BATMAN: GOTHAM KNIGHT2008, USA/Giappone, colore, 75 minuti
Regia: AAVV
Soggetto/Sceneggiatura: AAVV
Sei piccole storie, vagamente interconnesse, volte a raccontare l’Uomo Pipistrello guardandone le gesta con sensibilità orientale. Sei cortometraggi animati che vanno a integrare quanto proposto da the Dark Knight.
Alcuni skaters raccontano a modo loro le gesta di Batman, finché quello che fra loro non ha molto da dire riuscirà a fare molto.
Il percorso di Bruce Wayne nel riuscire a gestire il dolore.
L’arma di difesa definitiva e il rifiuto di usarla.
L’oscurità, le fogne e tanto altro ancora…
Il processo di conquista dell’immaginario non può, nel caso di un personaggio così rilevante come Batman, limitarsi alle sole nuvole parlanti e per riuscire a cancellare i danni fatti dai lungometraggi precedenti la gestione Nolan serve ogni possibile arma, per cui ben venga la cavalleria giapponese che presta in questa occasione il “braccio armato” alla testa pensante americana.
Si ripete, pur con naturali differenze, quanto accaduto con Animatrix. Lì si partiva da un corpus di opere cinematografiche (la trilogia dei Wachowski) molto debole e il guinzaglio nei confronti dei creatori era assai lasso: la materia trattata offriva parecchio spazio e spunti e gli autori coinvolti hanno saputo percorrere i primi e cogliere i secondi con buona resa finale.
In questo caso invece mamma Warner ha mandato i suoi migliori cow boy per recintare la vacca sacra e il gruppo creativo (Jordan Goldberg in primis, coadiuvato da Brian Azzarello, David Goyer, Alan Burnett e Greg Rucka) impone una visione di Batman sostanzialmente rispettosa del mito. Ecco quindi che ai registi orientali e alle loro squadre non rimane altro che aggirare i paletti senza intaccare la sceneggiatura, cosa che ad alcuni di loro riesce molto bene.
In operazioni come queste la discontinuità qualitativa è organica, non sorprendono quindi più di tanto certe cadute di stile (segnatamente Crossfire e Field test, che girano a vuoto riducendosi a poco più che pura azione) in mezzo ad altri episodi molto, molto stimolanti.
Da ammirare senza dubbio l’iniziale Have i got a story for you che è quello che meglio di tutti salta il suddetto recinto attraverso l’escamotage boccaccesco delle storie narrate dai vari ragazzi.
Batman diventa così “libero” di trasformarsi di volta in volta in creatura di nebbia e oscurità, in vero ibrido uomo-pipistrello o addirittura in un bat-robocop rigido e monolitico.
Brilla anche il “solito” studio Madhouse che caligarizza a dovere l’Uomo Pipistrello, immergendolo in fogne tanto fisiche quanto psichiche nel segmento In darkness dwells ed è molto particolare il tratto usato in Deadshot, che riesce a fondere un’ottima cura del segno a una notevole inventiva nelle inquadrature e nella messa in scena tutta.
Si tratta di un insieme di cortometraggi d’animazione importante, che mi offre la sponda per cercare di riflettere, con il dovuto anticipo, su una trasformazione che temo avverrà sempre più e per la quale potrebbero essere sempre più necessari antidoti come questo.
I lungometraggi d’animazione di case come la Pixar/Disney o DreamWorks hanno ormai fatto il loro tempo. Meglio dirlo ora che finire poi confusi nel gruppo, quando fra qualche anno diventerà cosa ovvia.
Proprio ora, nel momento di loro massimo splendore, sono contenuti, come in ogni creazione e avvenimento di questo tipo, i germi della decadenza, una decadenza che colpisce a tutti i livelli, dal concepimento della sceneggiatura alla gestione psicologica dei personaggi fino, ovviamente, alla realizzazione grafica.
Sono il prodotto di una ristretta cerchia di persone che impone una visione influenzata da un'altrettanto ristretta cerchia di pensieri, filosofie, correnti e situazioni. Le loro soluzioni narrative e grafiche, man mano che accumulano spettacolarità, diventano sempre più povere e meno coraggiose, ma coprono questa povertà con lustrini e paillettes, così come è accaduto ed accade a certo cinema di fantascienza e fantasy.
Quindi ben vengano questi esperimenti e tanti altri ancora: proprio la natura segmentata di Batman: Gotham Knight potrà offrirvi lo spunto per esplorare altre opere dei registi/studios coinvolti, magari appunto senza la museruola occidentale (Madhouse ne ha combinate delle belle negli ultimi dieci anni di vita, lo stesso dicasi per Production I.G.), e scoprire che esistono soluzioni e proposte differenti dagli abituali blockbuster presenti in sala. Tutto questo senza nulla togliere al grande, seminale lavoro compiuto dalla Pixar che però, appunto, come tutti i lavori seminali dovrebbe in seguito produrre pensieri forti e innovativi e non cicliche riproposte nelle quali cambia solo il dato tecnologico alla base della realizzazione.
I mezzi per variare la vostra dieta ci sono, armatevi di forchetta e buon appetito!
Regia e sceneggiatura dei singoli episodi:
In Darkness Dwells: Yasuhiro Aoki, David Goyer
Crossfire: Futoshi Higashide, Greg Rucka
Working Through Pain: Toshiyuki Kubooka, Brian azzarello
Field Test: Hiroshi Morioka, Jordan Goldberg
Deadshot: Jong-Sik Nam, Alan Burnett
Have I Got a Story For You: Shoujirou Nishimi, john Olson
Tutti i soggetti e supervisione: Jordan Goldberg
Collegamenti:
Sito ufficiale
Il cavaliere oscuro
DC Comics
Bee Train
Madhouse
Production I.G.
Studio 4°C
Filmato:















0 commenti:
Posta un commento