sabato 2 gennaio 2010

Long Weekend (2008)

nature_grave_long_weekend_poster_cover_locandina_image_immagineLong Weekend (Nature’s Grave)
Australia, 2008, colore, 88 minuti
Regia: Jamie Blanks
Soggetto/Sceneggiatura: Everett De Roche
Produzione: Arclight Films

Peter e Carla sono sposati da qualche anno e la relazione comincia a mostrare crepe larghe quanto il Grand Canyon: lui è un arrogante-stronzo-affarista per il quale esiste solo il proprio desolante ego e lei, fredda e distante, è reduce da un aborto causato da certe sue leggerezze extraconiugali.

Senza reale convinzione, lui propone un week end di camping in una spiaggia remota e scarsamente frequentata.
La coppia di amici che avrebbe dovuto accompagnarli non si presenta e i due si trovano soli nella spiaggia in questione.
Peter ha comprato, con la consueta attitudine, parecchie migliaia di dollari di attrezzatura da camping, tanto per provare il brivido della vita selvaggia ma ricca dei vari comfort urbani e fra fucili da caccia normale e subacquea, bottiglie di birra buttate a mare, plastica lasciata in giro e alberi inutilmente abbattuti quando si poteva trovare legna per il fuoco in altri modi, comincia a distruggere l’ambiente circostante.

Ma la natura non tarda a ripagarlo con la carta della vendetta “panica” e per la coppia in questione inizia una allucinante immersione in un mondo dve anche i grilli e le formiche possono terrorizzare fino alla follia…

Non posso dire, in tutta onestà, di ricordare con precisione l’originale del 1978 di cui questo film dovrebbe essere un reshooting scena per scena ma per quel poco che rammento la prima versione era, come purtroppo spesso accade, più asciutta e focalizzata.

Non tutto è da buttare in quella che rimane sostanzialmente una grande occasione mancata: le immagini iniziali riempiono gli occhi di un paesaggio stupendo che purtroppo diventa ben presto la spenta, disattivata cornice di una pieroangelata a tesi, troppo urlata e dalla sceneggiatura manipolatoria che lega personaggi, piante e animali con i fili grossolani dei maldestri burattinai Blanks-De Roche.

James Caviezel e Claudia Karvan, a tratti bravissimi e a tratti insopportabili, sono costretti a vestire gli (scarsi) panni di due personaggi che non hanno alcuno spazio di manovra e le loro posizioni psicologiche iniziali mi fanno pensare a quello che ritengo essere l’unico elemento di inferiorità di Shining film rispetto al romanzo di origine.

Partire con un Caviezel (già) così monodimensionale e una Karvan (già) così debole e incapace di reagire non permette alcun ulteriore sviluppo nella loro situazione di scacco e ci troviamo ad assistere a un continuo loop che, per quanto talvolta piacevole, loop rimane.
Tutto il materiale narrativo, le tensioni e gli snodi vengono spiattellati nei primi minuti e a noi non rimane che rimirarlo over and over, senza progressione alcuna.
Caviezel/Peter cerca di essere accomodante e caring per un minuto, poi sbotta e impazza alla burinotexana; ammira per un secondo il cielo sempre più blu, sospira di poesia e buoni propositi poi imbratta ovunque,rutta e spacca le bottiglie in giro.
Né attacchi di animali, né spettrali lamenti notturni né qualsiasi altro tipo di avvenimento riesce a spezzare questa sequenza che spesso assume i toni di una ciclotimia assurda, con l'attore che calca sia i momenti razionali che le sfuriate emotive.

Peccato, perché entrambi reggono tutto sommato bene il peso dell’intero film sulle spalle (sono in pratica, eccettuato un brevissimo intermezzo in un pub, i due soli attori in scena), la Karvan (la rivedremo in Daybreakers) ha uno dei volti più interessanti ed erotici di Hollywood e Caviezel ha, a parer mio, il potenziale per diventare un grandissimo attore ma comincia a farsi un po’ tardi e dovrebbe forse scegliere meglio i progetti cui partecipare. Qui sceglie il Bale di American Psycho come role model e a tratti il giochino gli riesce ma troppo spesso perde controllo e misura.

Peccato anche perché uno degli elementi chiave del film (gli attacchi marini e il cadavere di dugongo spiaggiato che comincia a combinare strane cose) a me ha genuinamente perturbato e rimane ancora adesso, a distanza di giorni, impresso nella mente, ma si tratta di poca roba a fronte di una struttura così ripetitiva e a tesi.

Scontata (ma, di nuovo, a tratti efficace, elemento che rende difficile un giudizio complessivo) la parte finale con l'inevitabile discesa nell'inferno della Natura: siamo comunque nella stessa isola di Hanging Rock, non dimentichiamolo, e anche un koala o un innocuo (?) uccellino possono recare un danno terribile.
Jamie Blanks (Urban Legend) cerca di giocare alla one man band (filma, monta e compone la musica) ma non riesce a combinare granché in nessuno dei suddetti reparti, per sua fortuna ci pensa la buona fotografia di Karl von Moller a riempire alcuni dei vuoti, con gioco reso facile dalle splendide location.

A tratti attraverserete alcune sacche di angoscia che, viene il sospetto, sono involontarie e impreviste e spesso verrete presi per i capelli e rigettati a forza nella noiosa guerra di Peter e Carla.
Per fortuna, per quanto sembri assurdo dirlo, il dugongo ci ricorda che Das Unheimliche tende agguati ovunque e bisogna stare sempre in guardia.

E su tutto il resto, a chiudere un’esperienza di visione che raccomando nonostante una qualità a tratti mediocre, domina il lamento di Carla (che qui riporto generalizzato), ripetuto due o tre volte durante la vicenda e da me pienamente condiviso: la Natura non è bella, è orribile!

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28 commenti:

  1. Non ho visto il film, ma penso comunque che, se è vero che "Das Unheimliche tende agguati ovunque e bisogna stare sempre in guardia", è vero che spesso anche Das Heimliche dell' "Amore di Coppia" sottende angosce non meno potenti e disgreganti. Sono d'accordo poi sul fatto che la Natura è matrigna (recentemente un mio amico è stato morso da un piccolo ragno e quasi va al creatore per uno shock quasi anafilattico, e nella Bassa Padana, poi...).

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  2. Il fatto è che ci si ritrova a tifare per Madre Natura...

    Il povero dugongo non basta : das Unheimliche diventa Heimliche e la sensazione di minaccia incombente perde un po' di efficacia. Questo soprattutto perchè le si da un senso, diventa la "vendetta (giustificata) della natura vs uomo irrispettoso ed ingrato".

    Però la spiaggia è bellissima. E il dugongo pure.

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  3. ;) Vero.
    Devo ricordarmi di ringraziare Lenny per averti fatta arrivare fin qui.
    Ne ho rivisti dei pezzi ieri (del film, non di Lenny)e se avessero lavorato di sottrazione invece che di accumulo ne avrebbe (sempre il film, non Lenny) guadagnato un sacco...

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  4. Da quel che ho visto, è in arrivo una camionata di film su campeggiatori alle prese con la Natura Matrigna.
    Una volta, se uno andava nelle terre selvagge - chessò, a fare rafting sul Colorado - come minimo doveva incontrare Kevin Bacon perché la gita si tramutasse in incubo.
    Ora basta una puntura di vespa.

    La cosa mi incuriosisce - il cittadino disperato nella natura selvaggia è diventato da soggetto di commedia (penso all'eccellentissimo City Slickers con Billy Christal e Jack Palance) asoggetto di film "di paura".
    Di solito è il contrario.

    Inoltre mi pare di capire che l'alternativa a soccombere sia imbarbarirsi.
    Preoccupante.

    Che sia una reazione a tutta la propaganda "verde" degli ultimi anni?
    Gaia è incacchiata e noi ci siamo allontanati troppo dalle nostre radici naturali bla bla bla...
    Se è così, si tratta di sicuro di un fenomeno più strisciante e pericoloso del semplice negazionismo - l'idea "abbiamo turbato la Natura ed ora la Natura verrà a prenderci per farcela pagare" è tanto deleterio quanto il becero "va tutto bene, tornate a dormire!"

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  5. Verissimo.

    Anche se la vera, possente, terribile, montagnosa camionata in arrivo è quella dei film sull'Apocalisse, ne faremo indigestione, vedrete...

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  6. In proposito ho appena visto il trailer di "Legion" , uno dei prossimi film a tema apocalittico che usciranno in Italia...Il trailer in sè non mi ha colpito molto, ma chi può dire.

    Certo è che il mio sogno di vedere l'Apocalisse di San Giovanni portata sullo schermo così come è scritta dovrà aspettare a lungo...

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  7. il film era carino , mi ha incuriosito e l ho seguito tranquillamente....peccato non si capisca granche sulle morti....se non leggevo la trama con scritto che la vendetta viene da "madre natura" nn avrei neanche capito chi faceva gli omicidi.

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  8. Francesca
    ho seguito il film e devo dire che comunque e' carino ma le morti rimangono ingiustificate, e' strano che Madre Natura impersoni il male e la cosa che più non si capisce e' come fa ad uccidere Carla con una freccia!
    A parere mio anche gli uomini del bar che compaiono all'inizio per me possono centrare qualcosa con gli
    omicidi..

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  9. ?????????IMPORTANTE????!!!!!()()()()()()()()(
    IMPORTANTISSIMO
    ALLORA,HO APPENA VISTO IL FILM.A FATICA HO CAPITO CHE è STATA MADRE NATURA L'ASSASSINA(ANCHE SE FORSE GLI UOMINI DEL BAR....);ASSODATO QUESTO MI SPIEGATE COME MAI NELLA SCENA FINALE, IN CUI LUI CORRE NEL BOSCO PRIMA DI ESSERE INVESTITO,HA DEI FLASH NEI QUALI RICORDA FRASI DELLA MOGLIE MAI PRONUNCIATE NEL FILM COME:NON è COME DICI, IO TI AMO;MENTRE NEL FILM AFFERMA IL CONTRARIO?????????????
    E LA VISIONE DI LEI CON LA FRECCIA NEL COLLO CHE APRE 1 OCCHIO CHE SENSO HA?SEMBREREBBE CHE SIA LUI L'ASSASSINO PRESO DA UN RAPTUS CHE HA UCCISO LA MOGLIE TORNATA A PRENDERLO???
    RISPONDETE DATEMI I VOSTRI COMMENTI

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  10. IL FINALE DEL FILM è TUTTO SBAGLIATO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    COME MAI:NELLA SCENA IN CUI SI TROVA LA MOGLIE MORTA, LE DUE PORTIERE DELLA MACCHINA SONO APERTE?;COME FA AD ESSERE STATA UCCISA DA QUELL'ARNESE SE AVENDO FATTO I BAGAGLI AVREBBE DOVUTO ESSERE IN MACCHINA?PERCHE SI VEDE LA SCENA IN CUI APRE GLI OCCHI UNA VOLTA CHE è STATA COLPITA DALLA "FRECCIA";COME HANNO FATTO A MORIRE QUEI TRE CHE CAMPEGGIAVANO DALL'ALTRA PARTE DELLA SPIAGGIA?E LUI SI è INPICCATO?è STATA MEDRE NATURA?MA IL CANE?MUORE IN MACCHINA?MA IL dugongo COME FA A MUOVERSI?E POI QUANDO IL CAMIONISRTA LO INVESTE C'è TROPPA STRADA PRIMA CHE AVVENGA IL FATTACCIO,LUI SI POTEVA SCANSARE E UN UCCELLO NON PUO OSTACOLARE COSI TANTO ALTRIMENTI IL TIR SAREBBE FINITO FUORI STRADA

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  11. Ciao Anonimo, le tue annotazioni sono interessanti e corrette, complimenti, alcune cose non le avevo proprio notate.
    Attenzione però all'uso delle maiuscole, in Rete di solito equivalgono a "gridare", sarebbe meglio discorrere con le minuscole. E, parlando di dimensioni, come mai "dugongo" l'hai scritto in minuscolo?
    Ciao e grazie ancora.

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  12. dugongo l'ho scritto in minuscolo perche ho fatto copia incolla da sopra,ho scritto in maiuscolo perche volevo attirare l'attenzione.
    non mi sai dare nessun parere ora che ti ho fatto notare queste cose?

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  13. Non ho rivisto il film ma mi fido e diciamo pure che ci siano tutte le incongruenze di sceneggiatura da te ravvisate.Noterai che il film, come ho scritto, mi pare mediocre al massimo e che trovo sia occasione sprecata.

    In un film come questo, dove l'elemento che più mi colpisce è l'atmosfera, il senso di oppressione e sensazioni simili, allora posso tranquillamente mettere in secondo piano sviste come queste che non perdonerei invece in un film che si basa tutto sugli incastri di sceneggiatura.

    Però, se la memoria non mi tradisce, il finale è in effetti il momento che contiene più errori e facilonerie, sono d'accordo con te.
    Alcune delle quali però possono essere "spiegate" come delirio a occhi aperti del protagonista...

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  14. Stranissimo film. Non ho visto l'originale, ma devo dire che non mi ha annoiato nemmeno per un secondo. Le dinamiche psicologiche sono efficaci, l'egoismo infantile tutto maschile e l'insofferenza umorale tutta femminile sono ottimamente delineati.
    L'ambiguità è uno dei punti di forza della messa in scena: anziché la vendetta di Madre Natura io l'ho interpretato come il delirio di un uomo che ha appena ucciso la moglie e nella natura vede il riflesso del suo senso di colpa. Quasi niente di quello che vediamo a mio parere è successo davvero.
    L'ho interpretato come una discesa nel caos della mente del protagonista, e tutto ciò che sembra incongruente può essere accolto nella logica della distorsione mentale, come suggerivi tu.
    Non ho trovato una linea di demarcazione (non è detto che ci sia), comunque la donna potrebbe essere morta nelle fasi intermedie del film, uccisa da lui, forse nel momento in cui dalla fiocina parte accidentalmente quel colpo che si pianta nell'albero. Un colpo che forse non è per niente accidentale, come fa presagire la primissima scena in cui lui torna a casa e punta l'arma verso la donna sul balcone. Nella scena dell'albero infiocinato infatti la traiettoria del colpo non coincide minimamente col punto in cui era poggiato il fucile.
    Bravi gli attori e bravo il regista nel gestire l'ambiguità e nel creare una grande atmosfera angosciosa a partire da elementi banali. Il dugongo morto mi rimarrà impresso a lungo.
    Comunque, di tutt'altra caratura rispetto al pasticcio di Zampaglione, a cui per molti versi si può associare.

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  15. il film è davvero mediocre.. per le varie incongruenze e caratteristiche (loop ecc..)...

    forse il senso è un altro!!!!!!!!!!

    cos'hanno in comune le due famiglie?
    avete visto la scena in auto.. in cui appare la bambina triste.. e mentre sorpassano i genitori che litigano...

    i due protagonisti litigano...

    sembra che il film sia improntato sulla vita goniugale.. sui litigi, sulle separazioni...

    com fosse" contronatura" *_*..
    entrambe le famiglie muoiono...

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  16. Film sconclusionato, per una inutile storia di conflitti coniugali ed una natura incontaminata che...non c'entra nulla con il resto.La trama e' inconcludente como lo e' l'intero film che nel complesso e' solo discreto.Voto 6

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  17. ciao mi potete speigare cosa succed alla fine?come muoiono i protagonisti e il cane,come fa il dugongo a muoversi?? grtazie mille

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  18. il film ha senz'altro un ritmo sostenuto e non perde la suspence. La fotografia è spettacolare. Purtroppo non ho visto l'originale... Cmq il fatto che effettivamente, a parte il litigio finale, non c'è evoluzione nei caratteri, non sembra togliere niente allo svolgimento de È vero che ci sono diversi errori, come la traetoria della freccia, il cane che sparisce nella scena finale, la portiera aperta, ecc, ma sono piccoli errori che non hanno pertinenza per la trama.... Trama che secondo me è ben elaborata e anche chiara: non è la natura che per vendetta fa una strage. Sono gli esseri umani che vanno nella natura, pretendendo di essere padroni e non rispettano. Si portano dietro i loro rancori(vedi la famiglia litigata sul pulmino vw) secondo me è l'uomo che al cospetto della natura scatena i suoi scheletri e ed essendo ormai alienato non sa più stare alla natura circostante, ne sa controllare la sua stessa natura. Il dugongo "morto" che continua a spostarsi, quasi a inseguire il protagonista prende la parte della coscienza di chi in fondo sa bene di aver sbagliato, ma non vuole cambiare. Sembra dire: mi hai ucciso, adesso sarò sempre con te. Cmq è evidente che non è la natura a ribellarsi, ma l'uomo che distrugge se stesso: il padre che probabilmente amazza la sua famiglia e poi se stesso. Il marito che per incidente uccide la moglie (volendosi difendere con coda di paglia dalla "natura') e poi schlera e si fa stirare dal camion.... Nel complesso il film mi sembra ben fatto e bello da vedere e non capisco le critiche negative, bisognerebbe vedere l'originale, visto che si tratta di un re-shooting

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  19. bravo ingo... concordo..., non sarà un milestone, ma in questo film bisogna andare oltre e riflettere più in profondità come hai fatto tu...
    il dugongo è il punto massimo che ricorderò... e se andrò in campeggio in solitaria sono sicuro che la mia mente andrà a questo film... Caviezel a parer mio poteva dare di più...

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  20. www.maryforever.splender.com20 luglio 2011 17:26

    Anch'io concordo cn ingo, s'intravede in lui l'appassionato di cinema....bisognera' veder l'priginale!
    Mary www.maryforever.splinder.com

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  21. lol,mi rispondete a queste 2 domandine?
    * il dugongo si muove sulla spiaggia?se sì come,e come muoiono i protagonisit compreso il cane...thanks

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  22. ma sei mai stato in vacanza da solo?
    quando si inizia a bruciare il cervello e vedi cose che non sai spiegare?...ecco.... cmq ricordati che il dugongo si muove sempre di notte facendo perno sulle pinne anteriori come un leone marino....il cane è ancora vivo!

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  23. x me e una grande cagata.

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  24. Anche io sono d'accordo cn chi dice che il film sarebbe uno scontro con l'anima dell'uomo stessa, il quale (uomo) messo alle strette dal suo essere primordiale si scatena inveendo prima sulla natura e poi sui suoi stessi cari. Nello specifico, secondo me, il caso della famiglia col furgoncino è stato realmente un omicidio/suicidio del capofamiglia. Carla è stata uccisa con la fiocina dal marito, mentre lui era rimasto da solo accanto al fuoco e sentiva tutti i rumori di questo mondo, infatti spara un colpo e all'improvviso tutto tace. Ciò non toglie il fatto che ci siano cmq tanti punti che non tornano a cominciare dal camioncino della famiglia inizialmente vuoto che però poi viene trovato in acqua cn la bambina annegata dentro...io stessa mi chiedo "se è stato il capofamiglia, come ha fatto a farla annegare, senza perire lui stesso della stessa morte? E poi, se devi fare una strage, nn sarebbe stato piu comodo farli annegare tutti come la bambina??"...boh...Inoltre Carla che impossesatasi della macchina fugge dal marito, percorre un sacco di strada, investe un uccello e che fa?? Esce dall'auto...per fare che??? Mi chiedo...ah si..per esser uccisa! Poi finale: lui che viene investito dal camion (che tra l'altro aveva tutto il tempo di scansare) il cui conducente viene distratto da un uccello...l'unico filo logico che riesco a trovare è la natura che si ritorce contro, ma il dugongo morto che cammina rimane comunque un mistero! XD

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  25. Ho visto il film in tv 2 settimane fa e devo confessare che me lo sono sognata tutta la notte!!! Davvero angosciante...io avevo capito che la famiglia foss stata ammazzata da lei...mah!!!

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  26. Ho visto il film stasera sottotitolato su rai movie,devo dire che mi ha davvero colpito,è stato mlto angosciante!sul fatto che è stato il marito ad uccidere la moglie penso sia ricollegabile anche alla scena iniziale,quando lui punta la fiocina mentre la moglie è sul bancone,è come se il regista con quella scena volesse dare un indizio e la vera chiave di lettura del film!

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  27. Nei film australiani c'è sempre un rapporto con la natura molto contraddittorio. Vivono in uno dei continenti più inesplorati - direi affascinanti - del mondo e ne sono terrorizzati: squali assassini, dingo affamati, rapimenti di cui non se ne sa niente, zone popolate da misteri.
    Forse è per questo che comunque vedo film australiani, senza se e senza ma, e gli perdono alcune cadute di stile: per quel selvaggio di cui trasudano.
    In questo film la cosa più interessante è l'incompatibilità dell'uomo contemporaneo (maschio o femmina che sia) a vivere dentro la natura, rispettandola.
    Ci sono quelli che si sforzano, ma si portano comunque dietro la loro dose di cittadini viziati dal regime di telefonia e TV..
    Ne conosco parecchi di tipi come questi due (a proposito: consiglio la lettura di Giro di Vento di De Carlo per una versione similare e locale di tali personaggi), abilissimi nello slalom con l'utilitaria in città, ma assolutamente inadeguati ad approcciare l'incontro ravvicinato con una vespa (senza DDT!)...
    Comunque sottolineo un altro aspetto interessante: un maschio che si trova su una spiaggia stupenda con Claudia Karvan seminuda e con appetiti ancora ben vivi (un pò forzata la scena della sua masturbazione) non trova di meglio da fare che andare a cacciare (cacciare è una parola grossa rispetto a quello che combina...)
    Simpatico, se cerchiamo qualcosa di soft in una serata in cui siamo stanchi. Un pò banalotto: cosa che mi fa chiedere, ma che c'è di tanto non comprensibile in un plot così "facile" che molti anche in questo post si domandano? Bah...
    Comunque "Un tranquillo week end di paura" rimane un must in materia; tanto vale vedersi qualcosa di meglio: si sa la vita è breve, il tempo poco...
    PS. Forse l'abbinamento aborto + scappatella extraconiugale con tutto il resto contribuisce a farne un minestrone contorto troppo moralista, bacchettone .
    Mi fermo: sennò piano piano esce fuori che il film è proprio una cazzata...

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