mercoledì 6 gennaio 2010

Ci vediamo a Torino per la Mostra di Grafica Giapponese?

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Circa un mese fa si era parlato su queste pagine (ma in realtà gira nell'aria da tempo) di possibili incontri live fra i vari frequentatori abituali di questa Malpercasa.
Avevo prospettato l'apertura della mostra di grafica giapponese come possibile occasione, vivendo io a Milano ma avendo facilità a spostarmi a Torino (complice casa di mamma, ah, l'Itaglia...).

Rubo ora parecchie righe dal blog di Davide Mana (ma tanto mi deve parecchi spunti di post, è ora di iniziare a saldare il conto!) per presentarvi la mostra. Ci sentiamo dopo l'estratto per discutere della tempistica e modalità di proseguimento post mostra?

(E scusate l'uso, nel block quote, degli apostrofi al posto degli accenti, è solo colpa del cut'n'paste e del mio culo pigro che mi sussurra di bere un altro sorso di Rosso Conero e non stare a sbattersi a correggere il tutto).

La grande grafica giapponese

Giovedi’ 14 gennaio 2010 nella sala esposizioni dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino alle ore 18.00 sara’ inaugurata la mostra:

“Dall’ukiyo-e (il mondo fluttuante) all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese”

Inaugurazione

giovedi’ 14 gennaio 2010 alle ore 18.00 nella sala esposizioni dell’Accademia Albertina

Chiusura mostra

domenica 14 febbraio 2010

Orari di apertura

tutti i giorni (inclusa la domenica) dalle ore 11.00 alle ore 18.00

Ingresso libero

Curatori: Murasaki Fujisawa, Akane Fujisawa, Massimo Soumaré, Davide Mana, Raffaele Mondazzi
Consulente per l’allestimento: Gianfranco Torri
Direttore Accademia di Belle Arti: Guido Curto

Per la prima volta in Europa alcuni importanti artisti di grafica contemporanea giapponese si confrontano con gli autori classici che hanno operato nel periodo d’oro dell’arte nipponica, dall’inizio del ‘700 all’apertura del paese all’Occidente nel 1868.
Cio’ che unisce il mondo classico e quello contemporaneo e’ l’alta qualita’ dell’opera grafica; si utilizzano le stesse simbologie e temi letterari. Inoltre gli artisti giapponesi contemporanei colgono la cura dei dettagli, l’eleganza delle soluzioni, la raffinata scelta di colori dei maestri antichi, influenzando talvolta la produzione artistica occidentale.

Le opere antiche

Sono esposte, per la parte piu’ antica, una cinquantina di xilografie a colori di Utagawa Kunisada (1786-1865) vissuto nel Periodo Edo (1603-1868) e di altri autori del periodo dell’imperatore Meiji salito al trono nel 1868 tra cui Ogata Gekko (1859-1920). Un paio di frammenti di emakimono (rotoli dipinti) piu’ uno dei tre rotoli integrali che illustrano l’antico racconto di Shuten Doji (Il demone beone), estremamente rari nella loro interezza, datati tra il XVII e il XVIII secolo. Questi rotoli, lunghi ciascuno piu’ di sei metri, fanno parte di una tradizione editoriale di grande raffinatezza che univa la trascrizione di romanzi celebri a immagini pittoriche dipinte con estrema cura e riproducenti con taglio quasi cinematografico, molto vicino agli attuali storyboard, le scene principali delle storie narrate.
Le xilografie a colori (stampe da incisioni su legno di ciliegio realizzate utilizzando una tavoletta per ogni colore sino ad un massimo di 28 colori per la stessa immagine) sono di argomento vario.
Ci sono illustrazioni di romanzi della letteratura aulica del Giappone risalenti al Periodo Heian (794-1192) (come la Storia di Genji il Principe Splendente tradotto anche in italiano dall’editore Einaudi, conosciuto come il primo esempio di romanzo psicologico della storia). In altri casi abbiamo immagini di attori, del teatro tradizionale Kabuki ritratti in abiti di scena, che venivano affisse con funzione di locandina sulle porte dei teatri. Gli esemplari non utilizzati come affiches erano in seguito venduti ad estimatori ed appassionati per cifre molto economiche. Quando poi il Giappone apri’ i porti al commercio con l’Occidente queste xilografie presero la via dell’Europa, a volte utilizzate per avvolgere le delicate (e costosissime) porcellane destinate all’esportazione. Giunte cosi’ nelle mani degli artisti europei ed americani, diedero inizio a quel mondo di scambi ed influenze reciproche che produsse l’Art Déco, il Liberty e cio’ che fu definito “Japonisme”, il gusto per cio’ che proviene dal Sol Levante.

Il Giappone all’Accademia Albertina

Nella Biblioteca Storica dell’Accademia e’ conservato un album di magnifiche fotografie Views & costumes of Japan della A.Farsari & Co di Yokohama, probabilmente giunto a Torino come dono al re. Le fotografie colorate a mano, risalenti alla seconda meta’ dell’800 che riprendono scene di vita, paesaggi e monumenti di un Giappone ormai perduto. Tale album verra’ esposto la prima volta al pubblico in occasione della mostra.

Altro sodalizio dell’Accademia con il Giappone e’ documentato dal viaggio del pittore e incisore Antonio Fontanesi. L’artista, insegnante di Pittura di Paesaggio, fu invitato a fondare l’istituzione analoga nella capitale giapponese. Fontanesi insegno’ per due anni (1876-1878) la pittura occidentale di paesaggio, si ammalo’ e torno’ scorato a Torino nella sua Albertina.
Nonostante si sia trattato di un breve periodo, il pittore si impegno’ a fondo per insegnare nell’arcipelago le tecniche della pittura occidentale ed i suoi sforzi furono lodati e apprezzati; influenzo’ cosi’ l’arte nipponica e sollecito’ l’interesse subalpino per quest’ultima mentre in Europa le immagini del mondo fluttuante degli ukiyo-e vengono ammirate e apprezzate da Monet e dai pittori impressionisti francesi.
Inoltre, molti dei suoi allievi giapponesi divennero a loro volta famosi pittori che contribuirono a far conoscere in Giappone l’arte europea.

Le opere contemporanee

Sono presenti in esposizione le illustrazioni originali di sette artisti operanti attualmente nei campi della grafica di illustrazione, dell’animazione (“anime”) e del fumetto (i cosiddetti “manga” oggi letti in tutto il mondo). La comune radice pop (in senso etimologico, popular) collega l’opera degli artisti contemporanei a quella dei classici nella diffusione del “prodotto artistico” a prezzi estremamente accessibili. Sono esposti sia studi che opere. A queste ultime appartengono dipinti ad olio e acquerello, incisioni alla maniera nera e acquaforte su rame, mentre numerosi schizzi a matita e abbozzi preparatori, eseguiti su fogli A4 sono bozzetti realizzati con scioltezza per avvicinarsi alla costruzione dell’immagine definitiva di un prodotto editoriale o cinematografico.

Per leggere l'intero post vi basterà visitare Strategie Evolutive, il sito di Davide Mana.

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Ora, io non conosco NULLA di quanto descritto. Non è semplicemente possibile intendersi di tutto nella vita ma in questo caso mi vergogno un po' ad ammettere di non avere nemmeno un'infarinatura generica. Tendo a tagliare ciò che non posso approfondire: per esempio non ho mai visto un balletto in vita mia e non vado a teatro da un anno circa.

MA sono fresco reduce da due mostre bruttine qui a Milano (Edward Hopper al palazzo Reale e Frank O. Gehry alla Triennale) e magari posso schiantarmi a guardare robe giapponesi con attitudine totalmente selvaggia e ricavarne molto di più.
In più potremmo avere, se riusciamo a metterci d'accordo, una guida d'eccezione in Davide Mana, che ha curato la mostra e quindi saprà svelarci tutti i misteri e significati.
Davide dal vivo è un parlone allucinante e ha un aneddoto su qualsiasi cosa, tipo che se voi aprite a caso un dizionario e scegliete una parola sempre a caso lui vi racconterà qualche roba assurda su quella parola, di sicuro.

Internet serve ad avvicinare, a mettere in relazione persone che altrimenti difficilmente avrebbero potuto incontrarsi e nel corso degli anni sovente sono riuscito a rovesciare il corso del fiume elettronico, tramutando i byte in carne: vi ho già parlato dei miei incontri dal vivo con Lenny Nero o, appunto, Davide Mana, senza contare vari altri incontrati di persona parecchie volte come Andrea Bonazzi o alcuni utenti di vari forum e siti horror (non conto nemmeno più le pizze e le bevute fatte insieme a Valsecchi e altri de La Tela Nera, sono andato a casa del patron del Gruppo XII e sono tutt'ora amico e incontro di persona molti user di HorrorMagazine).

Quindi io ci sarò.
Chi vuole essere della partita?

Ci si può vedere intorno alle 15.00, gustarci la mostra e quindi bere quindici o venti birre in qualche pub facendo la gara a chi ha visto più film di pupù e altre cose del genere. Anche dal vivo intendo mantenere il silenzio sulla scena italiana ma ci sono tanti altri argomenti e comunque ovviamente tale silenzio non è certo allargato o imposto anche a voi!
Chi vuole può venire solo alla mostra, chi invece preferisce può rimanere anche dopo che si vedrà di che pasta, pardon, tasso alcolemico siete fatti.

Parto io proponendo una data, usate, usiamo i commenti di questo post per riuscire ad accordarci, possibilmente in poco tempo così eventualmente avviso sul posto di lavoro e prendo mezza giornata libera.

Sabato 23 gennaio 2010?

A voi la palla.

19 commenti:

  1. Io sarei molto volentieri della partita.
    Anch'io di grafica giapponese non ci capisco nulla, ma sono dannatamente curioso e della mostra e di fare la vostra conoscenza.

    C'è però un problema, il 23 gennaio sarò a Bozen che mia nonna compie 100 anni (ah… la famiglia…).

    Per cui sarei davvero contento se fosse possibile scegliere una data alternativa.

    Altrimenti pazienza, ci si vede alla prossima…

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  2. Che mi combini Sciallis. Quel blando vinello di Rosso Conero. Ti ho sempre fatto tipo da Nero d'Avola più Syrah che unisce un gusto morbido e speziato ad una gradazione alcolica degna di tal nome. Nel caso facessi un salto a Torino avrò cura di portartene una bottiglia insieme ad una gigantografia di Kit Carson (non ti dico in quale posizione). Il tuo accenno a Magnus Raviola mi ha commosso. Bravò!

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  3. A parte il fatto che parlone mi piace pochissimo, anche perché con un cambio di vocale diventa facilmente qualcosa di ancor meno lusinghiero...

    A parte ciò, dicevo, io non ho grandissimi problemi di date, e mi farebbe piacere vedere un po' di gente comme il faut alla mostra... basta con questi sciocchi intellettuali, questi orientalisti d'accatto e la presunta elite culturale sabauda...

    Ricordo intanto che alla mostra si entra gratis.
    Per le birre e gli alcoolici, discutetene con Sciallis.
    Io al limite posso consigliare una pizzeria.

    Qualora foste interessati, tenete presente che durante la prima decade di febbraio si terranno anche delle conferenze pubbliche - su argomenti che vanno dal sottobosco criminale giapponese del settecento al manga erotico contemporaneo passando per il mito dell'Oriente Misterioso e le tecniche di disegno di una nota artista giapponese (che ce le spiega di persona).
    Quindici conferenze in tutto.
    Relatori di gran classe, posso aggiungere.
    Pubblicherò il calendario appena saranno state definite date e scalette.

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  4. Mi piacerebbe molto incontrare l'iguana quindi sono ben disposto anche a un rinvio al sabato successivo (30 gennaio)...

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  5. Vabè, "blando vinello" per Rosso Conero e poi parlare di Nero d'Avola, insomma, Vinofilo, ecco... dai, fingo di tornare nel coma dei lurker.
    Per il resto morte al Giappone e morte al Vessius che dice GeAry e non GeHry (ci sarebbe anche una O di mezzo ma chiederei troppo). Google ti è amico... ;)

    j.

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  6. Nelle condizioni attuali non posso pianificare niente oltre le 24 ore...

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  7. Il 30 gennaio va benissimo!

    Ottimo!

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  8. Da anonino ad anonimo j. vatti ad impalare polentone

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  9. Se ho riconosciuto l'Anonimo J., dargli del polentone è errore micidiale :)
    Dateci dentro, ci mancavano le guerre vinicole su questo blog: ora mi accomodo e seguo il tutto...

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  10. Sono astemio... quindi che faccio, vi vedo solo alla mostra?...
    Comunque ci sarei, visto che a Torino - ahimé - ci vivo da decenni.
    Per me il 30 gennaio va benissimo.
    Orlando

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  11. Orlando - c'è spazio anche per gli astemi, non lasciamoci intimidire.
    Unico lato negativo del non bere?
    Dovremo occuparci noi di mettere a nanna questa manica di blogger etilici.

    Teniamo per buono il trenta, a questo punto

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  12. Il trenta e' un sabato giusto? Salvo imprevisti potrei esserci anch'io.

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  13. Ciao Elvezio!
    Grazie per aver segnalato la mostra!
    La mia unica possibilità di andare a Torino è stata ieri e mi sono emozionata.

    Citando una pubblicità : vedere gli schizzi ORIGINALI dell'"Incantevole Creamy" insieme agli Ukiyo-e non ha prezzo!

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  14. ma sarete tutti nerd? o verra' anche matita?

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  15. No, anonimo, tranquillo, tutti nerd.

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  16. allora forse non vengo, probabile che m'annoio a sentirvi blablaare con quei parrucconi sulla testa

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  17. Sì, anonimo, togli pure il "probabile", ti annoieresti di sicuro.

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  18. quindi vi mettete sul serio i parrucconi?

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