venerdì 23 ottobre 2009

Pig Hunt (2008)

Pig_Hunt_movie_poster_image_immagine_picturePIG HUNT
USA, 2008, colore, 100 minuti
Regia: James Isaac
Soggetto/Sceneggiatura: Robert Mailer Anderson e Zack Anderson
Produzione: Pig Hunt Productions

Quattro amici intorno ai vent'anni si riuniscono per un week end di caccia nel terreno di proprietà di uno di loro, John, ereditato da parenti. A loro si unisce inaspettatamente la ragazza di John, evidentemente contraria a queste prove di machismo ma nello stesso tempo capace di usare fucili e pistole assai meglio di chiunque fra loro.

Giunti nel bosco i cinque incontrano due ragazzi del luogo che sembrano serbare vecchi rancori con John e tutto il gruppo procede alla caccia al cinghiale, scambiandosi racconti sulla mitica presenza, in quei luoghi, di Pigfoot, un bestione pesante più di una tonnellata e con un particolare appetito per la carne umana.

Basta poco per esasperare i classici contrasti fra gente di città e inbred rurali, contrasti che sfociano in un evento drammatico che chiamerà a raccolta parecchia gente del luogo a dar caccia ai cinque amici.

Su questo scenario già drammatico si innesta la presenza di una comunità hippie composta da un leader maschile e un harem di femmine che vedono i cacciatori come una intrusione nei confronti delle loro redditizie piantagioni di marijuana e, ultimo piccolo particolare, il fatto che Pigfoot non è una bestia mitica bensì un mostro in molta carne e ossa...

Ricordavo James Isaac come allievo di Cronenberg che aveva affrettato e fallito il suo passaggio da figura di secondo piano a regista: Jason X e Skinwalkers sono due film incompleti e poco convincenti, che lasciano il tempo horror che trovano e Isaac sembrava destinato a una carriera di yes man buono per tutte le stagioni.

E invece, con azzeccata intuizione, questo filmaker si è slegato dalle major e ha pensato di affidarsi a una sceneggiatura di due newcomer che mettono insieme una storia tanto derivativa quanto interessante. I riferimenti sono quelli tipici di quando la gente di città comincia a mettere il naso negli affari della gente del bosco, ovvero Un tranquillo week end di paura e tutta la sua stirpe. Su questo innestate una robusta dose di natura impazzita (in questo caso è inevitabile menzionare, per affinità animalesche, Razorback) e quindi frullate il tutto.

Fin qui business as usual, come direbbe una vecchia band australiana, ma gli sceneggiatori hanno ancora qualche freccia al loro arco da caccia e, proprio quando stiamo adagiandoci sul classico scontro di civiltà con brutture redneck, ecco che improvvisamente voliamo verso Mansonlandia con la svolta verso la stramba comune hippie, terzo polo presente in quei boschi. E se con un’ottima amministrazione dell’atmosfera, fatta di un lento diesel che occupa tutta la prima metà del film, Pig Hunt ci aveva fatto dimenticare l’animale protagonista, vedrete che il grosso cinghialone si riprenderà le luci della ribalta poco dopo l’arrivo dei figli dei fiori oppiacei, generando così un vero e proprio overload di situazioni e minacce.

Film pasticciato dunque, ma il pasticcio di carne, se ben fatto, è un ottimo piatto e Pig Hunt rappresenta un giusto cambio di dieta rispetto ai vari remakestaurant presenti sulla piazza, condito com'è dalle giuste interpretazioni (ma non aspettatevi personaggi originali, sapete, nel pasticcio di carne si usano gli avanzi di ieri) e da discreti effettacci (nel mazzo presente anche, con un certo stupore visto che si tratta di pellicola low budget, la Industrial Light and Magic).

Quel che però, sopra ogni cosa, brilla nel film e lo rende ancor più meritorio di visione, è la colonna sonora organizzata da uno degli autori più suonati da sempre nel grammofono di casa Malpertuis: ogni volta che Les "Mud” Claypool innesta la quarta e comincia a suonare le sue sghembe morbosità di palude le scene ne guadagnano ancora di più.

Momento top: l’inbred che ha, sul cofano della macchina, un orsacchiotto con innestato un dildo gigantesco.
The only good hippies…

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1 commenti:

  1. Les Claypool merita sempre un ascolto. E in questo caso una visione.

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