mercoledì 25 novembre 2009

Urban Gothic di Brian Keene

Urban_Gothic_Brian_Keene_copertina_cover_image_preview_picture_fotoUrban Gothic
Brian Keene
Leisure Books, 2009
Brossura
301 pag. - 7,99 $
ISBN: 978-0843960907

Cinque amici, di ritorno da un concerto, decidono di fare una piccola deviazione in un zona poco sicura della città per procurarsi un po' di marijuana.
La spedizione ha scarso successo e quando la loro macchina si blocca per un guasto, i ragazzi si accorgono dell'errore e cominciano a preoccuparsi: un gruppo di loro coetanei di colore si avvicina con fare minaccioso e non rimane altro che fuggire nella notte, nascondendosi dentro una vecchia casa in fondo alla strada, mossa che bloccherà immediatamente i loro inseguitori.

Quel che i ragazzi non sanno è che la casa non è disabitata ed è evitata da decadi dall'interno vicinato: troppa gente sparisce là dentro e nessuno vuole interessarsene. Quando spunteranno i primi membri di una ferocissima razza di mutanti cannibali di ogni foggia e dimensione, per gli amici non ci sarà altro posto dove scappare se non nelle viscere della casa, che diventerà un labirinto mortale.

Nel frattempo, all'esterno, gli inseguitori...

Chi ha già letto qualcosa di questo solidissimo autore statunitense saprà più o meno cosa aspettarsi dalla sua narrativa: nessuna intenzione rivoluzionaria sia per quanto concerne lo stile che per quel che riguarda i sottotesti, ottimo senso del ritmo, profonda conoscenza di archetipi, modi e strutture del genere horror e una certa tendenza a calcare la mano su violenza e splatter, spargendo però le scene "calde" in giro per l'opera, impedendo assuefazione e desensibilizzazione.

E tutto questo accade anche in Urban Gothic, nel quale Brian Keene sfrutta l'abusatissima struttura di un Texas Chainsaw Massacre, The Hill Have Eyes a mille altri titoli similari ma si mette a suonare lo spartito alla perfezione, inserendo poi, lentamente, alcune interessanti variazioni e persino accenni di tematiche sociali.

Si parte con un botto di quelli rari a leggersi in un horror contemporaneo: primo capitolo, pagina ventuno, non abbiamo ancora nemmeno mandato a memoria i nomi dei cinque ragazzi che uno di loro muore con la testa fracassata da un gigantesco mutante cannibale, nudo e (vi assicuro che non vi farà ridere quando leggerete) orrendamente superdotato.
Primo capitolo, pagina ventuno.

Da lì Keene opera a ritroso, avendoci ormai agganciato all'amo si tratta solo di saper gestire la lotta, di mollare un po' di lenza ogni tanto e trascinarci infine a riva. E quindi spazio, solo dopo un picco d'azione e un trauma/perdita non indifferente alla agognata e necessaria costruzione dell'atmosfera e dei personaggi.

I quattro sopravvissuti vengono definiti lentamente attraverso l'accumulo di azioni, pensieri e qualche flashback, il tutto mentre si addentrano sempre di più in una casa che è protagonista quanto loro dell'intero romanzo.
Stanze e corridoi di un labirinto letale che finisce con lo sprofondare sempre più nelle viscere della terra, dentro un antro che si penserebbe quasi preso in prestito da qualche intermezzo orchesco di Tolkien e compagnia danzante, se non fosse che questi mutanti cuociono e divorano esseri umani, discutono della qualità della carne, aprono buchi nella testa della gente per poi stuprarle in testa, eiaculare sul cervello e divorare il mix.

Vi pare eccessivo? Aspettate di inoltrarvi nella nursery, dove vengono allevati neonati che di umano conserveranno forse un 5% nascosto in qualche remoto segmento di DNA. Oppure attendete di cascare in un putrido laghetto sotterraneo e vivere una delle tante sequenze d'incubo che affollano questo autoarticolato del terrore.

Ma Keene sa giostrarsi bene e a ogni sguardo nell'abisso segue un momento di pausa, di approfondimento psicologico, di maggiore respiro e attenzione verso l'atmosfera, persino di qualche incursione nel sottotesto, spesso esplicitato.
Il tutto, lo ricordo, nei limiti della letteratura di consumo che soggiace quindi alle classiche leggi dei manuali che insegnano a come scrivere per essere pubblicati: Keene è pubblicato, e molto, segue queste leggi e le segue imprimendo comunque a ogni suo prodotto una serie di marchi di fabbrica personali e riconoscibili.

Ecco quindi che da un lato tenta di esasperare la classica vicenda dei ragazzini che entrano nella classica casa proibita, superando in gore e splatter larghissima parte degli altri scrittori che hanno percorso questi stessi corridoi e dall'altro lato inserisce alcune schegge impazzite, quali possono essere lo strano personaggio del ladro che penetra (più tardi rispetto al gruppo) nella magione d'incubo e che introduce qualche elemento di riflessione sulla crisi economica, che può parere (perlomeno, al sottoscritto è sembrato così) appiccicaticcio e pretestuoso ma in fondo riverbera e si collega ad altre considerazioni similari sparse nel romanzo.
Oppure, altro elemento non-standard, il comportamento degli inseguitori dopo che i ragazzi si sono rifugiati nella casa, sottotrama funzionale nel permettere al narratore occasionali uscite dal setting principale, a riveder le stelle, sia ulteriori momenti di commentario sociale (abbastanza facile, ma dovete di nuovo tenere conto di origine e destinazione del prodotto).

Si finisce per simpatizzare con i ragazzi. Sia con quelli dentro la casa che con quelli fuori. Si finisce con l'odiare i mutanti e con lo sperare che accada loro qualcosa di molto brutto. Si parteggia, si soffre per le perdite e si gioisce per ogni small victory. E questo non è davvero poco, è già più di quanto vi possa offrire la media similare in campo cinematografico, tanto per dire.

Valore aggiunto, Brian Keene affronta il problema horror del decennio, il maledetto telefonino e, non pago di risolvere in modo semi-brillante (ma difficilmente standardizzabile e ripetibile) la questione, insiste ulteriormente sul mezzo e dopo averlo reso inutile lo fa tornare utilissimo per larga parte del romanzo, dimostrando che quando si riflette sui problemi ogni tanto si può giungere a qualche soluzione.

Altro valore aggiunto per un dinosauro come il sottoscritto, ormai lo sapete, in Keene non troverete riflessioni meta- o attitudini post-: solo tanta narrazione spedita, lineare, avvincente, coinvolgente, priva di barocchismi e fronzoli vari, che mira al sodo e centra il tuorlo in 300 pagine e non , grazie a Cthulhu, in venti tomi da 1200 pagine l'uno con tanto di cartine, diagrammi ed elenchi telefonici dei nomi.

Degno erede della tradizione splatterpunk e solidissimo narratore horror, una delle voci più importanti attualmente al lavoro su questo genere, Brian Keene mi pare, a ogni ulteriore lettura, autore imprescindibile per chiunque voglia capire cosa sta accadendo attualmente nell'horror mondiale.

Ovviamente, non è pubblicato nel nostro Paese.

Potete trovare il volume su Amazon.com, nuovo a 2,5 euro (il mio portafoglio eiacula come i mutanti di Keene) e usato a 1,9 euro (ok: salto cappuccino e brioche oggi e mi compro un Keene o salto due pizze e due birre e mi compro (insert random italian book)?).

More cowbells!
More Brian "Hardcore" Keene!

COLLEGAMENTI:

Dossier Brian Keene

19 commenti:

  1. Ciao! sicuramente non ti ricordi di me, ci siamo conosciuti tanto tempo fa a Sanremo. Mi ricordo di aver letto una raccolta di poesie che avevi regalato ad Alessandro, quello dell'Antro di Gollum. Beh... ti lascio un saluto sul blog.
    Buona giornata
    Irene

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  2. Mmmm... mi vien quasi voglia di comprarmi Kindle.

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  3. Molto interessante, e pensare che pur scandagliando parecchi angoli della letteratura non ne avevo mai sentito parlare. Queste mura italiche sono proibitive.
    Credo lo leggerò, appena il web mi avrà aiutato ad accorciare le distanze tra un paese dove vengono pubblicate tonnellate di moccia, mocciosi e moccini e un altro dove almeno il panorama è un po' più vasto.

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  4. Queste cose, ogni tanto ci proviamo a segnalarle in Splattergramma...

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  5. Anch'io eiaculo quando leggo Keene.
    Questo suo libro e l'antologia sugli zombie (The Rising: Selected Scenes From The End Of The World) mi arriveranno come auto-regalo di Natale.
    Ora sto leggendo Ghoul.
    Elv, non ti ringrazierò mai abbastanza per avermi "presentato" questo geniaccio.

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  6. Okay, mi hai convinto con la cosa dei mutanti superdotati che stuprano i cervelli, sarà la mia prossima lettura.

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  7. Ho letto i 3 romanzi zombeschi di Keene (e Conqueror Worms) e mi sono piaciuti molto. Penso proprio che comprerò anche questo...

    Conf

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  8. Grazie a tutti.

    @ Jaelle: ciao! Ho un ricordo vaghissimo, purtroppo sono noto per la scarsa memoria. Conoscevo due Alessandri che vagavano intorno all'Antro (quanto tempo, e che ricordi che mi hai suscitato...)

    @ Re Ratto: basta ordinare anche solo la copia cartacea eh. Ma su Kindle e in generale sul formato elettronico tornerò a parlare presto, è stato un anno importante, da un usuale rapporto 10% elettronico 90% cartaceo sono passato al 30% e 70%, l'anno prossimo si passa sicuramente al pareggio e da lì sarà la semi-morte del cartaceo. Siti come gigapedia assicurano la circolazione GRATUITA di romanzi e saggi, sognavo questa cosa da quando avevo sette/otto anni.

    @ Il Bonazzi: spammone.

    @ Alex: Poi fammi sapere come hai trovato Ghoul, ancora non l'ho letto e ho letto recensioni un po' così al riguardo eh...

    @ Luigi: viziosone golosone...

    @ Anonimo: benvenuto o bentornato, magari alla fine fra tutti raccogliamo firme sufficienti per una edizione italiana!

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  9. Ale (Gariup) mi ha detto di dirti che Italo ti saluta alitandoti sul collo (ha detto che avresti capito) ihih

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  10. Ahahah ora capisco!
    Salutamelo e digli che gioco ancora a Magic, anche se solo in Tipo 1.5 (Legacy)...

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  11. Devo averlo assolutamente!

    p.s. ok per l'indice;)

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  12. Ghoul lo sto leggendo, ma per ora prende meno degli altri. E' un romanzo furbetto, con molta nostalgia degli anni '80...
    Lo recensirò!

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  13. @ Elvezio: Ottimo, sto seguendo con molto interesse l'evoluzione del formato elettronico (dopotutto lavoro in editoria...), a quanto pare i tempi sono finalmente maturi (per lo meno negli Stati Uniti, dove è ufficialmente scoppiata la "guerra" Amazon vs Sony vs Barnes & Noble). Attendo con ansia il tuo approfondimento, ciao.

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  14. senti un po', uomo dal portafoglio eiaculante, mi dai una lista di tre libretti e tre dvd da leggere/guardare in aereo e a letto quando non si ha voglia di niente?!

    :) thanks, if you do it.

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  15. @ Alex: temevo Ghoul fosse roba tirata via, ma ci sta vista la produzione annuale di Keene che, non potendo per ora contare su grossi incassi deve per forza sfornare due o te romanzi l'anno per campare...

    @ Re Ratto, beh però senza ansia dai, ci metterò ancora un po', dicembre è il mese più crudele non tanto per il poeta quanto per chi come me lavora in un negozio che vende candele e articoli regalo...

    @ Modesty: non sia mai che ti lascio a letto senza qualche tipo di soddisfazione. Giù secco e senza badare a questioni di genere...

    Libri:
    1) La trilogia della città di K - per capire come si possa scrivere come dei robot di ghiaccio e suscitare la più grande delle emozioni comunque.
    2) Alì il magnifico - Per provare infinita, infinita tenerezza per un serial killer e finire in lacrime anche se ci si pensa tosti.
    3) Le Radici del Male: l'autore più sottovalutato del mondo.

    Film:
    1)Il declino dell'impero americano - per parlare in maniera leggera e profonda di sesso e dei guasti dell'occidente
    2) L'amico di famiglia - per rimanere agghiacciati e terrorizzati senza mai sfiorare horror e roba simile
    3) Alta fedeltà - per tirare un sospiro di sollievo e sorridere in modo rock insieme a John Cusack e Jack Black. Un sacco di buona musica.

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  16. done!
    non ho trovato la trilogia. la ho ordinata. me la spediranno spero.

    a pelle mi prendono più i libri. ma ne avrò di tempo...quindi divorerò tutto.

    thank you, baby.

    love, mod

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  17. Ok, libro ordinato su ibs (http://www.ibs.it/book/9780843960907/keene-brian/urban-gothic.html), sarà il mio compagno di viaggio in terra giapponese.

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  18. Ciao Elvezio, ho appena terminato il romanzo. Davvero niente male: è crudo, potente, diretto. Forse l'unico appunto che gli muoverei è relativo a un finale un po' scialbo, ma sono molto schizzinoso con i finali in genere, ai quali oltretutto non do mai eccessiva importanza.
    Keene è un autore interessante, lo terrò d'occhio.

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  19. E tieni conto che secondo me è comunque un Keene minore...

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