SEGNALI DAL FUTURO(KNOWING)
2009, USA/UK, colore, 121 minuti
Regia: Alex Proyas
Soggetto/Sceneggiatura: Ryne Douglas Pearson, Juliet Snowden e Stiles White
Produzione: Summit Entertainment
John Koestler è un astronomo che non riesce a uscire dal feroce tunnel depressivo nel quale è entrato dopo la morte della moglie in uno spaventoso disastro. Cerca di badare al figlio ma alcool e tristezza sembrano avere la meglio.
Un giorno nella scuola del figlio riaprono una capsula temporale nella quale gli alunni dello stesso istituto, 50 anni prima, avevano rinchiuso disegni e testimonianze. A suo figlio capita uno strano foglio scritto da una bambina, pieno di anomali insiemi di numeri.
John scoprirà che i numeri non sono altro che le date e le cifre riguardanti tutti i maggiori disastri accaduti negli ultimi decenni. E nella lista sono presenti le date di alcuni incidenti futuri, compreso l'ipotetico Armageddon...
Ci sono i film di fantascienza. Poi ci sono gli horror, i western, i fantasy e i vari ibridi di ogni tipo e grado.
Infine ci sono i film con Nicolas Cage, che fanno genere a parte.
In questo tipo ben preciso di film il nostro attore preferito di tutti i tempi di solito si aggira, novello Diogene in versione supereroistica, con una torcia elettrica e lo sguardo vitreo, a indagare misteri e miserie combattendo contro tutto e contro tutti ma principalmente contro se stesso.
Scegliere Cage per fargli fare la parte di UN ASTRONOMO DEL MIT equivale a scegliere me per farmi fare il primo ballerino all'apertura della stagione della Scala: tutti rideranno e non crederanno mai e poi mai che siamo quel che pretendiamo di essere, ma ci si divertirà ugualmente un sacco.
Alex Proyas comincia a entrare in quella fase di carriera nella quale si smette di collegare al tuo nome l'etichetta "grande promessa del cinema fantastico, in possesso di un'estetica molto personale e ben definita" e si comincia a bollarti come "promessa mai mantenuta che continua a scegliere ottimi soggetti, veicolandoli con stile convincente e poco più e crollando come al solito nel finale".
Eccolo quindi partire tutto sommato molto bene: tiene bene in gabbia Cage, gioca a nascondino fra profezie religiose e momenti horror, mette in scena un ottimo, ottimo incidente aereo (il motivo per cui andrò a rivedere il tutto su grande schermo), sbanda un po' durante la noiosa indagine numerologica ma tutto sommato si tiene dalle parti di un episodio di X-Files girato bene.
Si continua con strani emissari, profezie, incidenti, case abbandonate con i loro misteri sepolti, ulteriore incidente (in metropolitana, anche questo degno di interesse anche se minore rispetto al primo) e poi perde sempre di più il controllo su tutta la carne messa al fuoco, finendo con il bruciare la costata e servire la salsiccia al sangue quando avrebbe dovuto al massimo fare il contrario.
Partire dai toni horror-apocalittici per finire poi nel new age da incontri del terzo tipo è un let down clamoroso che condiziona tutti i reparti e a cui naturalmente corrisponde un eguale crollo estetico: si passa dalle persone in fiamme agli angeli extraterrestri con le ali di luce, si passa dagli aerei che crollano al suolo e le metropolitane che sbandano in stazione a una generica ondata di fuoco in cgi, per tacere dei conigli bianchi e dei mari d'erba promessa...
Ognuno contribuisce a modo suo alla caduta del secondo tempo, con il solo Cage che rimane sempre e comunque uguale e fedele a se stesso (il che, ovviamente, non è detto che sia cosa positiva) e Marco Beltrami attacca con una serie di musiche enfatiche che paiono barocche, pacchiane e artificiose perlomeno quanto gli effetti speciali e le scenografie. Numerologia/cabala e cinema vanno raramente d'accordo (il confusissimo Number 23, il noioso e sofisticato Pi - Il teorema del delirio) ma in questo caso rimane la sensazione di aver avuto per le mani materiale sufficiente per tre film interessanti e aver buttato tutto alle ortiche quando si trattava di arrivare alle conclusioni.
Cage sembra quasi avere un sesto senso al contrario che gli permette di evitare senza esitazione ogni pellicola decente, privilegiando copioni destinati a rimanere negli annali del cinema brutto-brutto, quel tipo di cinema che non ti permette di trovare ideali leve o punti di fuga attraverso i quali magnificarne qualche aspetto e trarne un bilancio medio.
Ci sono alcune scene, in questo lungo (oltre due ore) Segnali dal futuro durante le quali non riesci nemmeno a trovare lo spunto per la comicità involontaria, dall'incredibile orda di animaletti del bosco infuocati e in fuga (Disney-on-acid) all'insostenibile, pesantissima noia del momento in cui Cage svela l'arcano delle sequenze numeriche fino all'intera, greve, illogica, implausibile mezz'ora finale.
Rido per non piangere, perché c'erano premesse stratosferiche in un progetto del genere e anche perché, sì, a dispetto di tutto andrò a rivederlo al cinema, vuoi per le due sequenze degli incidenti vuoi per vedermi di nuovo Cage strafatto di alcool che butta un occhio al foglio, controlla due risultati in prima pagina Google e se ne esce, occhioni a palla e naso cocainico, con la chiave di volta dell'intero Universo!
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Il MIT non ha un dipartimento di astronomia o astrofisica.
RispondiEliminaOra, prima che cominci il coro di pernacchie e il lancio del pop corn dal loggione per questa mia osservazione oziosissima, pedante e di nessunissimo interesse, permettetemi di riformulare il mio pensiero in maniera più coerente: con tutte le università d'America a disposizione, lo sceneggiatore decide di inventarsi un dipartimento che non c'è, probabilmente solo perché MIT è molto cool.
È un'inezia, ma ci avvisa che siamo nelle mani di un dilettante.
Voi potreste decidere di usare la faccenda della moglie morta (Ah, il trauma!) come dimostrazione di dilettantismo.
Io preferisco il dipartimento inventato al MIT.
La sostanza non cambia.
Magari è un dipartimento segreto e a te non sono venuti a dirlo.
RispondiEliminaIl dipartimento 52, vuoi mettere?
E la moglie morta fa sempre chick. Se voglio diventare famoso devo sposarmi e farla morire in un incidente, ormai lo so.
Va' che chiamo la morosa...
>tiene bene in gabbia Cage.
RispondiEliminaVedo che anche tu necessiti di ferie :)
Comunque mi fa piacere sapere che sei ricco. Sì, cioè, con quello che costa vedere un film al cinema ti pare che ci vado solo per vedere due scene?
Il Nicolas non ne imbrocca una da secoli.
RispondiEliminaMe lo ricordo ancora in Ghost Rider e mi viene da piangere :(
questa gente ci prende per il k::-(
RispondiEliminail film mangiasoldi è una ciofecazza. ci hanno presi tutti per creduloni romantici (citazione...)?
Buongiorno a tutti e comunque a chiunque leggerà il mio post. Ho visto ieri sera -in lingua originale- "Knowing" (Segnali dal futuro) e devo ammettere che alcune parti del film mi hanno fatto sorridere davvero. Però devo anche dire che nell'insieme mi ha lasciato un qualcosa di inquietante dentro. Forse noi, dal profondo dell'umana incoscienza, presuntuosamente non consideriamo possibile il verificarsi di eventi apocalittici e distruttivi a livello globale, sebbene ogni giorno esempi più ristretti ve ne siano in quantità in ogni parte del pianeta. Forse è proprio questo l'obiettivo del film: raggiungere quella parte dormiente in ogni spettatore e ricordagli che purtroppo tutto è possibile, anche il peggio...
RispondiEliminaNo, no, non è un problema di credere o non credere all'Apocalisse, al Ragnarok e al Kali Yuga, è che fatto con i tizi con le ali lucenti che salvano conigli bianchi e lasciano a terra Cage astronomo del MIT mi viene da ridere dell'Armageddon invece che averne timore, ecco...
RispondiEliminaRagazzo, non avete capito il vero messaggio del film...tutto è preso spunto da fatti che possono essere accaduti, come presagi vari testati da libri ed autori famosi, da studiosi di scienza e filosofia del paranormale ed altro ancora...un ultima cosa, il libro si chiama Angeli in Astronave e per coloro che non sono atei (e perchè no anche per quelli) sarebbe da leggere per comprendere che possiamo noi essere umani non provenire da questa terra. Bene, ora potete anche riderci su e prendermi per pazza; se così sarà continuate pure per le vostre critiche e serie tv alla "uomini e Donne" o "grande fratello", tanto questo mondo non sta andando più tanto avanti nella conoscenza, ma forse è davvero il momento di far rinascere questo mondo che abbiamo distrutto.
RispondiEliminaIl mio nome è V
Ciao V,
RispondiEliminase rileggi post e commenti vedrai che nessuno si è sognato di prendere in giro o criticare eventuali aspetti salvifici contenuti nel messaggio, che eventualmente rimangono in un campo di valutazione strettamente personale. Qui stiamo parlando della pessima realizzazione di una idea, non dell'idea o del messaggio stesso, quindi si è discusso di recitazione, fotografia, errori nello script e così via.
Grazie per la visita.