, intanto dico che "combatte in modo emo" e' un win. :)

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  12. Verissimo!
    Anche conduce anche la relazione con Kit in modo molto emo!

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  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  14. Grazie ^__^
    Attendo la ripresa della discussione perché stava diventando interessante!

    Solo una cosa, che è un po' OT... a me non dispiace che ci siano storie con elementi "a data di scadenza". Ok, siamo tutti d'accordo sul fatto che una storia è meglio abbia una certa universalità... però alla lunga è anche stancante, per me, vedere un mucchio di autori che si scazza contro i supersimboli e sta zitta riguardo quelli che possono censurarti, citarti per danni e cose del genere. A me non dispiaceva, per dire, che il presidente demente de "Il ritorno del cavaliere oscuro" avesse il volto di Reagan. Però qui è proprio questione di gusti personali e sono anche perfettamente concorde nel dire che l'attualità va gestita da dio, per non risultare retorica e ridicola.

    PS, il commento sopra cancellato è mio! era una versione light di questo :-)

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