lunedì 16 novembre 2009

Babysitter Wanted (2008)

Babysitter_Wanted_poster_movie_picure_immagine_locandina_fotoBABYSITTER WANTED
2008, USA, colore, 83 minuti
Regia: Jonas Barnes, Michael Manasseri
Soggetto/Sceneggiatura: Jonas Barnes
Produzione: Big Screen Entertainment Group

Angie è una ragazza appena arrivata in città per studiare al college e il distacco dalla famiglia (una madre fortemente religiosa) unito alla convivenza obbligata con una ragazza molto più disinibita, dedita ad alcool , droghe e sesso la mette alquanto a disagio.

Come se non bastasse, le sembra di essere seguita in giro per il campus e i vari avvisi di ragazze scomparse non la rassicurano minimamente. La ragazza, per tirar su qualche soldo e alleggerire il bilancio economico di sua madre, risponde a un annuncio di ricerca baby sitter.

Ecco quindi che Angie incontra i simpatici coniugi Stanton e il loro timidissimo figlio, Sam. Si tratta di accudire Sam mentre padre e madre escono fuori per una serata in città e tutto sembra andare a meraviglia, persino la rottura della sua automobile è risolta da un passaggio in macchina di un ragazzo del campus che sta corteggiandola e alla fine Angie è pronta a passare la serata nell'isolata fattoria degli Stanton,

Purtroppo per la ragazza cominceranno subito i problemi: strane telefonate, scoperte di dettagli alquanto morbosi all'interno della casa e un uomo misterioso e minaccioso che incombe fuori dalla porta. Quando arriverà il momento del confronto la ragazza andrà incontro alla più terribile delle scoperte...

Vedere a pochi giorni di distanza due film intimamente collegati fra di loro come The House of the Devil e Babysitter Wanted non aiuta certo il secondo a guadagnare qualche punto di valutazione finale in quanto vengono facilmente sottolineate tutte le debolezze dell'esordio registico del duo Barnes/Manasseri.

Che non sono tanto debolezze dal punto di vista della regia, assolutamente nella media del genere e anzi ben oltre il livello per degli esordienti, quanto nella concezione stessa di cinema, nella stesura di uno script che presenta qualche falla di troppo, nella scarsa attenzione ai dettagli e nell'enorme cambiamento/caduta di tono della parte finale.

Ma c'è molto di buono nella prima parte del film, con la lenta costruzione di atmosfera fra location azzeccate e interni ben costruiti, con la descrizione di una ragazza devotamente religiosa che non per questo ricade in stereotipi di bigotteria o Carrie-tudine di qualche sorta e anzi, riesce simpatica, bilanciata e intelligente.
Il piccolo miracolo avviene vuoi grazie ad alcune linee di dialogo ponderate vuoi per l'ottima prova fornita da Sarah Thompson (è davvero un grande anno per le attrici nell'horror) che riesce a rendere credibile un personaggio pericolosamente in odore di stereotipo.

Grande atmosfera e ritmo quindi, finché ci aggiriamo per il campus e anche nell'azzeccatissima fattoria degli Stanton per la quale Russel M. Jaeger (nome che spunta in alcune produzioni recenti, da The Crow: Wicked Prayer a The Burrowers passando per Dark Ride) ha una ispirazione geniale che da un lato suppongo gli abbia risolto alcuni problemi di costruzione del set e dall'altra destabilizza lo spettatore e aggiunge a tutte le scene girate lì dentro un forte senso di instabilità, insicurezza e pericolo.
Gli Stanton stanno ristrutturando la casa.
Ci sono teli, strumenti, scale, intere stanze ancora da sistemare e l'idea è di quelle vincenti, ennesimo segno di quanto contino i singoli reparti nella resa finale del film.

In mezzo a questa casa instabile, inospitale, poco illuminata e piena di scricchiolii e strane sorpresine dentro il frigo o nei mobili, Angie soccombe all'assedio esterno della misteriosa figura e a quello interno della sua sicurezza/fede minata dal recente trasloco nel campus e conseguente impatto con nuove persone e stili di vita.
Ed è un buon assedio, con i giusti inseguimenti e imprigionamenti, nulla da dire fino, purtroppo, a un certo punto della seconda parte del film durante il quale avviene un twist impossibile da riportarvi in questa sede pena lo spoiler totale.

Il twist in questione, lungi da spaventare o sbalordire, suscita una reazione comica che uccide il film all'istante, come se si passasse da Omen a Creepshow in meno di un secondo, senza cinture e con una avventatezza che non possiamo scambiare per coraggio.
E i registi, non paghi di questo cambio di marcia, pestano a fondo sul pedale, tolgono a Sarah Thompson riflettore e microfono e concedono tutto il palcoscenico a un Bruce Thomas over the top, innaturalmente somigliante a Bruce Campbell (e leggo infatti che ha interpretato uno dei mini-Ash ne L'armata delle tenebre) sia nel volto che nella recitazione, che comincia a gigioneggiare in lungo e largo senza nessun senso della misura e completa il processo di distruzione di un film che fino a quel punto aveva rappresentato una boccata d'aria nell'asfittico panorama statunitense.
Il tutto fino all'ovvia conclusione aperta in vista di qualche evitabile sequel.

Completano il quadro una comparsata di Nana Visitor (alla quale evidentemente piace molto interpretare la mamma non molto equilibrata nei film horror) e un Bill Moseley ormai da tempo sottotono, che accetta troppi film e non si impegna in nessuno, offrendo da un due anni a questa parte una serie di prove incolore.

Altri elementi nel film peccano di ridondanza, dalla colonna sonora onnipresente, sempliciotta e manipolatoria fino a certe scelte (la lezione d'arte, il ragazzo di Angie, la chiesa) che sottolineano didascalicamente un sottotono religioso che avrebbe funzionato meglio se tenuto in sottofondo.

Il cumulo di elementi negativi non deve però far pensare a una pellicola da evitare, anzi, Babysitter Wanted è novità da accogliere a braccia aperte grazie al suo ritmo sonnolento ma in realtà privo di momenti a vuoto, al suo evitare la facile splattericerca (sebbene le poche trippe che si vedono siano di prima qualità) e al mettere in primo piano una figura femminile lontana anni luce dalle meganfoxcafonate varie.
Must see.

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9 commenti:

Antonio D'Astoli ha detto...

Ti dirò la verità, questo Babysitter wanted l'ho trovato un pelino meglio del film di West perchè, seppur tenti con ingenuità di unire più generi, almeno si sbilancia e propone qualche contenuto effettivo oltre alla certosina operazione di ricostruzione dell'ambientazione tipica di un horror anni '70. Se ti interessa un film che sembra sbucato dal passato, un ritorno alla provocazione di quei tempi, ti consiglio Baby Blues di Jacobson e Kaleka del 2008 che sembra quasi il riflesso inverso di The Children. Saluti!

H.Stiglitz ha detto...

Che palle, basta! Ma nessuno ha visto The Descent part 2?

Elvezio Sciallis ha detto...

No, è nella pila dei film da vedere ma ci vorrà ancora qualche giorno di tempo, ahimè.

Ma mi sembra che tu ne abbia già parlato a sufficienza nella tua esaustiva recensione,
The Descent 2, giusto?

Angelo M. ha detto...

Assolutamente d'accordo con la recensione, che sottoscrivo :)

H.Stiglitz ha detto...

Ma no, dai! La mia non era mica una vera recensione, solo una ola entusiastica.
Per recensioni VERE intendo quelle che fai tu e pochi altri.

Andromeda ha detto...

Ho trovato insignificante (e svogliato) questo esordio del duo Barness-Manasseri. Il paragone - se è lecito farlo - con The House of The Devil non fa altro che evidenziare lacune, magagne e ingenuità di un film che lentamente cola a picco come il Titanic. La prima parte è riproposizione narcotizzata di vecchi cult anni '70, mentre la restante vorrebbe sorprendere con il suo essere fuorviante ma non fa altro che smentire - ingenuamente - quanto coerentemente era stato proposto fino a quel momento. Ti West invece ha dimostrato perizia chirugica nel costruire e badare certosinamente a ogni singolo elemento (atmosfera, fotografia, oggettistica) e nonostante la sua opera sia imperfetta sul suo sfondo giace quella a-temporalità che lo rende quasi unico nel panorama odierno. Babysitter mi è sembrato un accavallarsi di affermazioni e smentite costanti.

Elvezio Sciallis ha detto...

Non posso dire che Andromeda abbia tutti i torti. Io mi sono frenato perché, con le due visioni troppo ravvicinate, ho temuto di non riuscire a essere obbiettivo, ma quel che dice Andromeda mi trova più o meno d'accordo, anche se porrei più l'accento su alcuni degli aspetti pregevoli.

Vane ha detto...

mi piacciono troppo questi tipo di film.. andrò a vederlo e poi ti diro^^..

buona serata

Elvezio Sciallis ha detto...

Molto bene, torna a lasciare un commento con le tue impressioni al riguardo.

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