CABIN FEVER 2: SPRING FEVER2009, USA, colore, 87 minuti
Regia: Alan Smithee
Soggetto/Sceneggiatura: Randy Pearlstein/Joshua Malkin
Produzione: Tonic Films e varie, Lions Gate Films
Paul, unico sopravvissuto del primo episodio emerge dalle malsane acque dello stagno e barcolla attraverso il bosco finendo investito da un bus scolastico.
Purtroppo tutto questo non è certo la fine del terribile virus che trova facilmente la sua via nelle acque di una sorgente e finisce nelle bottiglie d'acqua dirette verso l'high school locale.
E mentre bulli, bravi ragazze, principesse di bellezza, tipe dai facili costumi, nerd e freaks vari assortiti si preparano per il ballo di fine anno, il virus, distribuito in centinaia di bottigliette, comincia a far sentire la sua presenza.
I corpi perdono la pelle e si sfaldano, si squagliano e fiottano sangue ovunque, il contagio si diffonde.
La Prom Night diventerà ben presto una Blood Night...
Carrie che incontra American Pie, il tutto filtrato attraverso una lente camp-kitsch-bizarro-nonsense può in qualche modo darvi la misura di quanto vi attende in uno dei rari casi di sequel migliore del primo film (lo so, gioco facile...), il tutto purtroppo funestato da un montaggio assurdo e un finale fuori luogo e sotto tono.
L'ottima attenzione verso i dettagli e i personaggi è la base necessaria per allestire questo impasto di umorismo di grana grossissima, devoto recupero di atmosfere e situazioni anni Ottanta e splatter over the top.
Si parte inevitabilmente dalla fine del precedente capitolo, per far però capire quanto il collegamento sia pretestuoso e labile, a cominciare da una grande sensibilità nella scelta delle canzoni che vanno a comporre la soundtrack.
Titoli di apertura, dopo un iniziale bagno di sangue e vomito, che diventano un cartoon diegetico al suono di Dancing on our graves dei bravi The Cave Singers, ma a metà film ci si sarà dimenticati di aver ballato sulle proprie tombe e saranno tutti vogliosi di andare alla festa di fine anno scolastico, preparandosi al ritmo dell'obbligatoria Born to be alive, per poi scoprire che qualcuno ha fatto pipì (o peggio) nel punch insieme ai Ramones di Somebody put something in my drink, ballare ovviamente con il recupero della colonna sonora di Prom Night (d'altronde si tratta proprio di quella notte) e chiudere infine, mentre circolarmente partono di nuovo i cartoni animati sempre funzionali alla storia, con una Dark day coming che non lascia dubbi su quel che accadrà dopo la parola fine.
Alla cura posta nella scelta delle canzoni segue altrettanta cura nel setting highschoolesco che, vista la trama, pesca a pienissime mani da Carrie sia per quanto riguarda i costumi che le scenografie che, infine, per la scelta dell'attrice protagonista, Alexi Wasser (il cui personaggio guarda caso si chiama Cassie), sissispacekiana come poche altre.
E appunto dopo la secchiata di sangue iniziale, il regista rallenta toni e ritmi all'inverosimile, prendendosi tutto il tempo che gli serve per costruire John (un bravo Noah Segan, già visto in precedenza in Deadgirl), Paul e tutti gli altri ragazzi e resto dello staff scolastico (nel gruppo si annidano parecchi volti noti del nuovo horror).
Ritmo lento, quindi, da commedia slowteen, ma con continui, minimi segnali destabilizzanti o anche solo leggermente stranianti che contribuiscono a far montare l'attesa.
Un'unghia staccata e incollata con l'attak qui, un coniglio gigante là, presidi dai gusti sessuali forti e decisi, criptici festoni inneggianti a forme di vita marine, professoresse dal labbro deforme, un Larry Fessenden che gigioneggia per due minuti geyserando sangue in una tavola calda, e via via fino a creare un accumulo di segnali e rimandi che portano verso la splendida festa di sangue del secondo tempo.
Che ripagherà chi odia certi ritmi sonnolenti con una vera e propria orgia splatter.
Gente che urina sangue nei drink, una (in)sana sveltina in piscina che si trasforma in grandguignolesca tragedia, getti di vomito e qualsiasi altro liquido immaginabile, peni in bella vista che perdono pus, ragazze che quando si levano i reggiseni viene via anche altro...
Il tutto mentre qualche non meglio definito corpo speciale di polizia circonda l'edificio e comincia a massacrare, senza spiegazione logica, gli infetti.
E qui il film dovrebbe concludersi in gloria, perché quel che segue dopo è un finale fra i più brutti, posticci e inguardabili nella storia del cinema horror degli ultimi anni, girato con il piede sinistro, scritto con il piede destro, pensato con la chiappa sinistra e montato con quella destra.
Difetto grosso, comune a larga parte di quanto esce da Hollywood ma in questo caso ben più evidente e importante.
Vi basterà però troncare la visione una decina di minuti prima e potrete porre rimedio a questo inetto devasto.
Lasciate perdere logica e consecutio o voi che entrate, ma state attenti a due o tre teenager definiti con maggiore cura rispetto alla desolante media di questi film (il rapporto fra Alex e John, o il discorsino che John rifila a Cassie a metà ballo, fuori dalla scuola) e a vari momenti di ottimo e divertente cinema (il blow-herpes-job con tanto di discorso sulla vendetta, le varie scenette di preparazione al ballo...) che fanno di Cabin Fever 2 un memorabile film di serie B e una irrinunciabile festa gore di inizio anno.
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Filmato:
Bonus: Danzando sulle nostre tombe...




















Un bel bagno di sangue ci sta sempre bene, è un po' che non sguazzo nel buon vecchio splatterume.
RispondiEliminaPer quanto riguarda la recensione, Alan Smithee in cabina di regia è un vero tocco di classe...
Poteva essere veramente un gioiellino questo film, peccato per quell'obbrobrio di finale che lascia di stucco. West era nel giusto nel cercare di disconoscere tale pellicola, peccato che il suo nome rimanga lo stesso...
RispondiEliminail primo non mi era dispiaciuto, complici le musiche inquietanti del solito angelo badalamenti
RispondiEliminaquesto promette di essere divertente :)
Nella prima parte mi immaginavo già a consigliare questo film a tutti i miei vicini e cari.
RispondiEliminaL'intro animato... La musica...
E avrei definito questo l'unico sequel meglio dell'originale che a me, proprio non è piaciuto!
Poi invece si spegne inspiegabilmente e finisce tutto in una grande fuoriuscita di pus e sperma sanguinolento. Persino il cartone animato del finale è un guazzabuglio rispetto a quello iniziale. Un gran peccato.
tarta11@yahoo.it
Eh...
RispondiEliminaInfatti la prima parte è sotto totale controllo del regista, la parte finale è invece dominio dei produttori...
Pazienza, facciamo la tara e godiamoci quel che possiamo.
Infatti Ti West ci ha fatto i conti. Ma è riuscito a lavorarci? Nella prima parte giurereri di riconoscerne la mano... Lo trovo uno dei più apprezzabili e autorevoli; da seguire. Anche per le sue posizioni artistiche nei confronti di show biz e produzioni. Spero tenga duro, dato che lui può.
RispondiEliminaA proposito, stamattina ho letto il post "critica e querele". Cercherò di essere utile se possibile.
E' un tema a cui tutti quelli che tengono alla libertà d'espressione non possono rimanere indifferenti. E' proprio il silenzio la prima reazione che cercano con certi mezzi. La seconda, come hai segnalato, è reagire scomposti agitando insulti e minacce; informarsi e rafforzarsi è l'unica maniera per reagire con profitto. Proverò nel mio piccolo. Un caro saluto
Michele - tarta11@yahoo.it