mercoledì 29 aprile 2009

The Dark Screen

The Dark Screen
Il mito di Dracula sul grande e piccolo schermo
Franco Pezzini e Angelica Tintori
Gargoyle Books, 2008
Rilegato, illustrazioni fuori testo
702 pag. - € 19
ISBN: 978-88-89541-28-9

Nessun personaggio, reale o di fantasia, ha conosciuto più trasposizioni sullo schermo - cinematografico o televisivo -del Conte Dracula. La creatura di Bram Stoker precede di gran lunga, in tale primato, Sherlock Holmes (insediato saldamente al secondo posto).
Quali i motivi di un successo così clamoroso e longevo? Come si è evoluta la figura del Principe delle Tenebre dagli albori del cinema all'era degli effetti speciali? Qual è il fil rouge che lega cineasti e interpreti tanto diversi tra loro, sconfinando nel musical, nel porno, nella pubblicità?

The Dark Screen non è, attenzione, uno dei soliti libri di cinema, ricchi di foto e illustrazioni cucite insieme con un commento più o meno originale e corredate da un elenco di "schede" che oggi ogni fan può autonomamente (e gratuitamente) scaricarsi da Internet.
Qui, il mito è analizzato nelle sue radici più remote e passato in rassegna in maniera completa e rigorosa, con competenza profonda e amore sviscerato, componendo un quadro di insieme probabilmente unico nell'ambito della saggistica su Dracula.

La prima cosa che ci si sente di dire, leggendo questo The Dark Screen, è che il "probabilmente unico" riportato sul risvolto è da leggersi senza l'avverbio.
Il testo di Pezzini e Tintori è unico nel suo campo, perlomeno in Italia, e non ha molto a che spartire con la maggior parte della saggistica di cinema horror scritta da autori italiani nel corso degli ultimi decenni, dove solo alcune opere collettive ad ampio respiro (segnatamente due volumi editi dalla Newton Compton) possono sperare di avvicinarsi alla monumentale esplorazione intrapresa da questi due indagatori d'incubo.

Molti i punti di forza di un testo che si propone come immediata e duratura pietra di paragone per ogni futuro approccio a uno dei totem orrorifici più importanti di ogni tempo, dalla buona (proprio perché non esageratamente lunga e omnicomprensiva) bibliografia a una leggibilità, una scrittura capace di intrattenere senza per questo diventare superficiale e vuota.
Ma è nel titanico tentativo di completezza che l'opera brilla di luce intensa, nel suo divenire implacabile stalker del vampiro più famoso, seguendo il Conte nei suoi continui salti fra palcoscenico, set e tubo catodico fino a catturarne la reale essenza.

Impresa non certo semplice, che richiede una preparazione specifica e una dedizione non comuni: l'intero curriculum di un ottimo studioso come Franco Pezzini sembra una traiettoria destinata ad arrivare infine a questo volume, dalle sue Victoriane su Carmilla Online ai vari interventi su LN passando ovviamente attraverso due volumi interessanti come Cercando Carmilla. La leggenda della donna vampira (Ananke, 2000) e Le vampire. Crimini e misfatti delle succhiasangue da Carmilla a Van Helsing (Castelvecchi, 2005).
Se alla formazione accademica di Pezzini si sovrappone l'estrema facilità di scrittura e l'ottima conoscenza del media cinematografico e televisivo di Angelica Tintori, diventa facile capire la semplicità di lettura di un mammuth di 700 pagine che disseziona Dracula come nemmeno nei più arditi sogni di Van Helsing.

E dopo un'indispensabile excursus su Bram Stoker e sulla sua opera ecco che l'imponente saggio propone diversi percorsi di lettura, organizzabili di volta in volta lungo assi temporali (quattro le "ere" principali individuate dai nostri), mediatici (inaspettata, per il sottoscritto, l'analisi di alcuni prodotti televisivi) o contenutistici, che permettono letture di volta in volta diverse e diversificabili a seconda della bisogna.

Ci troviamo di fronte a quello che per me è l'ideale di lavoro saggistico/critico, ovvero un testo che non poggia mai su qualche tipo di tediosissimo (e facilissimo) database di schede e recensioni, bensì tenta di individuare tematiche, discorsi, filoni, divagazioni all'interno della produzione su un soggetto apparentemente unico. è il tipo di lavoro cui ci hanno abituato da tempo autori come Arona e Catelli ed un tipo di proposta che a mio avviso distinguerà qualitativamente ancora per lungo tempo la carta stampata rispetto alla rete.

Ed è anche il tipo di approccio più corretto per quel mutaforma definitivo che è Dracula. Proprio in questo volume scoprirete che le trasformazioni in lupo, nebbia o pipistrello sono solo la punta di un iceberg costituito da decenni di necrofregolismo: dai sequel più o meno diretti alle narrazioni più o meno apocrife, dagli "altri" Dracula alle sue declinazioni ironiche, comiche e sensuali.

Ideale punto di partenza ed eterno ritorno per chiunque intenda studiare il personaggio, The Dark Screen è anche insolito esordio della Gargoyle in ambito saggistico, tanto più insolito a causa della sua altissima qualità, che diventerà difficile da eguagliare per eventuali altri volumi di saggistica proposti dalla sempre attiva casa editrice romana.

Obbligato a trovare qualche difetto, punterei sicuramente il dito verso l'incerto, sfocato e poco interessante reparto iconografico, sedici tavole illustrate che non rispecchiano quanto discusso nel volume.
Un must per la biblioteca di ogni serio studioso del fantastico trasposto su grande e piccolo schermo.

Collegamenti:

Arona intervista il duo dinamico
Gli autori
Le Vampire
Cercando Carmilla
The Dracula Library
Bram Stoker
Shroudeater
Vampiri.net

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3 commenti:

  1. L'ho sfogliato in libreria. Un bel malloppone enciclopedico, ma molto curato. Non per niente edito da Gargoyle.

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  2. Pezzini rulez!L'unica cosa più piacevole di leggerlo è sentirlo dal vivo.
    Ne vogliamo ancora.
    Ne vogliamo di più.

    Ed è bello vedere che la critica seria del genere ha finalmente uno spazio dignitoso.

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  3. Grazie per segnalazione (come al solito fondamentale) :)

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