WATCHMEN2009, USA, colore, 162 minuti
Regia: Zack Snyder
Soggetto/Sceneggiatura: David Hayter e Alex Tse
Produzione: Warner Bros, Paramount e varie
C’è una scena paradigmatica, una delle tante che si potrebbero scegliere in questo scempio, che illustra alla perfezione la totale inettitudine del regista e la sua profonda, imbarazzante mancanza di comprensione della realtà, mancanza che si traduce ovviamente in una rilettura di questa realtà priva di ogni tipo di attrattiva.
La scena è quella nella quale Nite Owl II e Silk Spectre II, dopo aver salvato un gruppo di persone da un incendio, fanno sesso a bordo della navicella.
Ciò avviene dopo che, per parecchi minuti e in occasione di diversi quadretti, abbiamo visto innescarsi un tipo particolare di situazione fra i due: ci sono quindi dei presupposti e delle aspettative. I primi vengono trascurati, le seconde deluse.
Lei è conciata come una zoccoletta fetish da quattro soldi e i due cominciano a chiavare: male, con un montaggio orrendo e, ciliegina sulla torta, con Hallelujah (nella versione di Cohen perché, ehi, Snyder è un filologo, mica cazzi) in sottofondo.
Non c’è carnalità, non c’è morbosità, non c’è sesso, non c’è nessun tipo di discorso sui corpi, sulle maschere e sul feticismo e non c’è di sicuro il “cold and broken” inno all’amore di uno dei più grandi poeti dello scorso secolo .
Solo due trombamici che sellano nel sedile di dietro della macchina di lui, con la loro canzoncina in sottofondo.
Banalissima cosa.
Quando avranno figli e sentiranno Cohen cantare una delle più belle strofe d'amore di tutti i tempi, penseranno alla loro sveltina in macchina e sospireranno, per poi sorridere confortanti ai loro rispettivi coniugi...
La scena è così volgare, così rozza, così oscena (e non nel senso inteso da Carmelo Bene), così priva di senso e di rispetto verso il pubblico che basterebbe questa a farci interrompere la visione.
Questa scena, come tante altre, dimostra la profonda incapacità tecnica di Snyder e la sua drammatica ignoranza di molti meccanismi base della narrazione.
Vi è una totale scollatura fra quanto mostrato prima e dopo, un salto logico, e, inghiottendo e accettando quel salto logico (cosa che non si deve fare) vi è una incapacità a dirigere e filmare due corpi che si intrecciano e, ancora più a monte, vi è una sostanziale incomprensione del cinema, visto quanto stridono fra loro messaggio sonoro e messaggio visivo, sia dal punto di vista dei contenuti che persino per quanto riguarda il ritmo.
Basterebbe questa scena.
Ma si va avanti e più si va avanti si capisce quanto Snyder non abbia compreso nulla e abbia affollato il quadro con una serie impressionante di citazioni e particolari, di riproduzioni esatte di tavole che a nulla possono servire se non a far inzaccherare ad altezza inguine i jeans dei nerd.
Scambiare la riproduzione calligrafica di qualche vignetta o sequenza per manifesto di fedeltà al testo è errore grave, gravissimo perché risolve una questione cruciale di metodo nello sguardo copione del compagno di banco, in affanno durante il compito in classe.
Quei compagni io li ricordo bene. Se interrogati su quel che avevano scritto copiando sul loro tema, non sapevano cosa rispondere.
Vi è poi la questione della noia generata dal continuo al lupo, al lupo gridato a squarciagola dal ragazzo Zack.
Ci si abitua fin dalle prime inquadrature a un confuso, smodato strepitio, un continuo flettersi di muscoli epici.
E cosa succede quando uno si abitua al quartino di eroina?
Giusto, ne ha bisogno sempre di più e giunge al punto che lo schizzo gli fa sempre meno effetto (oramai sballo poco anche con l'ero, cantava Finardi troppo tempo fa. Adesso si potrebbe dire che sballiamo poco anche con l'epos) e così nelle scene nelle quali la dose di ero sarebbe davvero servita, avrebbe davvero potuto significare, noi siamo ormai impermeabili e assuefatti.
Se ti riempiono le pupille di fuochi artificiali ogni sacrosanto giorno, Ferragosto e Capodanno ti sembreranno ordinari e meno caratterizzati.
L’universo snyderiano è un elementare, primitivo, semplicissimo piano dove tutto è epico, magniloquente, orchestrato, urlato, spiegato, elementarizzato, semplificato ed esemplificato, liofilizzato, massificato, reso ultrapop.
A guardare i suoi film si ha sempre l’impressione di avere dietro qualcuno che ci fa pat pat sulla testa, ci spiega tutto e ci consiglia di leggere seguendo le parole con il ditone, possibilmente recitando a voce alta.
Forse gli americani i fumetti li leggono così, sul portico, con la torta di mele e la limonata...
Nei film di Snyder se un personaggio si alza e si veste per andare a comprare le sigarette, la sua giacca svolazzerà al rallenti, la moglie piangerà guardandolo uscire e gli augurerà di farsi onore, tenendo i figli fra le braccia.
Lui, sempre al rallenti, sistemerà il cappello, un'ombra gli oscurerà parte del viso.
La portinaia lo guarderà e poi stringerà le labbra in una smorfia, osservando la povera moglie destinata a perdere l’eroe.
Corvi neri accompagneranno la camminata del nostro prode.
Urlerà entrando dal tabaccaio. Alcuni avventori in fila davanti a lui lo sfideranno ma lui li ucciderà con ogni arma a disposizione.
Alzerà la mano, punterà il dito e, dopo minuti di attesa, indicherà il pacchetto della marca preferita e un gruppo di avventori guarderà stupito, e ci sarà un coro greco in sottofondo.
Poi pagherà, sanguinando, e finalmente tornerà a casa, una mano sul grano che cresce a bordo marciapiede, le colombe bianche avranno sostituito i corvi neri.
Ma avrà comunque comprato una sigaretta e basta.
È tutto così stupido e offensivo in questo film che non si sa davvero da dove cominciare...
La voce off di Rorschach passa da ridicola (primi 30 secondi) a irritante, fino a trasformarsi in decisamente fastidiosa e più che lo splendido, traumatizzato reazionario dei tempi che fu somiglia a un investigatore anni Quaranta rincoglionito, che borbotta fra sé.
Ci sono momenti di make up che provocano risate involontarie (Carla Gugino ha 37 anni e non 65 e si vede in maniera clamorosa); c'è una schizofrenia furbetta nel cercare l'aderenza assoluta al testo solo quando conviene, per poi sbandierarla ai quattro venti come rispetto, ma quando invece non conviene (ovvero, chessò, nel ritrarre Nite Owl 2 imbolsito) si svicola via, così come (perché il pelo tira più di una quadriga) bisogna per forza far vedere il figone al posto della ben più modesta Silk Spectre II originale.
Serve tecnica, sobrietà ed eleganza e Snyder ha invece soldi, chiassosità e volgarità, quella volgarità ottusa che ti porta a girare un funerale con The Sound of silence in sottofondo pensando di essere un sensibile poeta, quando invece stai tentando di manipolare in maniera così grezza che solo chi davvero vuol farsi manipolare può trovare una simile scena in qualche modo toccante.
L’uso della colonna sonora è atroce e ondeggia fra il didascalico e l’incongruente, con evidenti e ricorrenti casi nei quali Snyder dimostra di non aver nemmeno cercato di comprender di cosa parla la canzone: prendete per esempio The times they are a’ changin, usato in quello che, mi auguro per lui, Snyder pensa sia un divertente, divertito e cinico contrappunto a quanto si vede su schermo...
Per un film che intende affrontare tematiche così importanti e che intende condirle con effetti speciali così esagerati, scene di lotta cruente, momenti di orrore e tutto il resto, Watchmen risulta così noioso, segmentato, confuso e banale da lasciare davvero perplessi.
Sparisce persino la principale attrattiva del precedente disastro di Snyder, l'inguardabile 300, che era la continua comicità di ogni scena.
Mentre in precedenza si rideva, in Watchmen le occasioni di umorismo involontario sono purtroppo poche e ci dobbiamo sorbire tonnellate di ovvietà hobbesiane sparate fuori con tono drammaticissimo come fossero l’ultima scoperta sociologico-politica.
Si dorme durante i balletti di lotta (i momenti più insopportabili dell'intero film, ripassate l'ultimo Punitore per capire che ci si può pestare in modo diverso), si dorme durante i flash back, si dorme durante gli alienanti e wikipedici spiegoni assortiti e non si sa se ridere o piangere quando la hippy mette il fiore nel fucile.
Guardando il film mi sono sorpreso, più volte, a domandarmi colpevolmente: ma davvero alla fine il fumetto narrava queste quattro boiate? Ma davvero Moore si è fermato a un livello così superficiale? Ma vuoi dire che ero così innocente e poco preparato da scambiare queste cose come illuminanti, la prima volta che le ho lette?
Per fortuna la risposta è no, basta ripigliare in mano il fumetto e leggere pagine a caso per rincuorarsi.
Il disastro ovviamente si riflette anche nelle scelte di cast che, a parte due o tre ruoli azzeccati, pescano a piene mani in un gruppo di incapaci capitanati, ovviamente, dall’inguardabile Malin Akerman, che dovrebbe davvero limitarsi a sfilate di moda e fotografie, senza mai aprire bocca, per pietà degli spettatori.
Privato di ogni suo possibile sottotesto, privato di ogni riferimento culturale e riflessione, privato di ogni addolcimento lirico e privato della sua stessa struttura (purtroppo per Snyder i fotogrammi si muovono e l'occhio non può tornare sulla griglia, cosa invece che era un obbligo durante la lettura), Watchmen rimane un bignamino nietzscheiano/nichilista per sempliciotti, infarcito di soap opera da quattro soldi e qualche riferimento storico sparso.
Ma per giocare in equilibrio fra cinismo e nichilismo serve una dose di letture e studi che Zackie non immagina nemmeno.
Billy Joel in We didn't start the fire aveva saputo fare molto meglio dei titoli di testa con molto meno tanto tempo fa.
A cosa serve rimanere “fedeli” al fumetto se non lo si è compreso?
Consola il fatto che, dopo i consueti ottimi incassi nel primo week end, il film abbia ottenuto persino in USA un vistoso calo al botteghino nel periodo seguente, sicuro segno di passaparola negativo, ma aspettatevi comunque ulteriori nefandezze per mano di un regista che ha già dimostrato in due distinte occasioni di non saper leggere le nuvole parlanti.
Troppo impegnato a copiare forme e colori, Snyder perde tutta l’essenza, le emozioni e i contenuti. Ne risulta un cadavere a tratti stupendamente colorato che balbetta di cose ormai sorpassate da decenni.
Come se qualcuno ora tentasse una brutta versione filmica di Neuromante con Nicolas Cage.
Troppo poco, troppo tardi, troppo urlato.
L’hanno vietato ai minori di quattordici anni quando dovrebbe essere vietato ai maggiori di dodici.
E quando non copia fedelmente dalla tavola, Snyder fa solo danni: ogni aggiunta, ogni intervento, ogni minimo cambiamento è disastroso, una serie di aborti infelici che si concludono ovviamente con l'atroce finale, che non mi sembra nemmeno il caso di commentare.
Di tutte le aggiunte la più sgradevole è ovviamente la violenza (l’omicidio di Rorschach con tanto di gamba della bambina in pasto ai cani, il pestaggio nel vicolo, il pestaggio nella base al Polo, ecc ecc).
Snyder ha tratto un film di soli supereroi da un testo che era affollato soprattutto di esseri umani, qui totalmente assenti.
La volgarità è sempre ovvia, va da sé, ma qui raggiunge vette inarrivabili.
Tutto quel che era sottile, nascosto, sussurrato, implicato dall’autore del fumetto scompare di fronte alla macchina da presa, che DEVE farci vedere l’omicidio di Rorschach, DEVE farci vedere lo stupro (che, appunto, nel film rimane “solo” stupro e per giunta sul tavolo da biliardo!), deve farci vedere TUTTO, SEMPRE e con colonna sonora esplicativa, nel caso non stessimo capendo ancora.
Questa, a casa mia, si chiama pornografia, voi chiamatela pure migliore trasposizione di sempre.
Collegamenti:
Sito Ufficiale
Pensiero laterale in Watchmen
Stupenda pagina wiki sul fumetto
Recensione Lenny Nero
Dossier Watchmen
Moore non vuole riduzioni cinematografiche dei suoi fumetti
Moore: I'm never going to watch this fucking thing
Recensione Silente
Alan Moore Special
Alan Moore still knows the score!
Recensione Fiocotram
Moore e il cinema
Peste li colga!
Recensione Blue Blanket
The Mindscape of Alan Moore (video, 77 minuti)
The Watchmen delusion
Filmato:
- Billy Joel Lyrics















22 commenti:
La sceneggiaturina dell'UOMO CHE VA A PRENDERE LE SIGARETTE descrive davvero lo stile (?) di Snyder alla perfezione. :D
Per quanto riguarda il film, be', mi è bastato il trailer, non è che mi aspettassi diversamente... D'altra parte a me 300 non aveva fatto nemmeno ridere, ne avevo visto un quarto d'ora e avevo optato per qualcos'altro.
Bella recensione, davvero.
Il film non l'ho ancora visto, quindi non posso dirti se la condivido o meno. Però hai argomentato, e tanto basta per dare un senso compiuto alle parole.
So che per te Snyder è una specie di Grande Satana da nuclearizzare il prima possibile.
Io posso dire che 300 mi piacque (visto al cinema: in Tv perde il 70% dell'impatto visivo) e che il remake de "L'alba dei morti viventi" lo giudico dignitoso, anche se inarrivabile rispetto all'originale.
Per inciso, io sono uno di quelli che OGNI TANTO va al cinema anche per staccare la spina.
Non pretendo sempre di vedere film che mi sconvolgano la vita o che mi facciano strillare al capolavoro.
A pelle credo che prenderei Watchmen in questo senso (ora mi divorerai la faccia?), discorso che del resto vale per il 70-80% dei film supereroistici.
Ok, Watchmen (cartaceo) non è "solo" un film supereroistico, ma alla fin fine non stiamo nemmeno parlando della Divina Commedia.
A volte la cosa che ci frega di più sono le aspettative che abbiamo su un'opera (anche se mi pare di capire che tu non ne avevi poi molte, considerando Snyder...).
Le trasposizione da carta a film sono quasi sempre inferiori all'originale.
Un po' credo che, dando volto, voce e tridimensionalità a parole e disegni, si ammazzi quella parte di immaginario personale in cui ciascuno di noi fa vivere i personaggi cartacei di cui ci innamoriamo.
E la cosa non ci va giù.
Spero di non aver scritto troppe minchiate, non ho riletto :-p
...vado a comprare fave e chianti, poi arrivo...
:)
Che 300 per te sia inguardabile è la dimostrazione definitiva del fatto che tu sia eterosessuale.
Essendo io omo(ma-non-troppo-emo)sessuale considero quel film una pietra miliare della cinematografia queer.
Quindi non osare esprimere giudizi, perchè in materia sei naturalmente incompetente. ;)
Ok, ho capito, allora mi vado a lavare la faccia :-)
@ Lenny: Ahahaha hai solo che ragione, dio bono, tutti quei maschi oliati e furibondi mi fanno sanguinare gli occhi!
Comunque fave e chianti anche per te.
Hai scordato di inserire il tramonto quando l'Uomo Snyderiano acquisra le sigarette. Il tramonto è importante. E c'è sempre. Anche di mattina. Non dovevi dimenticartene.
Non andrò al cinema a vederlo.
E forse non prenderò neanche il DVD.
L'unico modo per fare un film su "Watchmen" è fare un film su della gente che legge "Watchmen" a cavallo fra 1986 e 1987.
Fare un film sull'esperienza di leggere "Watchmen" nel suo contesto originale, creando un intreccio fra vita reale, fumetto e telegiornali d'epoca.
Un film in dodici episodi - uno per ciscuna uscita degli albi originali.
[eventuali cineasti indipendenti sono liberi di contattarmi per discutere i dettagli... Lars Von Trier astenersi]
Elv, ero convinto che alla fine non avresti visto il film (o quantomeno così mi era parso di aver capito dal tuo articolo "Zack Snyder è un deficiente"), invece vedo che alla fine ti sei concesso l'onere della visione.
Sulla recensione sono talmente d'accordo che quasi mi spaventa, non c'è una sola parola che non senta mia (forse sull'aderenza fisica del cast sono però meno negativo perché mi pare che i personaggi siano esteticamente molto simili al fumetto - salvo i distinguo mossi da te, ovvero che lo sono fino a quando non "conveniva" cambiarli): altrove l'ho definito film inerte e didascalico, ma probabilmente è anche peggio, proprio a causa della sua intrinseca volgarità.
Una cosa divertente è che in rete ho letto opinioni molto positive in cui si ipotizza che questo film sia un'evoluzione di un approccio "adulto" al genere dei supereroi cinematografici iniziato con "Il cavaliere oscuro". Invece a parer mio è esattamente il contrario perché proprio in un parallelo stretto con il film di Nolan i difetti fondanti la "poetica" di Snyder emergono in tutta la loro preoccupante evidenza.
Alla fine che dire? Per fortuna noi, nel nostro piccolo, ci siamo incazzati!
A presto.
Rodan75
@ Simone: Sì ma poi il tramonto tramuta in alba come i corvi in colombe.
Sono leggiadri simbolismi che tu mica puoi capire, c'è tutto un percorso essoterico che richiede centinaia di anni...
@ Davide: quanta ragione hai! io ho narrato il mio primo impatto con l'opera nel post precedente, ognuno dovrebbe farlo, una metapostmadeleine!
@Rodan: sì, se si pensa alle ottime uscite cinematosupereroistiche degli ultimi tempi Zackie viene ulteriormente ridimensionato, fa quasi tenerezza.
Ho letto varie recensioni italiane e mi sono sembrate, più o meno tutte, usare i soliti due o tre trucchetti retorici per esaltare una certa nerdaggine di fondo, come se l'essere un nerd (ovvero, per traslato, un fondamentalista) sia una cosa di cui andare in un certo senso fieri, stendo velo pietoso.
Quelle stesse recensioni poi, quado era il momento di motivare il loro "ma quanto è bello, ma quanto è figo" crollavano clamorosamente...
Ora attendo Wolverine, da alcune immagini mi pare sia stato fatto un buon lavoro ma boh, vedremo...
92 minuti di applausi!
Elv spero che la tua memoria sia preservata per i secoli a venire!
non ho mai letto un fumetto in vita mia
mai visto un film dall'inizio alla fine
però ho letto questa recensione
e non me ne fregava assolutamente un cazzo
questo per farti capire che ...
boh, sì, insomma. Che so leggere ecco.
So leggereeeeeeee!
grazie zack! grazie elvezio!
grazie! grazie!
sono commosso...
''''''''''''''''''
(lacrime di commozione)
Ogni volta che stendo un velo pietoso si mette a piovere.
Dai, belin, Gli Uomini Orologio se prendi abbastanza psicofarmaci è persino la meno peggio cosa pellicolata di 'sto tizio...
Una voce fuori dal coro: film molto bello, per davvero.
"Il cavaliere Oscuro" mi aveva annoiato, questo fila che é una meraviglia e i ralenti Snyder ha capito che li può usare solo un paio di volte a film.
Recensione ottima e divertente ma che non condivido affatto. Però Elv avevi cominciato il massacro già un anno prima, non vale.
Ecco, io che ho letto il fumetto due giorni fa, a quasi trent'anni, e mi sono innamorata, ora tremo al pensiero del biglietto per il cinema che è arrivato con la posta ieri mattina. Comunque sull'estetica di Snyder concordo con te, è un fascista del blockbuster, mano pesante, stile 'ce l'ho duro and it's so cool'. Vado al cinema col libro tipo antibiotico preventivo e me lo rileggo sulla via di casa.
L'unica cosa che mi sento di aggiungere, è che di fronte al discorso preliminare "Watchmen è infilmabile" rimangono molti dubbi, e un'unica grande certezza.
Io non so se la storia di Moore e Gibbons, nella sua essenza e poesia, possa o non possa essere ridotta per il cinema. Questo perché io non sono un regista, e non saprei nemmeno come progettare un lavoro simile. Ma d'altronde, non so nulla di fisica nucleare, però questo non vuol dire che sia impossibile costruire una bomba atomica.
Però, se per ipotesi fosse davvero così, allora Snyder sarebbe giustificato, quasi spartano/eroico, nell'aver tentato l'impresa.
E onestamente, non mi va di dargli questa ulteriore attenuante.
Quindi mi sento di dire: NO, non è l'opera ad essere impossibile da rendere.
E' stato lui a fare un lavoro di merda.
Così come tanti altri registi alle prese con adattamenti tratti dalle opere di Moore.
Penso che l'immaginario del mago di Northampton possa dare davvero tanto al cinema, se supportato dall'incontro con un regista consapevole degli strumenti che usa.
Anch'io mi complimento per la sceneggiatura dell'Uomo che Va a Comprare le sigarette ;)
Marco "FiocoTram"
@ Simone: è il tramonto quando il personaggio inquadrato trama qualcosa. Se invece poi crepa, allora è il crepuscolo.
Standing ovation.
Ho provato a dire anch'io perché si tratti di un film meschino, ma avevo troppa rabbia in corpo (credo) per riuscire a distillare qualcosa di comprensibile.
Oppure semplicemente non so pensare bene.
Bravo, bravo bravo.
Ciao, Elvezio. La tua recensione è come al solito molto ben scritta ed argomentata ed apprezzo il fatto che sia lontana anni luce dalle sterili considerazioni dei numerosi parrucconi che affollano la rete ed il rutilante mondo della critica cinematografica. Tuttavia non sono d’accordo sul fatto che Watchmen sia un brutto film. Io ho molto amato ed amo il fumetto da cui è tratto, eppure ho apprezzato la pellicola di Snyder, ritenendola una buona versione di una storia magistrale ed effettivamente ardua da tradurre completamente su schermo. Non ho trovato del tutto assenti i sottotesti presenti nel fumetto, ma semmai più difficili da individuare e decifrare per uno spettatore digiuno dell’opera di Moore. Per chi non conosca il fumetto resta comunque a mio avviso un film godibile e a suo modo “diverso”, che può lasciare l’amaro in bocca per il finale poco realistico e certo non all’altezza di quello originale, ma che ha comunque il pregio di portare su schermo, senza snaturarli, i magnifici personaggi creati da Moore. Personalmente molti dei punti deboli da te individuati li ho letti come necessità dettate dal passaggio da un media ad un altro, se non addirittura come elementi di pregio , come la voce fuori campo di Rorschach o la colonna sonora, forse didascalica ma certo utile contributo alla collocazione temporale delle vicende narrate, nonché citata dallo stesso Moore, nel caso di alcuni brani. Insomma, posso certo capire che il film possa non piacere o deludere le inevitabili aspettative, o si dimostri inferiore ad un confronto con l’opera originaria, ma si era partiti immaginando un’accozzaglia senza trama di combattimenti stilosi con gli Smashing Pumpkins come sottofondo, e invece ne è uscita a mio avviso una versione rispettosa e ben realizzata.
Matteo
Sono Nicola.
Su varie recensioni mi sono trovato d'accordo con Elvezio, su questa ASSOLUTAMENTE no.
Pur avendo già letto la graphic novel(che rtengo un capolavoro letterario) ho adorato questo film.
Come si fa a dire che è volgare? Forse alcune scene potevano funzionare meglio senza far vedere tutto, ma ce ne sono anche alcune che riescone perfettamente ad esprimere la poeticità e la raffinatezza del fumetto(vedere la barzelletta).
Sul doppiaggio sono concorde, fa abbastanza schifo.
Ma il film lo ritengo davvero bellissimo, registicamete ottimo; attori ottimi; scenografie e fotografia ottimo; parecchio fedele, non solo come storia ma anche come stile, al fumetto...
Capisco che non possa piacere, ma non che si possa attaccare così quello che è uno dei pochi blockburster recenti da potersi dire raffinato.
Caro Elvezio,
colgo l'occasione per esprimerti la mia stima; anch'io sono rimasto delusissimo da questa triviale riduzione del capolavoro di Moore.
Un appunto: Billy Joel. A parte che la canzone è orrenda, il testo mi è sembrato di un qualunquismo sfrenato; meno male che il video - con la sua ironica visione dell'american way of life - è poco rispettoso del senso che mi è sembrato di cogliere nel testo della canzone.
Un saluto
Vortex Surfer
Ciao VS e grazie.
Guarda, io penso che il video, appunto, rafforzi il senso di quell'elenco di parole e che l'intento di Billy Joel sia appunto quello di fare ironia e critica, cosa che ha sempre fatto (in alternanza a momenti di altro tipo) nella sua carriera musicale...
Leggere (capita di rado, purtroppo) che altri la pensano come me su questo film è davvero confortante, grazie ancora!
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